
L’Esposizione Universale di Shanghai 2010 (1 maggio – 31 ottobre) sarà la grande occasione per esplorare il potenziale delle città nel 21° secolo, un momento significativo alla scoperta dell’evoluzione dei centri urbani e del concetto di civilizzazione del nostro Pianeta.
Per 184 giorni Shanghai sarà polo di attrazione per governi e persone di tutto il mondo. Prima esposizione universale incentrata sul tema della città, Shanghai 2010 metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo, conoscenze avanzate sull’urbanistica e nuovi approcci all’habitat umano (stili di vita innovativi, nuove condizioni di lavoro) al fine di incoraggiare e promuovere uno sviluppo sostenibile tra differenti comunità.
Nella nuova era, l’Expo di Shanghai 2010 auspica un progresso incentrato sull’uomo. Un cammino fatto di innovazione scientifica e tecnologica, diversità culturale e cooperazione vincente per un futuro migliore, puntando sul legame cruciale tra rinnovamento e interazione tra i popoli.
200 nazioni e organizzazioni internazionali coinvolte, oltre 70 milioni di visitatori previsti, l’Expo di Shanghai sarà un evento di portata internazionale straordinaria. Un record di partecipazione e pubblico mai avuto nella storia delle Esposizioni Universali.
Il logo dell’Expo di Shanghai si ispira alla figura del carattere cinese che significa “il mondo”. L’emblema proietta l’immagine di tre persone – io, tu, lui/lei – nel momento dell’abbraccio, a simbolo della grande famiglia del genere umano in armonia e felicità. Il logo rappresenta così il focus dell’Expo 2010 sui temi di “comprensione, comunicazione, unione e cooperazione” rimandando al concetto di sviluppo sostenibile incentrato sui valori umani.
A proposito di tale concetto richiamiamo l’attenzone sulla «Gëlle Fra» cioé la statua più celebre del ”Grand-Duché” (donna in oro e platino sostenuta da un obelisco in pietra), qui sotto riportata.

E’ un monumento dedicato ai caduti lussemburghesi durante la prima guerra mondiale e rappresenta un simbolo di libertà e resistenza per il popolo del gran ducato e sarà esposta proprio in Cina al World Shanghai Expo 2010
Questo simbolo di pace fu creato dal Lussemburghese Claus Cito per incoronare il coraggio dell’arma que aveva combattuto al fianco dei Francesi e dei Belgi durante la Prima Guerra Mondiale.
Questa statua fu l’emblea di manifestazioni patriottiche fino a quando i nazisti non la fecero scomparire durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 1981 i resti del monumento furono ritrovati sotto le gradinate dello stadio Josy Barthel. La statua quindi fu restaurata e deposta al suo posto nel 1984.
Per evitare e prevenire eventuali rischi di danneggiamento irreparabile della statua, una copia sarà modellata prima della sua partenza per la spedizione cinese di Shanghai.
La statua sarà trasportata da un Cargolux in un imballaggio speciale per l’occasione, per fare ritorno in terra lussemburghese nel prossimo Novembre.
Andrea Castaldo.
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Sorpresa, sapori e tradizioni
C’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati.
Chi ha detto che fare sport è soltanto muoversi ad alta velocità, distendere o sollecitare i muscoli attraverso macchine o attrezzi di vario genere? Niente di più impreciso.
