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	<title>Italiansinlux Blog &#187; francese</title>
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	<description>Il Blog degli italiani in Lussemburgo</description>
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		<title>Verso una scuola Europea&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Agnes Hoff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi voglio raccontare della mia esperienza di insegnante in una scuola della Moselle, non lontana da Lussemburgo dove si sta sperimentando un nuovo tipo di insegnamento. La scuola superiore Julie Daubié fa parte di una zona scolastica. È localizzata a Rombas, cioè nella vallata dell’Orne, a 20 km da Metz. La zona scolastica comprende la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi voglio raccontare della mia <strong>esperienza di insegnante</strong> in una scuola della Moselle, non lontana da Lussemburgo dove si sta sperimentando un nuovo tipo di insegnamento.</p>
<div id="attachment_4257" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/09/Fotolia_26210011_XS.jpg" rel="lightbox[4255]"><img class="size-medium wp-image-4257" title="multiracial students standing in a row" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/09/Fotolia_26210011_XS-300x200.jpg" alt="© deanm1974 - Fotolia.com" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">© deanm1974 - Fotolia.com</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scuola superiore Julie Daubié</strong> fa parte di una zona scolastica. È localizzata a Rombas, cioè nella vallata dell’Orne, a 20 km da Metz. La zona scolastica comprende la scuola superiore generale e tecnologica, l’istituto tecnico e la scuola media.</p>
<p style="text-align: justify;">È interessante fermarsi un po’ sul nome della zona perché è dedicata a una donna francese Julie Daubié che ha vissuto nel dicianovesimo secolo e che è la prima donna ad avere ottenuto la sua maturità, a un epoca in cui la possibilità di studiare e di riuscire era riservata solo agli uomini. È una donna di grande perspicacia perché ha incontrato molte difficoltà e ha dovuto insistere per passare l’esame.<strong> L’ha ottenuto con successo nel 1861.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scuola superiore di Rombas accoglie circa <strong>1200 allievi.</strong> Vengono della vallata dell’Orne ma anche del Lussemburgo, della Germania et dell’Ungheria.</p>
<p style="text-align: justify;">E bene integrata all’Europa. Da due anni, la scuola partecipa al <strong>progetto COMENIUS</strong>, un progetto europeo sostenuto dall’Unione europea dal 2002. Questo progetto si realizza dalla scuola materna alla scuola superiore e si indirizza a tutti gli attori della vita educativa: insegnanti, allievi, genitori, associazione di genitori&#8230;Vuole <strong>promuovere la cooperazione tra gli instituti europei</strong>, incoraggiare le relazioni tra allievi e la mobilità degli insegnanti, svilupare l’apertura dello spirito e la conscenza delle altre culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, è importante insistere sul fatto che <strong>l’Europa è prima di tutto quella dei cittadini</strong>, e che la nostra storia è comune. Quindi dobbiamo guardare quello che accade al di fuori dei confini del paese natale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>12 al 19 settembre</strong>, la scuola accoglierà quattro allievi spagnoli e cinque italiani. Saranno ospitati nelle famiglie francesi, e seguiranno i corsi nelle classi durante tutto il trimestre. Studieranno e saranno valutati come gli altri.</p>
<div id="attachment_4256" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/09/Fotolia_11602117_XS.jpg" rel="lightbox[4255]"><img class="size-medium wp-image-4256" title="student" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/09/Fotolia_11602117_XS-300x200.jpg" alt="© deanm1974 - Fotolia.com" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">© deanm1974 - Fotolia.com</p></div>
<p style="text-align: justify;">La scuola superiore dispone di tre classe europee, tedesca, spagnola e italiana. Sono delle classi in cui una parte dell’insegnamento è realizzato nella lingua scelta. Questi allievi, per potere scegliere all’ingresso nella scuola superiore quest’opzione, hanno seguito un insegnamento di lingua rinforzato. Gli allievi che hanno scelto la classe europea in italiano hanno un insegnamento di storia e di geografia nella lingua italiana per un&#8217;ora la settimana oltre i loro corsi classici. Si deve insistere sul fatto che quest’insegnamento non è linguistico. <strong>Lo scopo è di fare conoscere agli allievi la culturà di un paese straniero</strong> e dunque prima di tutto di insegnare la storia dell’Italia sulla basa dei programmi ufficiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, questo deve includere molti progetti e iniziative culturali. Per esempio, nel’ambito della classe italiana, un uscita al <strong>festival del cinema di Villerupt</strong> è gia prevista alla fine di ottobre e uno scambio con un altra scuola superiore italiana è prevista per aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultima cosa che ritengo molto importante: la maturità conseguita dagli allievi che frequentano questo corso è riconosciuta direttamente dal <strong>ministero dell’Istruzione italiana</strong> e quindi da l’accesso all’Università in Italia. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Agnes Hoff</p>
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		<title>I 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 08:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALLO STATUTO ALLA COSTITUZIONE Inizio oggi con queste note un percorso di ricordi e analisi che ci porterà al 17 marzo, data storica che dovrebbe inorgoglire tutti gli italiani, in particolar modo chi dal nostro Paese vive lontano. Un appuntamento settimanale che per quattro settimane ci porterà a questo importante anniversario: i 150 anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/150_01.jpg" rel="lightbox[4026]"><img class="aligncenter size-full wp-image-4029" title="150_01" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/150_01.jpg" alt="" width="413" height="284" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>DALLO STATUTO ALLA COSTITUZIONE</strong></span><br />
Inizio oggi con queste note un percorso di ricordi e analisi che ci porterà al <strong>17 marzo</strong>, data storica che dovrebbe inorgoglire tutti gli italiani, in particolar modo chi dal nostro Paese vive lontano. Un appuntamento settimanale che per quattro settimane ci porterà a questo importante anniversario:<br />
<strong>i 150 anni di Unità Nazionale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E cominciamo il nostro percorso con alcune considerazioni intorno a due documenti che hanno segnato la storia di questo secolo e mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cosiddette <strong>Carte fondamentali</strong> che hanno regolato attraverso i principi in esse enunciati la vita degli italiani da quando, appunto il <strong>17 marzo 1861 </strong>Vittorio Emanuele fu proclamato primo Re d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le carte costituzionali nell&#8217;ottocento si chiamavano <strong>Statuti</strong> e furono “concesse” dai sovrani dei vari stati italiani, quasi tutti nel 1848, un anno di grandi rivoluzioni e speranze di rivoluzioni che un po&#8217; in tutto lo stivale sono spuntate come i funghi dopo un temporale d&#8217;autunno. Lo statuto che a noi interessa di più fu, senza dubbio, quello concesso il 4 marzo del &#8217;48 dal <strong>re di Sardegna Carlo Alberto</strong> e che sarebbe diventato dopo l&#8217;Unità la legge fondamentale del regno d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa costituzione rimase in vigore, con diverse modificazioni fino al 1948, quando la neonata <strong>Repubblica Italiana</strong> si doto&#8217; di una vera e propria costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si perché lo Statuto in realtà, per il suo carattere giuridico, non poteva certo definirsi una costituzione “rigida” e cioè modificabile solo con complesse procedure, come ben si è visto anche in tempi recenti. Il suo carattere di costituzione “modificabile” infatti permise l&#8217;instaurazione dello stato fascista senza giuridicamente compromettere formalmente lo statuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo Statuto Albertino</strong> è quello che si definisce una carta ottriata (dal francese octroyée) cioè “concessa” dal sovrano a differenza della costituzione repubblicana che è la conclusione di un processo costituente attraverso una assemblea elettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lo statuto ha rivestito comunque una grande importanza storica per due fondamentali ragioni: innanzitutto perché il Re di Sardegna fu l&#8217;unico tra i sovrani italiani a non revocarlo dopo il &#8217;48, ma soprattutto perché, come carta fondamentale regolo&#8217; la vita politica del primo periodo dell&#8217;Unità.</p>
<p style="text-align: justify;">In esso vi sono enunciati i principi fondamentali che fecero del Regno di Sardegna prima e del regno d&#8217;Italia poi uno stato moderno. I limiti al potere del re, che comunque ne conservava tanti, come quello di nominare il governo o quello di dichiarare la guerra. E quest&#8217;ultimo il Re lo esercito&#8217; in modo esplicito quando senza alcun voto parlamentare (e il parlamento aveva una maggioranza neutralista) decise l&#8217;entrata in guerra nel 1915.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si stabiliva anche la indipendenza della magistratura ed i poteri delle due assemblee legislative, la Camera eletta dal popolo ( con i limiti ben noti, non era previsto il suffragio universale) e un senato che lui stesso nominava.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Costituzione repubblicana</strong>, che come detto fu votata dell&#8217;assemblea costituente ed entro&#8217; in vigore il 1 gennaio 1948, è il frutto di una sintesi tra i movimenti politici e di pensiero che ne erano rappresentati: quello cattolico, quello socialista e comunista e quello liberale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la sintesi si puo&#8217; dire fu ben riuscita.</p>
<p style="text-align: justify;">La costituzione italiana disciplina in modo estremamente preciso i limiti ed i controlli tra i poteri dello Stato assegnando ai vari organi delle competenze specifiche di controllo anche sugli altri. Si voleva evitare che la costituzione potesse essere “manipolata” come fece Mussolini con lo statuto.</p>
<p style="text-align: justify;">La carta prevede naturalmente anche dei principi fondamentali che riprendono in massima parte la carta dei diritti dell&#8217;uomo. Ed in cio&#8217; un&#8217;altra differenza con lo statuto che si limitava ad enunciare i principi per il funzionamento dello Stato e dei suoi organi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si parla da più parti della necessità di rivedere la Costituzione repubblicana, che ha ormai più di sessant&#8217;anni. Vi sono certamente alcune parti che possono, o anzi dovrebbero essere adeguate ai tempi (in parte lo si è già fatto attraverso una devolution di competenze a regioni ed enti locali) mi riferisco al bicameralismo perfetto (per cui le due camere sono una sorta di doppione) mi riferisco anche alla soppressione di enti locali inutili come le province, e cosi via.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la gran parte delle norme in essa contenute, pero&#8217;, la nostra costituzione attraverso l&#8217;attento bilanciamento dei poteri, ha permesso al Paese una vita democratica e una sostanziale civile convivenza che possiamo ascrivere sicuramente tra i suoi meriti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
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		<title>“De gré ou de force” – Inaugurata l’esposizione a Saint Julien Les Metz</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 08:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una interessante iniziativa per ricordare i tanti mosellani, ma anche italiani, che a partire dal 1940 sono stati espulsi dalle proprie case per la germanizzazione voluta dal regime nazista. 17 giugno 1940 nel momento in cui il capo del governo francese, il maresciallo Petain chiama i francesi a deporre le armi, il colonnello Walter Hossfeld, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/de_gre_ou_de_force.jpg" rel="lightbox[3664]"><img class="alignleft size-full wp-image-3722" style="margin: 5px;" title="De gre ou de force - locandina" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/de_gre_ou_de_force.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Una interessante iniziativa per ricordare i tanti mosellani, ma anche italiani, che a partire dal 1940 sono stati<strong> espulsi dalle proprie case per la germanizzazione </strong>voluta dal regime nazista.</p>
<p><strong>17 giugno 1940 </strong><br />
nel momento in cui il capo del governo francese, il maresciallo <strong>Petain </strong>chiama i francesi a deporre le armi, il colonnello Walter Hossfeld, comandante le truppe tedesche issa il vessillo con le croci uncinate sul balcone del municipio di Metz. Inizia cosi  la <strong>germanizzazione dei territori della Mosella</strong>, ma anche del Lussemburgo. L&#8217; idea nazista è semplice: l&#8217;Alsazia e la Lorena (intesa come territorio della Mosella) erano tedesche e devono ridivenire tedesche. Non si tratta quindi di una occupazione, ma di una annessione tout court al reich.</p>
<p>Inizia quindi per migliaia di Mosellani il periodo delle<strong> espulsioni dal territorio</strong> secondo un elenco di priorità che il Gauleiter Bürckel, governatore della regione ha stilato personalmente. Innanzitutto gli ebrei, poi i francesi dell&#8217;interno, i francofili, gli ex combattenti delle brigate internazionali in Spagna, i gitani, gli asiatici e gli africani non sono persone gradite al reich e devono quindi andarsene dal territorio. Nell&#8217;elenco trovano posto e quindi devono lasciare (si badi entro poche ore) le loro case anche gli <strong>immigrati italiani</strong> (che come noto sono pesenti numerosi soprattutto nel nord della Mosella al confine con il Lussemburgo) che abbiano manifestato idee antifasciste. Per gli italiani invece fedeli al governo di Roma (alleato dei tedeschi) nessun problema.<strong> L&#8217;esodo</strong> avviene rapidamente verso le regioni interne della Francia soprattutto verso i territori della Francia libera, non occupata, cioé della <strong>Francia di Vichy</strong>.</p>
<p>Solo a partire della fine del <strong>1944 </strong>questi cittadini potranno rientrare nele loro case, ma per che abitava nell&#8217;est del dipartimento i tempi saranno ancora più lunghi.</p>
<p>Per parlarci della esposizione che si è aperta  nele sale degli<strong> « Archives departimentales de la Moselle »</strong> a Saint Julien les Metz (presso Metz) abbiamo incontrato il direttore degli Archivi <strong>M. Jean-Eric Iung.</strong></p>
<p><em><strong>La mostra</strong> di documenti, cimeli, fotografie</em> – ci dice M. Iung-<em> fa seguito ad un&#8217;altra iniziativa che è stata posta in essere a cura degli archivi l&#8217;anno passato e che riguardava  i francesi costretti alla « evacuazione » disposta dal governo di Parigi dei territori prossimi alla frontiera franco-tedesca avvenuta nel 1939.</em></p>
<p>L&#8217;interessante esposizione, che è stata innaugurata lo scorso 10 novembre  sarà visitabile <strong>fino al 31 maggio 2011 a Saint Julien les Metz</strong>, ma accanto alla mostra sono previste altre iniziative precisamente:</p>
<ul>
<li>il 20 novembre una giornata di studio dalle 9 alle 18 sulla espusione dei mosellani nel periodo 1940-1945</li>
<li>il 28 gennaio 2011, nei locali delle scuole di Hagondange alle 14,30   letture di scritti diversi riguardanti il periodo delle espulsioni, organizzata con il contributo del Théâtre du Jarnisy;</li>
<li>il 30 gennaio sempre ad Hagondange ( Amphi) il Théâtre Musical del gruppo Bergamasque alle 17;</li>
<li>il18 febbraio  alle 20 letture teatrali e musica con il gruppo Patience a Saint Julien;</li>
<li>il 26 febbraio ale 20,30 la stessa compagnia a Dieuze(Salle des Salines)</li>
<li>il 19 marzo alle 20,30 con ilgruppo Bergamasque a Delme (Salle saint Germain)</li>
<li>il 27 marzo la compagnia Patience a Hagondange (Amphi) alle 16;</li>
<li>il 6 aprile a Saint Julien ancora con il gruppo Bergamasque alle 20;</li>
<li>il 9 aprile a Solgne (Salle du Colombier) lo spettacolo del Théâtre de Jarnisy alla 20,30;</li>
<li>il 15 aprile alle 20 sempre il Théâtre de Jarnisy a saint Julien les Metz.</li>
</ul>
<p><em>Come si puo&#8217; vedere</em> -sottolinea il direttore- <em>si tratta di un programma che unisce ricordo storico a spettacolo e che viene portato un po&#8217; in tutto il territorio.</em></p>
<p>Una occasione davvero interessante per comprendere quanto dura sia stata la vita in quegli anni, per riflettere sui <strong>drammi umani</strong> di un popolo che da sempre si è trovato sulla linea di confine, che ha sofferto per una infinita serie di guerre e che oggi, finalmente nel cuore dell&#8217;Europa ha trovato la giusta collocazione di crocevia di culture e di  memorie, come questa iniziativa ben mette in risalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><code></code></p>
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		<title>Altro che Francia e Italia, la buona cucina è in Lux!!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la buona cucina si misurasse in stelle Michelin, il Lussemburgo guarderebbe le altre città del mondo dall&#8217;alto della classifica, grazie ad una mediadi ristoranti &#8220;stellati&#8221; per persona più alta nel Mondo! (rispetto alla grandezza del territorio ovviamente&#8230;)  Il Granducato infatti vanta ben 13 ristoranti nella ben nota e discussa guida Michelin, avvantaggiati sicuramente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/guida-michelin.jpg" rel="lightbox[3343]"><img class="aligncenter size-full wp-image-3496" title="guida-michelin" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/guida-michelin.jpg" alt="" width="447" height="250" /></a>Se la buona cucina si misurasse in <strong>stelle Michelin</strong>, il Lussemburgo guarderebbe le altre città del mondo dall&#8217;alto della classifica, grazie ad una <strong>mediadi ristoranti &#8220;stellati&#8221; per persona più alta nel Mondo!</strong> (rispetto alla grandezza del territorio ovviamente&#8230;)  Il Granducato infatti vanta ben <strong>13 ristoranti</strong> nella ben nota e discussa <strong>guida Michelin</strong>, avvantaggiati sicuramente da un reddito pro-capite mediamente più alto e quindi una predisposizione al consumo più alta. Il paese, e specialmente la capitale, è notoriamente un centro bancario e finanziario composto da gente che apprezza la buona cucina e che è sempre alla ricerca del cibo esclusivo e raffinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i più noti segnaliamo<strong> Léa Linster</strong>, nel bucolico paese di Frisange,  <strong>Clairefontaine </strong>e <strong>Ristorante Mosconi</strong>, in Lussemburgo città, i quali servono una cucina internazionale con una influenza francese o italiana, piuttosto che la tradizionale cucina locale lussemburghese.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Clairefontaine</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Per me non esiste una vera gastronomia lussemburghese&#8221;</em> dice <strong>Arnaud Magnier</strong>, chef e proprietario del Clairefontaine (1 stella Michelin). <em>&#8220;Quello che  è successo è che qualche chef alsaziano è arrivato qui trenta anni fa e ha diffuso una cucina tedesca fatta di patate e choucroute ( piatto tipico tedesco a base di crauti)&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Clairefontaine1.jpg" rel="lightbox[3343]"><img class="alignleft size-full wp-image-3497" style="margin: 5px;" title="Clairefontaine1" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Clairefontaine1.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a><strong>Il ristorante Clairefontaine</strong>, sito nella bella omonima piazza al numero 9, cambia menu cinque volte all&#8217;anno perchè, dice Magnier, <em>&#8220;i clienti mangiano qui cinque volte a settimana e pretendono sempre varietà nella scelta.&#8221; </em>Sempre lo stesso è invece, da dieci anni,  la specialità della casa, il<strong> &#8220;poulard de Bresse&#8221;</strong>, un piatto da 150 euro che soddisfa da 2 a 4 persone. Si tratta di un pollo ruspante della regione francese di Bresse (dove si dice ci siano i polli più buoni al mondo) e viene fornito con tartufo, un ripieno di <strong>foie gras</strong> e una salsa ricca e complessa di Albufera bianco. Per assicurare poi la massima fusione del sapore di tartufo nella carne, il pollo e il tartufo vengono cuciti in una vescica di maiale, poi bolliti.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Mosconi</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;elegante <strong>ristorante Mosconi</strong>, al 13 di Rue Munster, nel Grund, si affaccia sulle rive del fiume Alzette, attorniato dalle massicce mura della cittadella ed è l&#8217;unico ristorante in Lussemburgo ad avere il pregio ed il prestigio di ben <strong>due stelle Michelin.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/137_mosconi_1206935386.jpg" rel="lightbox[3343]"><img class="size-full wp-image-3494 aligncenter" title="Ristorante Mosconi" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/137_mosconi_1206935386.jpg" alt="" width="316" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il menu gourmet di otto portate</strong> comincia con due leggeri e gustosi stuzzichini, per poi continuare con &#8220;zucchini brandade&#8221; (una purea di baccalà, olio d&#8217;oliva e il latte con una consistenza tipo polenta), e poi un delicato foie gras e una spumosa mousse di castagne candite, che si sposa perfettamente con il gusto piu&#8217; grasso e  forte del  fegato d&#8217;anatra. Per finire in dolcezza, ecco le Caramele alla Siciliana, una leggera pasta filo fritta con ripieno di pistacchi, arance e ricotta, ed una mousse al cioccolato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/lea.jpg" rel="lightbox[3343]"><img class="alignleft size-full wp-image-3493" style="margin: 5px;" title="Léa Linster" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/lea.jpg" alt="" width="125" height="191" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Maggiori ambizioni invece ha<strong> <a title="Lea Linster" href="http://www.lealinster.lu" target="_blank">Léa Linster</a></strong>, una vera celebrità con il suo programma televisivo e una casa produttrice vinicola. prima (e l’unica finora) donna a vincere il <strong>“Bocuse D’Or”</strong>, uno dei premi più ambiti dell’enogastronomia. Il piatto vincente fu una inovativa variazione del famoso <strong>filetto Wellington</strong>. Invece di avvolgerlo nella crosta, il filetto è avvolto in una frittella di patate alla julienne. Unico si rivela dunque il contrasto tra patate croccanti con la consistenza più morbida della purea di melanzane, aglio tostato e ribes. Potete gustare questa prelibatezza al costo di 95 euro sul menu Bocuse d&#8217;Or.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo ristorante, con <strong>una stella Michelin</strong>, è stato aperto nel 1982,  nei locali ereditati dal padre, ottimo pasticcere dal quale ha ereditato evidentemente il talento per la cucina. Si trova a Frisange, a dieci chilometri da Lussemburgo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Abbiamo il miglior burro al mondo&#8221;</em> dice Léa, <em>&#8220;migliore del burro fatto in casa, che ha un sapore di formaggio. Un giornalista francese mi ha detto una volta che il nostro era semplicemente un burro industriale e io gli ho risposto che il nostro paese è cosi piccolo che il nostro burro industriale è come il vostro burro artigianale.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il burro infatti, nel Granducato, è un prodotto nazionale protetto e controllato dalla legge che specifica anche cosa possono giornalmente mangiare le vacche e come devono essere allevate.</p>
<p style="text-align: justify;">La crema bianca preparata da Léa,  sui ravioli di carciofi e tartufo scatena ricordi di  <strong>Ferran Adrià</strong>, il famoso chef spagnolo,  con il quale Léa appare nel 2002 nel film documentario &#8220;Il  cuoco, il cane e Dali: Dalla cucina Magica di Ferran Adrià.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Egli ci ha mostrato un nuovo modo di essere coscienti del nostro lavoro, una vera rivoluzione nel modo di pensare di uno chef.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricapitolando dunque,</strong> i ristoranti stellati dalla guida Michelin in Lussemburgo nel 2010 sono 13 per un totale di 14 stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Fanno l&#8217;ingresso per la prima volta i ristoranti :</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Ma  Langue Sourit</strong><strong>&#8220;</strong> diretto dallo chef Cyril Molard, situato nel paese  di  Moutfort, a metà strada tra la città di Lussemburgo e la famosa  strada  dei vini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Le Sud</strong><strong>&#8220;</strong> diretto dallo chef Christophe Petra, nella città vecchia di Lussemburgo, precisamente nella zona di &#8220;Clausen&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Influence des saveurs</strong><strong>&#8220;</strong> diretto dagli chefs  Fabrice Salvador e Arnaud Garnier, a Esch-sur-Alzette.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Restauran</strong><strong> </strong><strong>t </strong><strong>&#8220;</strong><strong>Mosconi</strong><strong>&#8221; </strong>diretto dallo chef  Ilario Mosconi, situato nel &#8220;Grund&#8221;   (UNESCO ‘World Heritage Site’), nel cuore della città vecchia di   Lussemburgo, l&#8217;unico ristorante italiano all&#8217;estero che ha ben 2 stelle   Michelin.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri ristoranti confermati nella guida sono:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Toit pour toi&#8221;</strong> a Schouweiler,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Manoir de Kasselslay&#8221;</strong> a Roder (vicino Clervaux),</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Lea Linster&#8221;</strong> a Frisange,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Clairefontaine</strong><strong>&#8220;</strong><strong> </strong>(Arnaud Magnier) e ‘Le Bouquet Garni’ (Thierry Duhr) in Lussemburgo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le Patin d&#8217;Or&#8221;</strong> al Kockelscheuer,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La Gaichel&#8221; </strong>a Gaichel (vicino Eischen),</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Les Roses</strong><strong>&#8221; </strong>(Alain Pierron) al Casino 2000 in Mondorf-les-Bains,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><strong>Favaro</strong><strong>&#8220;</strong> (Renato Favaro) a Esch-sur-Alzette</p>
<p style="text-align: justify;">I seguenti ristoranti invece sono stati premiati con il  <span style="color: #993300;"><strong>‘Bib gourmand’ </strong></span> 2010 (miglior rapporto qualità/ prezzo):</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Parmentier&#8221; a Junglinster,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Caves Gourmandes&#8221; </strong>a Lussemburgo</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Brasserie Côté Cour&#8221;</strong> a Bourglinster</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Parc Le&#8217;h&#8221;</strong> a Dudelange</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Kamakura&#8221;</strong> a Lussemburgo-Grund</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Du Vieux Château&#8221;</strong> a Wiltz.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli amanti della cucina e del cibo raffinato questo potrebbe essere  un motivo in piu&#8217; per visitare il Lussemburgo e scoprire con sorpresa il  lato non solo economico finanziario del paese ma anche quello culinario  non banale e globalizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonti: <a href="http://www.theglobeandmail.com/life/travel/forget-france-for-michelin-meals-head-to-luxembourg/article1743782/" target="_blank"><em>The Globe and Mail</em></a> &#8211; Ont.lu</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><code></code></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2010/11/altro-che-francia-e-italia-la-buona-cucina-e-in-lux/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :980]]></content:encoded>
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		<title>Gli ultimi giorni di Mussolini &#8211; Libro di Pierre Milza</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mussolini è morto due volte: la prima il 25 luglio del 43 in quanto guida per più di vent&#8217;anni dell&#8217;Italia fascista, la seconda il 28 aprile del 1945 sotto le pallottole dei partigiani italiani in applicazione della condanna a morte inflittagli dal comitato milanese della resistenza. Incomincia cosi il bel libro “Les derniers jours de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mussolini è morto due volte:</strong> la prima il 25 luglio del 43 in quanto guida per più di vent&#8217;anni dell&#8217;Italia fascista, la seconda il 28 aprile del 1945 sotto le pallottole dei partigiani italiani in applicazione della condanna a morte inflittagli dal comitato milanese della resistenza.</p>
<p>Incomincia cosi il bel libro <strong>“Les derniers jours de Mussolini<a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/9782213655482FS.gif" rel="lightbox[3546]"><img class="size-full wp-image-3547 alignleft" style="margin: 5px;" title="Les derniers jours de Mussolini" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/9782213655482FS.gif" alt="" width="154" height="232" /></a>”</strong> (ancora non tradotto e pubblicato in Italia) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Milza" target="_blank"><strong>Pierre Milza</strong></a>, professore emerito all&#8217;Istituto di Studi Politici di Parigi, storico francese, è considerato uno dei massimi esperti proprio nella storia del fascismo. Figlio di un emigrante Italiano originario di Bardi nel parmense, ha scritto numerosi saggi sull&#8217;Italia dal risorgimento a fascismo.</p>
<p>Milza descrive con la minuzia dello storico, ma anche con il gusto letterario che gli è proprio, quasi fosse un romanzo, la vicenda assai nota delle ultime ore di vita del duce.</p>
<p><strong>Tutto ha inizio a Milano il 25 aprile del 1945 alle otto di sera.</strong> Gli anglo-americani, supportati dalle forze della resistenza italiana hanno ormai occupato l&#8217;Italia del nord fino alla linea del Po, le forze popolari si apprestano a sferrare l&#8217;insurrezione finale, la Repubblica Sociale Italiana, lo stato satellite voluto da Hitler con a capo<strong> Benito Mussolini</strong>, sta per dissolversi come neve al vento.  E lui, il duce, tenta, con la mediazione del Cardinale Schuster, arcivescovo di Milano, una sorta di accordo con i capi della Resistenza milanese, una uscita di scena più o meno indolore, la garanzia della salvezza per se e i fascisti fedeli. Come noto questo estremo tentativo fallisce in quanto i partigiani chiedono la resa senza condizioni. Mussolini decide quindi di partire con i gerarchi e i ministri. Per andare dove? Esattamente non lo sapeva nemmeno lui.. forse in Valtellina per l&#8217;estrema resistenza o più probabilmente nel tentativo di riparare in Svizzera e consegnarsi agli agenti alleati.</p>
<p>Milza descrive, come in un avvincente romanzo,<strong> il caos che regnava in quei giorni </strong>e i personaggi che fanno parte di quella storia.Cosi&#8217; vediamo gli ultimi gerarchi del fascismo repubblicano (o repubblichino, termine coniato dal movimento antifascista per denigrare lo stato fascista), che troveranno anche loro la morte per fucilazione analogamente al loro capo. Su tutti il segretario del partito, l&#8217;ex giornalista fiorentino<strong> Alessandro Pavolini</strong>, che fino all&#8217; ultimo promette al duce l&#8217;arrivo di migliaia di camice nere per difendere l&#8217;ultimo baluardo della repubblica ( ma quante volte Mussolini fu ingannato dai suoi stessi gerarchi sulla consistenza delle forze in campo!). Ma questi fedelissimi pronti all&#8217;estrema resistenza si riveleranno solo una trentina di giovanotti non ancora maggiorenni. Per il resto è un fuggi-fuggi generale una corsa la si salvi chi puo&#8217;.</p>
<div id="attachment_3549" class="wp-caption aligncenter" style="width: 202px"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Pierre_Milza.jpg" rel="lightbox[3546]"><img class="size-full wp-image-3549" title="Pierre Milza" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/Pierre_Milza.jpg" alt="Pierre Milza" width="192" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">Pierre Milza</p></div>
<p>Dall&#8217;altra parte emerge la figura del<strong> comandante partigiano Pedro</strong> ( al secolo il conte Pierluigi Bellini delle Stelle) un nobile fiorentino che comanda la 52 brigata Garibaldi una formazione comunista (lui che non è comunista). Pedro è colui che arresta Mussolini quando, la vicenda è nota, questi tenta di fuggire a bordo di un camion tedesco (vestito da sottufficiale germanico) durante un posto di blocco a Dongo sulla sponda occidentale del lago di Como.</p>
<p>E&#8217; lo stesso comandante Pedro che consente a Claretta petacci, l&#8217;amante di mussolini, di raggiungerlo e di seguirne quindi la tragica sorte.</p>
<p>Lei, Claretta, che, per amore, accetta dunque la morte accanto al suo uomo. Una figura, quella di <strong>Claretta Petacci</strong> mai esaminata con obbiettività dalla storiografia ufficiale. Una donna innamorata, una donna forte e determinata, su cui è stato scritto spesse volte a sproposito ogni genere di male (nell&#8217;Italia bigotta del dopoguerra non poteva certo esaltarsi la figura di una “amante” per di più dell&#8217;uomo che aveva portato l&#8217;Italia alla rovina seguendo l&#8217;alleato tedesco in una guerra disastrosa)</p>
<p>Eppoi tanti altri personaggi tutti ben descritti anche nei loro risvolti personali ( e qui sta l&#8217;abilità del Milza) che fanno parte di questa storia.</p>
<p>La parte comunque più interessante da un punto di vista dell&#8217;analisi storica dei fatti proposta nel libro riguarda due circostanze mai del tutto chiarite.</p>
<p><strong>Chi effettivamente ha ucciso (o giustiziato, vedete voi) Mussolini?</strong> Che ruolo hanno avuto i Servizi segreti Britannici (l&#8217;Intelligence service) nella vicenda della cattura e soprattutto nella soppressione del duce senza un processo e naturalmente senza che venisse consegnato alle forze alleate come espressamente previsto nell&#8217;accordo di armistizio siglato a Cassibile l&#8217;8 settembre del 43 e sottoscritto per l&#8217;Italia dal generale Castellano per conto del Capo del governo il <strong>Maresciallo Badoglio</strong>?</p>
<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/mussolini1.jpg" rel="lightbox[3546]"><img class="alignleft size-full wp-image-3548" style="margin: 5px;" title="mussolini1" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/11/mussolini1.jpg" alt="" width="204" height="291" /></a>Primo punto di contestazione: chi ha materialmente sparato a Mussolini il 28 aprile del 45 nella frazione Giulino di Mezzegra. (e a Claretta). La storiografia ufficiale ha da sempre sostenuto che l&#8217;esecutore, per incarico del CLNAI e del suo capo il generale Cadorna, sia stato il “colonnello Valerio” al secolo Valter Audisio, un ex contabile di Alessandria. La tesi sostenuta dal Milza è che invece ad uccidere il duce sia stato il partigiano Gallo ( al secolo Luigi Longo, si proprio colui che sarà segretario  del PCI dal 1964 al 72). Il partito comunista che di fatto controllava all&#8217;epoca dei fatti l&#8217;informazione ebbe tutto l&#8217;interesse a celare che proprio uno dei massimi dirigenti del partito avesse eseguito una sentenza di morte emessa senza un processo e  senza rispettare la clausola dell&#8217;armistizio.</p>
<p>Altra tesi che Milza sostiene è che dietro la repentina esecuzione di Mussolini ci sia la mano dei <strong>servizi segreti britannici</strong> su preciso mandato del Primo Ministro Churchill preoccupato che in caso di cattura del duce e di sua consegna agli alleati, quindi di un processo come criminale di guerra, questi avrebbe potuto produrre documenti assai compromettenti nei propri riguardi. Che esistesse un carteggio segreto tra Churchill (che non nascose le sue simpatie, negli anni 20 per il fascismo) e Mussolini è cosa oramai sicura. Ma di quelle carte compromettenti non si è saputo più nulla. Milza sostiene che siano state fatte sparire proprio dagli agenti dell&#8217;IS.</p>
<p>In esse vi sarebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo, sostiene lo storico) la prova di un tentativo di <strong>Churchill </strong>di creare una sorta di fronte contro la Russia comunista del quale avrebbe fatto parte anche l&#8217;Italia fascista se, Mussolini si fosse “smarcato” dall&#8217;alleanza con Hitler firmando un armistizio con gli anglo-americani. E cio&#8217; ben prima del 25 aprile del 43.</p>
<p>Come si vede nel libro di Milza non sono pochi gli elementi di riflessione storica. Il libro, veramente interessante anche nelle note sempre precise e documentate è uscito nello scorso mese di agosto prodotto da <a href="http://www.fayard.fr/livre/fayard-367683-Les-derniers-jours-de-Mussolini-hachette.html" target="_blank">&#8220;Edizioni <strong>Fayard&#8221;</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><code></code></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2010/11/gli-ultimi-giorni-di-mussolini-libro-di-pierre-milza/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :1308]]></content:encoded>
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		<title>Meglio la cucina italiana o francese?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 14:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se c’è una cosa di cui i francesi sono orgogliosi è della loro cucina. In realtà sono convinti che non vi sia niente al mondo che possa eguagliare l’enogastronomia d’oltralpe. Per noi italiani, che pure , e a ragione, riteniamo di non essere secondi a nessuno tra i fornelli, questa affermazione risulta un po’ “indigesta”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-3403 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border: 0pt none;" title="© NiDerLander - Fotolia.com" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/10/Fotolia_14766169_XS.jpg" alt="© NiDerLander - Fotolia.com" width="424" height="283" /><br />
<strong>Se c’è una cosa di cui i francesi sono orgogliosi è della loro cucina.</strong> In realtà sono convinti che non vi sia niente al mondo che possa eguagliare l’enogastronomia d’oltralpe. Per noi italiani, che pure , e a ragione, riteniamo di non essere secondi a nessuno tra i fornelli, questa affermazione risulta un po’ “indigesta”. Ma allora quale è la migliore? In realtà una risposta non c’è. Io che sono certamente un buongustaio, o “gourmand” come dicono qui ho imparato da subito, dopo il mio arrivo in Lorena, ad apprezzare i gusti locali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pasto francese è un po’ differente dal nostro. </strong>In effetti noi siamo abituati ad un pasto con primo ( di solito di pasta, magari ripiena come i nostri tortellini emiliani) ed un secondo di carne o di pesce. In Francia il pasto inizia con <strong>l’entrée</strong> ( cioé letteralmente l’entrata) che consiste in una sorta di antipasto ( puo’ essere una insalata, come degli “stuzzichini” o dei crostacei, insomma si lascia spazio alla fantasia). Segue il vero e proprio piatto che puo’ essere di carne o pesce ma anche di pasta. <strong>La pasta</strong>, in effetti non è mai considerata una “entrée&#8221; ma un vero e proprio piatto forte ( le dosi sono di conseguenza abbondanti, con buona pace per la linea). Infine non manca mai il <strong>formaggio </strong>( i francesi si vantano di averne di qualità diverse per ogni giorno dell’anno) e magari un <strong>dessert</strong>. Ora  potete farvi una idea perchè in poco tempo si possono mettere su diversi chili!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora , torniamo alla domanda iniziale: è meglio <strong>la cucina italiana</strong> ( che poi varia assai a seconda delle specialità regionali) o quella francese? Diciamo che noi privilegiamo, nella cucina, gli ingredienti, dunque <strong>un piatto deve sempre esaltare gli ingredienti</strong> di cui è composto e renderli facilmente identificabili, mentre la cucina francese predilige un “melange” di ingredienti e di gusti con creme e quant’altro, per cui a volte è estremamente difficile  comprenderne gli ingredienti. E allora quale privilegiare?  Beh io una soluzione l’ho trovata. <strong>Foie gras</strong> come antipasto, un piatto di <strong>lasagne </strong>(alla bolognese o alla napoletana) come primo, <strong>cuisses de canard</strong> (coscie d’anitra) come secondo  e come dessert un <strong>tiramisù</strong>. Poi una bella passeggiata per eliminare un po’ di calorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
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Numero di letture :1430<span class="sfforumlink"><a href="http://www.italiansinlux.com/forum/discussioni-varie/meglio-la-cucina-italiana-o-francese/"><img src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/ash/bloglink.png" alt="" /> Join the forum discussion on this post</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Economia: Le nuove mosse francesi in campo nucleare</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 08:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Visin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siemes ha annunciato l&#8217;uscita dalla joint venture con Areva nel campo del nucleare. La riorganizzazione della filiera nucleare francese doveva per forza di cose passare attraverso il divorzio dai tedeschi. In realtà Siemens avrebbe voluto crescere nella partnership con Areva, invece ha dovuto gettare la spugna. In teoria, il divorzio da Siemens, spiana la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/centrale-nucleare-belgio.jpg" rel="lightbox[825]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-811" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2009/01/centrale-nucleare-belgio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Siemes </strong>ha annunciato l&#8217;uscita dalla joint venture con <strong>Areva </strong>nel campo del nucleare. La riorganizzazione della filiera nucleare francese doveva per forza di cose passare attraverso il divorzio dai tedeschi. In realtà Siemens avrebbe voluto crescere nella partnership con Areva, invece ha dovuto gettare la spugna.</p>
<p style="text-align: justify;">In teoria, <strong>il divorzio da Siemens</strong>, spiana la strada ad un nuovo matrimonio, quello con l&#8217;altra francese, <strong>Alstom</strong>. Tuttavia, gli ostacoli non sono da sottovalutare. Infatti, il presidente di Areva sembra osteggiare la fusione con Alstom, il cui azionista di maggioranza (30%) é <strong>Martin Bouygues.</strong> Inoltre, lo stesso <strong>Bouygues</strong>, alla testa di un conglomerato attivo nei media e nelle costruzioni, in questo momento di crisi non sembra avere molta fretta di imbarcarsi in un&#8217;operazione cosi&#8217; impegnativa. Il presidente di Areva preferirebbe un aumento della partecipazione di <strong>Total </strong>(dal suo attuale 1%) nel capitale della società. In effetti, Total ha chiare ambizioni nucleari ed é una società che genera una elevatissima quantità di cash flow.</p>
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Numero di letture :713]]></content:encoded>
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		<title>Corsi lingue in Lussemburgo</title>
		<link>http://www.italiansinlux.com/2008/11/corsi-lingue-in-lussemburgo/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabino Parente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lussemburgo]]></category>
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		<description><![CDATA[Let’s learn! Inizio del nuovo anno, tempo di progetti, di nuovi obiettivi e sfide: tra queste ci potrebbe essere quella di imparare una nuova lingua o almeno di iniziare a familiarizzarci. In Lussemburgo ci sono tre lingue ufficiali, ma si possono incontrare e conoscere per le strade del Granducato persone di molte nazionalità, come ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="Arial;"><span style="small;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-520" title="i love school (i luv skool)" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2008/11/fotolia_87857_s-150x150.jpg" alt="i love school (i luv skool)" width="150" height="150" />Let’s learn!<br />
</span></span></strong><span style="Arial;"><span style="small;">Inizio del nuovo anno, tempo di progetti, di nuovi obiettivi e sfide: tra queste ci potrebbe essere quella di imparare una nuova lingua o almeno di iniziare a familiarizzarci.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">In Lussemburgo ci sono tre lingue ufficiali, ma si possono incontrare e conoscere per le strade del Granducato persone di molte nazionalità, come ci mostra, del resto, la nostra rubrica “Mondo in Lux”. Per questo motivo, può essere stimolante imparare una nuova lingua utile per il lavoro e anche per la vita privata, può essere interessante acquisire la padronanza di comunicare con sempre più persone, senza lo scoglio di una lingua differente.</span></span><span id="more-81"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">L’offerta per corsi di formazione linguistica è articolata e vasta, in città come nei centri minori del Granducato. Potrete, senza perdere troppo tempo, confrontare prezzi, programmi ed orari e scegliere il corso che fa più al caso vostro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="Arial;"><span style="small;">Centre de Langues Luxembourg &#8211; CLL </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Note: Offre corsi semestrali progressivi e di perfezionamento a costi molto competitivi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">I professori sono madrelingua e le classi non troppo affollate, intorno ai 20 iscritti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">A fine gennaio cominciano le iscrizioni per il semestre primaverile, soprattutto per le persone interessate ai corsi per principianti è importante non presentarsi all’ultimo momento. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Per maggiori informazioni: </span><a href="http://www.restena.lu/centredelangues/"><span style="small;">www.restena.lu/centredelangues/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="Arial;"><span style="small;">Prolingua Language Centre SA </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Note: Offre corsi trimestrali ed intensivi, strutturati in 3 settimane, che iniziano in vari momenti dell’anno, in classi non affollate e professori madrelingua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Per aiutarvi nella scelta del livello più adatto, prima dell’iscrizione sarete tenuti a fare un test valutativo iniziale direttamente sul sito del Centro Prolingua: </span><a href="http://www.prolingua.lu/"><span style="small;">www.prolingua.lu</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="Arial;"><span style="small;">Inlingua Grande Région </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Note: Offre corsi di formazione in aula e corsi interattivi e telefonici per chi non ha la possibilità di raggiungere i centri di Inlingua agli orari proposti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Per maggiori informazioni: </span><a href="http://www.inlingua-gr.com/"><span style="small;">www.inlingua-gr.com</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Un ultimo spunto: il Ministero dell’Educazione nazionale e della Formazione Professionale del Granducato offre corsi di formazione linguistica a prezzi molto convenienti, dislocati nelle scuole superiori della città e dei centri minori sul territorio del Lussemburgo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Per avere informazioni dettagliate sui corsi disponibili potete fare riferimento al link seguente:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><a href="http://www.men.public.lu/sys_edu/form_vie/cours_soir/index.html" target="_self">Clicca qui</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="Arial;"><span style="small;">Per accedere ai corsi non è necessario superare un test valutativo iniziale, ma bisogna tener presente che proprio per questo, le classi potrebbero essere numerose</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><strong>Languages.lu</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Da ricordare: La moderna e molto professionale <a href="ww.Languages.lu" target="_self">Languages.lu</a> approvata dal Ministro dell&#8217;educazione che offre corsi di lingue personalizzati per adulti e bambini.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;"><span style="small;">Buon inizio 2009 a tutti!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2008/11/corsi-lingue-in-lussemburgo/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :829]]></content:encoded>
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