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Modesta proposta: 5 punti per un sistema politico italiano migliore.

Posted by Aurelio Ferraguti On ottobre - 28 - 20111 COMMENT

Lo spettacolo che la politica in Italia sta dando di sé è veramente squallido, almeno questo è cio’ che tutti dicono, ma addiritttura i politici, dunque la cd casta sono ben coscienti dell’enorme divario che ormai esiste tra i cittadini e i loro rappresentanti. Le cause di questa disaffezione verso la politica sono note e comunque molti sociologi hanno analizzato il fenomeno. Si puo’ affermare che la principale ragione è che i cittadini non sopportano più certi privilegi della « casta » nè accettano che la politica sia autoreferente, cioé che parli un linguaggio per i soli adepti.

Inoltre, considerazione non da poco,in un momeno di crisi che richiede grandi sacrifici, che i politici questi sacrifici proprio non li voglio fare. Ma che diamine! Come si puo’ accettare l’aumento delle tesse, la stagnazione dei salari, la disoccupazione galoppante,e i sacrifici economici, quando la casta difende dei privilegi inconcepibili.

Ed ecco perchè avanzo questa mia piccola proposta. Una proposta per prevenire come avrebbe detto Giuseppe Berto. Per prevenire una incontrollata ed incontrollabile voglia di indignazione.

 Ecco dunque i 5 punti della proposta.

 1- Riduzione del numero di parlamentari a 500, eletti su base regionale, con abolizione del Senato e con una camera, l’Assemblea Nazionale eletta ogni 5 anni;

 2-Abolizione di tutte le Provincie con assegnazione delle funzioni ora esercitate ai Comuni

 3-Ineleggibilità ad ogni carica pubblica per chi sia stato condannato per un delitto non colposo con sentenza definitiva, o condannato in primo grado per reati contro la Pubbica Amministrazione, o per reati associativi , di mafia, o per delitti contro la persona. In caso di condanna durante il periodo di elezione,decadenza immediata dalla carica.

4-Riduzione degli emolumenti dei parlamentari sulla base della media europea. Abolizione di ogni tipo di vitalizio per gli ex parlamentari.

 5-Eleggibilità a tutte le cariche pubbliche limitata a 2 mandati e comunque per un periodo non superiore a 10 anni,che favorirebbe il ricambio della classe politica, almeno a livello di eletti in pubblici consessi.

 Questa proposta (modesta certo, ma pur sempre una proposta) se attuata nelle sue linee fondamentali potrebbe portare ad un nuovo modo di intendere la politica, che comunque deve ritornare ad essere un servizio verso la comunità, ma anche ad un nuovo prototipo di politico, cioé di cittadino che per alcuni anni della propria vita si impegna a lavorare per il bene comune.

Ecco il vero senso della proposta: restituire alla Politica (questa volta con la lettera maiuscola) il suo ruolo di servizio ai cittadini.

Aurelio Ferraguti

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Quando conobbi un Santo

Posted by Aurelio Ferraguti On maggio - 3 - 2011ADD COMMENTS

Mi scuserete, cari lettori, se per una volta  vi parlero’ di una mia esperienza personale, ma l’occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II e la trasmissione televisiva in mondovisione, mi ha riportato alla mente un ricordo che, in realtà, è sempre stato ben presente.

Era il settembre del 1980 quando ebbi l’occasione di incontrare Karol Wojtila, il Papa Giovanni Paolo II. L’occasione fu una visita, una udienza privata, come si usa dire nel gergo della Curia Romana, a Castel Gandolfo, la residenza estiva dei pontefici. Arrivai di buon mattino, insieme ad alcuni miei concittadini, accompagnati da Mons. Carlo Poggi, pure piacentino, che sarebbe divenuto dopo qualche anno vescovo della diocesi di Fidenza, per assistere alla messa che il Papa avrebbe celebrato, come ogni mattina, nella cappella privata della residenza apostolica.

Ricordo questo incontro a distanza di anni, io ero allora un giovane venticinquenne, come una esperienza molto emozionante e significativa. Infatti dopo la celebrazione della messa il Santo padre si intrattenne con tutti noi presenti rivolgendo, con il suo stile franco e diretto un pensiero a ciascuno. La sensazione che ebbi di colui che oggi è stato beatificato dalla Chiesa è  stata di una profonda spiritualità, una fede ferma e sicura, ma anche di una persona cordiale di immediata empatia.

Sicuramente una esperienza particolare fu proprio la partecipazione a quella Messa celebrata dal Papa. Vi posso garantire che osservare quell’uomo, quel sacerdote in quel momento e la sua profonda compenetrazione in quanto di mistico si stava svolgendo fu un “qualcosa” di veramente particolare. I suoi silenzi, ma anche la sua voce ferma e possente sono un ricordo assolutamente indelebile.
Indipendentemente dalla fede che ciascuno di noi possa avere o non avere, la testimonianza che oggi posso portare è che Karol Wojtila, sicuramente aveva un qualcosa di mistico e di particolare, non solo come sacerdote, ma anche come uomo, per la sua capacità di trasmettere la propria fede e le proprie convinzioni, ma sempre col sorriso e con la forza della comunicazione.

Oggi, attraverso la beatificazione, che, come noto è il primo significativo passo verso la proclamazione di santità, la Chiesa ha sicuramente reso onore ad un uomo, ad un Papa, che ha segnato con la sua presenza la fine di un secolo, anzi di un millennio e l’avvio di una nuova era.

Karol Wojtila fu interprete di un grande cambiamento della società, fu testimone e protagonista di questo grande cambiamento. Ne fu interprete attraverso una pastorale che lo ha portato a visitare un po’ tutti i Paesi del mondo. Fu un uomo di grande fede, a volte molto rigido nella difesa dei propri principi, certamente, per alcuni versi, fu anche tradizionalista, ma sicuramente attraverso la sua grande capacità comunicativa è riuscito ad avvicinare alla Chiesa persone in tutto il modo, superando spesso contrasti che sembravano insanabili. Per questo credo che il “beato” Karol Wojtila resterà nella storia dell’umanità come un personaggio-chiave per comprendere anche questi nostri tribolati giorni.

Aurelio Ferraguti

 

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Gli ultimi giorni di Mussolini – Libro di Pierre Milza

Posted by Aurelio Ferraguti On novembre - 9 - 2010ADD COMMENTS

Mussolini è morto due volte: la prima il 25 luglio del 43 in quanto guida per più di vent’anni dell’Italia fascista, la seconda il 28 aprile del 1945 sotto le pallottole dei partigiani italiani in applicazione della condanna a morte inflittagli dal comitato milanese della resistenza.

Incomincia cosi il bel libro “Les derniers jours de Mussolini (ancora non tradotto e pubblicato in Italia) di Pierre Milza, professore emerito all’Istituto di Studi Politici di Parigi, storico francese, è considerato uno dei massimi esperti proprio nella storia del fascismo. Figlio di un emigrante Italiano originario di Bardi nel parmense, ha scritto numerosi saggi sull’Italia dal risorgimento a fascismo.

Milza descrive con la minuzia dello storico, ma anche con il gusto letterario che gli è proprio, quasi fosse un romanzo, la vicenda assai nota delle ultime ore di vita del duce.

Tutto ha inizio a Milano il 25 aprile del 1945 alle otto di sera. Gli anglo-americani, supportati dalle forze della resistenza italiana hanno ormai occupato l’Italia del nord fino alla linea del Po, le forze popolari si apprestano a sferrare l’insurrezione finale, la Repubblica Sociale Italiana, lo stato satellite voluto da Hitler con a capo Benito Mussolini, sta per dissolversi come neve al vento.  E lui, il duce, tenta, con la mediazione del Cardinale Schuster, arcivescovo di Milano, una sorta di accordo con i capi della Resistenza milanese, una uscita di scena più o meno indolore, la garanzia della salvezza per se e i fascisti fedeli. Come noto questo estremo tentativo fallisce in quanto i partigiani chiedono la resa senza condizioni. Mussolini decide quindi di partire con i gerarchi e i ministri. Per andare dove? Esattamente non lo sapeva nemmeno lui.. forse in Valtellina per l’estrema resistenza o più probabilmente nel tentativo di riparare in Svizzera e consegnarsi agli agenti alleati.

Milza descrive, come in un avvincente romanzo, il caos che regnava in quei giorni e i personaggi che fanno parte di quella storia.Cosi’ vediamo gli ultimi gerarchi del fascismo repubblicano (o repubblichino, termine coniato dal movimento antifascista per denigrare lo stato fascista), che troveranno anche loro la morte per fucilazione analogamente al loro capo. Su tutti il segretario del partito, l’ex giornalista fiorentino Alessandro Pavolini, che fino all’ ultimo promette al duce l’arrivo di migliaia di camice nere per difendere l’ultimo baluardo della repubblica ( ma quante volte Mussolini fu ingannato dai suoi stessi gerarchi sulla consistenza delle forze in campo!). Ma questi fedelissimi pronti all’estrema resistenza si riveleranno solo una trentina di giovanotti non ancora maggiorenni. Per il resto è un fuggi-fuggi generale una corsa la si salvi chi puo’.

Pierre Milza

Pierre Milza

Dall’altra parte emerge la figura del comandante partigiano Pedro ( al secolo il conte Pierluigi Bellini delle Stelle) un nobile fiorentino che comanda la 52 brigata Garibaldi una formazione comunista (lui che non è comunista). Pedro è colui che arresta Mussolini quando, la vicenda è nota, questi tenta di fuggire a bordo di un camion tedesco (vestito da sottufficiale germanico) durante un posto di blocco a Dongo sulla sponda occidentale del lago di Como.

E’ lo stesso comandante Pedro che consente a Claretta petacci, l’amante di mussolini, di raggiungerlo e di seguirne quindi la tragica sorte.

Lei, Claretta, che, per amore, accetta dunque la morte accanto al suo uomo. Una figura, quella di Claretta Petacci mai esaminata con obbiettività dalla storiografia ufficiale. Una donna innamorata, una donna forte e determinata, su cui è stato scritto spesse volte a sproposito ogni genere di male (nell’Italia bigotta del dopoguerra non poteva certo esaltarsi la figura di una “amante” per di più dell’uomo che aveva portato l’Italia alla rovina seguendo l’alleato tedesco in una guerra disastrosa)

Eppoi tanti altri personaggi tutti ben descritti anche nei loro risvolti personali ( e qui sta l’abilità del Milza) che fanno parte di questa storia.

La parte comunque più interessante da un punto di vista dell’analisi storica dei fatti proposta nel libro riguarda due circostanze mai del tutto chiarite.

Chi effettivamente ha ucciso (o giustiziato, vedete voi) Mussolini? Che ruolo hanno avuto i Servizi segreti Britannici (l’Intelligence service) nella vicenda della cattura e soprattutto nella soppressione del duce senza un processo e naturalmente senza che venisse consegnato alle forze alleate come espressamente previsto nell’accordo di armistizio siglato a Cassibile l’8 settembre del 43 e sottoscritto per l’Italia dal generale Castellano per conto del Capo del governo il Maresciallo Badoglio?

Primo punto di contestazione: chi ha materialmente sparato a Mussolini il 28 aprile del 45 nella frazione Giulino di Mezzegra. (e a Claretta). La storiografia ufficiale ha da sempre sostenuto che l’esecutore, per incarico del CLNAI e del suo capo il generale Cadorna, sia stato il “colonnello Valerio” al secolo Valter Audisio, un ex contabile di Alessandria. La tesi sostenuta dal Milza è che invece ad uccidere il duce sia stato il partigiano Gallo ( al secolo Luigi Longo, si proprio colui che sarà segretario  del PCI dal 1964 al 72). Il partito comunista che di fatto controllava all’epoca dei fatti l’informazione ebbe tutto l’interesse a celare che proprio uno dei massimi dirigenti del partito avesse eseguito una sentenza di morte emessa senza un processo e  senza rispettare la clausola dell’armistizio.

Altra tesi che Milza sostiene è che dietro la repentina esecuzione di Mussolini ci sia la mano dei servizi segreti britannici su preciso mandato del Primo Ministro Churchill preoccupato che in caso di cattura del duce e di sua consegna agli alleati, quindi di un processo come criminale di guerra, questi avrebbe potuto produrre documenti assai compromettenti nei propri riguardi. Che esistesse un carteggio segreto tra Churchill (che non nascose le sue simpatie, negli anni 20 per il fascismo) e Mussolini è cosa oramai sicura. Ma di quelle carte compromettenti non si è saputo più nulla. Milza sostiene che siano state fatte sparire proprio dagli agenti dell’IS.

In esse vi sarebbe (il condizionale è d’obbligo, sostiene lo storico) la prova di un tentativo di Churchill di creare una sorta di fronte contro la Russia comunista del quale avrebbe fatto parte anche l’Italia fascista se, Mussolini si fosse “smarcato” dall’alleanza con Hitler firmando un armistizio con gli anglo-americani. E cio’ ben prima del 25 aprile del 43.

Come si vede nel libro di Milza non sono pochi gli elementi di riflessione storica. Il libro, veramente interessante anche nelle note sempre precise e documentate è uscito nello scorso mese di agosto prodotto da “Edizioni Fayard”.

Aurelio Ferraguti

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Libri: L’uomo dagli occhi glauchi di Patrizia Debicke

Posted by Sabino Parente On marzo - 4 - 2010ADD COMMENTS

«L’inverno, quell’anno più aspro del solito, aveva ostentato per settimane il suo volto più arcigno, infliggendo ai cittadini di Cambridge alberi intirizziti e strade ghiacciate. Poi, miracolosamente la temperatura si era addolcita, regalando qualche giornata tiepida.

Alle prime luci dell’alba, con la casa che dormiva ancora, William Cyssel di Burghley scese in punta di piedi a pianterreno, facendo scricchiolare appena la stretta scala di legno.

A poco più di ventidue anni, biondo, occhi cerulei, atletico, ben tagliato, esibiva l’impronta familiare che faceva risalire i Cyssel a un fiero ceppo gallese.

Sbadigliò, stiracchiandosi per tutti i suoi sei piedi e mezzo d’altezza, e aprì la porta per far uscire Peggy, la cagna di casa. Il viaggio che l’aspettava era lungo…»

È difficile raccontare bene la Storia maggiore… quella legata ai grandi nomi, ai protagonisti, alle dinastie, ai segreti dei palazzi del potere, agli eventi che l’accelerano dall’alto… È il dono che ha Patrizia Debicke van der Noot autrice de L’oro dei Medici e La Gemma del cardinale… (Roberto Pazzi, Il resto del Carlino)

L’uomo dagli occhi glauchi o Ritratto di giovane inglese è una splendida tela di Tiziano, dipinta intorno alla metà del Cinquecento. Ritrae un giovane biondo, bello, sicuro di sé, senz’altro aristocratico. Ma chi sia veramente, nessuno lo sa. Patrizia Debicke, abituale frequentatrice del nostro Rinascimento, ha costruito una storia appassionante attorno a questa figura misteriosa, che sembra identificare nel giovane Lord Templeton, figlioccio del potente duca di Norfolk. Inviato in Italia per conto di quest’ultimo. Templeton rimane folgorato dal pittore veneziano al punto di chiedere di fargli un ritratto. Ma il ritratto è anche un pretesto per coprire il vero scopo del suo viaggio, che è quello di proteggere un’eminente personalità inglese, protagonista di spicco del Concilio di Trento, la cui vita é messa in pericolo da una macchinazione ordita alla corte dell’anziano Enrico VIII nel momento di massima tensione fra cattolici e protestanti.

Fra duelli e veleni, in una Venezia insidiosa e mascherata e in una Roma corrotta e devastata dalla piena del Tevere, Lord Templeton cercherà di portare a termine la sua missione, senza tuttavia rinunciare ai piaceri dell’amore e dell’amicizia…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=SLIjUmZzLpc[/youtube]

Patrizia Debicke van der Noot è nata a Firenze. Praticamente bilingue, ha terminato i suoi studi in Francia. Ha sempre viaggiato molto e vive tra l’Italia e il Lussemburgo col secondo marito Rodolfo Debicke van der Noot. Una figlia, Alessandra Ruspoli, nata dal primo matrimonio. Esperienze lavorative diverse prima del passaggio alla scrittura. Appassionata di storia, ha al suo attivo romanzi storici, romanzi e thriller Una foto dal passato, Ritratti di Matrimonio, Il dipinto incompiuto, La Tigre di Giada, Una seconda vita, Il gioco dei Menù e, pubblicati da Corbaccio, L’oro dei Medici (anche in edizione TEA) e La gemma del cardinale.

Il suo sito è www.patriziadebicke.com

«L’inverno, quell’anno più aspro del solito, aveva ostentato per settimane il suo volto più arcigno, infliggendo ai cittadini di Cambridge alberi intirizziti e strade ghiacciate. Poi, miracolosamente la temperatura si era addolcita, regalando qualche giornata tiepida.

Alle prime luci dell’alba, con la casa che dormiva ancora, William Cyssel di Burghley scese in punta di piedi a pianterreno, facendo scricchiolare appena la stretta scala di legno.

A poco più di ventidue anni, biondo, occhi cerulei, atletico, ben tagliato, esibiva l’impronta familiare che faceva risalire i Cyssel a un fiero ceppo gallese.

Sbadigliò, stiracchiandosi per tutti i suoi sei piedi e mezzo d’altezza, e aprì la porta per far uscire Peggy, la cagna di casa.

Il viaggio che l’aspettava era lungo…»

È difficile raccontare bene la Storia maggiore… quella legata ai grandi nomi, ai protagonisti, alle dinastie, ai segreti dei palazzi del potere, agli eventi che l’accelerano dall’alto… È il dono che ha Patrizia Debicke van der Noot autrice de L’oro dei Medici e La Gemma del cardinale

Roberto Pazzi, Il resto del Carlino

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Fiumicino è vulnerabile: inchiesta shock de L’Espresso.

Posted by Sabino Parente On febbraio - 5 - 20102 COMMENTS

Fiumicino è vulnerabile. L’aeroporto di Roma dovrebbe essere un bunker e invece ogni notte c’è una falla nella sicurezza: metal detector spenti, varchi incustoditi, check-in e uffici aperti. Due ore in cui le zone off limits del terminal internazionale T3 diventano accessibili. Teoricamente anche con armi o esplosivo.

Questo è il quadro, abbastanza inquietante, che viene fuori da una inchiesta di un giornalista de l”Espresso, non nuovo a questo genere di scoop. E il risultato non lascia dubbi: nello scalo più grande d’Italia è possibile aggirare i controlli anti-terrorismo.

bomba

L’inchesta dell’Esprersso parte dall’una di notte in una domenica di fine Gennaio ed ecco lo scenario che si presenta agli occhi dei giornalisti: fotocellule spente, ingressi incustoditi, nessuno che controlla chi entra, neanche ai metal detector, banchi e computer del check in completamente incustoditi e quindi si può sabotare, danneggiare, rubare e addirittura connettersi alla rete interna e azionare i nastri trasportatori.

Le uniche forme di vita sono i barboni, che vigilano si, ma sui loro territori, sulle loro panchine, “un villaggio di disperati”, come lo definisce l’Espresso, dentro l’aeroporto Leonardo da Vinci.Tutto questo proprio mentre il governo ordina l’acquisto dei body scanner e il sito web degli Aeroporti di Roma celebra il piano sicurezza e il costante presidio della polizia e della security.

Uno scoop che creerà un polverone di polemiche e commenti, come siamo sempre abituati in Italia, ma che, prevedibilmente, non porterà ad alcun cambiamento. Io personalmente non sono assolutamente sorpreso, perchè la stessa situazione si puo’ ritrovare in altri aeroporti Italiani dove la sicurezza è solo apparente…

Bello spot quindi per la Capitale candidata ad organizzare le Olimpiadi del 2020…

Ecco le foto che documentano l’inchiesta, mentre a questo link trovate anche il video.

Una notte a Fiumicino senza controllo

Picture 1 of 7

fonte e foto| L’espresso

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Il viaggio allucinante del fumo nel corpo umano

Posted by Armando Rosa On aprile - 8 - 2009ADD COMMENTS

fumo_blu2Se amate le sigarette e state programmando un viaggio a Roma nei prossimi giorni vi consiglio di dare un’occhiata a questo articolo…

Vi siete mai chiesti qual è il percorso che il fumo di sigaretta fa dalla bocca di un fumatore fino ai polmoni e al cuore? Per scoprire in modo nuovo e originale i danni provocati dal fumo di sigaretta nel corpo umano, la Fondazione Umberto Veronesi, con il patrocinio del Comune di Roma, ha inaugurato anche a Roma, dopo l’esperienza di Milano di qualche mese fa, una mostra multisensoriale interattiva per informare, soprattutto i giovani, sui danni del fumo di sigaretta nel corpo umano. Read the rest of this entry »

Numero di letture :1688

Daniele Silvestri al dqliq

Posted by Sabino Parente On gennaio - 16 - 2009ADD COMMENTS

silvestri Per la prima volta in Lussemburgo, Daniele Silvestri ha deciso di scegliere non una sala di concerti grande e impersonale, ma un locale piccolo e intimo quale il dqliq (capienza 100 persone) per incontrare i sui fan italiani e lussemburghesi. Per acquistare uno dei pochi biglietti disponibili, vi consigliamo la prevendita sul sito www.e-ticket.lu Read the rest of this entry »

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Boxe: un libro dalle pagine leggendarie

Posted by Armando Rosa On gennaio - 14 - 20091 COMMENT

guantoniC’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati.
Il libro di storia della boxe è di sicuro tra i più ricchi di pagine mitiche, indimenticabili, fatte di grandi personaggi, grandi protagonisti e atleti anche discutibili sotto gli aspetti che esulano prettamente il contenuto sportivo.
Non è un caso che i più importanti interpreti del pugilato siano conosciuti persino dalle casalinghe: basta fare i nomi di Cassius Clay o Mike Tyson, George Foreman o dei nostri Nino Benvenuti e Patrizio Oliva per suscitare ricordi di miti, di grandi gesti tecnici e di imprese straordinarie. Read the rest of this entry »

Numero di letture :1678
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