C’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati.
Il libro di storia della boxe è di sicuro tra i più ricchi di pagine mitiche, indimenticabili, fatte di grandi personaggi, grandi protagonisti e atleti anche discutibili sotto gli aspetti che esulano prettamente il contenuto sportivo.
Non è un caso che i più importanti interpreti del pugilato siano conosciuti persino dalle casalinghe: basta fare i nomi di Cassius Clay o Mike Tyson, George Foreman o dei nostri Nino Benvenuti e Patrizio Oliva per suscitare ricordi di miti, di grandi gesti tecnici e di imprese straordinarie.
Il pugilato è sport molto antico: si ritiene verosimilmente che fosse incluso tra le discipline olimpiche già 2.000 anni fa, ai tempi dell’antica Grecia.
Anche a Roma era molto praticato, con delle fasce di cuoio ricoperte di borchie metalliche in luogo degli attuali guantoni.
A seguito della caduta dell’Impero il pugilato finì per cadere nel dimenticatoio ed apparentemente perse la sua notorietà e diffusione, fino a riaffermarsi nell’Inghilterra del XVII secolo. Sembra che solo nel XVIII secolo si sia tornati a parlare di boxe: dapprima un tale James Figg si autoproclamò campione dopo aver vinto 15 incontri consecutivamente; successivamente un altro britannico, John Broughton, creò il primo regolamento ufficiale di questa disciplina. Read the rest of this entry »
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C’è un aspetto che più di tutti accomuna lo sport e che rappresenta une delle chiavi di maggior successo di una disciplina sportiva rispetto ad un’altra: stiamo parlando degli incontri leggendari, di quelle sfide che scrivono la storia di uno sport e che rimangono per sempre impresse nella memoria degli appassionati.