Come tutti ben sappiamo il gruppo bancario franco-belga Dexia, e le tante altre banche europee, deve la sua vita economica agli stati del Lussemburgo, Francia e Belgio che l’hanno salvata dalla crisi che ha colpito il sistema finanziario mondiale nell’ultimo anno.
Infatti fino al 2008, lo stato Lussemburghese, Francese e Belga avevano inniettato capitali nel mondo Dexia per € 6,4 mld.
Dexia avvierà a breve scadenza, quindi, un piano di ristrutturazione negoziato con l’Unione Europea. Ciò prevede che la Banca dovrà focalizzare la sua attività sui mercati principali della Francia, del Belgio e del Lussemburgo.
Dexia si vedrà ridurre la propria attività di un terzo fino al 2014, ma questo piano di futura prossima attuazione è da considerarsi una buona notizia per la piazza del Grand Ducato in quanto i vertici del gruppo franco-belga non toccheranno la società Dexia-BIL ne tanto meno la RBC Dexia, detenute insieme tramite la RBC.
Per ottenere il faro verde di Bruxelles per gli aiuti pubblici ricevuti per far fronte alla crisi economica il Presidente Peirre Mariani spiega che Dexia dovrà vendere i sui assets detenuta attualmente in Spagna (la Sabadell), in Italia (la Crediop) ed in Slovenia oltre alla società d’assicurazione in Turchia.
Infine il gruppo bancario ha intenzione, in ogni caso, di procedere a degli investimenti durante i prossimi due anni anche senza l’accordo della Commissione Europea.
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Edmund Phelps, docente alla Columbia University, premio Nobel per l’economia nel 2006, ha commentato l’attuale crisi finanzia e gli scenari futuri del capitalismo.
L’Antitrust UE ha affermato che le grandi case farmaceutiche adottano pratiche poco ortodosse per ritardare l’ingresso nel mercato dei medicinali generici meno costosi. Per ora la Commissione Europea non ha formalizzato accuse di cartello, ma Neelie Kroes, il Commissario europeo alla concorrenza, ha avvertito che non esiterà ad aprire vere e proprie procedure antitrust contro chi viola le regole.