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Sostenibilità ambientale – una chimera?

Posted by Armando Rosa On maggio - 14 - 20111 COMMENT

Una mattina come tutte le altre. Mi sveglio, mi preparo per andare a lavorare ed esco di casa.

Nonostante la distanza dal posto di lavoro non sia affatto eccessiva e la strada sia scorrevole (anche se ultimamente lo è sempre di meno), non mi è possibile arrivarci a piedi. Non dispongo di un autobus diretto che faccia questo tragitto, per cui sono “costretto” a servirmi della macchina per un breve tratto, parcheggiarla a metà percorso e prendere un autobus, non essendoci un marciapiede tra il parcheggio e l’ufficio.

Durante il breve tratto percorso in auto, mi diverto a osservare i volti all’interno delle auto incolonnate nell’altro senso, tutte dirette verso il centro della città di Lussemburgo. Volti di persone in attesa di iniziare la giornata di lavoro. Mi lancio in un gioco, in una sfida, ma presto mi meraviglio del risultato: non trovo una sola auto nella quale ci sia più di una persona all’interno. Il sorriso provocato dal pensiero che ogni mattina e ogni sera noi, “esseri umani evoluti” ci incolonniamo nel traffico per restare chiusi e soli nella nostra scatola inquinante e per godere di una illusoria comodità che l’autobus non puo’ offrire, viene subito sostituito da una riflessione più amara della nostra condizione attuale.

Fino a che punto riusciremo a sostenere questo sistema sociale? Come si puo’ conciliare la ricchezza e il progresso che essa porta con la sostenibilità ambientale? E’ possibile che uno degli Stati con la ricchezza pro-capite più alta del mondo possa anche offrire rispetto della natura e una buona qualità dell’aria? Personalmente temo che la risposta a quest’ultima domanda sia negativa. Ma il pianeta non puo’ farcela continuando cosi’.

Il nostro modello sociale è ancora basato su pilastri che negli ultimi decenni dello scorso secolo hanno portato al boom economico occidentale. Ad un’analisi più attenta, si tratta di pilastri fragili, di una modernità sempre piu’ obsoleta, che richiede una immediata inversione di tendenza. Non si puo’ continuare a foraggiare l’industria dell’auto e penalizzare la ricerca, lo sviluppo e più in generale la creazione delle basi per una diffusione su larga scala di energie piu’ pulite. Non c’è bisogno di essere esperti per rendersi conto che i nostri occhi sono bendati dalle logiche lobbistiche e del privilegio che ci fanno ancora dipendere dal petrolio e dal nucleare, indiscutibili veleni per l’aria, la terra e l’acqua. Pur volendo affrontare questo tema astenendomi da qualsiasi valutazione politica, mi limito a dire che è evidente la strenua difesa dei poteri forti in quelle nazioni dove le destre sono al potere ormai da molti anni.

Le reazioni possibili a tali considerazioni sono molteplici: c’è chi tace e accetta la condizione attuale cercando di trarre il massimo vantaggio dal progresso e assecondando le suddette logiche; c’è chi si infervora e lo manifesta in modi finanche coloriti, tra scioperi della fame e manifestazioni di piazza; c’è inoltre chi cerca di sollevare un problema nei modi leciti cercando di smuovere le coscienze, nella speranza che la goccia possa scavare e incidere la roccia del cambiamento al punto tale da favorire quell’inversione di tendenza necessaria.

Intendo solo portare una riflessione di carattere generale, cercare di capire perchè nel 2011 esistano ancora forze capaci di rallentare, se non proprio di frenare lo sviluppo delle energie alternative, quelle “pulite”. Di una cosa mi ritengo certo: fin quando non si svilupperà una volontà globale di investimento verso l’eolico, l’energia solare, quella geotermica, anche le biomasse, e se non dovesse nascere la capacità di dare il via ad un nuovo indotto, non ci potrà mai essere un mercato competitivo di queste energie. Dovrebbe essere un ragionamento logico: unendo gli sforzi e le risorse nella ricerca scientifica e tecnica, nel miglioramento degli impianti produttivi di tali forme di energia, si riuscirebbe a fare di questi prodotti la nuova base delle nostre vite quotidiane, proprio come ora lo sono i combustibili fossili e il nucleare. Cambiare il modello sociale non è cosa semplice, specie se per poterlo fare occorre combattere enormi battaglie. Non è un segreto che ogni qual volta un prodotto innovativo viene concepito si scateni un gigantesco vortice economico, capace di sconvolgere gli equilibri generali: basti pensare alla nascita di internet, forse la piu’ grossa rivoluzione degli ultimi decenni. Tutti sanno quanto grande sia ancora oggi il flusso economico che l’indotto informatico genera a livello mondiale. Molti sono prontamente saliti sul treno del cambiamento ed hanno creato enormi fortune, altri sicuramente ne hanno patito la nascita (vedi l’industria della carta stampata). Fatte le debite distinzioni, la speranza è che attraverso un lento processo di cambiamento si giunga ad un ribaltamento degli attuali equilibri su cui i grandi interessi lobbistici si fondano, primi fra tutti quelli del petrolio. Sono queste le forze centrifughe capaci di rallentare i naturali processi di sviluppo e di mantenere lo status quo.

Non è un mistero che gli equilibri mondiali siano profondamente cambiati negli ultimi decenni. Nuove potenze mondiali come Cina, India e Brasile si propongono come protagoniste sulla scena internazionale, pronte a soppiantare le tradizionali potenze occidentali. Ma lo sviluppo di tali potenze passa per l’utilizzo del modello “occidentale”, come esempio di benessere e progresso a beneficio di vastissime fascie sociali. E’ sufficiente guardare alle abitudini della nuova società metropolitana cinese per rendersi conto su quali principi poggi lo sviluppo: consumismo spinto, megalopoli dirette verso la modernità, finanche un’ostentazione del materialismo: insomma, un film già visto e tuttora ancora in voga dalle nostre parti, nonostante gli sferzanti venti di crisi.

Ripensare il modello sociale: sarà mai possibile? E’ questo il grande interrogativo che ci resta, nella speranza che la popolazione della Terra sia capace di portare al potere uomini illuminate, governanti di spessore superiore capaci di neutralizzare il futuro ed aprire la strada per un avvenire migliore e più pulito.

Armando Rosa

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Inquinamento: Una parola, un paradosso

Posted by Armando Rosa On febbraio - 22 - 2010ADD COMMENTS

inquinamentoPremessa: non si tratta di un problema esclusivamente italiano ma di una situazione che si verifica sempre piu’ di frequente, direi addirittura in maniera ormai cronica, in tutto il resto del globo.

Stiamo parlando dell’inquinamento atmosferico provocato dalle polveri sottili.

E’ notizia di pochi giorni fa che circa un’ottantina di Comuni del nord Italia (piu’ il Comune di Napoli) hanno deciso per un congiunto stop alla circolazione delle auto domenica prossima 28 febbraio 2010. Come già ampiamente documentato dai tg nazionali, si tratta della prima volta in cui un tale gesto assume un carattere simbolico di questa portata, a dimostrazione del fatto che il 2010 è caratterizzato da un pessimo andazzo statistico in termini di qualità dell’aria nelle principali città italiane. Quasi tutti i giorni del mese di gennaio, ad esempio, le centraline di rilevamento della qualità dell’aria di Milano hanno riscontrato quantità di particelle tossiche ben superiori al limite previsto dalla legge.

Se è vero che in inverno la piu’ frequente coltre nuvolosa tende a far stagnare nell’aria le micidiali polveri  di metalli pesanti, è anche vero che con il prossimo aumento delle temperature in vista della bella stagione il problema è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Mettendosi nei panni dei nostri sindaci, cos’altro proporre se non un’iniziativa coordinata e trasversale finalizzata principalmente a lanciare un chiaro messaggio al Governo centrale piu’ che a risolvere concretamente il problema?

Su una questione fondamentale occorre mettersi d’accordo una buona volta: perchè continuare a predicare di voler risolvere i problemi ambientali del mondo, perchè ingannare l’umanità organizzando summit internazionali sul tema del riscaldamento globale se poi allo stesso tempo si foraggia continuamente l’industria automobilistica e si incentiva all’acquisto di nuovi veicoli? Parliamoci chiaro: è sotto gli occhi di tutti che in qualsivoglia città del mondo circola un numero ormai insostenibile di veicoli. I parcheggi sono saturi, gli intasamenti continui, con conseguente danno quotidiano tanto alla salute quanto alla nostra psiche.

Per non parlare poi del traffico aereo. Fino a vent’anni fa, in pochi avrebbero immaginato che si sarebbe raggiunto un tale numero di voli nei cieli di tutto il mondo. Abbiamo idea di quanto consuma un aereo? Beh, ci basta vedere i suoi motori per avere subito la risposta chiara davanti ai nostri occhi.

Esistono tecniche a costo zero per trasformare i deserti in zone coltivabili ed abitabili. Tecniche già usate da alcuni Paesi africani. Ma credete che qualche Paese industrializzato se ne sia interessato? Nessun immediato profitto da trarne, nessuna lobby da favorire. Discussione chiusa in partenza.

Per carità, qui non si discute di essere a favore o contro il progresso. Nessuno nega che il benessere sociale complessivo abbia tratto un gran giovamento dallo sfruttamento massiccio dei conbustibili fossili, ma appare chiaro che rischiamo di trovarci presto di fronte a un muro nella nostra strada verso il progresso. Massima priorità alla salvaguardia dei posti di lavoro, per carità, ma forse sarebbe ora di cominciare a concepire il sistema impresa del futuro, quello basato sulle energie rinnovabile e pulite, anche a piccoli passi, in modo graduale. E’ un bacino potenzialmente enorme, la nostra immaginazione non riesce neppure minimamente ad intravedere quale business possa generarsi sul pulito, sull’ecologico, sull’eolico e il solare. La capacità programmatica sembra essere il vero elemento latente quando si parla di misure efficienti per aiutare il pianeta. Basta anche una minima dose di intelligenza per rendersi conto che un cambiamento sostanziale dei consumi va programmato nel medio-lungo termine. Occorre lavorare e investire sulle nuove tecnologie da adesso, cercare di spendere oggi per raccogliere domani. Immagino che questo debba avvenire ad un prezzo. Quando gli equilibri sociali cambiano c’è sempre una fascia di umanità che perde i suoi vantaggi a favore di un’altra. Le gerarchie si modificano. Ma il mondo continua a camminare e progredire. A volte è persino meglio prendere una decisione non corretta che non prenderne alcuna.

Temo che il male italiano si possa estendere a livello globale e possano trarsi previsioni non troppo rosee sul futuro. A dispetto dei tanti proclami e slogan politici che siamo soliti ascoltare, finora nessun Obama o Sarkozy della situazione sono stati capaci di coordinare un’azione programmatica adeguata destinata a mettere seriamente le basi per un rimodellamento del nostro attuale modus vivendi nel pianeta. Prendiamo la conferenza sul clima tenutasi a Copenaghen poco tempo fa. Come la si vuol definire se non un fallimento?

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Classe A++, lo stato ti rimborsa fino a 150€!

Posted by Sabino Parente On gennaio - 14 - 2009ADD COMMENTS

© guukaa - Fotolia.comQuello dell’ambiente, si sà, è un tema molto importante, ed il Lussemburgo è sempre in prima fila pronto a combattere ogni forma di inquinamento.

La ricerca costante di un migliore sfruttamento energetico è un elemento chiave nella lotta contro il cambiamento climatico e quindi nel preservare le risorse naturali.

Per incoraggiare la sostituzione dei vechci apparecchi elettrodomestici con apparecchi nuovi a basso consumo energetico, il governo lussemburghese ha introdotto degli aiuti finanziari per l’acquisto di nuovi frigoriferi, congelatori e apparecchi combinati appartenenti alla categoria di rendimento energetico A++.

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Smaltimento rifiuti e riciclaggio! In Lux gratuito!!!

Posted by Antonio Di Marzo On gennaio - 12 - 2009ADD COMMENTS

recycle pleaseQuale mondo lasceremo in eredità alle future generazioni? Permetteremo loro di mantenere uno stile di vita accettabile e sostenibile o le stiamo condannando, con le nostre azioni di oggi, a vivere su una terra sterile, in piena ribellione alla presenza umana?

La maggior parte degli esperti sostiene che l’uomo necessita di rivedere urgentemente i suoi comportamenti nei confronti della natura, ridimensionando la propria azione e la propria distruzione.

Un primo passo, semplice e quanto mai importante è l’attenzione posta allo smaltimento e al riciclaggio dei rifiuti. Poche azioni, quotidiane, permettono di abbassare l’impatto che la nostra produzione di rifiuti ha sull’ecosistema che ci circonda e ci permette di vivere. Read the rest of this entry »

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