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Una storia di finanza. Una storia in cui si intrecciano i destini di diversi Paesi e che soprattutto lega a doppio filo l’Italia con il piccolo Lussemburgo. Una storia che forse non molti conoscono: è la storia di come avvenne l’esplosione del settore finanziario in Lussemburgo e di come nasce quello che si definisce l’Euromercato, ossia il mercato finanziario dei prestiti in valuta effettuati, in Europa (e non solo), al di fuori dei paesi in cui le singole valute costituiscono la moneta nazionale.

Siamo negli anni ’50. Tutto nasce con l’avvicinarsi della guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti, super-potenze simbolo delle due culture dominanti e contrapposte dell’epoca: il socialismo “comunista” dell’impero sovietico da un lato, il liberismo occidentale americano dall’altro. Il contrasto è forte e gli interessi in gioco aumentano di pari passo con lo sviluppo economico.

Il patrimonio economico dell’Unione Sovietica è costituito principalemente da riserve in moneta locale (rubli), in oro e in dollari statunitensi. Le riserve in dollari costituiscono una parte rilevante della ricchezza russa (circa il 30% del totale) e con il passare dei giorni, in considerazione del crescente raffreddamento dei rapporti diplomatici, aumenta la paura del Politburo russo che gli Stati Uniti possano “congelare” tali riserve monetarie russe denominate in dollari, detenute presso la Federal Reserve Bank americana.

E’ in questo momento che alla Russia viene l’idea di fondare un istituto finanziario di diritto francese (a Parigi), al fine di trasferire l’ingente quantità di dollari e liberarsi del rischio di un  possibile “embargo” da parte degli USA. Nasce cosi’ la Banque Commerciale pour l’Europe du Nord (BCEN), proprietà della Gosbank, la banca nazionale dell’Unione Sovietica.

Siamo all’inizio degli anni ’60 e negli Stati Uniti viene introdotta la cosiddetta “Q-Regulation”, che limita fortemente l’esportazione di capitali dagli USA verso l’esterno. In particolare, una speciale tassa viene introdotta sui titoli obbligazionari stranieri acquistati dai residenti americani. La BCEN si trova ad essere una delle poche detentrici di grosse quantità di dollari pronti ad essere investiti sul mercato.

In questo momento, l’attività della piazza finanziaria di Lussemburgo è quasi esclusivamente rivolta al mercato domestico e regionale, caratterizzato dalla presenza di poche casse di risparmio con una clientela prevalentemente rurale.

In Italia, nel frattempo, compiuta la maggior parte degli sforzi di ricostruzione dopoguerra, inizia il grande boom economico che durerà fino ai primi anni ’90. I giovani italiani, ai quali si aprono improvvisamente opportunità di un futuro piu’ agiato, hanno la possibilità di realizzare un sogno diffuso: l’acquisto della prima autovettura, della “Topolino”, vero e proprio status symbol dell’italianità di quell’epoca. Unico grande problema: in Italia non esiste una rete stradale adeguata. La Repubblica Italiana, tramite l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), aveva deciso da qualche anno  di investire nelle infrastrutture di collegamento cedendo in appalto il compito della costruzione della rete stradale alla società “Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa”.

Con il progressivo avanzamento dei lavori, la Società Autostrade si trova a dover far fronte all’immediato bisogno di raccogliere capitali attraverso l’emissione di titoli obbligazionari. Occorre sottolineare che fino a questo momento il mercato dei capitali, in particolare quello obbligazionario, è un mercato essenzialmente domestico e di dimensioni piuttosto limitate.

E’ proprio da questo momento che i destini della BCEN, dell’Italia e del Lussemburgo si incontrano. Favorita dalle suddette restrizioni regolamentari negli USA prima ancora che dalla sua posizione geografica al centro d’Europa e non lontana da quella Parigi sede della BCEN, la Borsa di Lussemburgo si trova ad essere scelta da Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa come piazza per il primo prestito obbligazionario della storia emesso in eurodivisa: Autostrade 5.50% 1963-1978, bond emessi nel 1963 per un totale di 15 milioni di dollari per 15 anni.

Nasce cosí l’Euromercato, essenza del mercato monetario (money market) nella finanza dei nostri giorni. Occorre dire che la scelta della Bourse de Luxembourg come base della quotazione invece della ben piú blasonata Londra è legata essenzialmente alla procedura di quotazione, molto piu’ snella e meno laboriosa rispetto a quella del London Stock Exchange. Basti dire che all’epoca non era neppure necessaria la pubblicazione del prospetto di emissione.

La diffusione della prassi da parte delle imprese situate in tutto il mondo di raccogliere capitali partendo da Lussemburgo è piuttosto rapida. Entro la fine degli anni ’60, si assiste alla nascita di oltre cento nuovi istituti finanziari nella piccola piazza centro-europea, destinata a diventare uno dei centri finanziari piu’ importanti del mondo.

Se è vero che la prima operazione è effettuata in “euro-dollari” (cioè in USD), ben presto l’Euromercato in Lussemburgo si amplia ed accoglie operazioni in altre monete, tra le quali diventa frequente il  marco tedesco. Questo aspetto, unito alle forti restrizioni imposte dalla banca centrale tedesca alle banche, porta ad un vero e proprio boom delle banche tedesche a Lussemburgo (es. Deutsche Bank, Commerzbank) durante gli anni ’60 e ’70. La Deutsche Bundesbank, infatti, aveva appena imposto agli istituti finanziari tedeschi di depositare una riserva minima di liquidità non remunerata presso di essa, motivo per cui Lussemburgo riusciva ad attrarre liquidità dalla vicina Germania.

Ultimo e non meno importante aspetto è quello legato al petrolio: in conseguenza dell’aumento del prezzo del petrolio, Lussemburgo finisce per attirare molti capitali in petrodollari da parte dei paesi produttori, soprattutto situati nell’area mediorientale.

Sono molteplici le conclusioni che si possono trarre dallo svolgersi degli eventi appena narrati. Ad ognuno la facoltà di dedurre da dove possa essere arrivato il denaro necessario alla costruzione delle autostrade in Italia. Resta senza dubbio una pagina importante di storia e di finanza, capace di unire le sorti dei due paesi a noi tanto “cari”.

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DEXIA : al via il piano di ristrutturazione della società.

Posted by Andrea Castaldo On marzo - 5 - 2010ADD COMMENTS

Come tutti ben sappiamo il gruppo bancario franco-belga Dexia, e le tante altre banche europee, deve la sua vita economica agli stati del Lussemburgo, Francia e Belgio che l’hanno salvata dalla crisi che ha colpito il sistema finanziario mondiale nell’ultimo anno.

Infatti fino al 2008, lo stato Lussemburghese, Francese e Belga avevano inniettato capitali  nel mondo Dexia per € 6,4 mld.

Dexia avvierà a breve scadenza, quindi, un piano di ristrutturazione negoziato con l’Unione Europea. Ciò prevede che la Banca dovrà focalizzare la sua attività sui mercati principali della Francia, del Belgio e del Lussemburgo.

dexia

Dexia si vedrà ridurre la propria attività di un terzo fino al 2014, ma questo piano di futura prossima attuazione è da considerarsi una buona notizia per la piazza del Grand Ducato in quanto i vertici del gruppo franco-belga non toccheranno la società Dexia-BIL ne tanto meno la RBC Dexia, detenute insieme tramite la RBC.

Per ottenere il faro verde di Bruxelles per gli aiuti pubblici ricevuti per far fronte alla crisi economica il Presidente Peirre Mariani spiega che Dexia dovrà vendere i sui assets detenuta attualmente in Spagna (la Sabadell), in Italia (la Crediop) ed in Slovenia oltre alla società d’assicurazione in Turchia.

Infine il gruppo bancario ha intenzione, in ogni caso, di procedere a degli investimenti durante i prossimi due anni anche senza l’accordo della Commissione Europea.

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FINANZA LUSSEMBURGHESE: in crescita le società del settore.

Posted by Andrea Castaldo On marzo - 1 - 2010ADD COMMENTS

Image of three business people working at meeting - © pressmaster - Fotolia.com

Dal 2005 ad oggi in Lussemburgo, sono nate più di 300 società specializzate nel mondo finanziario.

In particolar modo nel “Private Equity” cioé l’attività finanziaria mediante la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società, sia acquisendo le azioni, sia apportando nuovi capitali all’interno di una società denominata – Target – e le “Venture Capital” ossia le operazioni finanziarie che consistono nell’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore che ha lo scopo di finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano queste operazioni sono detti Venture Capitalist.

Per tale motivo è nata la “Luxembourg Private Equity and Venture Capital Association (LPEA)” con l’obiettivo di raggruppare tali entità giuridiche rappresentate dal loro Presidente M. Hans-Jürgen Schmitz, di Mangrove, secondo il quale i due settori dell’alta finanza lussemburghese hanno, come si suol dire, il vento in poppa e possono cosi essere il simbolo di un settore che a dispetto della crisi finanziaria che ha colpito la linea del capitale e quindi le borse, dal mondo Occidentale fino a quello Orientale, dimostrano la fiducia che si sente verso una delle prime piazze dell’alta finanza del centro europeo che vuole continuare ad essere sempre in prima linea negli sviluppi delle idee finanziarie dei manager che contribuiscono all’arrichimento della sfera capitalista lussemburghese ed internazionale.

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Il nuovo Auchan di Gasperich aprirà nel 2016

Posted by Sabino Parente On gennaio - 19 - 20102 COMMENTS

auchanAppassionati di shopping, ecco una bella notizia per voi, anche se non propio immediata… dal 2016 un nuovo Auchan shopping center sarà aperto nel quartiere di Gasperich, vicino la Messageries Paul Kraus, non lontano dal Cactus Howald.

Una posizione strategica in una zona piena di uffici ma povera di negozi per lo shopping. Il progetto prevede dunque la costruzione di un grande centro commerciale, presumibilmente il più grande d’Europa che conterrà nuovi uffici e hotel oltre che, udite udite, due nuove strade, Boulevard Kockelscheuer e Boulevard Raiffeisen.

L’inizio del lavori è previsto per l’inizio del 2011 e il centro sarà operativo a partire dal 2016. Ancora un grande cantiere dunque, che conferma la crescita frenetica sotto ogni punto di vista di questa piccola grande città!

fonte | station.lu

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Economia – un’occhiata sul mondo (Febbraio 2009)

Posted by Davide Visin On febbraio - 1 - 2009ADD COMMENTS

08-01-17_money8Breaking News

Svizzera - La banca svizzera Ubs ha comunicato di aver venduto ad investitori istituzionali l’1,6% del capitale della Bank of China (acquistato nel 2005) per un controvalore di 500 mln di dollari.

Italia – UniCredit ha comunicato che UniCredit Corporate Banking Spa ha ceduto Read the rest of this entry »

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Approfondimento – Il capitalismo resisterà alla crisi

Posted by Sabino Parente On gennaio - 8 - 2009ADD COMMENTS

money pigEdmund Phelps, docente alla Columbia University, premio Nobel per l’economia nel 2006, ha commentato l’attuale crisi finanzia e gli scenari futuri del capitalismo.
Di fronte all’attuale crisi finanziaria è giusto chiedersi se i benefici del capitalismo siano ancora superiori ai costi. Il capitalismo inizialmente era ammirato per il suo ruolo di progresso, come affermava anche Marx. Con l’emergere del capitalismo finanziario, intorno al 1820, la produttività decollò in tutti i Paesi europei; anche i salari imboccarono un’analoga tendenza al rialzo.
Nello stesso momento, il capitalismo stimola le innovazioni, che a loro volta creano posti di lavoro, ma il capitalismo crea anche dissesto e incertezza. Nessun sistema è in grado come il capitalismo di stimolare gli imprenditori a escogitare nuove idee commerciali e svilupparle per il mercato, e di generare tra i consumatori voglia di scoprire le novità. Forse, il più grande successo del capitalismo è stato trasformare il luogo di lavoro da spazio di routine in luogo di cambiamento, stimoli mentali, sfide, risoluzione di problemi, esplorazione e scoperta. Read the rest of this entry »

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L’Antitrust UE contro le case farmaceutiche

Posted by Sabino Parente On gennaio - 5 - 2009ADD COMMENTS

medical nurseL’Antitrust UE ha affermato che le grandi case farmaceutiche adottano pratiche poco ortodosse per ritardare l’ingresso nel mercato dei medicinali generici meno costosi. Per ora la Commissione Europea non ha formalizzato accuse di cartello, ma Neelie Kroes, il Commissario europeo alla concorrenza, ha avvertito che non esiterà ad aprire vere e proprie procedure antitrust contro chi viola le regole.
La Kroes ha sottolineato i benefici apportati dai farmaci generici, utilizzabili quando scadono i brevetti delle formule di molti medicinali “un anno dopo l’arrivo di un farmaco generico, i prezzi sono quasi del 20% più bassi, e dopo due anni anche del 25%; in alcuni casi scendono anche dell’80%-90%”.

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Il piano anti-crisi di Natixis e Société Générale

Posted by Sabino Parente On gennaio - 3 - 2009ADD COMMENTS

E’ già in atto il piano anti-crisi di Natixis e di  Société Générale.

Natixis cambia rotta, rinuncerà ai derivati più complessi, ritornerà sulla sua clientela storica (più prudente e più francese) e cercherà di liquidare 19 miliardi di euro di asset particolarmente a rischio. Natixis si concentrerà sulla clientela tradizionale, grandi aziende in Francia ed Europa del sud, in “corporate mid-cap” francesi e verso investitori istituzionali europei. Le attività della divisione di investment banking verranno decisamente ridotte fuori dall’Europa, in particolare negli Stati Uniti: l’attività sarà limitata ad accompagnare le attività del nocciolo duro della clientela. Il numero di dipendenti verrà ridotto da 5.700 unità a 4.860.

Société Générale ha reso noto di aver trovato un compratore per la sua filiale di Asset Management a Londra (Sgam Uk), l’hedge fund GLG. In fondo, perseguendo lo stesso obiettivo di Natixis: farla finita con le acrobazie finanziarie degli ultimi anni. L’operazione dovrebbe essere tuttavia finalizzata solo nel mese di marzo 2009. Sgam Uk gestisce attivi per circa 8,2 miliardi di Euro, il 2,5% del totale degli asset del colosso francese.

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