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	<title>Italiansinlux Blog &#187; Roma</title>
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	<description>Il Blog degli italiani in Lussemburgo</description>
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		<title>Modesta proposta: 5 punti per un sistema politico italiano migliore.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo che la politica in Italia sta dando di sé è veramente squallido, almeno questo è cio&#8217; che tutti dicono, ma addiritttura i politici, dunque la cd casta sono ben coscienti dell&#8217;enorme divario che ormai esiste tra i cittadini e i loro rappresentanti. Le cause di questa disaffezione verso la politica sono note e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_13178905_XS.jpg" rel="lightbox[4294]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4296" title="Montecitorio, Roma" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_13178905_XS-294x300.jpg" alt="" width="235" height="239" /></a>Lo spettacolo che la politica in Italia sta dando di sé <strong>è veramente squallido</strong>, almeno questo è cio&#8217; che tutti dicono, ma addiritttura i politici, dunque la cd casta sono ben coscienti dell&#8217;enorme divario che ormai esiste tra i cittadini e i loro rappresentanti.<strong> Le cause di questa disaffezione verso la politica</strong> sono note e comunque molti sociologi hanno analizzato il fenomeno. Si puo&#8217; affermare che la principale ragione è che i cittadini non sopportano più certi privilegi della « casta » nè accettano che la politica sia autoreferente, cioé che parli un linguaggio per i soli adepti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, considerazione non da poco,in un momeno di crisi che richiede <strong>grandi sacrifici</strong>, che i politici questi sacrifici proprio non li voglio fare. Ma che diamine! Come si puo&#8217; accettare l&#8217;aumento delle tesse, la stagnazione dei salari, la disoccupazione galoppante,e i sacrifici economici, quando la casta difende dei privilegi inconcepibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco perchè avanzo questa mia piccola proposta. Una proposta per prevenire come avrebbe detto Giuseppe Berto. Per prevenire una incontrollata ed incontrollabile voglia di indignazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_28454150_XS.jpg" rel="lightbox[4294]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4295" title="handshake isolated on business background" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_28454150_XS-300x201.jpg" alt="" width="242" height="162" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ecco dunque i 5 punti della proposta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 1-</strong> Riduzione del numero di parlamentari a 500, eletti su base regionale, con abolizione del Senato e con una camera, l&#8217;Assemblea Nazionale eletta ogni 5 anni;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 2-</strong>Abolizione di tutte le Provincie con assegnazione delle funzioni ora esercitate ai Comuni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 3-</strong>Ineleggibilità ad ogni carica pubblica per chi sia stato condannato per un delitto non colposo con sentenza definitiva, o condannato in primo grado per reati contro la Pubbica Amministrazione, o per reati associativi , di mafia, o per delitti contro la persona. In caso di condanna durante il periodo di elezione,decadenza immediata dalla carica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4-</strong>Riduzione degli emolumenti dei parlamentari sulla base della media europea. Abolizione di ogni tipo di vitalizio per gli ex parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 5-</strong>Eleggibilità a tutte le cariche pubbliche limitata a 2 mandati e comunque per un periodo non superiore a 10 anni,che favorirebbe il ricambio della classe politica, almeno a livello di eletti in pubblici consessi.</p>
<p style="text-align: justify;"> Questa proposta (modesta certo, ma pur sempre una proposta) se attuata nelle sue linee fondamentali potrebbe portare ad un nuovo modo di intendere la politica, che comunque deve ritornare ad essere un servizio verso la comunità, ma anche ad un nuovo prototipo di politico, cioé di cittadino che per alcuni anni della propria vita si impegna a lavorare per il bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco<strong> il vero senso della proposta:</strong> restituire alla Politica (questa volta con la lettera maiuscola) il suo ruolo di servizio ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2011/10/modesta-proposta-5-punti-per-un-sistema-politico-italiano-migliore/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :446<span class="sfforumlink"><a href="http://www.italiansinlux.com/forum/discussioni-varie/modesta-proposta-5-punti-per-un-sistema-politico-italiano-migliore/"><img src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/ash/bloglink.png" alt="" /> Join the forum discussion on this post</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Quando conobbi un Santo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 19:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi scuserete, cari lettori, se per una volta  vi parlero&#8217; di una mia esperienza personale, ma l&#8217;occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II e la trasmissione televisiva in mondovisione, mi ha riportato alla mente un ricordo che, in realtà, è sempre stato ben presente. Era il settembre del 1980 quando ebbi l&#8217;occasione di incontrare Karol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/05/papa-wojtyla-beatificazione.jpg" rel="lightbox[4160]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4161" style="margin: 5px;" title="papa-wojtyla-beatificazione" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/05/papa-wojtyla-beatificazione-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Mi scuserete, cari lettori, se per una volta  vi parlero&#8217; di una mia esperienza personale, ma l&#8217;occasione della beatificazione di <strong>Giovanni Paolo II </strong>e la trasmissione televisiva in mondovisione, mi ha riportato alla mente un ricordo che, in realtà, è sempre stato ben presente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Era il settembre del 1980</strong> quando ebbi l&#8217;occasione di incontrare Karol Wojtila, il Papa Giovanni Paolo II. L&#8217;occasione fu una visita, una udienza privata, come si usa dire nel gergo della Curia Romana, a Castel Gandolfo, la residenza estiva dei pontefici. Arrivai di buon mattino, insieme ad alcuni miei concittadini, accompagnati da Mons. Carlo Poggi, pure piacentino, che sarebbe divenuto dopo qualche anno vescovo della diocesi di Fidenza, per assistere alla messa che il Papa avrebbe celebrato, come ogni mattina, nella cappella privata della residenza apostolica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricordo questo incontro</strong> a distanza di anni, io ero allora un giovane venticinquenne, come una esperienza molto emozionante e significativa. Infatti dopo la celebrazione della messa il Santo padre si intrattenne con tutti noi presenti rivolgendo, con il suo stile franco e diretto un pensiero a ciascuno. La sensazione che ebbi di colui che oggi è stato beatificato dalla Chiesa è  stata di una profonda spiritualità, una fede ferma e sicura, ma anche di una persona cordiale di immediata empatia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente <strong>una esperienza particolare</strong> fu proprio la partecipazione a quella Messa celebrata dal Papa. Vi posso garantire che osservare quell&#8217;uomo, quel sacerdote in quel momento e la sua profonda compenetrazione in quanto di mistico si stava svolgendo fu un “qualcosa” di veramente particolare. I suoi silenzi, ma anche la sua voce ferma e possente sono un ricordo assolutamente indelebile.<br />
Indipendentemente dalla fede che ciascuno di noi possa avere o non avere, la testimonianza che oggi posso portare è che <strong>Karol Wojtila, sicuramente aveva un qualcosa di mistico e di particolare</strong>, non solo come sacerdote, ma anche come uomo, per la sua capacità di trasmettere la propria fede e le proprie convinzioni, ma sempre col sorriso e con la forza della comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, attraverso la <strong>beatificazione</strong>, che, come noto è il primo significativo passo verso la proclamazione di santità, la Chiesa ha sicuramente reso onore ad un uomo, ad un Papa, che ha segnato con la sua presenza la fine di un secolo, anzi di un millennio e l&#8217;avvio di una nuova era.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Karol Wojtila fu interprete di un grande cambiamento della società,</strong> fu testimone e protagonista di questo grande cambiamento. Ne fu interprete attraverso una pastorale che lo ha portato a visitare un po&#8217; tutti i Paesi del mondo. Fu un uomo di grande fede, a volte molto rigido nella difesa dei propri principi, certamente, per alcuni versi, fu anche tradizionalista, ma sicuramente attraverso la sua grande capacità comunicativa è riuscito ad avvicinare alla Chiesa persone in tutto il modo, superando spesso contrasti che sembravano insanabili. Per questo credo che il “beato” Karol Wojtila resterà nella storia dell&#8217;umanità come un personaggio-chiave per comprendere anche questi nostri tribolati giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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Numero di letture :510]]></content:encoded>
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		<title>Gli ultimi giorni di Mussolini &#8211; Libro di Pierre Milza</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mussolini è morto due volte: la prima il 25 luglio del 43 in quanto guida per più di vent&#8217;anni dell&#8217;Italia fascista, la seconda il 28 aprile del 1945 sotto le pallottole dei partigiani italiani in applicazione della condanna a morte inflittagli dal comitato milanese della resistenza. Incomincia cosi il bel libro “Les derniers jours de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mussolini è morto due volte:</strong> la prima il 25 luglio del 43 in quanto guida per più di vent&#8217;anni dell&#8217;Italia fascista, la seconda il 28 aprile del 1945 sotto le pallottole dei partigiani italiani in applicazione della condanna a morte inflittagli dal comitato milanese della resistenza.</p>
<p>Incomincia cosi il bel libro <strong>“Les derniers jours de Mussolini<a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/9782213655482FS.gif" rel="lightbox[3546]"><img class="size-full wp-image-3547 alignleft" style="margin: 5px;" title="Les derniers jours de Mussolini" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/9782213655482FS.gif" alt="" width="154" height="232" /></a>”</strong> (ancora non tradotto e pubblicato in Italia) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Milza" target="_blank"><strong>Pierre Milza</strong></a>, professore emerito all&#8217;Istituto di Studi Politici di Parigi, storico francese, è considerato uno dei massimi esperti proprio nella storia del fascismo. Figlio di un emigrante Italiano originario di Bardi nel parmense, ha scritto numerosi saggi sull&#8217;Italia dal risorgimento a fascismo.</p>
<p>Milza descrive con la minuzia dello storico, ma anche con il gusto letterario che gli è proprio, quasi fosse un romanzo, la vicenda assai nota delle ultime ore di vita del duce.</p>
<p><strong>Tutto ha inizio a Milano il 25 aprile del 1945 alle otto di sera.</strong> Gli anglo-americani, supportati dalle forze della resistenza italiana hanno ormai occupato l&#8217;Italia del nord fino alla linea del Po, le forze popolari si apprestano a sferrare l&#8217;insurrezione finale, la Repubblica Sociale Italiana, lo stato satellite voluto da Hitler con a capo<strong> Benito Mussolini</strong>, sta per dissolversi come neve al vento.  E lui, il duce, tenta, con la mediazione del Cardinale Schuster, arcivescovo di Milano, una sorta di accordo con i capi della Resistenza milanese, una uscita di scena più o meno indolore, la garanzia della salvezza per se e i fascisti fedeli. Come noto questo estremo tentativo fallisce in quanto i partigiani chiedono la resa senza condizioni. Mussolini decide quindi di partire con i gerarchi e i ministri. Per andare dove? Esattamente non lo sapeva nemmeno lui.. forse in Valtellina per l&#8217;estrema resistenza o più probabilmente nel tentativo di riparare in Svizzera e consegnarsi agli agenti alleati.</p>
<p>Milza descrive, come in un avvincente romanzo,<strong> il caos che regnava in quei giorni </strong>e i personaggi che fanno parte di quella storia.Cosi&#8217; vediamo gli ultimi gerarchi del fascismo repubblicano (o repubblichino, termine coniato dal movimento antifascista per denigrare lo stato fascista), che troveranno anche loro la morte per fucilazione analogamente al loro capo. Su tutti il segretario del partito, l&#8217;ex giornalista fiorentino<strong> Alessandro Pavolini</strong>, che fino all&#8217; ultimo promette al duce l&#8217;arrivo di migliaia di camice nere per difendere l&#8217;ultimo baluardo della repubblica ( ma quante volte Mussolini fu ingannato dai suoi stessi gerarchi sulla consistenza delle forze in campo!). Ma questi fedelissimi pronti all&#8217;estrema resistenza si riveleranno solo una trentina di giovanotti non ancora maggiorenni. Per il resto è un fuggi-fuggi generale una corsa la si salvi chi puo&#8217;.</p>
<div id="attachment_3549" class="wp-caption aligncenter" style="width: 202px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Pierre_Milza.jpg" rel="lightbox[3546]"><img class="size-full wp-image-3549" title="Pierre Milza" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Pierre_Milza.jpg" alt="Pierre Milza" width="192" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">Pierre Milza</p></div>
<p>Dall&#8217;altra parte emerge la figura del<strong> comandante partigiano Pedro</strong> ( al secolo il conte Pierluigi Bellini delle Stelle) un nobile fiorentino che comanda la 52 brigata Garibaldi una formazione comunista (lui che non è comunista). Pedro è colui che arresta Mussolini quando, la vicenda è nota, questi tenta di fuggire a bordo di un camion tedesco (vestito da sottufficiale germanico) durante un posto di blocco a Dongo sulla sponda occidentale del lago di Como.</p>
<p>E&#8217; lo stesso comandante Pedro che consente a Claretta petacci, l&#8217;amante di mussolini, di raggiungerlo e di seguirne quindi la tragica sorte.</p>
<p>Lei, Claretta, che, per amore, accetta dunque la morte accanto al suo uomo. Una figura, quella di <strong>Claretta Petacci</strong> mai esaminata con obbiettività dalla storiografia ufficiale. Una donna innamorata, una donna forte e determinata, su cui è stato scritto spesse volte a sproposito ogni genere di male (nell&#8217;Italia bigotta del dopoguerra non poteva certo esaltarsi la figura di una “amante” per di più dell&#8217;uomo che aveva portato l&#8217;Italia alla rovina seguendo l&#8217;alleato tedesco in una guerra disastrosa)</p>
<p>Eppoi tanti altri personaggi tutti ben descritti anche nei loro risvolti personali ( e qui sta l&#8217;abilità del Milza) che fanno parte di questa storia.</p>
<p>La parte comunque più interessante da un punto di vista dell&#8217;analisi storica dei fatti proposta nel libro riguarda due circostanze mai del tutto chiarite.</p>
<p><strong>Chi effettivamente ha ucciso (o giustiziato, vedete voi) Mussolini?</strong> Che ruolo hanno avuto i Servizi segreti Britannici (l&#8217;Intelligence service) nella vicenda della cattura e soprattutto nella soppressione del duce senza un processo e naturalmente senza che venisse consegnato alle forze alleate come espressamente previsto nell&#8217;accordo di armistizio siglato a Cassibile l&#8217;8 settembre del 43 e sottoscritto per l&#8217;Italia dal generale Castellano per conto del Capo del governo il <strong>Maresciallo Badoglio</strong>?</p>
<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/mussolini1.jpg" rel="lightbox[3546]"><img class="alignleft size-full wp-image-3548" style="margin: 5px;" title="mussolini1" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/mussolini1.jpg" alt="" width="204" height="291" /></a>Primo punto di contestazione: chi ha materialmente sparato a Mussolini il 28 aprile del 45 nella frazione Giulino di Mezzegra. (e a Claretta). La storiografia ufficiale ha da sempre sostenuto che l&#8217;esecutore, per incarico del CLNAI e del suo capo il generale Cadorna, sia stato il “colonnello Valerio” al secolo Valter Audisio, un ex contabile di Alessandria. La tesi sostenuta dal Milza è che invece ad uccidere il duce sia stato il partigiano Gallo ( al secolo Luigi Longo, si proprio colui che sarà segretario  del PCI dal 1964 al 72). Il partito comunista che di fatto controllava all&#8217;epoca dei fatti l&#8217;informazione ebbe tutto l&#8217;interesse a celare che proprio uno dei massimi dirigenti del partito avesse eseguito una sentenza di morte emessa senza un processo e  senza rispettare la clausola dell&#8217;armistizio.</p>
<p>Altra tesi che Milza sostiene è che dietro la repentina esecuzione di Mussolini ci sia la mano dei <strong>servizi segreti britannici</strong> su preciso mandato del Primo Ministro Churchill preoccupato che in caso di cattura del duce e di sua consegna agli alleati, quindi di un processo come criminale di guerra, questi avrebbe potuto produrre documenti assai compromettenti nei propri riguardi. Che esistesse un carteggio segreto tra Churchill (che non nascose le sue simpatie, negli anni 20 per il fascismo) e Mussolini è cosa oramai sicura. Ma di quelle carte compromettenti non si è saputo più nulla. Milza sostiene che siano state fatte sparire proprio dagli agenti dell&#8217;IS.</p>
<p>In esse vi sarebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo, sostiene lo storico) la prova di un tentativo di <strong>Churchill </strong>di creare una sorta di fronte contro la Russia comunista del quale avrebbe fatto parte anche l&#8217;Italia fascista se, Mussolini si fosse “smarcato” dall&#8217;alleanza con Hitler firmando un armistizio con gli anglo-americani. E cio&#8217; ben prima del 25 aprile del 43.</p>
<p>Come si vede nel libro di Milza non sono pochi gli elementi di riflessione storica. Il libro, veramente interessante anche nelle note sempre precise e documentate è uscito nello scorso mese di agosto prodotto da <a href="http://www.fayard.fr/livre/fayard-367683-Les-derniers-jours-de-Mussolini-hachette.html" target="_blank">&#8220;Edizioni <strong>Fayard&#8221;</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><code></code></p>
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Numero di letture :1308]]></content:encoded>
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		<title>Libri: L’uomo dagli occhi glauchi di Patrizia Debicke</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«L’inverno, quell’anno più aspro del solito, aveva ostentato per settimane il suo volto più arcigno, infliggendo ai cittadini di Cambridge alberi intirizziti e strade ghiacciate. Poi, miracolosamente la temperatura si era addolcita, regalando qualche giornata tiepida. Alle prime luci dell’alba, con la casa che dormiva ancora, William Cyssel di Burghley scese in punta di piedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><img class="size-medium wp-image-2581 alignleft" style="margin: 5px;" title="COPERTINA-L'uomo-dagli-occhi-glauchi" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/02/COPERTINA-Luomo-dagli-occhi-glauchi-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></span><em>«L’inverno, quell’anno più aspro del solito, aveva ostentato per settimane il suo volto più arcigno, infliggendo ai cittadini di Cambridge alberi intirizziti e strade ghiacciate. Poi, miracolosamente la temperatura si era addolcita, regalando qualche giornata tiepida.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alle prime luci dell’alba, con la casa che dormiva ancora, William Cyssel di Burghley scese in punta di piedi a pianterreno, facendo scricchiolare appena la stretta scala di legno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A poco più di ventidue anni, biondo, occhi cerulei, atletico, ben tagliato, esibiva l’impronta familiare che faceva risalire i Cyssel a un fiero ceppo gallese.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sbadigliò, stiracchiandosi per tutti i suoi sei piedi e mezzo d’altezza, e aprì la porta per far uscire Peggy, la cagna di casa. Il viaggio che l’aspettava era lungo…»</em></p>
<p style="text-align: justify;">È difficile raccontare bene la Storia maggiore&#8230; quella legata ai grandi nomi, ai protagonisti, alle dinastie, ai segreti dei palazzi del potere, agli eventi che l’accelerano dall’alto&#8230; È il dono che ha <strong>Patrizia Debicke van der Noot</strong> autrice de <em>L’oro dei Medici</em> e <em>La Gemma del cardinale</em>&#8230; (Roberto Pazzi, <em>Il resto del Carlino)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’uomo dagli occhi glauchi </strong>o Ritratto di giovane inglese è una splendida tela di <strong>Tiziano</strong>, dipinta intorno alla metà del Cinquecento. Ritrae un giovane biondo, bello, sicuro di sé, senz’altro aristocratico. Ma chi sia veramente, nessuno lo sa. Patrizia Debicke, abituale frequentatrice del nostro Rinascimento, ha costruito una storia appassionante attorno a questa figura misteriosa, che sembra identificare nel giovane Lord Templeton, figlioccio del potente duca di Norfolk. Inviato in Italia per conto di quest’ultimo. Templeton rimane folgorato dal pittore veneziano al punto di chiedere di fargli un ritratto. Ma il ritratto è anche un pretesto per coprire il vero scopo del suo viaggio, che è quello di proteggere   un’eminente personalità inglese, protagonista di spicco del Concilio di Trento, la cui  vita é messa in pericolo da una macchinazione ordita alla corte dell’anziano Enrico VIII nel momento di massima tensione fra cattolici e protestanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fra duelli e veleni,</strong> in una Venezia insidiosa e mascherata e in una Roma corrotta e devastata dalla piena del Tevere, Lord Templeton cercherà di portare a termine la sua missione, senza tuttavia rinunciare ai piaceri dell’amore e dell’amicizia…</p>
<p style="text-align: justify;">[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=SLIjUmZzLpc[/youtube]</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Patrizia Debicke van der Noot è nata a Firenze. Praticamente bilingue, ha terminato i suoi studi in Francia. Ha sempre viaggiato molto e vive tra l’Italia e il Lussemburgo col secondo marito Rodolfo Debicke van der Noot. Una figlia, Alessandra Ruspoli, nata dal primo matrimonio. Esperienze lavorative diverse prima del passaggio alla scrittura. Appassionata di storia, ha al suo attivo romanzi storici, romanzi  e thriller Una foto dal passato, Ritratti di Matrimonio, Il dipinto incompiuto, La Tigre di Giada, Una seconda vita, Il gioco dei Menù e, pubblicati da Corbaccio, L’oro dei Medici (anche in edizione TEA) e La gemma del cardinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo sito è <a title="Visita il sito web" href="http://www.patriziadebicke.com" target="_blank">www.patriziadebicke.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"></p>
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<p class="MsoBlockText"><span style="font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">«L’inverno, quell’anno più aspro del solito, aveva ostentato per settimane il suo volto più arcigno, infliggendo ai cittadini di Cambridge alberi intirizziti e strade ghiacciate. Poi, miracolosamente la temperatura si era addolcita, regalando qualche giornata tiepida. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 2.85pt 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">Alle prime luci dell’alba, con la casa che dormiva ancora, William Cyssel di Burghley scese in punta di piedi a pianterreno, facendo scricchiolare appena la stretta scala di legno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 2.85pt 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">A poco più di ventidue anni, biondo, occhi cerulei, atletico, ben tagliato, esibiva l’impronta familiare che faceva risalire i Cyssel a un fiero ceppo gallese. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 2.85pt 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">Sbadigliò, stiracchiandosi per tutti i suoi sei piedi e mezzo d’altezza, e aprì la porta per far uscire Peggy, la cagna di casa. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">Il viaggio che l’aspettava era lungo…»</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;amp;amp;" lang="IT">È difficile raccontare bene la Storia maggiore&#8230; quella legata ai grandi nomi, ai protagonisti, alle dinastie, ai segreti dei palazzi del potere, agli eventi che l’accelerano dall’alto&#8230; È il dono che ha Patrizia Debicke van der Noot autrice de <em>L’oro dei Medici</em> e <em>La Gemma del cardinale</em>&#8230;</span></p>
<p><span lang="IT">Roberto Pazzi, <em>Il resto del Carlino</em></span></p>
</div>
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Numero di letture :473]]></content:encoded>
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		<title>Fiumicino è vulnerabile: inchiesta shock de L&#8217;Espresso.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
				<category><![CDATA[eroporto]]></category>
		<category><![CDATA[fiumicino]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Fiumicino è vulnerabile. L&#8217;aeroporto di Roma dovrebbe essere un bunker e invece ogni notte c&#8217;è una falla nella sicurezza: metal detector spenti, varchi incustoditi, check-in e uffici aperti. Due ore in cui le zone off limits del terminal internazionale T3 diventano accessibili. Teoricamente anche con armi o esplosivo. Questo è il quadro, abbastanza inquietante, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Fiumicino è vulnerabile. </strong><em>L&#8217;aeroporto di Roma dovrebbe essere un bunker e invece ogni notte c&#8217;è una falla nella sicurezza: metal detector spenti, varchi incustoditi, check-in e uffici aperti. Due ore in cui le zone off limits del terminal internazionale T3 diventano accessibili. Teoricamente anche con armi o esplosivo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il quadro, abbastanza inquietante, che viene fuori da una inchiesta di un giornalista de l&#8221;Espresso, non nuovo a questo genere di scoop. E il risultato non lascia dubbi: <strong>nello scalo più grande d&#8217;Italia è possibile aggirare i controlli anti-terrorismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/02/bomba.jpg" rel="lightbox[2185]"><img class="aligncenter size-full wp-image-2191" title="bomba" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/02/bomba.jpg" alt="bomba" width="464" height="206" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;inchesta</strong> dell&#8217;Esprersso parte dall&#8217;una di notte in una domenica di fine Gennaio ed ecco lo scenario che si presenta agli occhi dei giornalisti: fotocellule spente, ingressi incustoditi, nessuno che controlla chi entra, neanche ai metal detector, banchi e computer del check in completamente incustoditi e quindi <strong>si può sabotare, danneggiare, rubare e addirittura connettersi alla rete interna e azionare i nastri trasportatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le uniche forme di vita sono i barboni, che vigilano si, ma sui loro territori, sulle loro panchine, <em>&#8220;un villaggio di disperati&#8221;</em>, come lo definisce l&#8217;Espresso, dentro l&#8217;aeroporto Leonardo da Vinci.Tutto questo proprio mentre il governo ordina l&#8217;acquisto dei body scanner e il sito web degli Aeroporti di Roma celebra il piano sicurezza e il costante presidio della polizia e della security.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno scoop che creerà un polverone di polemiche e commenti, come siamo sempre abituati in Italia, ma che, prevedibilmente, non porterà ad alcun cambiamento. Io personalmente non sono assolutamente sorpreso, perchè la stessa situazione si puo&#8217; ritrovare in altri aeroporti Italiani dove la sicurezza è solo apparente&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Bello spot quindi per la Capitale candidata ad organizzare le Olimpiadi del 2020&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le foto che documentano l&#8217;inchiesta, mentre a <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bomba-fiumicino/2120308&amp;ref=hpsp" target="_blank">questo link</a> trovate anche il video.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-6-2185">

	<h3>Una notte a Fiumicino senza controllo</h3>

	<div class="pic">
<a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/gallery/fiumicino/1265358728333_1.jpg" title="" rel="lightbox[fiumicino]">
	<img alt="Una notte a Fiumicino senza controllo" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/gallery/fiumicino/1265358728333_1.jpg"/>
</a>
</div>
	<div class="ngg-imagebrowser-nav"> 
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		</div>
		<div class="counter">Picture 1 of 7</div>
		<div class="ngg-imagebrowser-desc"><p></p></div>
	</div>	

</div>	

</p>
<p style="text-align: justify;">fonte e foto| <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bomba-fiumicino/2120308&amp;ref=hpsp" target="_blank">L&#8217;espresso</a></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">
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Numero di letture :966]]></content:encoded>
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		<title>Il viaggio allucinante del fumo nel corpo umano</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 11:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armando Rosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Umberto Veronesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se amate le sigarette e state programmando un viaggio a Roma nei prossimi giorni vi consiglio di dare un&#8217;occhiata a questo articolo&#8230; Vi siete mai chiesti qual è il percorso che il fumo di sigaretta fa dalla bocca di un fumatore fino ai polmoni e al cuore? Per scoprire in modo nuovo e originale i danni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1275" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/fumo_blu2-203x300.jpg" alt="fumo_blu2" width="217" height="325" />Se amate le sigarette e state programmando un viaggio a Roma nei prossimi giorni vi consiglio di dare un&#8217;occhiata a questo articolo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi siete mai chiesti qual è il percorso che il fumo di sigaretta fa dalla bocca di un fumatore fino ai polmoni e al cuore? Per scoprire in modo nuovo e originale i danni provocati dal fumo di sigaretta nel corpo umano, la Fondazione Umberto Veronesi, con il patrocinio del Comune di Roma, ha inaugurato anche a Roma, dopo l&#8217;esperienza di Milano di qualche mese fa, una mostra multisensoriale interattiva per informare, soprattutto i giovani, sui danni del fumo di sigaretta nel corpo umano.<span id="more-1272"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’installazione, che si presenterà come un’enorme sigaretta dalla quale escono 3 grandi nuvole di fumo scuro, è allestita dal 30 marzo al 18 aprile nella splendida cornice di Parco dei Daini, nel cuore di Villa Borghese, polmone verde della Capitale. La mostra, che sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 19,30, mentre il sabato e la domenica dalle 10 alle 19,30, si inserisce sinergicamente nelle attività della campagna No Smoking Be Happy.</p>
<p style="text-align: justify;">I visitatori entreranno nel tunnel a forma di sigaretta percorrendo le vie aeree del fumo. Potranno così vedere, sentire, annusare e toccare quello che la sigaretta provoca nell’organismo non solo dei fumatori ma anche di coloro che subiscono il fumo passivo. Dopo aver attraversato l’ingresso dell’installazione (il filtro della sigaretta), il pubblico inizierà il suo percorso esplorativo durante il quale sarà accompagnato da forti sensazioni visive, olfattive e uditive: catrame, nicotina, piombo, benzene, monossido di carbonio, ammoniaca sono solo alcune delle 5000 sostanze nocive che il fumo contiene e che vengono evocate durante il percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla bocca attraverso la gola, dalla trachea fino ai polmoni e al cuore, camminando si troverà immerso in un susseguirsi di grandi immagini delle parti del corpo colpite dalle patologie causate dal fumo. La mostra sarà davvero interattiva grazie a sensori termici a contatto, in grado di attivare diversi dispositivi acustici, visivi o olfattivi al passaggio delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questa mostra-laboratorio&#8221;, afferma Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione, &#8220;si inserisce sinergicamente nelle attività della campagna nazionale No Smoking Be Happy con l’obiettivo di far sperimentare direttamente quello che accade all’interno del nostro corpo ogni qualvolta si aspira dal filtro di una sigaretta. Con la nostra campagna oltre che sensibilizzare sui danni della sigaretta, vogliamo aiutare tutti coloro fumano a smettere. E proprio l’ultima stanza del tunnel svelerà la soluzione positiva per riuscirci&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione Umberto Veronesi è nata cinque anni fa con lo scopo di promuovere il progresso scientifico. Ne sono promotori scienziati e ricercatori di fama internazionale, tra i quali 7 premi Nobel che ne costituiscono il Comitato d’onore con l’intento di creare una coscienza collettiva riguardo ai problemi e le scelte connessi alla ricerca. Un progetto ambizioso che, per raggiungere il suo obiettivo, agisce in sinergia con il mondo della scuola, con le realtà di ricerca già esistenti, sia pubbliche che private, con il mondo dell’informazione, con il sostegno economico di enti pubblici e privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio stampa Fondazione Umberto Veronesi 2009.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/04/il-viaggio-allucinante-del-fumo-nel-corpo-umano/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :1688]]></content:encoded>
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		<title>Daniele Silvestri al dqliq</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta in Lussemburgo, Daniele Silvestri ha deciso di scegliere non una sala di concerti grande e impersonale, ma un locale piccolo e intimo quale il dqliq (capienza 100 persone) per incontrare i sui fan italiani e lussemburghesi. Per acquistare uno dei pochi biglietti disponibili, vi consigliamo la prevendita sul sito www.e-ticket.lu Storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: arial; font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-531" title="silvestri" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/silvestri-150x150.jpg" alt="silvestri" width="128" height="128" /> </span></span>Per la prima volta in Lussemburgo, <strong>Daniele Silvestri</strong> ha deciso di scegliere non una sala di concerti grande e impersonale, ma un locale piccolo e intimo quale il <strong>dqliq </strong>(capienza 100 persone) per incontrare i sui fan italiani e lussemburghesi. Per acquistare uno dei pochi biglietti disponibili, vi consigliamo la prevendita sul sito <strong><a href="http://www.e-ticket.lu/" target="_blank">www.e-ticket.lu</a></strong><span id="more-530"></span><br />
Storia di un grande cantautore.</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Silvestri, figlio di Alberto, autore televisivo e sceneggiatore, debutta ufficialmente nell&#8217;estate del 1994 con il primo disco omonimo, aggiudicandosi la Targa Tenco per il miglior album d&#8217;esordio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno dopo partecipa al <a title="Festival di Sanremo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Sanremo" target="_blank">Festival di Sanremo</a>, nella sezione nuove proposte, con <em>L&#8217;uomo col megafono</em>, ricevendo il premio &#8220;Volare&#8221; della critica per il miglior testo letterario. Il singolo successivo dal titolo <em>Le cose in comune</em> si aggiudica la Targa Tenco come canzone dell&#8217;anno. Entrambi i brani sono inclusi nel suo secondo album <strong><em><a title="Prima di essere un uomo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_di_essere_un_uomo" target="_blank">Prima di essere un uomo</a></em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-535" title="daniele-silvestri" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/daniele-silvestri-150x150.jpg" alt="daniele-silvestri" width="110" height="110" /></strong>Nel giugno 1996 Silvestri firma la colonna sonora del film <em>Cuori al verde</em> di Giuseppe Piccioni e le musiche dello spettacolo teatrale &#8220;Repertorio dei Pazzi della Città di Palermo&#8221;, diretto da Nini Ferrara, che riceve il Premio Nazionale ETI Giovani per il Teatro. Diversi brani entreranno a far parte del terzo disco di Silvestri, il doppio album <strong>Il Dado</strong>, pubblicato nell&#8217;ottobre dello stesso anno. Nella sua band figura anche Max Gazzé al basso. In questo album è contenuto uno dei brani più noti di Silvestri, <em>Cohiba</em>, ispirato alla Rivoluzione cubana ed alla figura di Che Guevara.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel maggio del 1997 si esibisce come attore e cantante al fianco di Rocco Papaleo nello spettacolo teatrale <em>Rosso fiammante bloccato neve dubbi vetro tesi infinito</em>. Pochi mesi dopo inizia il tour del <em>FrankensteINmusical</em>, con Tullio Solenghi, di cui scrive la colonna sonora originale. A fine luglio vola a l&#8217;Avana, a Cuba, per partecipare al Festival della Gioventù Comunista. L&#8217;anno dopo esce il film <em>Barbara</em> di Angelo Orlando, in cui Silvestri ha un ruolo di comparsa nella parte di se stesso oltre a firmare alcuni brani della colonna sonora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1999</strong> partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano <strong><em>Aria</em></strong>, incentrato sul tema della vita carceraria, e riceve il <strong>premio della Critica &#8220;Mia Martini&#8221;</strong> e quello per il miglior testo. Subito dopo pubblica il suo quarto album, <strong><em>Sig. Dapatas</em></strong> e firma le musiche di <em>Albania</em>, un film di Fabrizio Maria Cortese, con Giancarlo Giannini. Silvestri si aggiudica il Premio &#8220;Laurea De Andrè&#8221; 1999.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell&#8217;estate del 2000</strong> firma le musiche di <em>Tango</em>, spettacolo teatrale di Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini. Ad ottobre pubblica <strong><em>Occhi da orientale &#8211; Il meglio di Daniele Silvestri</em></strong>, una raccolta che contiene anche tre inediti.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto nasce il suo sito ufficiale ed i fans realizzano una web-radio che trasmette solo brani di Silvestri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2002</strong>, torna al Festival di Sanremo con <strong><em>Salirò</em> </strong>ed ottiene un successo<img class="alignright size-thumbnail wp-image-536" title="silv_tour" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/silv_tour-150x150.jpg" alt="silv_tour" width="168" height="168" /> di pubblico strepitoso, anche grazie alla messa in scena di un esilarante balletto con l&#8217;attore Fabio Ferri. Anche stavolta <strong>vince il premio della Critica &#8220;Mia Martini&#8221;</strong> e successivamente si aggiudica ben quattro premi all&#8217;Italian Music Award per il miglior singolo, il miglior videoclip, il miglior arrangiamento e la miglior composizione musicale. Seguono due singoli, <em>Sempre di domenica</em> e <em>Il mio nemico</em>, inclusi in<strong> <em>Unò-duè</em></strong>, il suo sesto album.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2003 </strong>pubblica un libro, <em>L&#8217;Autostrada</em>, che descrive l&#8217;ultimo tour e la sua attività musicale attraverso foto, testi inediti e pagine di diario. Allegato al libro c&#8217;è anche un cd-rom che contiene 24 mp3 inediti e vari contributi video.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2004 </strong>esce il suo primo <em>live</em> <strong><em>Livre trânsito</em></strong>, con l&#8217;inedito <em>Kunta Kinte</em>, co-firmato da Frankie HI-NRG MC, e le sue interpretazioni di due brani scritti in passato per altri interpreti: <em>Il secondo da sinistra</em> cantato da Mina nell&#8217;album <em>Veleno</em> del 2002 e la <em>ghost-track</em> <em>Il fiume e la nebbia</em> scritta per Fiorella Mannoia e pubblicata nell&#8217;album <em>Belle speranze</em> del 1997. L&#8217;anno si conclude con un concerto a Maputo, in Mozambico, in favore della <em>Campagna di solidarietà Roma-Maputo Andata e Ritorno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2007 </strong>arriva quarto al Festival di Sanremo con il brano <strong><em>La paranza</em></strong>. Il 2 marzo segue l&#8217;uscita del suo ottavo album intitolato<strong> <em>Il latitante</em></strong>. Insieme al singolo <em>Mi persi</em>, la canzone fa parte della colonna sonora del film <em>Notturno bus</em>, con Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno. Vince il David di Donatello per la miglior canzone originale. Il secondo singolo de <em>Il latitante</em>, intitolato <em>Gino e l&#8217;alfetta</em>, è stato adottato come inno ufficiale del Gay Pride 2007 tenutosi a Roma. In seguito viene estratto <em>A me ricordi il mare</em> in collaborazione con Vincenzo Andrea &#8220;Il Bove&#8221; Leuzzi, cantante degli Otto Ohm.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel marzo del 2008,</strong> esce il secondo <strong>greatest hits</strong> di Daniele,<strong> Monetine</strong>: due CD con 32 vecchi brani di cui 5 riarrangiati, più una cover di <em>Una giornata al mare</em> di Paolo Conte, due brani precedentemente scritti per il film <em>Questa notte è ancora nostra</em> e diversi contenuti speciali.</p>
<p><strong>Venerdi 6. &amp; Sabato 7. febbraio 2007</strong></p>
<p><strong>D:qliq Music Bar, 17 Rue du St. Esprit, Luxembourg (<a href="http://www.dqliq.com/" target="_blank">www.dqliq.com</a>)</strong></p>
<p><strong>Organisateur : Panoplie ASBL (<a href="http://www.panoplie.lu/" target="_blank">www.panoplie.lu</a></strong><strong>), in collaborazione con l&#8217;Istituto Italiano di Cultura</strong></p>
<p><strong>Inizio concerto : 21.00</strong></p>
<p><strong>Prevendita : <a href="http://www.e-ticket.lu/" target="_blank">www.e-ticket.lu</a></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Costo del biglietto: 18 euro</strong>
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Numero di letture :707]]></content:encoded>
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		<title>Boxe: un libro dalle pagine leggendarie</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armando Rosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati. Il libro di storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-471" title="guantoni" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/guantoni-150x150.jpg" alt="guantoni" width="150" height="150" />C’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati.<br />
Il libro di storia della boxe è di sicuro tra i più ricchi di pagine mitiche, indimenticabili, fatte di grandi personaggi, grandi protagonisti e atleti anche discutibili sotto gli aspetti che esulano prettamente il contenuto sportivo.<br />
Non è un caso che i più importanti interpreti del pugilato siano conosciuti persino dalle casalinghe: basta fare i nomi di Cassius Clay o Mike Tyson, George Foreman o dei nostri Nino Benvenuti e Patrizio Oliva per suscitare ricordi di miti, di grandi gesti tecnici e di imprese straordinarie.<span id="more-392"></span><br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-473" title="tyson" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/tyson-150x150.jpg" alt="tyson" width="150" height="150" />Il pugilato è sport molto antico: si ritiene verosimilmente che fosse incluso tra le discipline olimpiche già 2.000 anni fa, ai tempi dell’antica Grecia.<br />
Anche a Roma era molto praticato, con delle fasce di cuoio ricoperte di borchie metalliche in luogo degli attuali guantoni.<br />
A seguito della caduta dell’Impero il pugilato finì per cadere nel dimenticatoio ed apparentemente perse la sua notorietà e diffusione, fino a riaffermarsi nell’Inghilterra del XVII secolo. Sembra che solo nel XVIII secolo si sia tornati a parlare di boxe: dapprima un tale James Figg si autoproclamò campione dopo aver vinto 15 incontri consecutivamente; successivamente un altro britannico, John Broughton, creò il primo regolamento ufficiale di questa disciplina.<br />
A partire dal 1904 (Saint Louis, USA) la boxe è stata ammessa ai Giochi Olimpici moderni, ma la partecipazione ancora oggi resta ammessa soltanto ai dilettanti.<br />
Il quadro internazionale del pugilato è profondamente cambiato a partire dagli anni ’70, a seguito della nascita e successiva proliferazione delle federazioni e degli enti pugilistici internazionali. In particolare, dalla scissione della WBC (World Boxing Council) nacque la WBA (World Boxing Association), che per la verità ha contribuito a confondere e rendere più frammentato il panorama pugilistico. Ad oggi, ciascuna associazione ha le proprie categorie e nomina i propri campioni. All’occhio inesperto tale situazione potrebbe apparire come elemento capace di distaccare l’appassionato dalla disciplina, non essendoci un’unica e chiara classificazione degli atleti.<br />
Ma questo aspetto non ha pregiudicato nella sostanza il seguito di cui il pugilato ha goduto negli anni: basti pensare che anche in Italia, paese in cui la boxe avrebbe fisiologiche difficoltà ad affermarsi data la massiccia importanza riservata ad altri sport, i palazzetti che ospitano gli incontri di pugilato fanno registrare sempre (o quasi) il tutto esaurito.<br />
Sebbene gli Stati Uniti siano uno dei paesi dove maggiormente la boxe si è saputa affermare, uno degli aspetti interessanti del momento pugilistico attuale è dato dalla multietnicità dei campioni che si stanno affacciando sulla scena mondiale. La boxe è un movimento particolarmente attivo tanto nell’Europa orientale (Russia, Ucraina, Estonia, ecc.) quanto nell’America Latina e Centrale.<br />
Il pugilato ha sempre esercitato un certo fascino anche nella cinematografia internazionale e sembra che la macchina da presa abbia saputo davvero entrare nelle viscere di questo sport: in molte occasioni i grandi registi sono stati attratti dal raccontare di incontri epici nelle loro pellicole. Basti pensare alla incredibile saga di Rocky (interpretato da Sylvester Stallone), campione di incassi al botteghino negli anni ’80 e ’90, al mitico Robert de Niro in veste Toro Scatenato, o ancora al bel film Alì (regia di Michael Mann) dedicato allo straordinario campione Cassius Clay poi diventato Muhammad Alì, altrettanto straordinariamente interpretato da Will Smith. Da citare poi, tra i numerosi attori che nella loro carriera hanno tirato cazzotti sul grande schermo: Tom Cruise in Cuori Ribelli, Daniel Day-Lewis in The Boxer, Denzel Washington in Hurricane, Kirk Douglas in Grande Campione e Paul Newman in Lassù qualcuno mi ama.<br />
Lo schioccare dei flash, la scarica di cazzotti, il ring come un deserto senza speranza sembrano poter essere rappresentati in modo profondo grazie all’utilizzo dei primi piani che esaltano la carica emotiva del combattimento.<br />
Nella stessa misura in cui la boxe riscuote un forte successo di pubblico, anche la sua pratica presenta aspetti di particolare interesse e di peculiarità rispetto a quelle di altre discipline.<br />
Come tutti gli sport di combattimento, la boxe è un momento di educazione al rispetto, al confronto con l’avversario e una continua spinta alla considerazione delle regole, oltre che un richiamo ai principi della correttezza. Sembrerebbe paradossale mettere in evidenza queste qualità in uno sport a prima vista violento e pericoloso, ma si tratta di un elemento imprescindibile per capire che il vero elemento sottostante non è mai la violenza o la cattiveria, bensì un contenuto virtuoso e costruttivo, a dispetto delle facili critiche che è possibile muovere contro il pugilato, a seguito di alcuni episodi funesti accaduti in passato, in cui alcuni atleti hanno perso perfino la vita sul ring.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La boxe in Lussemburgo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Lussemburgo il pugilato è degnamente rappresentato dalla <strong>FLB </strong>(Fédération Luxembourgeoise de Boxe), nata nel lontano 1922. La federazione del granducato è affiliata a tutte le maggiori categorie pugilistiche internazionali, compresa la WBC.<br />
Nel 2007, in occasione del suo<strong> 75° anniversario</strong>, il volume “L’historique de la boxe luxembourgeoise” realizzato da Pierre Back ha reso debito omaggio a questa importante attività sportiva ed ai suoi più importanti esponenti in territorio lussemburghese.<br />
Per usare parole dello stesso Back, “il pugilato è sport che chiede un allenamento prolungato, severo e regolare che, per i sacrifici che comporta, sviluppa resistenza, coraggio e sangue freddo, spirito di osservazione e riflessi, così come capacità di autodominazione.<br />
Uno degli intenti della pubblicazione di quest’opera è anche quello di avvicinare quanto più possibile il mondo giovanile a questo sport “maschio” per antonomasia, a seguito della seria difficoltà riscontrata nella selezione di nuove giovani promesse.<br />
Eppure la pratica del pugilato è relativamente accessibile a chiunque, in virtù dell’elevato numero di circoli presenti a Lussemburgo, quasi tutti affiliati alla Federazione.<br />
A fronte di tale diffusione territoriale, i requisiti imposti dal regolamento sono piuttosto rigidi e limitativi: a titolo di esempio, sono stabilite rigide fasce di età per l’accesso ai livelli di competizione (boxe educativa, pugile principiante, amatore e professionista).<br />
Per poter diventare pugili professionisti a Lussemburgo (ma forse corriamo un po’ troppo con la fantasia!), sono necessari i seguenti requisiti:</p>
<p style="text-align: justify;">•	avere meno di 35 anni;<br />
•	presentare un palmares di incontri adeguato;<br />
•	presentare una domanda di licenza alla FLB;<br />
•	essere regolarmente registrati presso la Securité Sociale;<br />
•	sottoporsi al controllo medico-sportivo lussemburghese, gestito dal “Ministère de l’Education Physique et des Sports”</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito della FBL è possibile reperire gli indirizzi di tutti i club in Lussemburgo e le graduatorie dei pugili, divisi nelle varie categorie:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.boxe.lu" target="_blank">www.boxe.lu</a></p>
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Numero di letture :1678]]></content:encoded>
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