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La pittura e il Risorgimento

Posted by Agnes Hoff On dicembre - 19 - 2011ADD COMMENTS

Alla fine degli anni cinquanta dell’800, nacque un gruppo artistico a Firenze composto di pittori che si è soliti definire « Macchiaioli ». Questi pittori sono in maggioranza democratici, sostenitori delle idee di Mazzini e hanno partecipato ai primi moti di indipendenza.

Questa scuola di pittura usa la giustapposizione delle macchie chiare e oscure un po’ come i pittori impressionisti. Questa corrente pittorica rompe percio’ con la pittura romantica che domina il secolo.

Infatti, i pittori romantici preferiscono i drammatici temi di storia e intendono mostrare tutta la verità storica sollevando l’emozione dello spettatore. Per esempio, Giovanni Fattori (1825-1908) dipinge dei quadri grandiosi che esaltano il sentimento patriottico con la rappresentazione di scene molto espressive e violente, in particolare le battaglie risorgimentali e i soldati a cavallo. « Garibaldi a Palermo » dipinto in 1860 illustra bene questo spirito romantico. Si vede l’entrata delle Camicie Rosse nella capitale siciliana con in posizione centrale e alla testa di un gruppo a cavallo, Garibaldi. Nel fondo del quadro, c’è un arco trionfale romano. Ai romantici al contrario piace dipingere le rovine antiche o il patrimonio artistico delle Penisola.

Invece i Macchiaioli vogliono sostituire alla rappresentazione mitica dell’Italia risorgimentale, una visione molto più semplice e popolare dell’Italia. Infatti, questa pittura mostra la realtà quotidiana senza perdere di vista la volontà di iscriverla in una dimensione patriottica. Lo scopo della pittura non è più la gloria o l’apologia della guerra e degli eventi del Risorgimento, ma piuttosto di mostrare il movimento per l’Unità in un modo realista, cioè verista. Mostra la morte, i feriti, senza gloria o eroismo, come una fotografia. Riproduce la campagna italiana e i paesaggi naturali, un esempio: i mucchi di fieno di Fattori. Infatti, se è pur vero che questo pittore ha cominciato la sua carriera artistica con la realisazione di opere romanesche e storiche, cambia progressivamente e abbandona le grandi opere romantiche per i contrasti piu o meno colorati ottenuti dalla distribuzione delle macchie giocando sulla l’ombra e la luce. Quindi la tecnica del chiaroscuro è una componente essenziale della pittura dei Macchiaioli.

Agnes Hoff

Numero di letture :196

L’evasione fiscale: una piaga italiana

Posted by Aurelio Ferraguti On dicembre - 14 - 2011ADD COMMENTS

Non si fa che parlare, e non certo da oggi, di lotta all’evasione fiscale, un peso troppo grande da sopportare per le casse di uno Stato, quello italiano che ha un debito sovrano di quasi  duemila miliardi di euro e che paga interessi enormi sui propri titoli.

Nel 2011 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 13,1% con punte record nel nord dove ha raggiunto l’ 14,2%. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine del 51,1% pari a 180,3 miliardi di euro l’anno. La stima è stata effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani.

Questi dati sfatano un mito, tanto caro a Bossi e alla Lega nord, cioé che il Nord sia più virtuoso, in tema di imposte pagate, rispetto al sud.

Ma non è questo il problema.

Secondo questo interessante studio  le aree di evasione fiscale vengono classificate in cinque settori: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle  Big Companye quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.

La prima riguarda l’economia sommersa. L’esercito di lavoratori in nero aumenta sempre di più è composto da circa 3 milioni di persone, molti dei quali cinesi o extracomunitari. In tale categoria sono stati ricompresi anche 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 34,3 MLD di euro.

La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose italiane e straniere ( la mafia russa e cinese ad esempio) che, nel nord Italia è cresciuta nel 2011 del 18,7%. Si stima che il giro di affari non “contabilizzati” produca un’evasione d’imposta pari a 78,2 MLD di euro l’anno.

La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Dall’incrocio dei dati è emerso che l’ 78% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi o meno di 10 mila euro o non versa le imposte. Molte di queste chiudono nel giro di 5 anni per evitare accertamenti fiscali o utilizzano “teste di legno” tra i soci o amministratori. In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali operative, l’ 81% non versa le imposte dovute. Si stima un’evasione fiscale attorno ai 22,4 MLD di euro l’anno.

La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre ha chiuso il bilancio in perdita e non pagando le tasse. Inoltre il 94 % delle big company abusano del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 37,2 MLD di euro all’anno. Nel 2011, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 14% le imposte dovute all’erario.

Infine vi è la evasione da parte dei lavoratori autonomi e   delle piccole imprese. Si tratta soprattutto di artigiani, professionisti e commercianti, dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 8,2 miliardi di euro l’anno.

Sempre secondo lo studio della KRLS In testa nel 2011, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta:
la Lombardia, con +15,3%.
Secondo e terzo posto spettano rispettivamente
al Veneto con + 14,9% e l
l a Valle d’Aosta con +13,6%.
A seguire
la Liguria con +13,5%,
il Piemonte con 13,4%,
il Trentino con 13,1%,
il Lazio con +12,9%,
l’Emilia Romagna con +12,8%,
la Toscana con +12,6%, l
e Marche con +11,3%,
la Puglia con +10,6%,
alla Campania +8,0 %,
la Sicilia con +7,6%
e l’Umbria con +7,1%.

La Lombardia, anche in valore assoluto, ha fatto registrare il maggior aumento dell’evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, nel 2010, di circa il 15,9%.

In Italia i principali evasori sono:
gli industriali (33,2%) seguiti
da bancari e assicurativi (30,7%),
commercianti (11,8%),
artigiani (9,4%),
professionisti (7,5%) e
lavoratori dipendenti (7,4%).

A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto
nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito
dal Nord Est (27,1%).
dal Centro (22,2%) e
Sud (19,3%).

I dati sono estremamente significativi e assolutamente preoccupanti.
A questo punto viene da chiedersi, come mai i governi che si sono succeduti (destra e sinistra non fa differenza) non sono riusciti a porre fine a questo scandaloso fenomeno?

Eppure in Italia c’era una legge severissima la cd “manette agli evasori” che il ministro Visco volle ridimensionare escludendo dalla disciplina una parte di illeciti commessi in materia fiscale.

Ora il nuovo governo Monti ha previsto, per chi dichiara il falso al fisco una sanzione penale (ma la sanzione lieve che comporta, nel caso un decreto penale di condanna ad una multa, non certo il carcere), ma , a mio modo di vedere è ancora una norma insufficiente.
E allora vediamo di rispondere alla domanda, come mai non si è fatta una vera, e sottolineo vera, lotta in grande stile ad un fenomeno che sottrae quasi 200 miliardi di euro l’anno all’erario?

La risposta sta nei dati: gli italiani sono un popolo di evasori, non si tratta di casi isolati o di grandi evasori o evasori totali che la GdF con grande professionalità e zelo ogni anno riesce, bene o male, a scovare.

Quindi “politicamente” la lotta agi evasori non paga. Troppi sono i cittadini interessati, troppi anche gli interessi politici. E non dimentichiamo che  l’economia sommersa è un enorme fonte di liquidità e che quindi favorendo i consumi agisce, in parte, come volano economico. Ecco perchè, al di la di discorsi di buona volontà il problema non è stato, non dico risolto, ma nemmeno preso troppo sul seri dai vari governi che si sono succeduti alla guida del Paese.

Agevolati da una legislazione troppo confusa e contraddittoria in materia economica e fiscale, da norme che sono di talmente difficile interpretazione che permetto ai “furbi” di aggirarle senza problemi.

E qui sta la seconda considerazione: la mentalità di molti italiani secondo cui chi evade il fisco  sia un “furbo” e non un criminale.
Guardiamo i dati che ci dicono che sono moltissimi i lavoratori dipendenti che fanno un secondo lavoro “in nero” e che quindi sottraggono soldi, ma questa attività, nell’opinione generale, non viene considerata veramente una evasione fiscale.
Oppure vediamo lavoratori autonomi che dichiarano redditi da fame, o titolari di imprese che sono in perdita, viaggiare in lussuose fuoristrada o passare vacanze da sogno ai caraibi.

Tutto cio’ deve finire, ma come?

Poche cose servirebbero per evitare o limitare il fenomeno.

Innanzitutto una vera tracciabilità dei pagamenti (l’obbligo di pagamenti elettronici o assegni per importi superiori a  mille euro previsto dal decreto Monti è sicuramente un primo passo, ma ancora insufficiente, perchè facilmente aggirabile), la deducibilità fiscale delle spese e dei pagamenti verso imprese, commercianti e professionisti (obbligati quindi a rilasciare fattura o ricevuta che sarebbe il solo documento per la deducibilità) Istituzione di un registro dei beni di lusso (auto, gioielli, barche, ecc, che non potrebbero più essere intestati a società); controlli serrati sui patrimoni e richiesta di giustificazione della fonte di acquisti di beni di lusso (compresi i soggiorni in alberghi, ecc); accordi con i Paesi che fino ad oggi hanno concesso copertura bancaria ai depositi di clienti italiani (il che non deve significare che non si possa avere un conto in una banca Svizzera, ad esempio, ma che debba essere giustificato da un reddito dimostrabile); previsione del carcere per chi evade il fisco (almeno in maniera rilevante) una norma che negli Stati Uniti è applicata e che certo costituisce un vero deterrente.

Queste sono solo delle modeste proposte, sia ben chiaro, non esauriscono le possibili iniziative per una reale lotta al sommerso, ma certo potrebbero essere un primo passo per ridurre il terribile fenomeno. Certo poi resterebbe da fare la cosa più importante. Una vera educazione alla fiscalità che dovrebbe partire anche dalle scuole, perchè i cittadini di domani finalmente comprendano che chi non adempie al proprio dovere contributivo, ma che anzi si fa vanto di esser un”furbo” perchè non paga le tasse, debba essere considerato un “criminale” e un profittatore.

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :326

Da una ricerca svolta in America negli ultimi mesi trapela che la riabilitazione è un fattore chiave nella corsa di recupero per gli anziani, non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto dal punto di vista psicologico. Il cervello deve iniziare di nuovo ad adattarsi e cominciare a riorganizzarsi, e attraverso la terapia, il paziente può iniziare a recuperare alcune delle funzioni cerebrali perdute. Un programma di riabilitazione globale completo comincia in ospedale e accompagna il paziente per lunghi periodi. Durante l’intero programma ogni paziente viene seguito da medici specialisti, che operano in diversi settori: medici per la riabilitazione, fisiokinesiterapisti, logopedisti, psicologi. La riabilitazione, molte volte gioca un ruolo fondamentale. In casi come ictus e infarti, infatti, il recupero dal trauma è dato all’ 80% dalla riabilitazione. Caratteristica importante è la costanza, la riabilitazione non è una cura immediata ma un sistema che dà i suoi frutti col passare del tempo. Naturalmente , il tempo necessario affinchè un paziente si riprenda varia da persona a persona e dal tipo di ictus che ha avuto. Nei casi più gravi, la fase iniziale di riabilitazione può essere paragonata alle cure che si danno ai bambini, dato che in questi casi difficilmente il paziente è autosufficente. Ogni particolare programma viene studiato appositamente per il singolo paziente, che però avrà la possibilità di scegliere a quali strutture affidarsi: terapie ambulatoriali, ospedali o terapia privata.

Fabio Nicolosi, Articolista di Cerkalo.it, Motore di ricerca per attività

Numero di letture :150

Dopo la caduta di Napoleone, gli Italiani influenzati dalle idee di libertà della Rivoluzione francese, si svegliano per cacciare via i popoli stranieri che occupano il loro paese. Questa presa di coscienza prende diverse forme tra 1820 e 1850.

Già, c’è la lotta armata. Ci sono delle ribellioni e insurrezioni dappertutto nel paese. Queste rivolte possono condurre alla formazione di governi liberali brevi negli anni trenta, a Modena, a Parma o negli Stati della Chiesa.

La lotta puo prendere una forma piu pacifista utilizzando l’arte per esprimere le idee nuove. E il caso di Giuseppe Verdi che riprese il tema dell’esilio e dell’aspirazione a ritrovare la propria patria nelle sue opere (Nabucco per esempio, o I Lombardi alla prima crociata). La letteratura dispone anche di scrittori famosi per tradurre questi aspirazioni. Per esempio, Alessandro Manzoni che, nei Promessi Sposi, denuncia l’occupazione straniera contrapponendola al coraggio degli Italiani derisi.

Infine, nascono dei teorici del Risorgimento che vogliono difendere le idee di libertà e di unità del popolo. E il caso di Giuseppe Mazzini (1805-1872) che vuole fondare una repubblica democratica e unita. Vuole legare l’azione concreta con la teoria. Infatti, era convinto che l’Unità e la Repubblica potessero realizzarsi con l’insurrezione e la guerra. Però, prima, bisognava educare il popolo con la propaganda, con una una formazione intellettuale, nello scopo di fare emergere una coscienza politica.

E per questo che fonda un gruppo nel 1834, La Giovine Italia, che diffonde tanti manifesti e giornali, per risvegliare la coscienza politica del popolo.

Nell’anno 1849, prende la direzione della Repubblica romana che h, tra l’altro per scopo instaurare la libertà della stampa e la soppressione del potere temporale della Chiesa. Però, quest’esperienza fu breve e si fermo’ in modo traumatico con l’intervento francese qualche mese dopo, nel luglio 1849.

Dopo questo fallimento comincia un periodo di esilio per Mazzini, a Londra dovè sviluppa le sue idee politiche. Mazzini è un uomo europeo, che iscrive i suoi principi in una dimensione europea. Infatti, ha, integrato con l’unità d’Italia un’ ottica piu larga cioè l’unità dell’ Europa. E per questo fonda La Giovine Europa. Quando è in esilio, tiene rapporti con i grandi scrittori francesi, Georges Sand, Victor Hugo, e fonda il Comitato centrale democratico europeo. Nel 1860, ragiunge Garibaldi nella spedizione dei Mille ma senze parteciparvii. Entro’ in conflitto con Cavour. Fu eletto deputato ma rifiutò la carica per non dovere giurare fedeltà alla costituzione monachica che contesta. Mori’ il 7 febbraio 1872. Una folla immensa il giorno dei suoi funerali a Genova, sua città natale, mostro’ la sua popolarità in Italia e il relativo successo della sua impresa di costituire una coscienza patriottica italiana.

Agnes Hoff

Numero di letture :573

La rentrée

Posted by Aurelio Ferraguti On settembre - 8 - 2011ADD COMMENTS


© Prod. Numérik - Fotolia.comC’est la rentrée. Con questa espressione, molto francofona, si usa designare la fine delle vacanze scolastiche, ma anche, in un certo senso la fine dell’estate. Non che da queste parti l’estate sia stata prodiga di belle giornate e di caldo canicolare come da noi in Italia, ma comunque la “rentrée” segna proprio la fine di questo periodo dedicato alle vacanze, se le finanze lo permettono, o in ogni caso ad un poco di meritato riposo.

Quindi tutti si ritorna al lavoro, magari con dei bei ricordi nella mente per le vacanze trascorse, o con lo stress da rientro che, si sa, colpisce un po’ tutti in questi giorni.

E si ritorna anche a ritrovarci qui, sul “nostro” blog, per parlare un po’ di tutto, di quello che accade in Lussemburgo e nelle sue vicinanze, ma anche un po’ in giro per il mondo e soprattutto nella nostra Italia.

In effetti l’estate, che normalmente trascorre senza grandi stravolgimenti, quest’anno è stata veramente drammatica per quanto concerne la situazione economica mondiale ed in particolare italiana.

© Chlorophylle - Fotolia.com

In questi giorni e in queste ore il governo italiano sta tentando di dare una risposta forte, attraverso un  manovra economica da “lacrime e sangue” alla speculazione internazionale che sta mettendo in grande difficoltà l’Italia. Ma di questo parleremo un’altra volta, quando le cose saranno più chiare (il governo ne ha già presentate, di manovre, almeno 4 o 5 ed ogni volta si cambia qualcosa per non scontentare le varie lobbies del Paese). Dunque si diceva, l’estate. L’estate che se ne va per lasciare il posto alla rentrée. Cosa ricorderemo di questa estate nei prossimi anni.? A parte la crisi finanziaria (ma si puo’ ancora parlare di crisi, dato che con il termine si dovrebbe intendere un periodo transitorio di acute difficoltà, mentre, a me sembra le difficoltà siano endemiche e causate dal sistema stesso e non da soli eventi straordinari), l’estate sarà ricordata per la fine del terribile regime dittatoriale di Gheddafi in Libia, per le rivolte dei siriani contro il “loro” dittatore, per un mondo che sta cambiando, per una Europa sempre più incapace di essere protagonista della propria storia, sempre presa da egoismi nazionali che le impediscono una vera politica comune. La rentrée , come sempre, ci porterà le preoccupazioni per il lavoro per l’aumento dei prezzi, per le difficoltà di tutti i giorni, ma mi piacerebbe invece pensare che quello che va ad iniziare sarà un “anno” di grandi cambiamenti e di grandi soddisfazioni per tutti. Sperare non costa nulla dunque…

 

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :305

Controllo degli pneumatici prima delle vacanze

Posted by Sabino Parente On giugno - 9 - 2011ADD COMMENTS

Una delle azioni principali nella preparazione della vostra vacanza riguarda il controllo dell’automobile, sia dal punto di vista meccanico che per quanto riguarda gli pneumatici estivi. La vostra sicurezza e quella delle persone che vi stanno accanto dipende direttamente dallo stato dell’automobile.
Controllare gli pneumatici è un’operazione molto importante, da realizzare con una certa regolarità e non soltanto prima delle vacanze, però è decisamente indispensabile prima della partenza per un lungo viaggio. Il controllo degli pneumatici prende in considerazione diversi aspetti come ad esempio: il grado di usura del battistrada e la pressione delle ruote.
Il grado di usura della gomma influisce direttamente sulla qualità della frenata, soprattutto in caso di asfalto bagnato. Sotto certi livelli, utilizzare gli pneumatici con un grado di usura elevato è molto pericoloso ed addirittura vietato per legge.
Per quanto riguarda invece la pressione delle gomme, è necessario effettuare un controllo della stessa ogni 2-3 settimane e decisamente prima di mettersi in moto per un lungo viaggio. Gli pneumatici estivi con la pressione bassa possono creare dei grossi problemi soprattutto in caso di andamento a velocità elevata. Potrebbero scoppiare ed allo stesso tempo determinano un consumo più alto di carburante. Avere le gomme con la pressione giusta non solo aumenta la sicurezza ma fa anche risparmiare.
Questi sono soltanto alcuni dei controlli considerati fondamentali prima di mettersi in viaggio. Ricordatevi sempre che una vacanza senza pensieri parte prima di tutto dal viaggio effettuato in condizioni di sicurezza!

Numero di letture :713

Voltare pagina?

Posted by Aurelio Ferraguti On giugno - 5 - 2011ADD COMMENTS

A guardare cosa scrivono i giornali non solo italiani, ma di tutto il mondo, quello che è successo in Italia con le recenti elezioni amministrative è stato un vero “tsunami” politico.

A parte che il termine mi sembra veramente improprio per la natura stessa di catastrofe naturale che la parola tsunami evoca, quando nel nostro caso si tratta semmai di un fenomeno del tutto abituale in un regime democratico.

Ma certamente credo di poter fare alcune considerazioni, sulle quali ognuno poi potrà fare le sue riflessioni.

Partiamo da alcuni dati, che in quanto dati oggettivi, sono incontrovertibili:

1- un po’ in tutto il Paese queste elezioni, a cui erano chiamati quali 15 milioni di elettori, hanno decretato il successo di coalizioni di centro sinistra, dunque la sconfitta del centro destra.

2- le percentuali dei votanti si sono ancora drasticamente abbassate, registrando, soprattutto ai ballottaggi dati veramente preoccupanti con situazioni nelle quali si è recato alle urne meno del 50% degli elettori.

3- queste elezioni amministrative hanno assunto un forte connotato politico nazionale, ad esso trascinate dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio che ha posto quasi un referendum sul governo e sulla sua persona. Ed in questo senso ha sicuramente subito una forte sconfitta.

Se questi sono i dati alcune riflessioni si impongono.

I risultati elettorali hanno evidenziato una forte crisi della maggioranza che governa l’Italia da tre anni a questa parte ed in particolare del Presidente del Consiglio, ma sarebbe, a mio parere, un errore di valutazione dire che gli italiani hanno decisamente svoltato a sinistra, privilegiando anche candidati provenienti dall’area dell’estrema sinistra. Non è infatti nemmeno pensabile che il 65% dei napoletani sia improvvisamente diventato estremista o il 55% dei milanesi. E’ emerso quindi un chiaro voto di protesta e di desiderio di cambiamento del modo di fare politica, unito ad un forte desiderio di partecipazione, che poi è il sale della democrazia.

Voto di protesta contro il governo, ed in particolare (le sue preferenze come capolista del PdL a Milano si sono quasi dimezzate rispetto alle precedenti consultazioni amministrative) soprattutto per cio’ che riguarda il Governo per le promesse di riforme mai attuate e per un evidente immobilismo sulle scelte economiche che possano favorire una ripresa della crescita, e per il presidente Berlusconi per certe sue esternazioni ed ossessioni cosi lontane dai problemi della gente.

Desiderio quindi di cambiamento anche nel modo di fare politica, nel quale evidentemente gli italiani sono stanchi di vedere e sentire insulti di ogni tipo ed attacchi personali. I candidati che hanno vinto, alcuni molto giovani, hanno dato l’impressione di voler rinnovare la politica di voler liberare le città dal “vecchio” modo di amministrare. Il messaggio ha sicuramente colto nel segno.

E il desiderio di essere protagonisti ed interpreti del cambiamento. Si sono visti, finalmente, migliaia di giovani entusiasmarsi ancora per la partecipazione politica. Quella partecipazione, la cui mancanza ha portato nel tempo ad una sempre maggiore disaffezione dal voto. Certo i dati sul numero di votanti sono li’ a testimoniare che quello della partecipazione e del risveglio della passione politica sono ancora traguardi da raggiungere, ma qualcosa è effettivamente cambiato. Ed ha punito soprattutto chi attraverso strutture politiche verticistiche non ha saputo, o voluto, aprirsi alla partecipazione democratica al suo interno.

Cosa succederà ora in Italia?  Probabilmente nulla a livello centrale, anche se i segni di un certo scollamento all’interno della maggioranza sicuramente ci sono: sapranno le forze della sinistra interpretare questa voglia di partecipazione e di cambiamento che viene soprattutto dai giovani, e sapranno le forze del centro-destra rinnovarsi al proprio interno creando strutture democratiche nelle quali potersi confrontare? Che  ne sarà della leadership di Berlusconi, e cosa faranno i suoi alleati di maggioranza? Queste le domande che solo nei prossimi giorni e mesi troveranno, forse, una risposta. Staremo a vedere.

 

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :486

Referendum 12-13 giugno 2011 – Istruzioni per l’uso

Posted by Alessio Gianfrate On maggio - 24 - 2011ADD COMMENTS
Ciao a tutti,
qui di seguito le istruzioni per poter partecipare al referendum per gli italiani all’estero (aventi diritto di voto).
—————————-

Referendum 12-13 giugno 2011

Con i D.P.R. del 23 marzo 2011 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 4 aprile 2011 sono stati indetti i seguenti Referendum popolari abrogativi, che si terranno nei giorni 12 – 13 giugno:

a) referendum popolare n. 1–Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;

b)referendum popolare n. 2–Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

c)referendum popolare n. 3–Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4–Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Gli elettori residenti all’estero e alcune specifiche categorie di connazionali temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali potranno votare per corrispondenza in occasione di tali consultazioni.

Per i cittadini italiani residenti all’estero.

Il voto per i referendum dei cittadini residenti all’estero ed iscritti all’AIRE si esprime esclusivamente per corrispondenza negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto di voto tali elettori non potranno esercitare il voto per corrispondenza e pertanto, per votare, dovranno recarsi in Italia. In tal caso, presentando apposita istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza corredata del certificato elettorale e del biglietto di viaggio, avranno diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Si raccomanda di seguire attentamente le istruzioni e di osservare le date indicate per spedire all’Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate.

In caso di mancata ricezione del plico elettorale entro il 29 maggio, i cittadini italiani residenti all’estero potranno recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la propria posizione elettorale: nel caso in cui i nominativi già figurino nell’elenco degli elettori in possesso dell’Ufficio consolare, si potrà ottenere un duplicato del plico elettorale, mentre in caso contrario si potrà chiedere al Consolato di attivare le procedure per essere aggiunti all’elenco degli elettori.

 

Per i cittadini italiani temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali.

Ai sensi del Decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, le tipologie di elettori temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali ammesse al voto per corrispondenza, previa apposita dichiarazione, sono le seguenti:

Appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali.
Dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato dall’Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi.
Professori e ricercatori universitari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, titolari di incarichi e contratti ai sensi dell’articolo 1, commi 12 e 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e di cui alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi, nonché, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all’estero, i loro familiari conviventi.La procedura da seguire dipende dalla categoria di appartenenza:

I militari e i dipendenti pubblici dovranno trasmettere una dichiarazione al comando o amministrazione di appartenenza, entro l’8 maggio. I familiari conviventi dei dipendenti pubblici, qualora non iscritti all’AIRE, dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente.
I professori universitari dovranno far pervenire la dichiarazione, entro l’8 maggio, direttamente all’Ambasciata/Consolato di riferimento, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva di sei mesi e la presenza all’estero da almeno tre mesi alla data del 4 aprile 2011. I familiari conviventi dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva relativa allo stato di familiare convivente, qualora non iscritti all’AIRE.I cittadini temporaneamente all’estero esprimono il voto per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto. Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l’apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare per i referendum solamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Si ricorda a tutti i connazionali che la BUSTA GRANDE PREAFFRANCATA contenente le SCHEDE VOTATE inserite nella busta bianca piccola chiusa e il TAGLIANDO ELETTORALE deve pervenire al Consolato di riferimento entro le ore 16,00 locali del 9 GIUGNO 2011. NON AGGIUNGERE IL MITTENTE.

Concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero saranno convogliate in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma. Parimenti, saranno trasportate a Roma le schede votate dai cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio, le quali saranno scrutinate congiuntamente a quelle dei residenti all’estero.

Per ulteriori informazioni, si potranno contattare gli Uffici consolari competenti per territorio o l’indirizzo di posta elettronica referendum2011@esteri.it

Fonte: Ministero Degli Esteri

Numero di letture :768

1° Salone del Benessere – LuxExpo (4-5-6 marzo 2011)

Posted by Armando Rosa On febbraio - 26 - 2011ADD COMMENTS

La prima edizione del salone del benessere (salon du bien-être) si svolgerà il 4, 5 e 6 marzo 2011 presso Luxexpo.

Conferenze, ateliers, concerti ed espositori per imparare a conoscere tutto sul benessere della persona.

Date e orari:

- Venerdi’ 4 marzo 2011 dalle 14h00 alle 21h00
- Sabato 5 marzo 2011 dalle 10h00 alle 19h00
- Domenica 6 marzo 2011 dalle 10h00 alle 19h00

Programma salon bien-être 2011

Appuntamento a LuxExpo, Circuit de la Foire Internationale (Luxembourg-Kirchberg)
- entrata libera disponibile compilando questo formulario

Venerdi’ 4 marzo 2011
- 14h : apertura del salone a mezzo di una cerimonia inaugurale e visita ufficiale
- dalle 15h : inizio delle conferenze (Hall2)

Sabato 5 marzo 2011
- 10h : apertura del salone
- 10h30 alle 18h : conferenze (Hall 2)
- 20h30 : concerto di musica Zen (Conservatoire/ entrata: 18€)

Domenica 6 marzo 2011
- 10h : apertura del salone
- 10h30 alle 18h : conferenze (Hall 2)
- 19h : chiusura

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Gastronomica – sapori italiani in Lux

Posted by Armando Rosa On gennaio - 27 - 2011ADD COMMENTS

Molti lettori ne avranno già aprezzato la varietà ed i sapori. Sono questi gli elementi caratterizzanti di ”Gastronomica“, un nuovo punto vendita di prodotti tipici italiani, nato a Lussemburgo (Hollerich) pochi mesi fa.

Si tratta di un “ramo” della catena di negozi già presente a Londra da oltre 10 anni e fondata da Marco Vineis, ex-impiegato nel settore bancario londinese, nativo di Cuneo, trasformatosi in attivo importatore di prodotti alimentari italiani di alta qualità. Attraverso le sue ottime relazioni di oltre 20 produttori, associazioni e consorzi operanti nel settore agro-alimentare, Gatronomica arriva ad offrire una gamma di piu’ di 200 formaggi locali, salumi e altri prodotti. Una delle funzioni che il titolare si propone di svolgere è anche quella di supporto e consiglio agli chef, fornendo loro la possibilità di importare particolare prodotti rurali per idee culinarie innovative.

L’originalità dell’offerta proposta da Gastronomica sta tanto nella qualità del prodotto in sé quanto nel tipo di servizio alla clientela.  Sebbene in Lussemburgo non manchi la concorrenza, Marco Vineis e colleghi hanno colto nel segno individuando gli aspetti in cui l’offerta culinaria italiana puo’ essere migliorata e sviluppata. A dimostazione di cio’, Gastronomica agisce ora come vera salumeria, ora come distributore di prodotti agli chef, ora come fornitore per eventuali feste e ricevimenti.

Consigliamo quindi a tutti i lettori una visita in questo angolo dal gusto genuinamente italiano.

Gastronomica – 83 rue de Hollerich (Luxembourg ville)

Tel. 26 84 58 05 – email: info@gastronomica.lu

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