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Amare l’Italia: l’esempio di Alexis

Posted by Aurelio Ferraguti On aprile - 18 - 2011ADD COMMENTS

Ho conosciuto Alexis circa tre anni fa e da allora ci siamo frequentati spesso, quasi tutte le settimane.

Ho scoperto cosi la grande umanità, la grande forza di volontà di un ragazzo che oggi ha 25 anni, un ragazzo francese, abita a Metz, ma che ha sempre l’Italia nel cuore.

Vi voglio parlare oggi di Alexis per due fondamentali motivi: primo perché  la sua è una bella storia, e poi perché da un ragazzo francese è bello sentire un cosi forte legame verso la nostra terra.

Alexis è un ragazzo speciale, è un ragazzo diversamente abile, per muoversi ha bisogno della sedia a rotelle, per scrivere al computer utilizza uno strano “cappellino” con una specie di proboscide rigida, a volte è pure difficile comprenderlo quando parla, ma è speciale perché da lui, dai suoi occhi espressivi, dalla sua gentilezza e dalla sua forza di volontà ho imparato che nulla è impossibile.

La mamma di Alexis è una signora franco-italiana, figlia a sua volta di due italiani (il padre piemontese e la madre umbra) venuti in Francia e in Lussemburgo nel secondo dopoguerra per lavorare e cercare fortuna. Quindi, diciamo, nelle vene di Alexis scorre un po’ di sangue italiano, ma l’Italia è sempre nella mente di Alexis.

Dunque l’ho conosciuto circa tre anni fa. Il ragazzo stava studiando tramite il CNED, cioé la scuola a distanza, per corrispondenza, francese per ottenere il bac di contabilità. Studiava anche la lingua italiana. Per questa ragione e per avere un insegnante che lo supportasse nell’apprendimento della nostra lingua ho avuto la opportunità di incontrare Alexis.

In questi anni ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo. Come apprezzato e stimato è da suoi numerosi amici nel quartiere dove abita e in tutta la città di Metz. La sua grande forza di volontà, la sua tenacia lo hanno portato lo scorso anno ad ottenere il bac contabilità. In quella occasione scrisse durante la prova di lingua italiana davanti alla commissione esaminatrice, come il suo sogno sia quello di lavorare e potersi permettere l’acquisto di una casetta in Italia per trascorre le vacanze e comunque per andare appena possibile nel nostro Paese. Spesso abbiamo parlato di questo suo desiderio e dell’amore verso l’Italia e gli italiani. Credetemi, fa veramente bene sentire come si possa amare il nostro Paese, a volte noi ci dimentichiamo di questo sentimento.

Alexis ora sta nuovamente studiando (studia per oltre 30 ore per settimana, a volte da solo, a volte supportato da insegnanti) per raggiungere un altra meta formativa. Nel frattempo pero’ ha già avuto stage lavorativi, nel suo settore della contabilità.

Gli interessi del ragazzo spaziano e sono vari, non solo nell’ambito degli studi. La politica, la musica, ma anche il calcio (qui pero’ non tradisce la sua nazionalità francese, è tifoso del PSG).

La dinamicità, nonostante il suo handicap e la sua capacità di coinvolgere fanno di questo giovane amico dell’Italia un esempio di come la vita ci abbia dotato di grandi mezzi, magari differenti, ma comunque in grado di proiettare verso gli altri la nostra unicità.

Chi volesse conoscere Alexis e corrispondere con lui (ben inteso in italiano) potrà contattarlo sulla e-mail alexisguillamet(at)hotmail.fr

Forza Alexis, siamo tutti con te. Ti aspettiamo in Italia.

 

Aurelio Ferraguti

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Ultrà Italia: la nazionale di calcio colpita da cori razzisti

Posted by Andrea Castaldo On novembre - 23 - 20103 COMMENTS

Seicento in tutto, la maggior parte dal NordEst ma anche dal Sud, con tanti precedenti penali ma pochi ‘Daspo’ perché la loro violenza non viene dal calcio. E soprattutto, tifosi solo da esportazione.Ecco il profilo degli Ultrà Italia, il gruppo di “supporters” particolari che dal 2004 seguono la nazionale di calcio all’estero. Più per portare in giro il loro messaggio di “purezza italiana” che per sostenere la squadra.

Il gruppo che il 17 Novembre ha cantato durante l’amichevole Italia – Romania (1-1) giocata a Klagenfurt (Austria; qualcuno cortesemente potrebbe spiegarmi perché un amichevole del genere si é giocata in “campo neutro”?) ‘Non esistono neri italiani’ o ‘Nell’Italia solo italiani’ e ha poi detto ‘no alla nazionale multietnica’ era composta da una cinquantina di persone.

Non vanno mai negli stadi italiani, preferiscono le ribalte estere, dove tra l’altro i biglietti si acquistano più facilmente – per Italia-Romania non erano nominali – e la legislazione locale si intreccia più difficilmente con i divieti italiani.

Tutti sono stati identificati: c’erano alcuni ex diffidati, colpiti cioè dal divieto di ingresso negli stadi, e molti con precedenti per rissa o resistenza a pubblico ufficiale. La polizia austriaca non ha potuto far nulla, se non per il ventenne di Udine che aveva colpito con un pugno al volto un austriaco: violenza personale l’incriminazione prima di rilasciare il giovane.

L’area politica è quella dell’estrema destra, quella geografica il NordEst: Padova, Venezia, Mestre, Udine. Ma anche Busto Arsizio, Roma, Latina, Casarano, qualche sigla anche dalla Campania: tutti là in fila, quei nomi, sugli striscioni tricolori con sopra la scritta delle città in caratteri tipici delle organizzazioni della destra (vedi immagine sotto riportata solo come esempio. Foto non scattata durante il match in questione). Ma i rapporti delle Digos di tutta Italia dicono che non c’è un’identificazione diretta con gruppi politici, né una leadership definita.

Gli Ultrà Italia nascono in occasione dell’Europeo 2004 in Portogallo. Tante trasferte, qualche saluto romano, e a ottobre 2008 incidenti e polemiche a Sofia, per quel ‘Duce-Duce’ scandito durante Bulgaria-Italia. Dieci-venti ragazzi dai venti ai trent’anni per ogni città, e lo squadrone è fatto. I rapporti in mano al Viminale dicono che in passato hanno tentato di fare proselitismo tra le tifoserie organizzate dei club, senza troppo successo.

Così mercoledì 17 novembre hanno ripreso la macchina da soli, hanno attraversato il confine a Tarvisio, e a Klagenfurt hanno intonato l’inno di Mameli, cantato contro Balotelli, fatto saluti romani. E mostrato quella scritta ‘no alla nazionale multietnica’ composta girando una serie di foto di Gabriele Sandri dietro alle quali c’erano lettere sparse. ”Perché dobbiamo toglierlo, non è razzismo ma solo un’opinione”, hanno detto ai poliziotti italiani che in borghese li controllavano in curva a Klagenfurt, e che con l’aiuto dei colleghi austriaci sono subito intervenuti. Ma gli Ultrà Italia bastavano quei due minuti di visibilità. Lontano da casa.

Invito gli “italiansinlux” ad esprimere un loro parere come tifosi, senza influenze politiche, sull’attuale status multietnico della nostra nazionale italiana di calcio.

Si oppure no? E perchè?

Forza Azzurri !!!

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Lutto nel mondo del giornalismo italiano

Posted by Andrea Castaldo On marzo - 10 - 2010ADD COMMENTS

Tonino Carino (Agenzia Dpf/Archivio Corriere)Si spegne l’8 marzo 2010 all’ospedale Torrette di Ancona (AN) il giornalista Rai, Tonino Carino.

Ha iniziato a scrivere per il Resto del Carlino nel 1969, per poi passare nel 1971 al Corriere Adriatico. Dal 1976 lavora per la sede regionale della RAI di Ancona.

A partire dal campionato di serie A 1976 inizia a collaborare con 90° minuto. Per quella trasmissione commenta le partite dellAscoli e saltuariamente di altre squadre, fino a divenire uno dei volti più popolari della trasmissione anche grazie alle sue difficoltà nel pronunciare i nomi dei calciatori stranieri.

Dalla fine degli anni novanta ha partecipato ad alcune edizioni di Quelli che il calcio, facendo il graditissimo ritorno nel 2005.

Nel 2002, in veste di inviato, ha seguito il Giro d’Italia. Dal 2002 al 2003 è stato, insieme alla giornalista Milena Minutoli, inviato della trasmissione pomeridiana Casa Raiuno, condotta da Massimo Giletti con Cristiano Malgioglio e Antonella Mosetti. Di recente era andato in pensione, ma aveva continuato ad essere ospite di trasmissioni sportive come ‘Quelli che il calcio’. Carino, che lascia la moglie e due figli, Riccardo e Daria, era malato da tempo.

Noi italiani in Lussemburgo ti ringraziamo per aver accompagnato sempre i tuoi commenti sportivi con simpatia ed allegria.

Fonte: Wikipedia.

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REGINA DELL’AUTO 2010 : LA NUOVA POLO VOLSKWAGEN

Posted by Andrea Castaldo On febbraio - 27 - 20101 COMMENT

Lo scorso 6 Febbraio 2010, si è svolta nella Sede della Volkswagen, in Germania, la cerimonia ufficiale di premiazione della nuova Polo, che è stata nominata “Auto dell’Anno 2010” lo scorso novembre. Nel ricevere il premio dalle mani di Håkan Matson, Presidente della Giuria dell’ “Auto dell’Anno”, Martin Winterkorn, Presidente del Gruppo Volkswagen, ha voluto ringraziare tutti i dipendenti che sono risultati determinanti per questo successo.

VolkswagenPolonuoveimmaginiufficiali_01

“È necessaria una grande squadra per creare un’auto vincente come la Polo, e sono fiero che il Gruppo Volkswagen abbia un team così forte e motivato capace di dar vita a una vettura accessibile a tutti, ricca di tecnologia, qualità e sicurezza”.

Infatti il “polo tedesco” non poteva far altro che scegliere una ottima squadra di calcio del campionato italiano di serie A, calda e potente come i suoi motori, con la quale sottoscrivere una accordo di primo livello come sponsor istituzionale, ossia la SSC NAPOLI 1926.

L’ufficialità é stata data il 31 Gennaio 2010 quando il Presidente della Volkswagen Group Italia, Giuseppe Tartaglione, ha consegnato simbolicamente le chiavi di un auto al Presidente del Napoli Calcio Aurelio De Laurentis affermando che la casa automobilistica di lingua tedesca é legata al Napoli tramite la forza del colore azzurro e quindi dei suoi tifosi.

Facciamo alle due Società un grosso in bocca al lupo affiché rappresentino nei rispettivi mercati di competenza una ”Top Company in Co-partnership” da prendere come esempio per il ”resto degli spettatori”.

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Senza categoria

champions_league_ballsLa spiegazione a tutto ciò non è ricavabile da un illuminato volume di scienze, ma dalla comprensione del famigerato meccanismo del “coefficiente UEFA”. Un numero di un’importanza sottovalutata perché fino ad adesso, non aveva ancora messo paura al calcio italiano. Un numero che potrebbe avere la forza di far capire al bel paese – ancora diviso tra nord e sud, comune e comune, ma spesso anche all’interno della stessa città – che quanto meno in LUSSEMBURGO, al di fuori dei propri confini, si è tutti italiani. Se non per un nobile sentimento patriottico, è possibile che questo avvenga per un interesse indiretto: l’occasione di poter partecipare alla massima competizione europea posizionandosi al quarto posto del campionato di Serie A.

È proprio questo che ora fa paura ai dirigenti delle società di calcio italiane: le squadre tedesche e francesi stanno scalando questa speciale classifica UEFA, mettendo in dubbio la possibilità per la futura quarta forza del campionato italiano di poter partecipare alla Champions . Quel coefficiente è infatti il prodotto di alcune operazioni matematiche ed è proporzionale ai risultati ottenuti dalle squadre di club negli ultimi cinque anni in Champions e in Europa League. Due punti per ogni vittoria, uno per ciascun pareggio, ma soprattutto una serie di bonus (4 punti per la qualificazione ai gironi di Champions; 1 punto per l’accesso agli ottavi, ai quarti, semifinali e finale; 1 punto dai quarti in su anche in Europa League) che una volta sommati, vengono divisi per il numero dei club partecipanti. Questo ranking rappresenta non solo la forza del calcio nazionale, ma una possibilità in più per realtà come Napoli, Genoa,Samdoria e Palermo di poter mostrare la propria ambizione sui più emozionanti palcoscenici del vecchio continente.

Insomma, per chi crede al malocchio tanto quanto crede alla Champions, non è un bell’affare gufare gli storici, antipatici, rivali in favore di squadre come Bayern, Chelsea o Manchester: è consigliabile risparmiare formule, amuleti e scongiuri per i match di Serie A! Con l’intento tutto partenopeo di mischiare bonariamente sacro e profano, si può dire che tifare Inter e Milan è certamente “peccato”, ma l’assoluzione arriverà presto se si ha “fede” nella qualificazione in Champions!

http://www.xs4all.nl/~kassiesa/bert/uefa/

Fonte: TUTTONAPOLI.NET

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Juventus – Nancy

Posted by Alessio Gianfrate On maggio - 25 - 2009ADD COMMENTS

Ciao a tutti,

segnalo per gli amici (nemici :-D ) Juventini la possibilitá di vedere i propri beniamini impegnati contro il Nancy a Joeuf

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” La Juventus Turin et Nancy disputeront un match amical à Joeuf, en Meurthe-et-Moselle, le 19 juillet à 18h00. Le trait d’union est bien entendu Michel Platini, qui est né à Joeuf le 21 juin 1955, a fait ses premières armes dans le club local, a rejoint les rangs de Nancy, puis de Saint-Etienne, avant de rejoindre la Juve en 1982. Il y a terminé sa carrière en 1987. La rencontre est organisée dans le cadre du centenaire du club de Joeuf.

La capacité du stade sera portée à 8.000 places.”

111 km per potersi gustare un assaggio di quel calcio estivo che non fa mai male :-D

Poi chissá……forse forse riuscirete a vincere qualcosa vista l’annata da ZERO TITULI ;-)

Un saluto a tutti

Ciaoooooooooooo

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In bocca al lupo Klas!

Posted by Armando Rosa On maggio - 17 - 2009ADD COMMENTS

ingessonLa notizia è giunta all’improvviso. Uno degli ex-calciatori svedesi che più si è fatto amare in Italia, Klas Ingesson, oggi 41enne, è malato di una forma di leucemia, un tumore maligno al midollo osseo.

Centrocampista degli anni novanta dotato di grande forza fisica e di enorme carattere, ha indossato in Italia le maglie di Bari (di cui ne è stato a lungo capitano), Lecce e Bologna. Ha lasciato bellissimi ricordi tra tutte le tifoserie che hanno avuto il piacere di apprezzarlo e sostenerlo.

A Ingesson vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione. Sappiamo che può farcela.

Forza Klas, dimostra adesso la stessa forza che avevi in mezzo al campo!

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Lussemburgo, nuovo stadio nazionale in arrivo!

Posted by Sabino Parente On febbraio - 27 - 20092 COMMENTS

stadiumIl presidente della FLF (Fédération Luxembourgeoise de Football) Paul Philipp  ed il ministro dello sport Jeannot Krecké, hanno presentato ieri, con il sindaco di Roeser Tom Jungen, nella sede dell’FLF, il progetto del nuovo stadio nazionale. L’impianto, oltre che per il calcio, potrà essere utilizzato per il rugby, ed avrà una capienza di circa 10000 posti a sedere, interamente coperti e sarà costruito a Livange (comune di Roeser) vicino all’autostrada A3 di Lussemburgo-Bettembourg ed alla ferrovia, per garantire un accesso facile. Lo stadio fa parte di un progetto totale che contiene un centro commerciale, un factory store e d un outlet sotre. Il preventivo per lo stadio è fra i 20.000.000 € e 25.000.000 €, il progetto completo invece costerà 225 000 000 € e sarà finanziato da un’azienda privata, Becca.

Certo, da qui ad ospitare un’edizione di un mondiale di calcio o di un europeo ce ne passa, ma chissà che questa nuova struttura non ci porti a Lussemburgo eventi di rilievo.

Fonte | station.lu

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