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	<title>Italiansinlux Blog &#187; puglia</title>
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	<description>Il Blog degli italiani in Lussemburgo</description>
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		<title>Fotografia: Trulli di Alberobello (BA)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 12:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video e foto]]></category>
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		<description><![CDATA[Fotografo : © Sabino Parente Numero di letture :1106]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1958" class="wp-caption alignleft" style="width: 604px"><img class="size-full wp-image-1958 " title="Trulli di Alberobello" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/01/trulli.jpg" alt="Trulli di Alberobello - © Sabino Parente" width="594" height="396" /><p class="wp-caption-text">Puglia, Trulli di Alberobello - © Sabino Parente</p></div>
<p>Fotografo : © Sabino Parente</p>
<p>Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2010/01/fotografia-trulli-di-alberobello-ba/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :1106]]></content:encoded>
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		<title>La focaccia barese batte il Mc Donald&#8217;s. E la favola diventa un film&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
				<category><![CDATA[altamura]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia, qualche anno fa, fece il giro del mondo. Finendo dritta dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal New York Times a Liberation. Attratti da una storia in cui il localismo vince sulla globalizzazione, la bravura di un artigiano sul potere di una multinazionale, l&#8217;unicità dei sapori sulla riproducibilità dei menù. Grande protagonista della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/focaccia.jpeg" rel="lightbox[1312]"><img class="alignleft size-full wp-image-1313" title="focaccia" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/focaccia.jpeg" alt="focaccia" width="149" height="146" /></a></strong>La notizia, qualche anno fa, fece il giro del mondo. Finendo dritta dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal <strong>New York Times</strong> a Liberation. Attratti da una storia in cui il localismo vince sulla globalizzazione, la bravura di un artigiano sul potere di una multinazionale, l&#8217;unicità dei sapori sulla riproducibilità dei menù. Grande protagonista della vicenda, un panettiere di <strong>Altamura</strong>, in Puglia, che sconfisse, umiliò e costrinse alla fuga nientemeno che&#8230; il colosso dei colossi, ovvero <strong>McDonald&#8217;s.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E poiché si tratta di una storia realmente accaduta, è diventata un film, <strong>Focaccia Blues</strong>, diretto dal pugliese Nico Cirasola, nelle sale dal 17 aprile (in dieci copie distribuito da Bunkerlab). Una lunga gestazione ha segnato le sorti di questo lungometraggio &#8220;made in Puglia&#8221; che mescola i fatti reali con i veri protagonisti di Altamura a una parte di fiction in cui appaiono anche <strong>Michele Placido</strong>, Nichi Vendola, Lino Banfi e Renzo Arbore, che ha presentato il film a Roma insieme al regista e agli ispiratori, tra cui il produttore e distributore Alessandro Contessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Su contina trovate il trailer del film Focaccia blues.<span id="more-1312"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia.</strong> Quello che accadde fu una piccola guerra fra noi e McDonald&#8221;, dice Onofrio Pepe, un giornalista in pensione che fondò qui un&#8217;associazione votata alle prelibatezze locali. &#8220;Le nostre munizioni erano la focaccia e la salsiccia. E il pane. È stata una guerra pacifica, senza alcun spargimento di sangue&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1316" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/pane.jpeg" rel="lightbox[1312]"><img class="size-full wp-image-1316" title="pane di Altamura" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/pane.jpeg" alt="il tipico pane di Altamura" width="166" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">il tipico pane di Altamura</p></div>
<p>Il signor Pepe e diversi altri cittadini che la pensavano come lui ad Altamura, città di 65.000 abitanti, formavano un&#8217;ala dell&#8217;esercito. Dicono di aver combattuto soprattutto per orgoglio e per il loro cibo, che include un fungo locale chiamato cardoncello, la focaccia, la mozzarella e, prima di tutto, un pane a pasta ruvida famoso da millenni in giro per l&#8217;Italia. Questo pane è protetto per la sua unicità dai regolamenti dell&#8217;Unione Europea, che ha preso atto del fatto che Orazio lo definì nel 37 avanti Cristo &#8220;di gran lunga il miglior pane che si possa trovare, così buono che il viaggiatore saggio se ne porta una scorta nel suo viaggiare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/focaccia_altamura.jpg" rel="lightbox[1312]"><img class="alignleft size-full wp-image-1315" title="focaccia_altamura" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/04/focaccia_altamura.jpg" alt="focaccia_altamura" width="192" height="144" /></a>Quando il McDonald aprì al principio del 2001, dice il signor Pepe, non  ero contrario e anzi diedi il benvenuto ai circa 25 posti di lavoro che aveva creato. Ma poi McDonald eresse enormi archi su un palo vicino al centro della città vecchia, fastidiosamente vicino alla cattedrale del tredicesimo secolo, con gialle luci al neon accese 24 ore al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dava l&#8217;impressione di una città che veniva occupata&#8221;, dice il signor Pepe. E così il suo gruppo inscenò proteste in chiave minore a sostegno del cibo locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fornaio di quarta generazione, Luca Digesu, che adesso ha 35 anni, aprì l&#8217;Antica Casa Digesu, una piccola panetteria proprio accanto al McDonald, dicendo che sperava semplicemente di guadagnarsi qualche cliente attirato nella zona.</p>
<p style="text-align: justify;">Presto ci fu dal McDonald una migrazione di locali che preferivano la loro versione del fast food: grosse fette di focaccia. Il motivo sembrava in parte economico, dice il signor Digesu, in quanto una grande fetta di focaccia costava quanto un singolo hamburger del McDonald. Ma era anche chiaramente la scelta del cibo preferito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il McDonald cominciò a offrire gite scolastiche per visitare le cucine, a concedere gratis il ristorante per feste di compleanno dei bambini, a distribuire sconti per i bimbi e a tenere il televisore acceso per fare vedere agli adulti le partite di calcio. Ma sembrava tutto inutile. &#8220;Guardavano la partita e appena era finita se ne andavano a prendere la focaccia&#8221;, dice il signor Pepe.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, nel dicembre 2002, il Mcdonald chiuse, per mancanza di profitti, secondo la compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci possono essere posti nel mondo dove McDonald è surclassato. &#8220;La maggioranza non riusciva a concepire che McDonald diventasse parte integrale della loro vita&#8221;, dice Patrick Girondi, 48 anni, imprenditore di Chicago che vive qui da 15 anni. &#8220;Il McDonald non è stato battuto da un fornaio.<strong> Il McDonald è stato battuto da una cultura&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Vy-MMju2DDM[/youtube]</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo di poter vedere questo film anche qui in Lussemburgo e, chissà che la mitica focaccia non conquisti anche il gusto dei Lussemburghesi!!</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt;" lang="IT">Fonte  <a href="http://solleviamoci.wordpress.com/2009/04/08/focaccia-blues-il-panettiere-che-fece-chiudere-mcdonalds/" target="_blank">solleviamoci.wordpress.com</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt;" lang="IT">Fonte  <a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/panettiere/panettiere/panettiere.html" target="_blank">repubblica.it</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt;" lang="IT">Maggiori info: <a href="http://www.focacciablues.it/" target="_blank">www.focacciablues.it</a><br />
</span></span>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/04/la-focaccia-barese-batte-il-mc-donalds-e-la-favola-diventa-un-film/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :1998]]></content:encoded>
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		<title>Il carnevale di Putignano</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 09:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dobbiamo ammetterlo: Rio e Salvador de Bahia oggi rappresentano le città simbolo del carnevale, dove questa festività vive l&#8217;apice del suo folgore; tuttavia non tutti forse sanno che sono alcune città italiane, come Arezzo, Fano, Ivrea e Putignano a rivendicarne il primato di anzianità nell&#8217;era cristiana, aldilà delle prime manifestazioni &#8220;carnevalesche&#8221; che risalgono alle feste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/album_picphp.jpg" rel="lightbox[881]"><img class="size-full wp-image-885 alignleft" title="Carro allegorico" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/album_picphp.jpg" alt="Carro allegorico" width="119" height="135" /></a>Dobbiamo ammetterlo: Rio e Salvador de Bahia oggi rappresentano le città simbolo del <strong>carnevale</strong>, dove questa festività vive l&#8217;apice del suo folgore; tuttavia non tutti forse sanno che sono alcune città italiane, come Arezzo, Fano, Ivrea e <strong>Putignano </strong>a rivendicarne il primato di anzianità nell&#8217;era cristiana, aldilà delle prime manifestazioni &#8220;carnevalesche&#8221; che risalgono alle feste e riti che gli Egizi celebravano in onore della dea Iside e alle <strong>&#8220;Grandi  dionisiache&#8221;</strong> dell&#8217;epoca greca, nonché ai &#8220;Saturnali&#8221; romani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Carnevale di Putignano, considerato fra i più antichi al mondo (le sue radici affondano nel XIV secolo), è sicuramente il più lungo, dato che incomincia il 26 dicembre e termina con la celebrazione delle Ceneri, il giorno dopo il martedì grasso.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il carnevale: le origini</h3>
<p style="text-align: justify;">Il 26 dicembre infatti, giorno di santo Stefano, Putignano entra nel Carnevale con il tradizionale <strong>rito delle Propaggini</strong>, <span id="more-881"></span><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/farinella.jpg" rel="lightbox[881]"><img class="size-full wp-image-882 alignleft" title="farinella" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/farinella.jpg" alt="farinella" width="101" height="147" /></a>uno dei momenti di maggiore coinvolgimento. La <strong>festa delle Propaggini </strong>consiste nella recita di versetti in rima nel dialetto putignanese che prendono in giro i potenti del paese e vertono sugli argomenti più sentiti dell&#8217;anno trascorso. L&#8217;esposizione viene cantata da gruppi con abiti da contadino ed arnesi da lavoro in ricordo dell&#8217;evento storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la tradizione letteraria più accreditata, l&#8217;origine della festa carnascialesca risale al <strong>1394 </strong>quando ci fu la traslazione delle reliquie di<strong> Santo Stefano</strong> dall&#8217;Abbazia di Monopoli a Putignano, al fine di metterle al sicuro dai concreti rischi delle scorribande saracene. Si racconta che in quella occasione i contadini, impegnati nel lavoro di piantare le viti con il metodo delle &#8220;propaggini&#8221;, lasciarono i campi e si accodarono alla processione che accompagnava le reliquie. L&#8217;evento straordinario avrebbe generato una gran festa travolgente ed i contadini esprimevano la loro gioia con versi e rime coniate per l&#8217;occasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo altri studiosi, invece, le radici del carnevale sono ancora più remote e risalirebbero agli ultimi secoli prima di Cristo quando <strong>Putignano </strong>era colonia della <strong>Magna Grecia.</strong> Il carnevale, quindi, troverebbe le sue fondamenta nei riti propiziatori verso il dio <strong>Dionisio </strong>(una di quelle divinità della vegetazione a cui è associata la coltivazione della vite) ed il 1394 non sarebbe l&#8217;anno zero del futuro Carnevale ma il momento di trasformazione, o meglio di &#8220;cristianizzazione&#8221; di una festa pagana già esistente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/fari.jpg" rel="lightbox[881]"><img class="size-full wp-image-883 alignleft" title="farinella" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/fari.jpg" alt="farinella" width="126" height="192" /></a>La maschera di Putignano: Farinella</h3>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Farinella&#8221; è oggi la maschera <strong>simbolo </strong>del carnevale di Putignano: fu ideata nel 1953 dal grafico <strong>Domenico Castellano</strong>. Nella sua versione originale Farinella indossava un vestito da <strong>giullare </strong>a toppe bianche e verdi, rappresentative dei colori della città; il cappello a tre punte rappresentava i tre colli sui quali si adagia la cittadina e la postura della maschera traduce l&#8217;atto di mettere pace tra cane e gatto. Un chiaro riferimento, quindi, ai dissidi esistenti fra i vari strati del tessuto sociale e alla forte azione pacificatoria esercitata dal Carnevale attraverso la satira ed il ribaltamento dei ruoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vestito del <strong>Farinella </strong>originale fu poi sostituito da una nuova versione: un abito un po&#8217; più variopinto che richiama i colori tipici di questa terra del sud. Il nome della maschera prende origine dal cibo tipico dei contadini putignanesi: appunto &#8220;la farinella&#8221;, ossia una farina ricavata da ceci ed orzo abbrustoliti che si mescolava a sughi oppure consumata con i fichi freschi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I giovedì dei pazzi</h3>
<p style="text-align: justify;">Una delle celebrazioni caratteristiche del Carnevale putignanese sono i <strong>giovedì dei Pazzi</strong>: incominciamo il 17 gennaio, giorno di Sant&#8217;Antonio (&#8220;Sant Antun Masckr I Sun&#8221;), quando prendono il via una serie di sfilate a tema che ironizzano su determinati strati sociali: in ordine, il giovedì dei monsignori, dei preti, delle monache, dei vedovi, degli scapoli, delle donne sposate e dei cornuti.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/322343627.jpg" rel="lightbox[881]"><img class="size-full wp-image-886 alignleft" title="Sfilata di sera" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/322343627.jpg" alt="Sfilata di sera" width="116" height="175" /></a>La  Chiusura</em><em> del Carnevale: l&#8217;estrema unzione e Il funerale di Carnevale</em></h3>
<p style="text-align: justify;">La chiusura del Carnevale di Putignano ha due celebrazioni uniche che non si svolgono in nessuna altra parte al mondo: <strong>l&#8217;estrema unzione e il funerale del Carnevale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rito dell&#8217;estrema unzione si svolge alla vigilia del <strong>martedì grasso</strong>. Nella penultima giornata di vita del &#8220;Carnevale&#8221; un corteo mascherato con paramenti sacerdotali e vestiti clericali attraversa le vie del paese per impartire una speciale <strong>benedizione </strong>raccontando, rigorosamente in vernacolo, la vita di questo Carnevale che sta per morire. Il corteo prosegue fino a notte inoltrata rifocillandosi gratuitamente nei diversi locali collocati sul percorso. La finta processione, <strong>molto divertente</strong>, attira la curiosità del pubblico che segue il corteo nelle sue diverse tappe.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il martedì grasso, invece, dopo la sfilata dei carri, si dà inizio al <strong>corteo funebre di Carnevale</strong> con tanto di vedova disperata ed amici, parenti e conoscenti che con pianti strazianti esprimono il loro dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella piazza del <strong>centro storico</strong> dopo aver dato le condoglianze alla <strong>vedova </strong>si pone fine a tutto bruciando un fantoccio di Carnevale che, in alcune edizioni, è raffigurato da un <strong>maiale in cartapesta</strong>. Si tratta di un rito purificatorio con il quale si brucia il materialismo in favore della spiritualità a cui si deve lasciar posto con l&#8217;arrivo della <strong>Quaresima</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/02/il-carnevale-di-putignano/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :7331]]></content:encoded>
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		<title>Mangiamo Italiano : i pizzi leccesi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingredienti: 1kg. di farina 00 5 pomodori pelati 2 cipolle crude 100 gr. olio extra vergine di oliva 25 gr. di lievito di birra peperoncino ( a piacere e senza esagerare ) 100 gr. di olive nere sale Preparazione: In un capiente recipiente versate l&#8217;olio, i pomodori pelati, le olive nere ( che dovranno essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/pizzi.jpg" rel="lightbox[738]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-739" title="pizzi" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/pizzi-150x150.jpg" alt="pizzi" width="150" height="150" /></a><strong>Ingredienti:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1kg. di farina 00<br />
5 pomodori pelati<br />
2 cipolle crude<br />
100 gr. olio extra vergine di oliva<br />
25 gr. di lievito di birra<br />
peperoncino ( a piacere e senza esagerare )<br />
100 gr. di olive nere sale<br />
<strong><br />
Preparazione:</strong><span id="more-738"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In un capiente recipiente versate l&#8217;olio, i pomodori pelati, le olive nere ( che dovranno essere denocciolate ) un pizzico di peperoncino,la cipolla sbucciata e ridotta a pezzettini e un pizzico di sale. Miscelate per bene ed in modo omogeneo il tutto e quindi aggiungete la farina, il lievito che avrete sciolto in un pò di acqua tiepida, lavorando in modo continuo fino ad ottenere una pasta di giusta consistenza ( deve essere abbastanza morbido ). Lasciate riposare per circa 10 minuti. Stendete l&#8217;impasto su di una spianatoia infarinata e formate un rotolone abbastanza doppio che in seguito dividerete a formare dei piccoli panini. Disponeteli su di una teglia da forno infarinata uno accanto all&#8217;altro ( lasciando un po&#8217; di spazio tra di loro )</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate lievitare per 40 minuti circa e poi infornate per 15-20 minuti a 250°.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><strong>Curiosità:</strong></strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il Salento è una terra che in passato fu dilaniata da invasioni provenienti dal mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricordi dei saccheggi ad opera dei Turchi sono ancora ben vivi nell&#8217;immaginazione e nelle tradizioni del popolo salentino, ed è per questo motivo che la popolazione si è dedicata all&#8217;agricoltura piuttosto che alla pesca e quindi tenendosi lontana dalle coste. Dall&#8217;agricoltura e dalla presenza di cereali e grano si è radicato il culto del pane lavorato in vari modi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un specialità salentina sono i <a title="Pizzi leccesi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pizzi_leccesi&amp;action=edit">pizzi leccesi</a> (o pizzionguli, detti anche scèblasti nella lingua grika parlata nella <a title="Grecìa Salentina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grec%C3%ACa_Salentina">Grecìa Salentina</a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; pane delizioso preparato con vari ingredienti (farina, zucchine, olive, cipolla, zucca, olio, peperoncino, sale e capperi) cotto sulla pietra nei caratteristici forni a legna, tipici del area salentina, secondo la tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il primo pane ad essere sfornato, di solito all&#8217;alba, e rappresentava un momento collettivo di gioia e di buon augurio per i contadini della zona.</p>
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