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	<title>Italiansinlux Blog &#187; crisi</title>
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	<description>Il Blog degli italiani in Lussemburgo</description>
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		<title>Nasce il nuovo governo Monti: ma quanti dubbi!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premesso che io credo che la soluzione auspicabile ad una simile crisi di governo fosse andare al più presto alle elezioni politiche per cercare di dare a questo Paese una vera guida politica, posto che Berlusconi da almeno due anni non ha veramente governato, ma ha &#8220;tirato a campare&#8221; senza uno straccio di riforma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/11/Monti_Mario_bandiere_XIn-400x300.jpg" rel="lightbox[4309]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4310" title="Il nuovo premier italiano, Mario Monti" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/11/Monti_Mario_bandiere_XIn-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Premesso che io credo che la soluzione auspicabile ad una simile crisi di governo fosse andare al più presto alle elezioni politiche per cercare di dare a questo Paese una vera guida politica, posto che Berlusconi da almeno due anni non ha veramente governato, ma ha &#8220;tirato a campare&#8221; senza uno straccio di riforma che ammodernasse il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre questo governo Monti è di fatto imposto all&#8217;Italia dal duo Sarkozy &#8211; Merkel cioé dalla Francia e dalla Germania che sono a conti fatti i padroni di quella che con eufemismo si chiama ancora Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Monti è un tecnico? Ma cosa vuol dire un tecnico? Che i politici non hanno mai conoscenze tecniche delle materie che vanno ad amministrare? E poi cosa significa tecnico? Che Monti sia un economista lo sanno anche i bambini, ma lo era anche Padoa Schioppa e lo era anche Tremonti. Allora forse sarebbe meglio dire che è un economista che piace alla BCE e alla EU che è stato imposto dai poteri forti dell&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo dovrà essere formato da tecnici. Bene, allora mi sarei aspettato di vedere un militare alla difesa, un medico alla sanità, un ingenere ai lavori pubblici, un sindacalista al lavoro e magari un insegnante all&#8217;istruzione. Ma non è cosi&#8217;. Francamente ho qualche dubbio sui tecnici, non per le capacità dei singoli, sia chiaro, perchè nemmeno li conosco come la maggior parte degli italiani, ma per il concetto stesso di governo dei tecnici, una sorta di élite che deve sostituire la casta di politici inefficienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo sarà appoggiato da tutti i partiti o quasi. Ma allora dovrà agire di concerto con le segreterie dei partiti, o no? Ma allora è un governo tecnico o politico? Mah, io ho seri dubbi che possa funzionare perche ci saranno veti incrociati dei partiti, la sinistra non vorrà la riforma del diritto del lavoro, o magari che si tocchino le pensioni, la destra non vorrà la patrimoniale. Insomma è un gran pateracchio. Ribadisco, meglio sarebbe stato andare alle elezioni con due o tre schieramenti con programmi diversi ma ben chiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe obbiettare che i mercati sono in subbuglio, lo spread (cioé il divario) tra i nostri titoli del debito pubblico e quelli tedeschi aumenta, che l&#8217;economia vacilla. Ma cio&#8217; non regge. La Spagna da quando Zapatero ha dichiarato di non ricandidarsi e ha indetto nuove elezioni, è stata risparmiata dagli attacchi speculatori e la sua economia è in ripresa. E allora la realtà è ben diversa. La realtà è che quello che si sta compiendo è un vero e proprio &#8220;golpe&#8221; contro la volontà popolare. I cittadini nel 2008 hanno votato per il premier Berlusconi (il suo nome era ben stampato sulla scheda elettorale della coalizione che ha vinto le elezioni) ma col tempo la maggioranza è andata in crisi fino a perdere pezzi e restare di fatto minoranza. Declino della maggiornaza che, a mio avviso ha due momenti significativi: la espulsione di Fini e dei suoi dal Pdl e l&#8217; &#8220;acquisto&#8221; di parlamentari dell&#8217;opposizione (Scilipoti e c.). Bene, allora per rispetto alla volontà popolare non si puo&#8217; fare un altro governo, un altro premier, se c&#8217;è la crisi si deve ridare la parola al popolo sovrano. Se non lo si fa si attua un vero e proprio golpe contro la sovranità popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi se deve essere mandato a casa, dovranno essere gli elettori, i cittadini italiani che non ne possono più di lui e non dai mercati o dai signori Merkel e Sarkozy, ne tantomeno dal presidente Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo Berlusconi, non solo non se ne va dalla scena politica, ma assumerà ancora un ruolo dominante potendo in qualsiasi momento togliere la fiducia a Mario Monti e provocare una crisi di governo. E qui sta l&#8217;assurdo. La sinistra italiana che ha vissuto l&#8217;opposizione solo come antiberlusconismo, non riesce a fare a meno di Silvio Berlusconi. Proprio nel momento in cui Berlusconi si trova in enorme difficoltà, l&#8217;opposizione gli getta il salvagente: un governo tecnico che probabilmente durerà fino alla scadenza elettorale ordinaria, cioé al 2013, dando modo proprio al vecchio presidente del consiglio di ricompattare le fila della sua parte politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un pateracchio che non mi piace per niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
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Numero di letture :323]]></content:encoded>
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		<title>Modesta proposta: 5 punti per un sistema politico italiano migliore.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_13178905_XS.jpg" rel="lightbox[4294]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4296" title="Montecitorio, Roma" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_13178905_XS-294x300.jpg" alt="" width="235" height="239" /></a>Lo spettacolo che la politica in Italia sta dando di sé <strong>è veramente squallido</strong>, almeno questo è cio&#8217; che tutti dicono, ma addiritttura i politici, dunque la cd casta sono ben coscienti dell&#8217;enorme divario che ormai esiste tra i cittadini e i loro rappresentanti.<strong> Le cause di questa disaffezione verso la politica</strong> sono note e comunque molti sociologi hanno analizzato il fenomeno. Si puo&#8217; affermare che la principale ragione è che i cittadini non sopportano più certi privilegi della « casta » nè accettano che la politica sia autoreferente, cioé che parli un linguaggio per i soli adepti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, considerazione non da poco,in un momeno di crisi che richiede <strong>grandi sacrifici</strong>, che i politici questi sacrifici proprio non li voglio fare. Ma che diamine! Come si puo&#8217; accettare l&#8217;aumento delle tesse, la stagnazione dei salari, la disoccupazione galoppante,e i sacrifici economici, quando la casta difende dei privilegi inconcepibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco perchè avanzo questa mia piccola proposta. Una proposta per prevenire come avrebbe detto Giuseppe Berto. Per prevenire una incontrollata ed incontrollabile voglia di indignazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_28454150_XS.jpg" rel="lightbox[4294]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4295" title="handshake isolated on business background" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_28454150_XS-300x201.jpg" alt="" width="242" height="162" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ecco dunque i 5 punti della proposta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 1-</strong> Riduzione del numero di parlamentari a 500, eletti su base regionale, con abolizione del Senato e con una camera, l&#8217;Assemblea Nazionale eletta ogni 5 anni;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 2-</strong>Abolizione di tutte le Provincie con assegnazione delle funzioni ora esercitate ai Comuni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 3-</strong>Ineleggibilità ad ogni carica pubblica per chi sia stato condannato per un delitto non colposo con sentenza definitiva, o condannato in primo grado per reati contro la Pubbica Amministrazione, o per reati associativi , di mafia, o per delitti contro la persona. In caso di condanna durante il periodo di elezione,decadenza immediata dalla carica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4-</strong>Riduzione degli emolumenti dei parlamentari sulla base della media europea. Abolizione di ogni tipo di vitalizio per gli ex parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 5-</strong>Eleggibilità a tutte le cariche pubbliche limitata a 2 mandati e comunque per un periodo non superiore a 10 anni,che favorirebbe il ricambio della classe politica, almeno a livello di eletti in pubblici consessi.</p>
<p style="text-align: justify;"> Questa proposta (modesta certo, ma pur sempre una proposta) se attuata nelle sue linee fondamentali potrebbe portare ad un nuovo modo di intendere la politica, che comunque deve ritornare ad essere un servizio verso la comunità, ma anche ad un nuovo prototipo di politico, cioé di cittadino che per alcuni anni della propria vita si impegna a lavorare per il bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco<strong> il vero senso della proposta:</strong> restituire alla Politica (questa volta con la lettera maiuscola) il suo ruolo di servizio ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
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Numero di letture :446<span class="sfforumlink"><a href="http://www.italiansinlux.com/forum/discussioni-varie/modesta-proposta-5-punti-per-un-sistema-politico-italiano-migliore/"><img src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/ash/bloglink.png" alt="" /> Join the forum discussion on this post</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Ma cos&#8217;è questa crisi&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_11735580_XS.jpg" rel="lightbox[4279]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4280" title="crisis - © olly - Fotolia.com" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotolia_11735580_XS-283x300.jpg" alt="crisis - © olly - Fotolia.com" width="283" height="300" /></a>Ci sono momenti nei quali francamente ogni commento puo&#8217; sembrare scontato, quello che viviamo oggi a livello mondiale in seguito alla cd <strong>« crisi »</strong> finanziaria è sicuramente un tale momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la parola crisi infatti oggi si tenta di fare passare ogni cosa.<strong> La disoccupazione è altissima</strong>, ma si sa c&#8217;é la crisi, i prezzi aumentano vorticosamente, <strong>colpa della crisi</strong>, non si fanno le riforme necessarie, ma si « mira a campare » con manovre economiche durissime, certo per fronteggiare la crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; chiaro che <strong>con questo termine si cerca di giustificare ogni cosa,</strong> ma soprattutto la incapacità del mondo occidentale, del nostro mondo, a leggere e capire come la storia si stia evolvendo.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola « crisi » deriva dal greco (κρίσις, scelta) ed ha come significato riportato dai vocabolari cambiamento traumatico stressante individuale oppure situazione sociale instabile e pericolosa. Ma in entrambi i casi si tratta di un <strong>fenomeno temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sono un economista e non pretendo certo in questa sede di confrontarmi con illustri esperti del settore sulle cause che hanno detrminato tale crisi, quello che invece voglio sostenere che non possa ormai, dopo oltredue anni da quanto il fenomeno prese origine negli Stati Uniti, si possa ancora parlare di fenomeno temporaneo, bensi si debba considerare questa una situazione deficitaria ormai consolidata nel mondo occidentale. Quindi parole come « stiamo uscendo dalla crisi » o « la crisi ormai è alle spalle » tanto care ai politici di tutto il mondo (in particolare anche la nostro premier) non sono non corrispondono al vero, ma anzi non possono avere alcun fondamento neppure in prospettiva stante la considerazione che <strong>di temporano questa « crisi » non ha proprio nulla.</strong> E&#8217; invece proprio il nostro sistema capitalistico- liberista che è stato messo in difficoltà (non usero&#8217; più il termine crisi) in quanto incapace di reggere le spinte che sono venute dai nuovi soggetti economici mondiali, ma anche, e soprattutto di garantire condizioni di vita accettabili ai propri cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema non è stato in grado, ed a mio avviso, non lo sarà mai più di trovare delle soluzioni effettive per fronteggire tutte le incongruenze politiche, finanziarie e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso in questi ultimi anni le condizioni di vita degli uomini e delle donne di questo « mondo occidentale » hanno via via trovato sempre più difficoltà nella loro vita quotidiana. <strong>I Governi</strong> peraltro sono stati capaci di proporre solo drastiche cure finanziarie per ridurre il cosidetto impatto della crisi sui mercati, ma nessuno si è reso conto, o ha voluto rendersi conto, che è proprio questo tipo di economia basata sui mercati operanti in un regime sostinzialemente liberista il vero problema politico e sociale. Prendiamo come esempio il governo italiano. Per controbattere la sfiducia dei mercati (mannaggia&#8230;sempre loro) nei confronti della nostra economia, ha pensato di fare due, tre o forse non si sa quante altre manovre chiamate economiche (io preferirei definirle finanziarie) senza alcun intervento in tema strutturale di riforme e di <strong>incentivi per la crescita</strong> (potere di acquisto per i cittadini, riduzione del carico fiscale, anche per le aziende, ecc.). In tal modo non si fronteggia che il contingente, e pure male, visto l&#8217;impatto che le decisioni in tema finanziario hanno avuto sui « soliti » mercati. <strong>Occorre invece una riflessione</strong> per comprendere che la storia (anche economica) sta cambiando il volto del mondo, che il modello di sviluppo capitalistico-liberista è entrato in una fase di non ritorno (altro che crisi temporanea) e quindi agire per una vera trasformazione della nostra società. Prima ci si renderà conto di questa realtà e si opererà un vero cambiamento culturale prima ancora che politico ed economico e meglio sarà per tutti. Dubito pero&#8217; che la classe politica occidentale abbia veramente compreso questa necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Voltare pagina?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 11:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/06/Elezioni-Amministrative-20115.jpg" rel="lightbox[4204]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4205" title="Elezioni-Amministrative-20115" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/06/Elezioni-Amministrative-20115-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>A guardare cosa scrivono i giornali non solo italiani, ma di tutto il mondo, quello che è successo in Italia con le recenti elezioni amministrative è stato un vero <strong>“tsunami” politico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte che il termine mi sembra veramente improprio per la natura stessa di catastrofe naturale che la parola tsunami evoca, quando nel nostro caso si tratta semmai di un fenomeno del tutto abituale in un regime democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma certamente credo di poter fare alcune considerazioni, sulle quali ognuno poi potrà fare le sue riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da alcuni dati, che in quanto dati oggettivi, sono incontrovertibili:</p>
<p style="text-align: justify;">1- un po&#8217; in tutto il Paese queste elezioni, a cui erano chiamati quali 15 milioni di elettori, <strong>hanno decretato il successo di coalizioni di centro sinistra</strong>, dunque la sconfitta del centro destra.</p>
<p style="text-align: justify;">2- le percentuali dei votanti si sono ancora drasticamente abbassate, registrando, soprattutto ai ballottaggi dati veramente preoccupanti con situazioni nelle quali si è recato alle urne meno del 50% degli elettori.</p>
<p style="text-align: justify;">3- queste elezioni amministrative hanno assunto un forte connotato politico nazionale, ad esso trascinate dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio che ha posto quasi un referendum sul governo e sulla sua persona. Ed in questo senso ha sicuramente subito una forte sconfitta.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questi sono i dati <strong>alcune riflessioni</strong> si impongono.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati elettorali hanno evidenziato una <strong>forte crisi della maggioranza </strong>che governa l&#8217;Italia da tre anni a questa parte ed in particolare del Presidente del Consiglio, ma sarebbe, a mio parere, un errore di valutazione dire che gli italiani hanno decisamente svoltato a sinistra, privilegiando anche candidati provenienti dall&#8217;area dell&#8217;estrema sinistra. Non è infatti nemmeno pensabile che il 65% dei napoletani sia improvvisamente diventato estremista o il 55% dei milanesi. E&#8217; emerso quindi un chiaro voto di protesta e di desiderio di cambiamento del modo di fare politica, unito ad un forte desiderio di partecipazione, che poi è il sale della democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Voto di protesta contro il governo, ed in particolare (le sue preferenze come capolista del PdL a Milano si sono quasi dimezzate rispetto alle precedenti consultazioni amministrative) soprattutto per cio&#8217; che riguarda il Governo per le promesse di riforme mai attuate e per un evidente immobilismo sulle scelte economiche che possano favorire una ripresa della crescita, e per il presidente Berlusconi per certe sue esternazioni ed ossessioni cosi lontane dai problemi della gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Desiderio quindi di cambiamento anche nel modo di fare politica, nel quale evidentemente gli italiani sono stanchi di vedere e sentire insulti di ogni tipo ed attacchi personali. I candidati che hanno vinto, alcuni molto giovani, hanno dato l&#8217;impressione di voler rinnovare la politica di voler liberare le città dal “vecchio” modo di amministrare. Il messaggio ha sicuramente colto nel segno.</p>
<p style="text-align: justify;">E il desiderio di essere protagonisti ed interpreti del cambiamento. Si sono visti, finalmente, migliaia di giovani entusiasmarsi ancora per la partecipazione politica. Quella partecipazione, la cui mancanza ha portato nel tempo ad una sempre maggiore disaffezione dal voto. Certo i dati sul numero di votanti sono li&#8217; a testimoniare che quello della partecipazione e del risveglio della passione politica sono ancora traguardi da raggiungere, ma qualcosa è effettivamente cambiato. Ed ha punito soprattutto chi attraverso strutture politiche verticistiche non ha saputo, o voluto, aprirsi alla partecipazione democratica al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa succederà ora in Italia?  Probabilmente nulla a livello centrale, anche se i segni di un certo scollamento all&#8217;interno della maggioranza sicuramente ci sono: sapranno le forze della sinistra interpretare questa voglia di partecipazione e di cambiamento che viene soprattutto dai giovani, e sapranno le forze del centro-destra rinnovarsi al proprio interno creando strutture democratiche nelle quali potersi confrontare? Che  ne sarà della leadership di Berlusconi, e cosa faranno i suoi alleati di maggioranza? Queste le domande che solo nei prossimi giorni e mesi troveranno, forse, una risposta. Staremo a vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
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		<title>Energia nucleare: si o no?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0400.jpg" rel="lightbox[4155]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4156" style="margin: 5px;" title="Cattenom" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0400-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ho atteso qualche giorno prima di scrivere per non correre il rischio di fare la solita filippica contro i pericoli dell&#8217;energia atomica alla luce dell&#8217;immane disastro che ha colpito il Giappone e la centrale di <strong>Fukushima</strong>. In questi giorni poi ricorre il <strong>25° anniversario</strong> di quell&#8217;altro tragico incidente alla centrale di Chernobyl. Intendiamoci bene: le due situazioni non possono essere certo comparate anche se le conseguenze degli incidenti sono alquanto simili. In Ucraina si tratto&#8217; di un vero e proprio incidente, lo scoppio di un reattore con la conseguente fuoriuscita di materiale radioattivo, in una centrale vecchia e obsoleta, aggravato dal fatto che le autorità sovietiche (l&#8217;Ucraina era ancora parte dell&#8217;URSS) minimizzarono il fatto per ragioni politiche, mentre in Giappone non si è trattato di un incidente alla centrale, ma delle conseguenze di un evento eccezionale come un maremoto e conseguente tsunami. Resta il fatto che dopo il disastro di Fukushima un po&#8217; in tutto il mondo ci si è posti l&#8217;interrogativo sulla opportunità di centrali di questo tipo. Anche in Paesi che hanno fatto del nucleare una importante fonte di energia, come la Francia, la Germania e gli Stati Uniti si è sentita la necessità di una riflessione sull&#8217;utilizzo delle centrali atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi si è addirittura proceduto a fermare quelle centrali che per la loro anzianità di servizio potevano rappresentare un maggiore rischio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche in Lussemburgo</strong> il dibattito sul nucleare è stato intenso, non dimentichiamo infatti che a pochi Km a sud, in Francia opera una grande centrale, quella di <strong>Cattenom</strong>, vicino a Thionville.</p>
<p>La Francia infatti ha da tempo optato per l&#8217;energia atomica.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia il governo favorevole alla reintroduzione del nucleare dopo un referendum nel quale il popolo si era espresso contro questo tipo di energia, ha dovuto, per il momento sospendere ogni decisione. Purtroppo, e lo dico senza voler polemizzare, la decisione governativa mirava non tanto ad un vero e proprio ripensamento, ma assai più ad  evitare un nuovo referendum già previsto per il prossimo giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono le premesse. E vengo ad esprimere la mia opinione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho vissuto per anni a pochi chilometri da quella che era la più grande centrale atomica italiana prima che il referendum ne decretasse la chiusura: <strong>la centrale di Caorso</strong> che appunto si trova a circa 15 chilometri da Piacenza, la mia città d&#8217;origine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto modo di visitarla più volte, di visitare il centro informazioni nel quale si potevano ricevere tutte le rassicurazioni circa la assoluta sicurezza dell&#8217;impianto. Insomma ci si sentiva tranquilli. Anche perché, lo abbiamo visto dopo il grave problema a Fukushima, le società che gestiscono le centrali (l&#8217;Enel in Italia) cercano sempre di minimizzare rischi e conseguenze di un eventuale fuga radioattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho comunque imparato che anche a Caorso ci sono stati piccoli incidenti, anche se di nessuna rilevanza in rapporto a quelli di Chernobyl o di Fukushima, ma soprattutto, dopo la chiusura dell&#8217;impianto, che le operazioni di stoccaggio delle scorie (che sono attive per trecento anni) e della bonifica dei terreni circostanti richiedeva mezzi e costi insostenibili, e pertanto non è mai stata completata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quindi una ragione per essere quantomeno diffidenti, se non contrari, alla creazione di centrali atomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Si obbietta che le centrali di ultima generazione sono assolutamente sicure ed affidabili, e non ho motivi per dubitarne, ma di fronte ad eventi eccezionali anche le misure di sicurezza più avanzate possono fallire. Anche il Titanic era considerato inaffondabile, ma si verificarono più eventi contemporaneamente da mettere in crisi ogni apparato di sicurezza. Il rischio atomico è peraltro molto più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra considerazione. L&#8217;energia atomica, per i Paesi che non possiedono già centrali, non è una via economicamente perseguibile, in quanto i costi per la realizzazione degli impianti sono molto alti rispetto ai tempi in cui i benefici potrebbero prodursi. Assolutamente preferibile un altro tipo di energia rinnovabile come quella prodotta da centrali eoliche o l&#8217;energia solare. Certamente lo sviluppo di tali energie alternative richiede tempi, ma soprattutto una educazione all&#8217;utilizzo dell&#8217;energia, che ancora oggi nella nostra vecchia Europa deve essere realizzata. Il futuro, ma sia chiaro è solo una opinione, non potrà prescindere da questa educazione all&#8217;utilizzo dell&#8217;energia e dallo sviluppo di energie alternative rinnovabili. <strong>I rischi dell&#8217;atomo sono ancora troppi e troppo alti</strong>.</p>
<p>Aurelio Ferraguti
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Numero di letture :909<span class="sfforumlink"><a href="http://www.italiansinlux.com/forum/discussioni-varie/energia-nucleare-si-o-no/"><img src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/ash/bloglink.png" alt="" /> Join the forum discussion on this post</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Europa e l&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 18:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;enorme flusso di cittadini nordafricani verso l&#8217;Italia, quale porta d&#8217;Europa, ha creato, in questi giorni una vera e propria querelle dapprima tra il governo italiano e quello francese e successivamente  con gli altri Paesi europei. Cerchiamo di capire l&#8217;oggetto di questa controversia. Il governo italiano, per fare fronte all&#8217;enorme pressione che oltre 20 mila persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/sos.jpg" rel="lightbox[4141]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4142" title="Africa background" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/sos-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L&#8217;enorme flusso</strong> di cittadini nordafricani verso l&#8217;Italia, quale porta d&#8217;Europa, ha creato, in questi giorni una vera e propria <em>querelle</em> dapprima tra il governo italiano e quello francese e successivamente  con gli altri Paesi europei.</p>
<p>Cerchiamo di capire l&#8217;oggetto di questa controversia.</p>
<p>Il governo italiano, per fare fronte all&#8217;enorme pressione che oltre <strong>20 mila persone</strong> giunte sulle nostre coste dal nord Africa e che ha cagionato non pochi problemi per la sua gestione, ha deciso con un atto proprio di concedere  un permesso temporaneo di soggiorno a tutti coloro che sono arrivati, fatto salvo la riconsegna ai Paesi d&#8217;origine di coloro che risultassero aver precedenti penali o fossero fuggiti dalle prigioni.</p>
<p>Le ragioni ed il fondamento di questo permesso, che peraltro ho auspicato in un mio precedente intervento sull&#8217;argomento, è uno strumento contingente il cui scopo principale è di mettere di fronte al problema di questa ondata migratoria e alla sua gestione tutti gli Stati membri dell&#8217;Europa.</p>
<p>Europa che, sia detto per inciso, mai come in questo caso si è dimostrata una istituzione inefficiente  bloccata dagli egoismi nazionali. Il permesso di soggiorno temporaneo infatti secondo gli accordi di Schengen sulla libera circolazione nell&#8217;area, consentirebbero, a certe condizioni tale libera circolazione anche agli stranieri muniti di permesso di soggiorno temporaneo.</p>
<p>La questione  che ha dato origine alla disputa tra Italia e Francia è proprio la interpretazione della norma che prevede il permesso temporaneo in particolare dell&#8217;art.5 della convenzione attuativa dell&#8217;accordo di Schengen.</p>
<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/profughi1.jpg" rel="lightbox[4141]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4143" title="profughi1" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/profughi1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong> Ecco quello che stabilisce l&#8217;art.5</strong></p>
<p>1. Per un soggiorno non superiore a tre mesi, l`ingresso nel territorio delle Parti contraenti può essere concesso allo straniero che soddisfi le condizioni seguenti:</p>
<p>a. essere in possesso di un documento o di documenti validi che consentano di attraversare la frontiera, quali determinati dal Comitato esecutivo;</p>
<p>b. essere in possesso di un visto valido, se richiesto;</p>
<p>c. esibire, se necessario, i documenti che giustificano lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata prevista del soggiorno, sia per il ritorno nel paese di provenienza o per il transito verso un terzo Stato nel quale la sua ammissione è garantita, ovvero essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi;</p>
<p>d. non essere segnalato ai fini della non ammissione;</p>
<p>e. non essere considerato pericoloso per l&#8217;ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di una delle Parti contraenti.</p>
<p>2. L&#8217;ingresso nel territorio delle Parti contraenti deve essere rifiutato allo straniero che non soddisfi tutte queste condizioni, a meno che una Parte contraente ritenga necessario derogare a detto principio per motivi umanitari o di interesse nazionale ovvero in virtù di obblighi internazionali. In tale caso, l&#8217;ammissione sarà limitata al territorio della Parte contraente interessata che dovrà avvertirne le altre Parti contraenti.<br />
Tali regole non ostano all&#8217;applicazione delle disposizioni particolari relative al diritto di asilo né a quelle dell&#8217;articolo 18.</p>
<p>3. E&#8217; ammesso in transito lo straniero titolare di un`autorizzazione di soggiorno o di un visto di ritorno rilasciato da una delle Parti contraenti o, se necessario, di entrambi i documenti, a meno che egli non figuri nell&#8217;elenco nazionale delle persone segnalate dalla Parte contraente alle cui frontiere esterne egli si presenta.</p>
<p>Mi soffermo solo sui requisiti sostanziali:</p>
<p>a) essere in possesso di un documento di identità valido</p>
<p>b)essere in possesso di mezzi di sostentamento ovvero di essere in grado di procurarseli legalmente</p>
<p>c)non essere segnalato come persona  indesiderata o pericolosa per l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p>Se lo straniero risponde a questi requisiti nessun Paese dell&#8217;area Schengen puo&#8217; rifiutare il transito ed il soggiorno.</p>
<p>Il problema pero&#8217; sta proprio in questi requisiti.<br />
Formalmente sia chiaro.</p>
<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa.jpg" rel="lightbox[4141]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4144" title="lampedusa" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Infatti molti “migrantes” arrivati soprattutto dalla Tunisia sono privi di documenti validi per l&#8217;espatrio in particolare dei visti, e in molti casi risulta difficile fornire prove sui mezzi di sostentamento o sulla possibilità di procurarseli legalmente.</p>
<p>Ed ecco quindi che Paesi come la Francia o la Germania, nei quali ,per loro ammissione, gli stranieri vorrebbero andare, applicando “alla lettera” la norma intendono respingere alla frontiera i “migrantes” forniti del permesso rilasciato dall&#8217;Italia.</p>
<p>E&#8217; fin troppo evidente che da questa situazione si puo&#8217; uscire solo attraverso un accordo politico che pero&#8217; sembra di difficile attuazione  per una Unione Europea che in tema di immigrazione non ha mai avuto, ne vuole avere una politica comune, lasciando ai singoli Stati membri la gestione delle relative problematiche, anche di fronte a fenomeni “epocali” come quello che si è verificato dopo le rivoluzioni e la guerra  in nord Africa.</p>
<p>Certo che è paradossale come il governo francese del Presidente Sarkozy sia stato sollecito ad un intervento militare in Libia “per difendere le popolazioni civili, per ragioni umanitarie” e poi le stesse ragioni umanitarie non valgano nulla nei confronti dei profughi e dei “migrantes” che fuggono da quei paesi per sfuggire alla guerra, alle repressioni o semplicemente per cercare una vita  umanamente migliore.</p>
<p>Certo, si puo&#8217; obbiettare che l&#8217;Europa, già alle prese con problemi di crisi  e di disoccupazione, non puo&#8217; farsi carico di ricevere cosi tanti stranieri. Obbiezione corretta, ed allora pero&#8217; la stessa Europa in particolare i Paesi che si affacciano sul mediterraneo dovrebbero farsi carico di uno sviluppo diverso dal passato delle relazioni economiche con quei Paesi. Solo attraverso una politica di cooperazione e di investimenti nelle nuove economie del nord Africa si potranno creare le condizioni affinché non si verifichino più esodi biblici, ma si realizzino occasioni di vita migliore proprio per quelle popolazioni.</p>
<p>Ma questo richiede uno sforzo politico comune europeo. Sempre che l&#8217;Europa diventi un soggetto politico e non l&#8217;insieme degli egoismi nazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aurelio Ferraguti
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		<title>Venti di guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 14:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrei sinceramente sperato di non dover mai scrivere alcune riflessioni su una guerra cosi vicina eppure cosi lontana dal sentire degli italiani. Ma tant&#8217;è. Le Nazioni Unite con propria risoluzione hanno stabilito la c.d. No-flight zone sui cieli della Libia. E subito dopo alcuni Paesi (li chiamano volonterosi) si sono precipitati a bombardare Tripoli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avrei sinceramente sperato di non dover mai scrivere alcune riflessioni su una guerra cosi vicina eppure cosi lontana dal sentire degli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tant&#8217;è. Le Nazioni Unite con propria risoluzione hanno stabilito la c.d. No-flight zone sui cieli della Libia. E subito dopo alcuni Paesi (li chiamano volonterosi) si sono precipitati a bombardare Tripoli e la Libia. Purtroppo tra questi Paesi c&#8217;è anche l&#8217;Italia che non solo ha messo a disposizione ben sette basi aeree ma ha anche partecipato attivamente alle operazioni belliche.<a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/libia.jpg" rel="lightbox[4111]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4114" title="libia" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/libia-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Al di la di considerazioni personali di carattere etico, questa guerra, perché di guerra si tratta, alla Libia del colonnello Gheddafi merita alcune riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il leader libico è sicuramente un dittatore anche sanguinario che ha negato la libertà al suo popolo e che di fatto nega i più elementari diritti umani, quindi sia ben chiara la condanna morale e storica di un siffatto personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Cio&#8217; detto, per sgomberare il campo da confusioni di sorta, vi anticipo subito che <strong>sono contrario</strong> a questo intervento armato per una serie di ragioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista generale in quanto la risoluzione del ONU ha previsto che nessun velivolo potesse solcare i cieli della <strong>Libia</strong>, ma non ne ha stabilito le modalità attuative. Inoltre l&#8217;iniziativa dell&#8217;intervento armato promosso unilateralmente dalla Francia , seguito da Britannici e Americani, e ahimè anche dal nostro Paese, ha di fatto colpito un paese in piena guerra civile. I ribelli di Bengasi, che tante volte abbiamo visto in televisione, che lottano contro la dittatura di <strong>Gheddafi </strong>meritano il massimo rispetto, ma si tratta pur sempre di una guerra civile tra forze libiche contrapposte, spesso guidate da rivalità tribali. L&#8217;intervento armato dei “volonterosi” ha sicuramente fatto pendere la bilancia delle operazioni belliche a favore dei ribelli insorti contro il col. Gheddafi, creando di fatto una vera e propria ingerenza in questioni interne libiche. Mi si obietterà che se non ci fosse stato l&#8217;intervento ci sarebbe stato un bagno di sangue, come avviene in tutte le guerre, in quelle civile ancora di più, e la storia d&#8217;Italia ce lo insegna, se si pensa al periodi 1943-45 nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/libia4.jpg" rel="lightbox[4111]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4115" title="libia4" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/03/libia4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un intervento umanitario,</strong> si dirà, perché il colonnello ha ucciso migliaia di civili. A parte il fatto che in una guerra civile si può&#8217; far poco per distinguere tra vittime civili appunto e militari, delle supposte esecuzioni di massa, francamente ad oggi non vi è traccia concreta.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora mi viene seriamente in dubbio che il filantropismo della Francia e dei volonterosi sia di ben altra natura. Senza ipocrisie, di natura economica in quanto <strong>la Libia è un grande esportatore di petrolio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stesse ragioni economiche devono aver ispirato anche il voltafaccia italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia era infatti il primo partner economico della Libia</strong> di Gheddafi ed il paese “amico” con il quale fu stipulato un trattato di pace ed amicizia tra il colonnello ed il presidente Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio ritornare sulle manifestazioni un po&#8217; folcloristiche con le quali Gheddafi è stato ricevuto a Roma lo scorso anno( non dieci anni fa) e i “baciamano” del presidente del consiglio verso l&#8217;illustre ospite, ma è chiaro che l&#8217;Italia aveva un rapporto privilegiato con la libia di Gheddafi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cio&#8217; aveva portato, direi correttamente, il governo italiano ad una posizione prudente nei confronti della guerra civile libica, poi contraddetto dai successivi fatti, ingenerando una confusione diplomatica che certo non ci fa onore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A mio avviso comunque l&#8217;Italia avrebbe fatto meglio a restare fuori dalla guerra per tre fondamentali ragioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1- il ricorso alla guerra per risolvere le questioni internazionali è espressamente negato dall&#8217;art. 11 della nostra costituzione che cosi recita:” L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Consente in condizioni di parità con altri Stati,alla limitazione di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni,promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpretazione della norma costituzionale non può&#8217; essere equivocata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia ripudia la guerra</strong>. Tutte le guerre. Ma a maggior ragione non ha alcun diritto di inserirsi in una guerra civile, in quanto il capoverso dell&#8217;art.11 autorizza ad una limitazione della sovranità (propria e non di altri, sia chiaro) solo per assicurare la pace e la giustizia tra i popoli e non nell&#8217;ambito dello stesso popolo e della stessa nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi la prima ragione per non aderire alla guerra ci deriva dalla Costituzione, tanto richiamata nei giorni scorsi, ma che in questo caso viene assolutamente disattesa.</p>
<p style="text-align: justify;">2- La guerra contro Gheddafi (e non per un equidistante rispetto della no-flight zone) porterà probabilmente ad una situazione di stallo nella quale non esiste un vero interlocutore in Libia, non esiste una controparte credibile. E allora la domanda sarà&#8230;e po? Cosa succederà quando Gheddafi sarà di fatto sconfitto?</p>
<p style="text-align: justify;">3- Gheddafi è stato attaccato e tradito anche dal Paese con cui aveva stipulato il trattato di amicizia, cioè l&#8217;Italia, e credo, anche con una buona dose di ragione, se potrà non rinuncerà a “farcela pagare”. Non direttamente perché, a detta di tutti, non ha armi che possano offendere direttamente il territorio nazionale, ma indirettamente attraverso il terrorismo, di cui è stato in tempi non recenti, il massimo sostenitore e protettore. Sarà una vendetta lenta, lunga, ma sicuramente Gheddafi, o i suoi se lui ne fosse impedito, cercheranno di vendicarsi nei confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">E non credo neppure che semmai i ribelli dovessero prendere il potere saranno disponibili a considerare il Paese che fu amico di Gheddafi come primo partner economico.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso l&#8217;Italia ha perduto: la partnership economica, ma soprattutto la faccia, la credibilità internazionale, già cosi duramente messa alla prova per le vicende interne.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Lussemburgo: analisi mercato immobiliare</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 06:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Castaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanti Italiani sono arrivati qui in Lussemburgo negli ultimi 5 anni per restarci al massimo 3 o 6 mesi &#8230; nella loro testa di stagisti? Ed oggi? Avete mai valutato l&#8217;idea di investire nel cosiddetto &#8220;mattone&#8221; investendo cosi i propri soldi guadagnati con tanta nostalgia dal caro Bel Paese? Diamo un occhio a quello che é stato l&#8217;andamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/FIMAA-prezzi-delle-case-in-discesa-mercato-immobiliare2.png" rel="lightbox[3987]"><img title="FIMAA-prezzi-delle-case-in-discesa-mercato-immobiliare" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/FIMAA-prezzi-delle-case-in-discesa-mercato-immobiliare2.png" alt="" width="239" height="206" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quanti Italiani sono arrivati qui in Lussemburgo negli ultimi 5 anni per restarci al massimo 3 o 6 mesi &#8230; nella loro testa di stagisti?</p>
<p style="text-align: justify;">Ed oggi? Avete mai valutato l&#8217;idea di investire nel cosiddetto &#8220;mattone&#8221; investendo cosi i propri soldi guadagnati con tanta nostalgia dal caro Bel Paese?</p>
<p style="text-align: justify;">Diamo un occhio a quello che é stato l&#8217;andamento del mercato immobiliare in Lussemburgo secondo le ultime analisi di settore fino ad n-4.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; indice annualizzato dei prezzi delle case è salito nel 2° trimestre 2010, infatti nel Q2 2010, l&#8217;indice dei prezzi per gli appartamenti venduti è aumentato del 4.4% rispetto all&#8217;anno precedente, ma è caduto da un modesto 0.5% rispetto al trimestre precedente. Questo è quanto riportato dallo <strong>STATEC</strong>, Istituto di statistica nazionale del Lussemburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato più significativo è il prezzo medio di vendita degli appartamenti risultato pari ad € 3,686 al metro quadro, aumentato del 4.99% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre più basso dell&#8217; 1.12% rispetto al trimestre precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Observatoire de L &#8216;Habitat</strong> ha pubblicato la percentuale di aumento dei prezzi degli appartamenti in Lussemburgo dal 2009, pari al 5.09%.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/andamento.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-3993 aligncenter" title="andamento" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/andamento.bmp" alt="" width="237" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda di abitazioni, nonostante l&#8217;aumento dei prezzi dal 2009 è rimasta forte, grazie al numero elevato di stranieri presenti nel Grand Ducato che investe nel mercato immobiliare dopo aver trascorso qualche anno nel business network dopo un periodo di stage ed aver vissuto magari in affitto da privati. Infatti il numero di transazioni di appartamenti è salito a 722 nel Q2 2010, in crescita del 13% da 511 nello stesso periodo dello scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle 722 operazioni totali, 486 erano <em>vecchi appartamenti</em>, mentre sono stati 236 <em>nuovi appartamenti</em>.</p>
<p><strong>I prezzi delle case in Lussemburgo nel 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato immobiliare del Lussemburgo si è stabilizzato nel corso del primo semestre del 2009, dopo due anni di prezzi delle case in caduta libera <em>(vedi grafico sopra)</em>. I prezzi delle case <em>(maison)</em> infatti sono aumentati dell&#8217; 0,30% (0,42% in termini reali) nel corso dell&#8217;anno Q2 2009, sempre secondo le stime dell&#8217;<strong>Observatoire Habitat</strong> .</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo degli <em>appartamenti</em> è salito allo 0,74% (0,82% in termini reali) su base annua al 2 ° trimestre 2009 con i tassi di interesse che già tendono al ribasso ed in un contesto dove il variabile era il tasso dominante.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece nel 2007 e 2008, i prezzi delle case sono diminuiti in media del 2,2% ogni anno<em> </em>per poi risalire nelle metà del 2008 <em>(vedi grafico sotto)</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="interessi" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/interessi.gif" alt="" width="317" height="223" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>Marco Schank, Ministre du Logement,</strong> le vendite di immobili residenziali sono aumentati del 27% durante l&#8217;anno 2009, mentre nello stesso anno le vendite di appartamenti sono aumentati del 64%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I tassi di interesse in forte calo!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Q2 2009 i tassi di interesse sono scesi ad una media del 2.4% , in linea con i tagli della <em>Banca Commerciale Europea (BCE)</em>, dal 4.5% nel 4° trimestre 2008. La maggior parte dei prestiti in Lussemburgo sono a tasso variabile (durata media 25 anni) dato che il<em> &#8220;rendering&#8221;</em> delle famiglie è molto sensibile alle variazioni dei tassi di interesse. Le condizioni di credito erano molto strette all&#8217;inizio del 2006 fino alla metà del 2008, dovute ai tassi d&#8217;interesse ipotecari saliti al 5.2%, dal 3.7% del Q1 2006 <em>(vedi grafico sotto)</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/mutui1.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="aligncenter size-full wp-image-4008" title="mutui" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/mutui1.bmp" alt="" /></a><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/mutui.bmp" rel="lightbox[3987]"></a></p>
<p><strong>Il grande mercato dei mutui</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; risaputo che il debito ipotecario del Lussemburgo in percentuale del PIL è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi dieci anni, dal 22% nel 1999 al 40% nel 2008. La crescita del mercato dei mutui ha continuato nel 2008, nonostante la recessione economica, anche se a un ritmo più lento. Il valore dei prestiti per l&#8217;acquisto di abitazioni è aumentato del 7.6% nel 2008, in calo invece del 22% nel 2007, portando il valore dei mutui ipotecari in essere ad una cifra spaventosa: € 14.9 billion.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/mutui2.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-4005  aligncenter" title="mutui2" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/mutui2.bmp" alt="" width="258" height="194" /></a></p>
<p><strong>Affittare o vendere?</strong></p>
<p>Gli affitti medi erano relativamente invariati nel Q2 2009, a causa del mercato (dei fitti) regolamentato, nonostante un aumento delle proprietà di recente costruzione, da 91.7% in case disponibili per l&#8217;affitto e del 60% di aumento in appartamenti disponibili per affitto tra Q2 2008 e il Q2 2009 . L&#8217;enorme aumento dell&#8217;offerta di case <em>(maison) è</em> spiegata con la preferenza dei residenti in Lussemburgo per questo tipo di abitazioni <em>(soprattutto famiglie)</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/rental.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-4010  aligncenter" title="rental" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/rental.bmp" alt="" width="264" height="172" /></a></p>
<p>Secondo <strong>Observatoire de l&#8217;Habitat</strong>, gli affitti medi delle case sono aumentati del 0.49% nel Q2 2009, mentre gli affitti degli appartamenti sono diminuiti del 0.95%,. Nel marzo 2009, il reddito da affitto in Lussemburgo variava dal 3.6% al 5.2%, secondo la <strong><em>Global Property Guide </em></strong>con il picco di richiesta di appartamenti di 50mq.</p>
<p>La percentuale di<strong> &#8220;proprietari&#8221;</strong> di case in Lussemburgo è relativamente elevato, pari al 74.7% secondo la <strong>Banque centrale du Luxembourg</strong>. I diritti degli inquilini sono ben protetti. La maggior parte delle proprietà è in affitto non arredato, ma per immobili arredati l&#8217;affitto non può essere più del doppio del precedente.</p>
<p><strong>Le modifiche fiscali come fonte della crescita dell&#8217;offerta immobiliare</strong></p>
<p>Con una superficie di 2.586 kmq (circa le dimensioni di Paris Metropolitan Area), la terra (edificabile) scarseggia in Lussemburgo, e il prezzo dei terreni disponibili per la costruzione incide in modo significativo sui prezzi delle case.</p>
<p>Per incoraggiare la costruzione, una tassa &#8220;<strong>super-ridotta</strong>&#8221; del 3% è stato introdotta nel 2002 per costruzione e ristrutturazione. Il governo ha anche ridotto l&#8217;imposta sulle plusvalenze sulla vendita di immobili, dal 50% al 25%.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/fisco.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-4012  aligncenter" title="fisco" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/fisco.bmp" alt="" width="278" height="182" /></a></p>
<p>Il numero totale di permessi di dimora concessi è salito a 4,934 nel 2007, da 2,956 nel 2002. Tuttavia, il numero totale di abitazioni autorizzate nel 2008 è sceso a 4,017 unità (1,125 case e 2,743 appartamenti).</p>
<p><strong>Recessione</strong></p>
<p>L&#8217;economia del Lussemburgo è entrata in recessione nel 4° trimestre 2008 con una contrazione del 3.6% dopo una contrazione dello 0.6% nel 3° trimestre 2008. La crisi economica del paese ha continuato nel 1° trimestre 2009 con PIL del 1.5% rispetto al trimestre precedente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/recess.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-4014  aligncenter" title="recess" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/recess.bmp" alt="" /></a></p>
<p>La recessione ha preso piena forma durante il resto del 2009, in quanto il settore finanziario del paese, principale motore della crescita economica, è stata pesantemente colpito dalla crisi finanziaria globale. Il PIL ha registrato una contrazione del 4% nel 2009, dopo una contrazione dello 0.9% nel 2008.</p>
<p>La disoccupazione è salita al 5,4% a fine 2009, rispetto al 4.4% nel 2008 per scendere nuovamente come media nazionale a novembre 2010 al 4.8% con 7,564 persone in cerca di lavoro coperti dalla indennità di disoccupazione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/finale.bmp" rel="lightbox[3987]"><img class="size-full wp-image-4015  aligncenter" title="finale" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/02/finale.bmp" alt="" /></a></p>
<p>Nonostante la recessione (che in Lussemburgo è per l&#8217;80% &#8220;vissuta&#8221; come riflesso del sistema macro-economico) il mercato immobiliare rimane sempre un paniere in continua rotazione.</p>
<p>Fonte: <em>STATEC &#8211; Département du Logement &#8211; Banque Central du Luxembourg &#8211; Observatoire de l&#8217;Habitat</em>.
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		<title>Riforma fiscale&#8230;..più tasse nel 2011?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Di Marzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Il pacchetto fiscale è stata approvato dalla Camera dei Deputati con la seguente votazione:  39 voti contro 21. Dal 1° gennaio 2011, le nostre tasse dovrebbero essere aumentate&#8230; cerchiamo di capirne di più. Le misure fiscali adottate  dalla Camera dei deputati dovrebbero produrre 230 milioni di introiti supplementari per lo Stato. Le aziende contribuiranno fino a  62 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/12/chd2_460_thumb1.jpg" rel="lightbox[3914]"><img class="alignnone size-full wp-image-3917" title="chd2_460_thumb[1]" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/12/chd2_460_thumb1.jpg" alt="" width="460" height="307" /></a></p>
<p>Il pacchetto fiscale è stata approvato dalla Camera dei Deputati con la seguente votazione:  <strong>39 voti contro 21</strong>.</p>
<p>Dal 1° gennaio 2011, le nostre tasse dovrebbero essere aumentate&#8230; cerchiamo di capirne di più.</p>
<p>Le misure fiscali adottate  dalla Camera dei deputati dovrebbero produrre 230 milioni di introiti supplementari per lo Stato. Le aziende contribuiranno fino a  62 milioni e il restante 168 milioni riguarderà le imposte gravanti sui &#8220;<strong>dipendenti  privati&#8221;</strong>.</p>
<p>Si scopre così che la nuova tassa sulla &#8220;crisi&#8221; corrisponderà ad un prelievo dello <strong>0,8%</strong> sul reddito imponibile. La tassa di solidarietà passerà dall&#8217;attuale <strong>2,5%  al 4%</strong>. L&#8217;aliquota di contribuzione del &#8221;Fondo per l&#8217;occupazione&#8221; aumenterà  per quelli con reddito imponibile oltre 150.000 euro all&#8217;anno e sarà pari al 6% dello stipendio. L&#8217;aliquota fiscale massima sul reddito aumenterà dal <strong>38% al 39%</strong> per gli impiegati che guadagnano più di 41.793 € all&#8217;anno.</p>
<p><strong>Di quanto aumenteranno le tasse in una coppia con due dipendenti privati?</strong></p>
<p>In particolare, con questo pacchetto fiscale, per una coppia con un reddito imponibile di 100.000 euro,  avrà un incremento di € 1.097. Per aiutarvi a capire, ecco un esempio forniti dal governo:</p>
<p>In questo caso consideriamo un reddito imponibile annuale di 50.000 € per tutte e tre le classi d&#8217;imposta.</p>
<p><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/12/ex1.jpg" rel="lightbox[3914]"><img class="alignnone size-full wp-image-3915" title="ex1" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2010/12/ex1.jpg" alt="" width="500" height="439" /></a></p>
<p>Potete notare nel riquadro qui sopra le differenze (tra prima e dopo la riforma)  per classe con i relativi aumenti.
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.italiansinlux.com/2011/01/riforma-fiscale-cosa-ci-aspetta-nel-2011/' layout='default' show_faces='false' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>
Numero di letture :923]]></content:encoded>
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		<title>Buon Anno</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 20:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Ferraguti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buon Anno! Inizia il 2011 primo anno del secondo decennio di questo terzo millennio. Come sempre un po&#8217; tutti al passaggio dal vecchio al nuovo anno facciamo un bilancio di cio&#8217; che è stato e di cio&#8217; che ci auguriamo possa essere in futuro. Non mi sottraggo a questo rito, ma vorrei farlo, con voi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/Fotolia_27423391_XS.jpg" rel="lightbox[3929]"><img class="alignleft size-full wp-image-3930" title="© Olivier Le Moal - Fotolia.com" src="http://www.italiansinlux.com/wp-content/uploads/2011/01/Fotolia_27423391_XS.jpg" alt="" width="361" height="333" /></a><strong>Buon Anno!</strong> Inizia il 2011 primo anno del secondo decennio di questo terzo millennio. Come sempre un po&#8217; tutti al passaggio dal vecchio al nuovo anno facciamo un bilancio di cio&#8217; che è stato e di cio&#8217; che ci auguriamo possa essere in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sottraggo a questo rito, ma vorrei farlo, con voi, con alcune riflessioni non certo sul mio « orticello » ma su quello che è stato per l&#8217;Italia e il Mondo l&#8217;anno appena trascorso e quindi le speranze per il 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque il 2010 si chiude con un bilancio ampiamente negativo per il nostro Paese.</strong> La crisi finanziaria mondiale è ben lungi dall&#8217;aver esaurito i suoi effetti. La disoccupazione in Italia ha raggiunto quasi il 9% della popolazione in età lavorativa con punte del 25% per quanto riguarda i giovani. Sono dati molto preoccupanti, come ha giustamente ed autorevolmente affermato il <strong>Presidente Napolitano </strong>nel suo discorso di auguri di fine d&#8217;anno. Certo la crisi ha colpito un po&#8217; tutti, si pensi che la Francia ha una disoccuppazione che supera il 10%, ma certo non puo&#8217; essere una consolazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La politica italiana</strong>, ha dato in questo anno una prova non certo esaltante di sé. E&#8217; una politica « urlata » fatta di contrapposizioni personali, non di idee, di uso distorto dei media, di sostanziale immobilità. Dopo le elezioni amministrative di primavera tutti pensavamo, che avendo dinnanzi  a sé tre anni senza elezioni, il parlamento e il governo avrebbero potuto mettere mano a quelle riforme istituzionali e sostanziali che sono ormai indifferibili, come la riforma fiscale, della magistratura, della scuola, ma anche della struttura costituzionale del Paese. Ebbene non si è visto granchè, se escludiamo la riforma della Università, peraltro molto contestata dagli stessi « fruitori » cioè dagli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La dialettica politica tra maggioranza e opposizione, che poi è la base del sistema democratico, è praticamente inesistente, sepellita dalle continue reciproche accuse e dai troppi dossier che puntano a screditare l&#8217;avversario attraverso il gossip. <strong>Si parla poco a livello politico dei reali problemi </strong>della gente, che sono tanti e consistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mondo abbiamo assistito, nell&#8217;anno appena trascorso, all&#8217;affermarsi sempre più di economie e Paesi emergenti, che poi ormai non dovrebbero più chiamarsi cosi, e l&#8217;Europa sprofondare nelle sue mille contraddizioni. <strong>Già l&#8217;Europa, almeno come istituzione, sembra sempre lontana dalla gente,</strong> ci sono ancora molti troppi, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli, lussemburghesi, italiani,ecc e pochi « europei ». Le particolarità nazionali invece di essere un arricchimento, sono spesso un ostacolo ad una vera integrazione europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora come sempre finito un anno</strong>, non proprio esaltante, si incomincia il nuovo con tante speranze, ma anche con qualche certezza. Il presidente Napolitano nel già citato discorso di fine d&#8217;anno ha detto che il sistema Italia deve rimettersi in moto,e le risorse per farlo esistono purchè ci si impegni tutti. In primo luogo mi auguro che il prossimo anno sia <strong>l&#8217;anno dei giovani</strong>, e non solo in Italia. Bisogna non soltanto dare spazio ai giovani, nella politica, nel lavoro, nelle scelte, ma dar loro i mezzi, non tanto materiali quanto di opportunità per espremere le loro enormi potenzialità e risorse. Il 2011 dovrà, mi auguro, essere l&#8217;anno in cui realizzare quelle riforme istituzionali di cui l&#8217;Italia ha bisogno, le citate riforme delle giustizia (un processo civile oggi dura in media 10 anni) della scuola (rendendola più qualificata) del fisco ( che finalmente ponga fine all&#8217;insopportabile evasione che è la più alta d&#8217;Europa). <strong>Mi auguro un 2011 nel quale si guardi con cura all&#8217;enorme patrimonio culturale del nostro Paese</strong> e si investa nella Cultura ( che certo non si mangia, ma che è il nostro biglietto da visita nel mondo), che si combatta sempre più la criminalità organizzata, che si ponga mano ad uno « snellimento » della burocrazia, che la classe politica dia una immagine di sé più seria e meno scandalistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro infine che il progetto Europa possa nel prossimo anno trovare una sempre maggiore attenzione superando certi egoismi nazionalistici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buon 2011 a tutti, e che i desideri di ciascuno possano trovare realizzazione!</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Aurelio Ferraguti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"></p>
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