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Posted by Sabino Parente On agosto - 29 - 2011ADD COMMENTS

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ragazza con computer che indica con il ditoSe ti piace scrivere o semplicemente vuoi condividere i tuoi pensieri, le tue passioni le tue conoscenze, parlare del Lussemburgo e di quello che succede ogni giorno qui, da oggi puoi farlo, senza alcun impegno o vincolo. Non è una collaborazione remunerata, ma sicuramente divertente e piacevole.

Una volta diventato autore, potrai, in ogni momento della giornata, collegarti all’area di gestione del sito e scivere il tuo articolo, decidendo se pubblicarlo al momento o ad una data e ora precisa.

La scrittura dell’articolo e’ semplicissima, molto simile alla scrittura di un documento word, con gli stessi strumenti di formattazione del testo. Potrai inoltre inserire immagini e video!

Come diventare autori?

Semplice, basta registrarsi attraverso questo link (o cliccando su registrati nella home page) ed inviare un esempio di articolo valido come “test di ingresso” a questo indirizzo, dopodiche’, attiveremo il tuo account come autore e da quel momento potrai cominciare a scrivere in maniera autonoma. Nel caso di difficolta’ ti aiuteremo noi, spiegandoti passo passo, le procedure per la creazione e pubblicazione di un articolo.

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Lussemburgo: analisi mercato immobiliare

Posted by Andrea Castaldo On febbraio - 7 - 2011ADD COMMENTS

Quanti Italiani sono arrivati qui in Lussemburgo negli ultimi 5 anni per restarci al massimo 3 o 6 mesi … nella loro testa di stagisti?

Ed oggi? Avete mai valutato l’idea di investire nel cosiddetto “mattone” investendo cosi i propri soldi guadagnati con tanta nostalgia dal caro Bel Paese?

Diamo un occhio a quello che é stato l’andamento del mercato immobiliare in Lussemburgo secondo le ultime analisi di settore fino ad n-4.

L’ indice annualizzato dei prezzi delle case è salito nel 2° trimestre 2010, infatti nel Q2 2010, l’indice dei prezzi per gli appartamenti venduti è aumentato del 4.4% rispetto all’anno precedente, ma è caduto da un modesto 0.5% rispetto al trimestre precedente. Questo è quanto riportato dallo STATEC, Istituto di statistica nazionale del Lussemburgo.

Il dato più significativo è il prezzo medio di vendita degli appartamenti risultato pari ad € 3,686 al metro quadro, aumentato del 4.99% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre più basso dell’ 1.12% rispetto al trimestre precedente.

L’Observatoire de L ‘Habitat ha pubblicato la percentuale di aumento dei prezzi degli appartamenti in Lussemburgo dal 2009, pari al 5.09%.

La domanda di abitazioni, nonostante l’aumento dei prezzi dal 2009 è rimasta forte, grazie al numero elevato di stranieri presenti nel Grand Ducato che investe nel mercato immobiliare dopo aver trascorso qualche anno nel business network dopo un periodo di stage ed aver vissuto magari in affitto da privati. Infatti il numero di transazioni di appartamenti è salito a 722 nel Q2 2010, in crescita del 13% da 511 nello stesso periodo dello scorso anno.

Delle 722 operazioni totali, 486 erano vecchi appartamenti, mentre sono stati 236 nuovi appartamenti.

I prezzi delle case in Lussemburgo nel 2009

Il mercato immobiliare del Lussemburgo si è stabilizzato nel corso del primo semestre del 2009, dopo due anni di prezzi delle case in caduta libera (vedi grafico sopra). I prezzi delle case (maison) infatti sono aumentati dell’ 0,30% (0,42% in termini reali) nel corso dell’anno Q2 2009, sempre secondo le stime dell’Observatoire Habitat .

Il prezzo degli appartamenti è salito allo 0,74% (0,82% in termini reali) su base annua al 2 ° trimestre 2009 con i tassi di interesse che già tendono al ribasso ed in un contesto dove il variabile era il tasso dominante.

Invece nel 2007 e 2008, i prezzi delle case sono diminuiti in media del 2,2% ogni anno per poi risalire nelle metà del 2008 (vedi grafico sotto).

Secondo Marco Schank, Ministre du Logement, le vendite di immobili residenziali sono aumentati del 27% durante l’anno 2009, mentre nello stesso anno le vendite di appartamenti sono aumentati del 64%.

I tassi di interesse in forte calo!

Nel Q2 2009 i tassi di interesse sono scesi ad una media del 2.4% , in linea con i tagli della Banca Commerciale Europea (BCE), dal 4.5% nel 4° trimestre 2008. La maggior parte dei prestiti in Lussemburgo sono a tasso variabile (durata media 25 anni) dato che il “rendering” delle famiglie è molto sensibile alle variazioni dei tassi di interesse. Le condizioni di credito erano molto strette all’inizio del 2006 fino alla metà del 2008, dovute ai tassi d’interesse ipotecari saliti al 5.2%, dal 3.7% del Q1 2006 (vedi grafico sotto)

Il grande mercato dei mutui

E’ risaputo che il debito ipotecario del Lussemburgo in percentuale del PIL è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi dieci anni, dal 22% nel 1999 al 40% nel 2008. La crescita del mercato dei mutui ha continuato nel 2008, nonostante la recessione economica, anche se a un ritmo più lento. Il valore dei prestiti per l’acquisto di abitazioni è aumentato del 7.6% nel 2008, in calo invece del 22% nel 2007, portando il valore dei mutui ipotecari in essere ad una cifra spaventosa: € 14.9 billion.

Affittare o vendere?

Gli affitti medi erano relativamente invariati nel Q2 2009, a causa del mercato (dei fitti) regolamentato, nonostante un aumento delle proprietà di recente costruzione, da 91.7% in case disponibili per l’affitto e del 60% di aumento in appartamenti disponibili per affitto tra Q2 2008 e il Q2 2009 . L’enorme aumento dell’offerta di case (maison) è spiegata con la preferenza dei residenti in Lussemburgo per questo tipo di abitazioni (soprattutto famiglie).

Secondo Observatoire de l’Habitat, gli affitti medi delle case sono aumentati del 0.49% nel Q2 2009, mentre gli affitti degli appartamenti sono diminuiti del 0.95%,. Nel marzo 2009, il reddito da affitto in Lussemburgo variava dal 3.6% al 5.2%, secondo la Global Property Guide con il picco di richiesta di appartamenti di 50mq.

La percentuale di “proprietari” di case in Lussemburgo è relativamente elevato, pari al 74.7% secondo la Banque centrale du Luxembourg. I diritti degli inquilini sono ben protetti. La maggior parte delle proprietà è in affitto non arredato, ma per immobili arredati l’affitto non può essere più del doppio del precedente.

Le modifiche fiscali come fonte della crescita dell’offerta immobiliare

Con una superficie di 2.586 kmq (circa le dimensioni di Paris Metropolitan Area), la terra (edificabile) scarseggia in Lussemburgo, e il prezzo dei terreni disponibili per la costruzione incide in modo significativo sui prezzi delle case.

Per incoraggiare la costruzione, una tassa “super-ridotta” del 3% è stato introdotta nel 2002 per costruzione e ristrutturazione. Il governo ha anche ridotto l’imposta sulle plusvalenze sulla vendita di immobili, dal 50% al 25%.

Il numero totale di permessi di dimora concessi è salito a 4,934 nel 2007, da 2,956 nel 2002. Tuttavia, il numero totale di abitazioni autorizzate nel 2008 è sceso a 4,017 unità (1,125 case e 2,743 appartamenti).

Recessione

L’economia del Lussemburgo è entrata in recessione nel 4° trimestre 2008 con una contrazione del 3.6% dopo una contrazione dello 0.6% nel 3° trimestre 2008. La crisi economica del paese ha continuato nel 1° trimestre 2009 con PIL del 1.5% rispetto al trimestre precedente.

La recessione ha preso piena forma durante il resto del 2009, in quanto il settore finanziario del paese, principale motore della crescita economica, è stata pesantemente colpito dalla crisi finanziaria globale. Il PIL ha registrato una contrazione del 4% nel 2009, dopo una contrazione dello 0.9% nel 2008.

La disoccupazione è salita al 5,4% a fine 2009, rispetto al 4.4% nel 2008 per scendere nuovamente come media nazionale a novembre 2010 al 4.8% con 7,564 persone in cerca di lavoro coperti dalla indennità di disoccupazione.

Nonostante la recessione (che in Lussemburgo è per l’80% “vissuta” come riflesso del sistema macro-economico) il mercato immobiliare rimane sempre un paniere in continua rotazione.

Fonte: STATEC – Département du Logement – Banque Central du Luxembourg – Observatoire de l’Habitat.

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Lettera a mio figlio diciottenne

Posted by Armando Rosa On gennaio - 26 - 2011ADD COMMENTS

Desidero pubblicare sul nostro blog una lettera significativa scritta da Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo islamico e autrice di numerosi libri. Si tratta di un testo della serie “Dieci sguardi sull’Europa“, tratto da presseurop.eu e pubblicato in Italia anche dal settimanale Internazionale. Credo che si possa definire come uno sfogo amaro ma al tempo stesso speranzoso sulla condizione che i giovani del nostro tempo si trovano a dover affrontare:

Caro Julian, il prossimo anno compirai 18 anni e lascerai la scuola superiore, emozionato e allo stesso tempo preoccupato. Per un giovane europeo il futuro deve sembrare avventuroso e insieme tetro.

Disoccupazione, montagne di debiti, profezie di un crollo monetario e difficoltà di intraprendere una carriera professionale sicura rendono l’avvenire molto incerto. Trentacinque anni fa una generazione di diplomati – quella dei tuoi genitori – si trovava di fronte un futuro simile, fosco ed eccitante. Cresciuta all’ombra del terrorismo e della minaccia di un olocausto nucleare, la nostra generazione ha dovuto fare i conti con tassi di disoccupazione e di inflazione a due cifre.

Ma abbiamo innescato la scintilla della rivoluzione sessuale e abbracciato l’anticonformismo e le idee di sinistra. Negli anni settanta siamo scesi in piazza gridando slogan contro il governo, contestando le riforme della scuola che ci sembravano arretrate ed elitarie. Abbiamo chiesto il libero accesso all’università in un continente che era sull’orlo del collasso politico, come oggi.

Poi la cortina di ferro è caduta, la Germania ha realizzato il suo sogno di riunificazione e i paesi europei hanno superato la crisi energetica. A metà degli anni ottanta le economie europee hanno ricominciato a crescere e a godere di un periodo di stabilità che prometteva di durare a lungo.

Ma alla fine quel benessere si è rivelato solo un’enorme illusione. Quasi tutti – tanto i politici quanto i banchieri – hanno abusato di quella timida ripresa, approfittando della deregulation e delocalizzando all’estero la produzione e i posti di lavoro. Nel frattempo hanno smantellato quello che restava dello stato sociale.

Da una generazione all’altra le diseguaglianze tra i redditi ci hanno fatto sprofondare in una situazione simile a quella tra le due guerre mondiali, preparando il terreno per una nuova grande depressione. Solo che questa volta ce la siamo trovata davanti alla porta di casa.

Cosa è andato storto? Il nostro desiderio di far parte di un’élite, di essere diversi, ricchi e potenti, costruttori di imperi. Un fine che ha giustificato ogni mezzo. Gli europei sono condannati a essere figli di Machiavelli, intrappolati in eterno in un ottovolante: possiamo sempre scatenare una rivoluzione francese e tagliare la testa al monarca, per poi però inginocchiarci al cospetto di un Napoleone pochi anni dopo.

Eternamente prigionieri delle nostre contraddizioni, osanniamo la democrazia ma rifuggiamo l’uguaglianza. Non ci evolviamo, falliamo. Ma nonostante tutto c’è ancora speranza.

La nuova generazione di adolescenti è la prima nata dal melting pot multiculturale dell’Unione, la prima a non essere composta solo da europei. Il multiculturalismo potrebbe davvero rivelarsi la nostra ancora di salvezza. Potrebbe liberarci dalla camicia di forza della nostra storia, scaraventando il vecchio continente in un contesto dove altre popolazioni, meno avanzate ma anche meno ciniche e più positive, giocheranno un ruolo importante nel futuro dell’Europa.

Osservando le recenti manifestazioni degli studenti a Londra ho provato una nuova speranza. Mai prima d’ora la Gran Bretagna ha visto questo genere di proteste. Forse è accaduto solo quando Margaret Thatcher ha cercato di introdurre la poll tax (una tassa uguale per tutti i residenti in Gran Bretagna), ma la motivazione all’epoca era il denaro, non l’uguaglianza.

Il sangue nuovo dei figli degli immigrati alimenta la protesta transnazionale e allo stesso tempo cementa la solidarietà tra i giovani di tutta Europa. Gli adolescenti, preoccupati del futuro ma determinati a non lasciare che la storia si ripeta, vogliono un’Europa diversa. La loro solidarietà vola sulle ali di internet, un’agorà internazionale connessa a Wikileaks, Porto Alegre e tutte le altre iniziative nate per cambiare le cose.

Vorrei essere di nuovo giovane per impegnarmi insieme a te, per condividere l’esperienza di rimodellare un continente. La mia generazione aveva sogni simili ai vostri, ma non è riuscita a realizzarli. Siamo cresciuti e ci siamo riuniti in nuove e vecchie élite. Ed è per questo che la corruzione, la diseguaglianza e la criminalità sono così forti oggi, perché una classe di incompetenti ci governa e la stampa scandalistica ci nutre con storie che non vogliamo leggere né ascoltare.

Riuscirai dove io ho fallito? Credo di sì, perché il paradigma socioculturale dell’Europa è finalmente cambiato, e le persone che ci governano oggi non rappresentano questo cambiamento. Quando la tua generazione andrà al potere, il panorama politico cambierà inevitabilmente.

Gli europei non saranno più esploratori e avventurieri che solcano mari sconosciuti per rubare tesori altrui, non scaleranno le montagne più alte per piantare i loro vessilli, non guarderanno verso est o verso ovest per decidere cosa pensare e come comportarsi a livello internazionale. Ma sapranno approfondire lo spirito multiculturale di un continente rinvigorito da nuove formule economiche, sociali e politiche. Questa è l’Europa che sogno per te, e quella di cui voglio far parte.

 

Fonte: Internazionale n. 880 (14/20 gennaio 2011)

Numero di letture :1624

E’ stata pubblicata pochi giorni fa da Fortune la classifica delle 100 aziende a livello mondiale nelle quali conviene lavorare.

Si tratta di una ricerca interessante che permette di capire quali siano i criteri su cui si basa la qualità di un gruppo aziendale. Si dice sempre che l’ambiente lavorativo è una discriminante imprescindibile per la scelta di un’occupazione. Ma l’ambiente è determinato da molteplici fattori: stipendi, benefit, assistenza ai dipendenti nelle diverse fasi della vita professionale e soprattutto personale. Da pochi anni a questa parte, poi, si tiene anche conto della capacità del management di reagire alla crisi economica e di saperla affrontare minimizzando l’impatto negativo sul personale.

Dando un’occhiata alla classifica, possiamo quindi apprezzare che la società SAS, impresa che produce software per i sistemi operativi aziendali, si riconferma al primo posto come nel 2010. Google compare al 4° posto della graduatoria. E’ anche interessante notare che al primo posto tra i grandi istituti bancari si colloca Goldman Sachs (ma solo 23°), preceduta pero’ da altre compagnie del settore finanziario e assicurativo.

A voi il piacere di entrare nel dettaglio di questa classifica:

http://money.cnn.com/magazines/fortune/bestcompanies/2011/full_list/

Numero di letture :818

Rapporto Lussemburgo: l’economia che non conosciamo

Posted by Andrea Castaldo On dicembre - 13 - 2010ADD COMMENTS

Lo stato del Lussemburgo é molto noto per il suo ruolo chiave nella finanza mondiale. Forse però non tutti sanno che un “rapporto lussemburgo” di ultima uscita nel mondo dell’economia europea, evidenzia il Granducato, non solo come “polo finanziario” ma anche sotto forma di una nuova economia alternativa che parte dall’e-commerce, attraversa la logistica ed arriva alle biotecnologie ed alle energie rinnovabili. Senza dimenticare la componentistica per auto.

Ed ora, entriamo un pò più nel dettaglio con esempi pratici di realtà aziendali  in quel di Lussemburgo individuate per settore con i diversi accordi siglati in giro per il mondo.

E-commerce: già sede dei due principali gruppi europei dei media RTL (radio e tv) e Ses (mercato satellitare) il Lussemburgo ha tratto grande vantaggio dalla rivoluzione dell’Information e Communication Technology diventando un centro che fornisce rete e servizi necessari per attrarre operatori internazionali. Infatti é stato realizzato un network di comunicazione a banda larga, denominato Luxconnect, con collegamenti in fibra ottica ai più importanti centri europei come Francoforte, Parigi, Bruxelles e Londra. Questo sistema informatico innovativo fornisce agli operatori privati tutta la capacità di trasmissione di cui hanno bisogno per le loro attività di e-commerce e non solo. Fra i player mondiali che hanno scelto di installare le loro sedi in Lussemburgo ci sono società quali Amazon, iTunes, eBay, Vodafone, RealNetwork e Skype.

Biotecnologia: il Lussemburgo ha chiuso due accordi con i principali centri di ricerca statunitensi, il Translation Genomics Institute e l’Institue for System Biology di Seattle, per collaborare con gli esperti americani su tre fonti che sono all’avanguardia nella biotecnologia e nello sviluppo della medicina personalizzata. Inoltre questa co-partnership potrebbe dar vita anche ad una bio-banca, ad un centro di sistemi biologici ed a una ricerca relativa al cancro alla gola.

Energie rinnovabili: il governo attraverso il Luxembourg Eco Technology Action Plan fornisce agli imprenditori che in loco impiantano aziende e centri di ricerca nel settore delle energie verdi e rinnovabili aiuti finanziari e netwoking relazionale per incoraggiare le idee imprenditoriali in questo settore potenzialmente rivoluzionario. Il contesto creato dal governo ha facilitato le attività delle oltre 200 società impegnate nel settore eco/verde che ora esportano una delle loro soluzioni in alcuni dei più importanti mercati mondiali come Cina ed Emirati Arabi.

Logistica: grazie alla sua posizione geografica il Lussemburgo si sta affermando come punto di snodo sempre più importante per le attività logistiche di diverse realtà internazionali quali Dhl, China Airlines, Cargolux, Nippon Express.La rapidità di movimentazione delle merci al suo interno e l’efficienza dei processi di carico, scarico e gestione delle merci, hanno reso l’aereoporto di Lussemburgo il quinto sub europeo per il trasporto di merci via aerea. Inoltre le efficienti connessioni ferroviarie ai porti del Mare del Nord fanno si che il Grand Ducato funga da punto di appoggio interno per porti quali Anversa, Amsterdam, Rotterdam ed Amburgo. Senza contare che la legislazione locale facilita la procedura di pagamento dell’I.V.A. (Imposta sul Valore Aggiunto) delle merci in transito.

Industria componenti per auto: con oltre 9 mila persone impiegate in questo settore tramite 30 società che generano oltre 1.5 miliardi di euro di giro d’affari, il Lussemburgo si posiziona come uno dei centri europei più importanti per quanto riguarda la componentistica per auto, industria sempre più importante perchè secondo le ricerche circa i due terzi del valore di un automobile è determinato dalla componente impiegata. Molti grandi player internazionali come Goodyear, Guardian Industries e Delphi stanno scegliendo di operare qui per i vantaggi offerti dalla posizione e dal poter disporre di una forza lavoro realmente internazionale.

Finanza mondiale: la piazza finanziaria lussemburghese è oggi la prima in Europa in quanto a fondi d’investimento, la secondo al mondo dietro gli Stati Uniti, il primo centro di private banking della zona euro e il più grande per le attività di riassicurazioni nel vecchio continente ed una della più integrate a livello dei servizi che può offrire alla sua clientela proveniente da tutto il mondo.

Beh, che ne dite? Avete visto quanto mercato offre il “piccolo Lussemburgo”? Sempre pronto a cogliere le nuove sfide nascoste dietro l’orizzonte economico.

Buon lavoro a tutti !

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