Sono passati 10 anni da quel terribile martedi di settembre del 2001. Il giorno che ha veramente cambiato la vita non solo degli americani, evidentemente i più colpiti dagli attentati alle Twins Towers e al Pentagono, ma di tutto il mondo occidentale.
In questi giorni ascolteremo i racconti dei ricordi, le testimoninze di chi ha vissuto in prima persona quei terribili momenti, rivedremo in tivu gli sguardi persi nel vuoto delle persone che terrorizzate cercavano di fuggire, rivedremo i volti pieni di cenere degli eroici pompieri che cercavano di porre in salvo il maggior numero di persone, risentiremo la voce dei sopravvissuti. Purtroppo sentiremo anche i commenti dei politici e non solo, spesso pieni di retorica e ripetitivi. In quei giorni, forse per la prima volta (e unica) ci siamo sentiti, noi occidentali, un po’ tutti americani. Eh si perchè il vile attentato del’11 settembre fece capire, un po’ a tutti, quanto fragile fosse la nostra sicurezza. Un attentato vile, perchè colpiva persone innocenti, un attentato privo di giustificazioni e di logica politica, al solo scopo di gettare terrore nell’occidente.
Da quel giorno la nostra vita è cambiata e non solo perchè oggi i controlli per la sicurezza negli areoporti e sui voli sono diventati una priorità e sono state introdotte misure preventive eccezionali, ma soprattutto perchè tutti noi abbiamo capito dove il fanatismo politico-religioso puo’ arrivare. Gli attentatori dissero che Dio li aveva ispirati per combattere il « demonio » americano. Fanatismo certo che pero’ trovava e trova ancora persone disponibili a credere a queste farneticanti asserzioni.
Dopo questi attentati, cosa è dunque accaduto in questi ultimi 10 anni?
Certo la guerra al terrorismo proclamata nell’immediatezza dei fatti dal presidente americano Bush ha portato a due sanguinose guerre vere e proprie contro due Paesi sovrani ritenuti dallo stesso Bush come le basi operative del terrorismo. La guerra all’Iraq di Saddam Hussein ritenuto capace di combatere contro l’occidente con terribili armi di distruzione di massa, armi che poi, è stato dimostrato, il signor Saddam non possedeva, ma che intanto sconfitto e catturato è stato giustiziato, in nome di quella libertà e democrazia che gli americani e i loro alleati vorrebbero esportare in tutto il mondo. La guerra in Afghanistan contro i Talebani accusati di proteggere il terrorismo e di addestrare i terroristi. In quel Paese, dopo anni di conflitto e di perdite umane, non solo tra i militari, la situazione è tutt’altro che evoluta nel senso previsto da chi la guerra la ha voluta, cioé gli Stati Uniti e la Nato.
Ormai tutti gli osservatori sono ben consapevoli che questa guerra non porterà affatto ad una pacificazione interna dell’Afghanistan, cosi come la sconfitta di Saddam Hussein non ha portato ad una pacificazione interna nell’Iraq.
Ma questi dieci anni hanno portato anche qualcosa di positivo? Certo il cammino che i Paesi del Nord Africa hanno intrapreso per liberarsi di regimi autoritari e sanguinari, non puo’ che essere visto in modo positivo. La speranza è che ancora una volta i fanatismi religiosi (sempre possibili nei Paesi islamici, ma non solo in quelli) non portino ad una trasfigurazione dei principi liberali e democratici che sono alla base delle rivoluzioni del Nord Africa.
Quel martedi maledetto di dieci anni fa ha dunque ferito il mondo occidentale, le reazioni non sono state, a mio avviso sempre corrette e opportune, ora ascolteremo molta retorica e molte parole vuote a ricordo di quei terribili momenti. Voglio concludere con l’augurio che comunque, nella sua drammaticità, quegli eventi abbiano insegnato che i valori della vita e della convivenza pacifica non possono mai essere messi in discussione sulla base di tesi religiose frutto di un fanatismo bieco e miope.
Aurelio Ferraguti






È il nome d’arte di Tijs Verwest, un disc-jockey olandese nato nel 1969 e conosciuto soprattutto nell’ambito della musica Trance.


