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	<title>Italiansinlux Blog &#187; Italiano</title>
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	<description>Il Blog degli italiani in Lussemburgo</description>
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		<title>Gli Italiani, un popolo di emigranti</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 09:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci al nostro quarto appuntamento con il quale intendiamo ricordare il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Gli italiani che festeggiarono il 17 marzo 1861 la proclamazione del Regno d&#8217;Italia erano crica 22 milioni, non facevano parte del regno infatti il triveneto (la Venezia euganea sarebbe divenuta parte d&#8217;Italia solo dopo la terza guerra di indipendenza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccoci al nostro <strong>quarto appuntamento</strong> con il quale intendiamo ricordare il <strong>150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/150_01.jpg" rel="lightbox[4074]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4029" title="150_01" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/150_01-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani che festeggiarono il <strong>17 marzo 1861</strong> la proclamazione del <strong>Regno d&#8217;Italia</strong> erano crica 22 milioni, non facevano parte del regno  infatti il triveneto (la Venezia euganea sarebbe divenuta parte d&#8217;Italia solo dopo la terza guerra di indipendenza e cioè nel 1866, il trentino ed il Friuli-venezia Giulia solo dopo la prima guerra mondiale cioè nel 1919) ed il territorio laziale ancora sotto il potere temporale di <strong>Papa Pio IX</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo pochi rispetto ai circa 60 milioni di abitanti che oggi costituiscono la popolazione italiana, ma  che erano in costante crescita, la natalità infatti non aveva conosciuto il calo preoccupante di questi ultimi trenta anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Paese benché unito</strong> non era in grado di soddisfare le esigenze lavorative e quindi di sostentamento di una popolazione in rapida crescita, cosi dalla fine del secolo  diciannovesimo, e soprattutto agli inizi del ventesimo si assistette ad un fenomeno assai rilevante ed importante: l&#8217;emigrazione in massa soprattutto di ceti proletari che non trovavano mezzi di sostentamento nella fragile economia italiana. Emigrazione che investi soprattutto il continente americano, ma anche la vecchia Europa  in particolare Francia, Germania e Inghilterra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per dare un&#8217;idea</strong> della rilevanza del fenomeno migratorio italiano, cioè di quegli italiani che hanno lasciato la madre patria per “cercar fortuna” all&#8217;estero si pensi che ad oggi nel mondo ci sono circa 25 milioni di persone originarie o discendenti dei migranti post unitari oltre a coloro che hanno deciso di lasciare il Paese in tempi recenti. Solo in Argentina vi sono 15 milioni di “italiani” cioè di discendenti degli emigranti. Un numero enorme in relazione ai 60 milioni di italiani che vivono in Patria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/emigranti-stazione1.jpg" rel="lightbox[4074]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4079" title="emigranti-stazione[1]" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/emigranti-stazione1-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli italiani sono dovunque.</strong> In moltissimi casi si sono perfettamente integrati nelle società che li hanno accolti, raggiungendo anche posizioni di grande prestigio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le integrazioni,</strong> sia detto per inciso, in molti casi non sono state per nulla facili e indolore. In realtà certe diffidenze nei confronti dei nostri connazionali che sono emigrati alla fine del&#8217;800 e nei primi del &#8217;900 erano frutto di situazioni oggettive. Lo vediamo, purtroppo anche oggi, e malgrado tutto anche in Italia che è stata paese di migranti, la paura del “diverso” dello straniero che viene da noi perché nel suo paese c&#8217;è miseria e disperazione è un sentimento diffuso. Ma gli italiani hanno saputo superare anche queste difficoltà e potuto inserirsi a pieno titolo , nelle società dei Paesi che li hanno ospitati. Non per questo pero&#8217; hanno dimenticato la loro terra d&#8217;origine. Chi non ha deciso, ad un certo punto, di ritornare a casa, magari raggiunta l&#8217;età della pensione, chi ha deciso di formare una famiglia all&#8217;estero e di avere figli e nipoti nella nuova patria, non ha comunque dimenticato l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono nati un po&#8217; ovunque circoli ed associazioni di italiani all&#8217;estero e finalmente nel   è stato riconosciuto anche a questi nostri connazionali il diritto di avere propri rappresentanti nel parlamento italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche dato sull&#8217;emigrazione italiana nel mondo:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il più grande esodo migratorio della storia moderna è stato quello degli Italiani.</p>
<ul>
<li>A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze. Nell&#8217;arco di poco più di un secolo un numero quasi equivalente all&#8217;ammontare della popolazione al momento dell&#8217;Unità d&#8217;Italia si avventurava verso l&#8217;ignoto.</li>
<li>Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni italiane. Tra il 1876 e il 1900 l&#8217;esodo interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole il 47 per cento dell&#8217;intero contingente migratorio: il Veneto (17,9), il Friuli Venezia Giulia (16,1 per cento) e il Piemonte (12,5 per cento).</li>
<li>Nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali. Con quasi tre milioni di persone emigrate soltanto da Calabria, Campania e Sicilia, e quasi nove milioni da tutta Italia.</li>
<li>Gli italiani sono sempre al primo posto tra le popolazioni migranti comunitarie (1.185.700 di cui 563.000 in Germania, 252.800 in Francia e 216.000 in Belgio, e il fenomeno ha avuto un&#039;ulteriore propulsione negli ultimi anni grazie alle innumerevoli <a href="http://www.logitravel.it/voli/voli-low-cost-1569906.html">offerte di voli low cost</a> offerte dalla rete) seguiti da portoghesi, spagnoli e greci.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque un riepilogo del fenomeno migratorio italiano tratto da <a title="www.emigrati.it" href="http://www.emigrati.it" target="_blank">www.emigrati.it</a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Emigrazione italiana per regione 1876-1900, 1901-1915</h2>
<table border="1" cellspacing="2" cellpadding="2" align="left">
<tbody>
<tr>
<td>Piemonte</td>
<td>709.076</td>
<td>13,5</td>
<td>831.088</td>
<td>9,5</td>
</tr>
<tr>
<td>Lombardia</td>
<td>519.100</td>
<td>9,9</td>
<td>823.695</td>
<td>9,4</td>
</tr>
<tr>
<td>Veneto</td>
<td>940.711</td>
<td>17,9</td>
<td>882.082</td>
<td>10,1</td>
</tr>
<tr>
<td>Friuli V.G.</td>
<td>847.072</td>
<td>16,1</td>
<td>560.721</td>
<td>6,4</td>
</tr>
<tr>
<td>Liguria</td>
<td>117.941</td>
<td>2,2</td>
<td>105.215</td>
<td>1,2</td>
</tr>
<tr>
<td>Emilia</td>
<td>220.745</td>
<td>4,2</td>
<td>469.430</td>
<td>5,4</td>
</tr>
<tr>
<td>Toscana</td>
<td>290.111</td>
<td>5,5</td>
<td>473.045</td>
<td>5,4</td>
</tr>
<tr>
<td>Umbria</td>
<td>8.866</td>
<td>0,15</td>
<td>155.674</td>
<td>1,8</td>
</tr>
<tr>
<td>Marche</td>
<td>70.050</td>
<td>1,3</td>
<td>320.107</td>
<td>3,7</td>
</tr>
<tr>
<td>Lazio</td>
<td>15.830</td>
<td>0,3</td>
<td>189.225</td>
<td>2,2</td>
</tr>
<tr>
<td>Abruzzo</td>
<td>109.038</td>
<td>2,1</td>
<td>486.518</td>
<td>5,5</td>
</tr>
<tr>
<td>Molise</td>
<td>136.355</td>
<td>2,6</td>
<td>171.680</td>
<td>2,0</td>
</tr>
<tr>
<td>Campania</td>
<td>520.791</td>
<td>9,9</td>
<td>955.188</td>
<td>10,9</td>
</tr>
<tr>
<td>Puglia</td>
<td>50.282</td>
<td>1,0</td>
<td>332.615</td>
<td>3,8</td>
</tr>
<tr>
<td>Basilicata</td>
<td>191.433</td>
<td>3,6</td>
<td>194.260</td>
<td>2,2</td>
</tr>
<tr>
<td>Calabria</td>
<td><strong>275.926</strong></td>
<td><strong>5,2</strong></td>
<td><strong>603.105</strong></td>
<td><strong>6,9</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Sicilia</td>
<td>226.449</td>
<td>4,3</td>
<td>1.126.513</td>
<td>12,8</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Totale espatri</td>
<td>5.257.911</td>
<td>100,0</td>
<td>8.769.749</td>
<td>100,0</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<address style="text-align: justify;"><em>Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976,Roma, Cser, 1978.</em></address>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Principali paesi di emigrazione italiana 1876-1976</strong></h2>
<table border="1" cellspacing="2" cellpadding="2">
<tbody>
<tr>
<td>Francia</td>
<td>4.117.394</td>
<td><strong>Stati Uniti</strong></td>
<td>5.691.404</td>
</tr>
<tr>
<td>Svizzera</td>
<td>3.989.813</td>
<td><strong>Argentina</strong></td>
<td>2.969.402</td>
</tr>
<tr>
<td>Germania</td>
<td>2.452.587</td>
<td><strong>Brasile</strong></td>
<td>1.456.914</td>
</tr>
<tr>
<td>Belgio</td>
<td>535.031</td>
<td><strong>Canada</strong></td>
<td>650.358</td>
</tr>
<tr>
<td>Gran Bretagna</td>
<td>263.598</td>
<td><strong>Australia</strong></td>
<td>428.289</td>
</tr>
<tr>
<td>Altri</td>
<td>1.188.135</td>
<td><strong>Venezuela</strong></td>
<td>285.014</td>
</tr>
<tr>
<td>Totale</td>
<td>12.546.558</td>
<td></td>
<td>11.481.381</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
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		<item>
		<title>La musica ci ha unito</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il principe Klemens Von Metternich ministro dell&#8217;Austria Ungheria plenipotenziario al congresso di Vienna del 1815 aveva definito l&#8217;Italia una semplice espressione geografica (in realtà la frase pronunciata dal principe fu “La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il principe <strong>Klemens Von Metternich</strong> ministro dell&#8217;Austria Ungheria plenipotenziario al congresso di Vienna del 1815 aveva definito l&#8217;Italia una semplice espressione geografica (in realtà la frase pronunciata dal principe fu  <em>“La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle.”</em>) certamente poneva in luce un fatto incontrovertibile: gli italiani non erano parte di un popolo , di una nazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il sentimento nazionale</strong> sarebbe cresciuto più tardi dopo le grandi rivoluzioni del 1848 eppoi attraverso le guerre di indipendenza fino alla proclamazione del regno d&#8217;Italia il 17 marzo 1861.Ma certo ancora non potevamo considerarci un popolo e una nazione, tanto che Massimo d&#8217;Azeglio espresse il concetto con la celebre frase <em>“adesso che l&#8217;Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fu il primo e forse più arduo compito che la classe dirigente dell&#8217;Italia unità si trovo ad affrontare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se è vero che <strong>il concetto di appartenenza</strong> alla nazione Italia fu una conquista lenta per il popolo italiano, che per molti anni ebbe seri problemi a considerarsi parte di un unico grande Paese. Forse, ma questa è una opinione personale, solo con la prima grande guerra mondiale  si è  incominciata a profilare l&#8217;idea di una unica grande patria. Il grande sforzo bellico, la presenza dei soldati che provenivano da ogni parte d&#8217;Italia, contribui a creare questo spirito unitario. Dopo la guerra e con l&#8217;avvento del fascismo questo spirito di amore verso la patria divenne ben presto nazionalismo, ma certamente contribui a far nascere una sorta di “orgoglio italiano”. L&#8217;esperienza terribile della disfatta nella seconda guerra mondiale e i lutti e le distruzioni che ne seguirono, fecero si che nascesse nel Paese una nuova “unità” per la libertà che diede vita dapprima alla lotta di liberazione, e successivamente alla costituzione repubblicana, vera sintesi delle culture politiche del tempo, che divenne quindi elemento unificante e condiviso per il popolo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il cammino di un popolo verso la considerazione della propria unità di nazione, fu lungo e travagliato, possiamo dire che vi furono alcuni elementi unificanti che si concretizzarono nel corso degli anni fin dalle prime giornate risorgimentali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli italiani</strong> avevano una lingua, più o meno comune, ma non certo una lingua “unica” come oggi. Nel Paese si parlavano varie “lingue” il napoletano, il veneziano, il toscano. Pensate che nello stesso regno sabaudo la lingua di corte era il francese e non l&#8217;italiano come oggi lo conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora se il linguaggio era ancora un limite per  la comprensione tra gli italiani ( non dimentichiamo l&#8217;alta percentuale di analfabeti) vi fu un sentire comune che sicuramente unificava il paese:la musica.</p>
<div id="attachment_4057" class="wp-caption aligncenter" style="width: 270px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/verdi.jpg" rel="lightbox[4056]"><img class="size-full wp-image-4057" title="verdi" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/verdi.jpg" alt="" width="260" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Verdi</p></div>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Si sa <strong>la musica è un “linguaggio” immediato,</strong> non richiede studi ed è di presa immediata. La musica fin dagli anni risorgimentali costituì&#8217; un elemento unificante per il popolo italiano. Come non ricordare l&#8217;impatto delle opere di <strong>Giuseppe  Verdi </strong>(la lirica era una musica popolare nel senso pieno del termine) I famosi cori del Nabucco e dei Lombardi che venivano cantati durante le insurrezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1847 il giovane Goffredo Mameli scrisse il testo (la musica è di Novaro) di quel canto degli Italiani che sarebbe diventato l&#8217;inno nazionale della repubblica Italiana cento anni dopo. Mameli  mori due anni dopo a soli 22 anni, per difendere la Repubblica Romana e che quindi non vide mai l&#8217;Italia unita, ma quel testo fu cantato durante il risorgimento dai patrioti italiani ad esempio durante <strong>le 5 giornate di Milano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Canti e canzoni</strong> che  sono stati patrimonio comune ed unificante della nazione italiana ce ne sono stati tanti, vorrei ricordare non soltanto i canti militari o di guerra, ma anche e soprattutto quelli che hanno incarnato il sentimento nazionale, magari come semplici canzoni. Un esempio per tutti la celeberrima canzone  “Le campane di San Giusto” che  ben interpretava il sentimento patriottico di Trieste e della Venezia Giulia  nel periodo della prima guerra mondiale, oppure la bella canzone napoletana “O&#8217;surdate &#8216;nammurato” o ancora “Bella Ciao” la canzone dei partigiani durante la Resistenza contro i nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche in tempi più recenti ci sono stati esempi di canzoni o canzonette o semplici musiche che hanno costituito un patrimonio condiviso degli italiani. Come non ricordare ad esempio la canzone <strong>“L&#8217;Italiano” di Cutugno</strong> diventata un vero cult in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche semplici motivetti hanno dato l&#8217;idea di una musica condivisa&#8230;si proprio cosi ad esempio per  le vittorie calcistiche del 1982 e del 2006 della nazionale italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente l&#8217;avvento dei grandi mezzi di comunicazione e la progressiva alfabetizzazione della popolazione hanno fatto si che oggi esista e si sia rafforzato un grande senso di appartenenza ad una grande comunità  nazionale, ma è indubbio che la musica abbia costituito un elemento unificante per gli Italiani, forse ancor più della lingua comune.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2011/02/la-musica-ci-ha-unito/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
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		<item>
		<title>L&#8217;original  &#8220;Mercato Napoletano&#8221; &#8211; 30 Maggio &#8211; 1 Giugno a SCHLOSSPLATZ SARREBRUCK!</title>
		<link>http://www.italiansinlux.com/2009/05/loriginal-mercato-napoletano-30-maggio-1-giugno/</link>
		<comments>http://www.italiansinlux.com/2009/05/loriginal-mercato-napoletano-30-maggio-1-giugno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 20:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Di Marzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Le projet itinérant &#8220;Mercato Napoletano&#8221; porte le charme  et la magie des marchés  napolitains dans le monde entier. Il va bientôt se dérouler à Sarrebruck! Quarante stands; pleins de coleurs, où l&#8217;ambiance chaleureuse, les parfums vifs et les voix des marchands vont vous transporter comme par enchantment à Naples! Une occasion unique d&#8217;acheter des [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1406" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/05/napoli11.jpg" alt="napoli11" width="768" height="576" /> </p>
<p>Le projet itinérant &#8220;Mercato Napoletano&#8221; porte le charme  et la magie des marchés  napolitains dans le monde entier. Il va bientôt se dérouler à Sarrebruck!</p>
<p>Quarante stands; pleins de coleurs, où l&#8217;ambiance chaleureuse, les parfums vifs et les voix des marchands vont vous transporter comme par enchantment à Naples!</p>
<p>Une occasion unique d&#8217;acheter des produits typiques napolitains à prix imbattables: produits e spécialité régionaux comme la fameuse mozzarella de buffle et le limoncello, maroquinerie, vetements, articles ménagers et bien d&#8217;autres encore.</p>
<p>Deux fois par jour, gratuit pour tous, les authentiques pizzas et pâtes napolitaines!</p>
<p>Le marché vous attend, ne perdez pas cet événement!</p>
<p> </p>
<p><strong>PROGRAMMA:</strong></p>
<p>SCHLOSSPLATZ SARREBRUCK</p>
<p>Da Sabato 30 Maggio a Lunedì 1° Giugno!</p>
<p>Dalle 9:00 alle 22:00</p>
<p>(Pizza e pasta napoletana offerta dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22!)</p>
<p><strong>INGRESSO LIBERO</strong>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/05/loriginal-mercato-napoletano-30-maggio-1-giugno/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :1042]]></content:encoded>
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		<title>Mangiamo Italiano: Seppie ripiene</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone 1 kg di seppie di media grandezza 1,5  l di passata di pomodoro Ripieno: 2 uova intere 300 g di pecorino grattugiato 100 g di pane grattugiato 1 spicchio d&#8217;aglio prezzemolo tritato cipolla, sale, pepe, olio q.b. Come si procede: Pulite le seppie eliminando gli occhi, l&#8217;intestino e l&#8217;osso, facendo attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/seppieg.jpg" rel="lightbox[724]"><img class="size-thumbnail wp-image-725 alignleft" title="seppie ripiene" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/seppieg-150x150.jpg" alt="seppieg" width="150" height="150" /></a>Ingredienti per 4 persone</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1 kg di seppie di media grandezza<br />
1,5  l di passata di pomodoro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripieno:</strong><br />
2 uova intere<br />
300 g di pecorino grattugiato<br />
100 g di pane grattugiato<br />
1 spicchio d&#8217;aglio<br />
prezzemolo tritato<br />
cipolla, sale, pepe, olio q.b.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si procede:</strong></p>
<p><span id="more-724"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Pulite le seppie eliminando gli occhi, l&#8217;intestino e l&#8217;osso, facendo attenzione a non rompere la sacca. Preparate l&#8217;impasto per il ripieno: sbattete le uova con il pecorino grattugiato, il pangrattato, il prezzemolo e l&#8217;aglio tritati, il sale, il pepe ed amalgamate il tutto con un pò d&#8217;olio.</p>
<p style="text-align: justify;">Riempite le seppie chiudendo l&#8217;estremità con uno stuzzicadenti o cucendole con del filo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fate rosolare nell&#8217;olio la cipolla tritata insieme alle seppie, avendo cura di non romperle, quindi aggiungere la passata di pomodoro fino a copertura delle seppie, salare e lasciar cuocere il tutto a fuoco lento per circa 2 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sugo così ottenuto si presta anche ad un&#8217;ottima spaghettata.</p>
<p style="text-align: justify;"><code></code></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/02/mangiamo-italiano-seppie-ripiene/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :3428]]></content:encoded>
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		<title>Mangiamo Italiano: Il torrone siciliano</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingredienti : 500 g di mandorle d&#8217;Avola 500 g. di zucchero 1 cucchiaio di olio Preparazione: Mettete le madorle e lo zucchero in una pentola molto grande e antiaderente e iniziate a mescolare il composto con un cucchiaio di legno. Per evitare che si attacchi, dovrete girare in modo continuo per circa ½ ora. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/500torrone.jpg" rel="lightbox[744]"><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-745" title="torrone" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/500torrone-150x150.jpg" alt="500torrone" width="150" height="150" /></span></a><strong>Ingredienti :</strong></p>
<p style="text-align: justify;">500 g di mandorle d&#8217;Avola</p>
<p style="text-align: justify;">500 g. di zucchero</p>
<p style="text-align: justify;">1 cucchiaio di olio</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Preparazione:</strong></h3>
<p><span id="more-744"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mettete le madorle e lo zucchero in una pentola molto grande e antiaderente e iniziate a mescolare il composto con un cucchiaio di legno. Per evitare che si attacchi, dovrete girare in modo continuo per circa ½ ora. Lo zucchero dapprima dovrà solidificarsi e poi sciogliersi e amalgamarsi perfettamente alle mandorle. Togliete il torrone dal fuoco quando lo zucchero, completamente sciolto, non é piu&#8217; in forma liquida.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Curiosità:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Le mandorle di Avola sono molto rinomate nel mondo per il loro sapore, delicato e doce. Sono cosi buone da meritare l&#8217;onore di essere contenute nei confetti di Sulmona!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2009/02/mangiamo-italiano-il-torrone-siciliano/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :373]]></content:encoded>
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		<title>Mangiamo Italiano: Fave e cicorielle</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone 1 kg di cicorielle 350 g di fave senza buccia olio di oliva extravergine q.b. sale q.b. Come si procede: Lavare le fave e farle cuocere con acqua abbondante a fuoco moderato per circa 2 ore, aggiungendo, se necessario, altra acqua (per accelerare la cottura delle fave si possono mettere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/fave.jpg" rel="lightbox[714]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-715" title="fave" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/fave-150x150.jpg" alt="fave" width="150" height="150" /></a><strong>Ingredienti per 4 persone</strong></p>
<p>1 kg di cicorielle<br />
350 g di fave senza buccia<br />
olio di oliva extravergine q.b.<br />
sale q.b.</p>
<p><strong>Come si procede:</strong><span id="more-714"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lavare le fave e farle cuocere con acqua abbondante a fuoco moderato per circa 2 ore, aggiungendo, se necessario, altra acqua (per accelerare la cottura delle fave si possono mettere in ammollo dalla sera precedente). Le fave saranno cotte quando diventeranno purea. Salare quanto basta.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto lessare le cicorielle in acqua salata, dopo averle pulite e lavate con cura. Scolarle a fine cottura. Mescolare fave e cicorie e condirle con olio extravergine.</p>
<p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-716" title="1099042175-cicoria_cimata_mix" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/1099042175-cicoria_cimata_mix-150x150.jpg" alt="1099042175-cicoria_cimata_mix" width="150" height="150" />
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