Se la buona cucina si misurasse in stelle Michelin, il Lussemburgo guarderebbe le altre città del mondo dall’alto della classifica, grazie ad una mediadi ristoranti “stellati” per persona più alta nel Mondo! (rispetto alla grandezza del territorio ovviamente…) Il Granducato infatti vanta ben 13 ristoranti nella ben nota e discussa guida Michelin, avvantaggiati sicuramente da un reddito pro-capite mediamente più alto e quindi una predisposizione al consumo più alta. Il paese, e specialmente la capitale, è notoriamente un centro bancario e finanziario composto da gente che apprezza la buona cucina e che è sempre alla ricerca del cibo esclusivo e raffinato.
Tra i più noti segnaliamo Léa Linster, nel bucolico paese di Frisange, Clairefontaine e Ristorante Mosconi, in Lussemburgo città, i quali servono una cucina internazionale con una influenza francese o italiana, piuttosto che la tradizionale cucina locale lussemburghese.
Clairefontaine
“Per me non esiste una vera gastronomia lussemburghese” dice Arnaud Magnier, chef e proprietario del Clairefontaine (1 stella Michelin). “Quello che è successo è che qualche chef alsaziano è arrivato qui trenta anni fa e ha diffuso una cucina tedesca fatta di patate e choucroute ( piatto tipico tedesco a base di crauti)”
Il ristorante Clairefontaine, sito nella bella omonima piazza al numero 9, cambia menu cinque volte all’anno perchè, dice Magnier, “i clienti mangiano qui cinque volte a settimana e pretendono sempre varietà nella scelta.” Sempre lo stesso è invece, da dieci anni, la specialità della casa, il “poulard de Bresse”, un piatto da 150 euro che soddisfa da 2 a 4 persone. Si tratta di un pollo ruspante della regione francese di Bresse (dove si dice ci siano i polli più buoni al mondo) e viene fornito con tartufo, un ripieno di foie gras e una salsa ricca e complessa di Albufera bianco. Per assicurare poi la massima fusione del sapore di tartufo nella carne, il pollo e il tartufo vengono cuciti in una vescica di maiale, poi bolliti.
Mosconi
L’elegante ristorante Mosconi, al 13 di Rue Munster, nel Grund, si affaccia sulle rive del fiume Alzette, attorniato dalle massicce mura della cittadella ed è l’unico ristorante in Lussemburgo ad avere il pregio ed il prestigio di ben due stelle Michelin.
Il menu gourmet di otto portate comincia con due leggeri e gustosi stuzzichini, per poi continuare con “zucchini brandade” (una purea di baccalà, olio d’oliva e il latte con una consistenza tipo polenta), e poi un delicato foie gras e una spumosa mousse di castagne candite, che si sposa perfettamente con il gusto piu’ grasso e forte del fegato d’anatra. Per finire in dolcezza, ecco le Caramele alla Siciliana, una leggera pasta filo fritta con ripieno di pistacchi, arance e ricotta, ed una mousse al cioccolato.
Maggiori ambizioni invece ha Léa Linster, una vera celebrità con il suo programma televisivo e una casa produttrice vinicola. prima (e l’unica finora) donna a vincere il “Bocuse D’Or”, uno dei premi più ambiti dell’enogastronomia. Il piatto vincente fu una inovativa variazione del famoso filetto Wellington. Invece di avvolgerlo nella crosta, il filetto è avvolto in una frittella di patate alla julienne. Unico si rivela dunque il contrasto tra patate croccanti con la consistenza più morbida della purea di melanzane, aglio tostato e ribes. Potete gustare questa prelibatezza al costo di 95 euro sul menu Bocuse d’Or.
Il suo ristorante, con una stella Michelin, è stato aperto nel 1982, nei locali ereditati dal padre, ottimo pasticcere dal quale ha ereditato evidentemente il talento per la cucina. Si trova a Frisange, a dieci chilometri da Lussemburgo.
“Abbiamo il miglior burro al mondo” dice Léa, “migliore del burro fatto in casa, che ha un sapore di formaggio. Un giornalista francese mi ha detto una volta che il nostro era semplicemente un burro industriale e io gli ho risposto che il nostro paese è cosi piccolo che il nostro burro industriale è come il vostro burro artigianale.”
Il burro infatti, nel Granducato, è un prodotto nazionale protetto e controllato dalla legge che specifica anche cosa possono giornalmente mangiare le vacche e come devono essere allevate.
La crema bianca preparata da Léa, sui ravioli di carciofi e tartufo scatena ricordi di Ferran Adrià, il famoso chef spagnolo, con il quale Léa appare nel 2002 nel film documentario “Il cuoco, il cane e Dali: Dalla cucina Magica di Ferran Adrià.”
“Egli ci ha mostrato un nuovo modo di essere coscienti del nostro lavoro, una vera rivoluzione nel modo di pensare di uno chef.”
Ricapitolando dunque, i ristoranti stellati dalla guida Michelin in Lussemburgo nel 2010 sono 13 per un totale di 14 stelle.
Fanno l’ingresso per la prima volta i ristoranti :
“Ma Langue Sourit“ diretto dallo chef Cyril Molard, situato nel paese di Moutfort, a metà strada tra la città di Lussemburgo e la famosa strada dei vini.
“Le Sud“ diretto dallo chef Christophe Petra, nella città vecchia di Lussemburgo, precisamente nella zona di “Clausen”.
“Influence des saveurs“ diretto dagli chefs Fabrice Salvador e Arnaud Garnier, a Esch-sur-Alzette.
Restauran t “Mosconi” diretto dallo chef Ilario Mosconi, situato nel “Grund” (UNESCO ‘World Heritage Site’), nel cuore della città vecchia di Lussemburgo, l’unico ristorante italiano all’estero che ha ben 2 stelle Michelin.
Gli altri ristoranti confermati nella guida sono:
“Toit pour toi” a Schouweiler,
“Manoir de Kasselslay” a Roder (vicino Clervaux),
“Lea Linster” a Frisange,
“Clairefontaine“ (Arnaud Magnier) e ‘Le Bouquet Garni’ (Thierry Duhr) in Lussemburgo
“Le Patin d’Or” al Kockelscheuer,
“La Gaichel” a Gaichel (vicino Eischen),
“Les Roses” (Alain Pierron) al Casino 2000 in Mondorf-les-Bains,
“Favaro“ (Renato Favaro) a Esch-sur-Alzette
I seguenti ristoranti invece sono stati premiati con il ‘Bib gourmand’ 2010 (miglior rapporto qualità/ prezzo):
“Parmentier” a Junglinster,
“Caves Gourmandes” a Lussemburgo
“Brasserie Côté Cour” a Bourglinster
“Parc Le’h” a Dudelange
“Kamakura” a Lussemburgo-Grund
“Du Vieux Château” a Wiltz.
Per gli amanti della cucina e del cibo raffinato questo potrebbe essere un motivo in piu’ per visitare il Lussemburgo e scoprire con sorpresa il lato non solo economico finanziario del paese ma anche quello culinario non banale e globalizzato.
Fonti: The Globe and Mail – Ont.lu



Il problema: fin dalla loro apertura in Settembre, i nuovi locali di Clausen hanno una licenza provvisoria, valida per soli 6 mesi. Tenuto conto della grandezza del nuovo complesso di locali notturni, i giudici devono pronunciarsi se tali licenze rilasciate dalla Ville de Luxembourg siano sufficienti o meno. 


