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Ponte Adolph – Lavori in vista

Posted by Armando Rosa On agosto - 14 - 2010ADD COMMENTS

Il 31 luglio il “Conseil du Gouvernement” ha approvato il progetto di legge finalizzato ad autorizzare i lavori di preparazione per il rinnovamento del ponte Adolph a Lussemburgo.

Si tratta soltanto dell’opera preliminare per la futura riabilitazione dello storico ponte, snodo nevralgico della circolazione stradale, nonché percorso principale della rete di trasporto cittadina. L’importo del rifacimento previsto è di 23 milioni di euro, che sarà a carico del “Fonds des Routes”. I lavori prevedono tra l’altro la costruzione di un ponte provvisorio e la creazione di una via d’accesso al cantiere.

Il ponte provvisorio sarà installato durante tutto il periodo dei lavori di rinnovamento, ossia per un periodo di 2 o 3 anni. Ci vorrà un anno per la costruzione del ponte provvisorio e circa sei mesi per la sua rimozione a lavori conclusi. Sarà creato sul lato ovest dell’attuale ponte, cioé affianco al palazzo episcopale, a una distanza variabile da 32 metri (dal lato gare) a 37 m (sul lato centro-città).

La circolazione subirà probabilmente dei rallentamenti nell’arco del suddetto periodo.

 

Fonte: www.gouvernement.lu 

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Riuscire  a fare sorridere il pubblico quando si recita un copione non è mai scontato. Rappresentare scene della vita reale su un palco di teatro è mestiere di grandi artisti, spesso nati con l’arte nel sangue. Ma accostarsi al teatro come hobby e divertimento, come una scoperta che coinvolge ogni giorno di piu’ è forse qualcosa di ancor piu’ significativo e appagante.

Divertimento, come viene inteso il teatro da parte di Luisa, Andrea, Gennaro, Alessandro, Imma, Claudio, Rossana, Alessio e tutti i protagonisti della commedia “Ditegli sempre di sí”, andata in scena al Theatre des Capucins di Lussemburgo il 12 e 13 giugno 2010. Anche gli spettatori saranno usciti dal teatro con un certo senso di soddisfazione. Un compiacimento che nasce dalla consapevolezza di assistere all’esibizione di un gruppo di giovani appassionati all’arte teatrale, quasi tutti alla prima esperienza di recitazione, e dal constatare come la tradizione del teatro napoletano di De Filippo riesca sempre ad attingere ad un serbatoio inesauribile di giovani pronti a rappresentarlo in scena.

Grazie alla puntuale guida registica della signora Luisa Maffioli Spagnolli ed alla precedente esperienza teatrale di alcuni dei suoi protagonisti, la commedia si lascia seguire in modo estremamente piacevole e il suo ritmo consente di apprezzare appieno le particolarità di ogni singolo personaggio, cosi’ come l’umorismo farsesco del “teatro di Eduardo”. La pazzia camuffata di Michele Murri, la sfacciatagine dell’amico Luigi Strada, la ripetitività degli equivoci linguistici tra i personaggi della commedia sono tutti aspetti salienti del modo di intendere il teatro da parte di Eduardo. In questa opera c’è spazio per ridere, applaudire e incuriosirsi, e magari anche per notare le attitudini piu’ o meno spiccate di ciascun protagonista verso la recitazione.

E’ davvero apprezzabile il fatto che i componenti del “Gruppo Amici del Teatro”, ognuno con il proprio lavoro e la propria vita quotidiana in Lussemburgo,  abbiano la costanza e l’entusiasmo per ripetere un copione giorno dopo giorno, modificare questa o quella battuta, limare un’espressione facciale magari un po’ fuori luogo, sulla spinta dell’entusiasmo, della pura curiosità e del piacere di stare insieme.

Si tratta di iniziative che vanno lodate e incoraggiate sempre, capaci di dare vita alla scoperta di una nuova passione, di un interesse genuino verso una forma d’arte preziosa come quella teatrale, e perchè no, magari anche di un nuovo Eduardo De Filippo. Non bisogna dimenticare l’apporto significativo che un’iniziativa di tal genere riesce a conferire sull’intero movimento culturale italiano in Lussemburgo, sempre assetato di nuovi protagonisti ed eventi.

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Erriquez – Un cantastorie “lussemburghese”

Posted by Armando Rosa On aprile - 23 - 20102 COMMENTS

Forse non molti sanno che il cantante del gruppo musicale Bandabardo’ ha un forte legame con il piccolo Lussemburgo.

La Bandabardo’ si ebisisce abbastanza regolarmente in Lussemburgo proprio perchè Enrico Greppi, in arte Erriquez, ricorda volentieri il periodo della sua infanzia trascorso in Lussemburgo, nazione multirazziale in cui ha modo, secondo sua stessa ammissione, di assorbire ed integrare varie culture ed imparare più lingue.

Nasce in Toscana, ma ben presto si trasferisce a seguito della famiglia dapprima a Bruxelles ed in seguito in Lussemburgo.

Nell’ambiente familiare la tradizione musicale è forte, in particolare dal ramo materno che vanta generazioni di musicisti professionisti, ma anche il padre ed altri parenti si dilettano amatorialmente con diversi strumenti. Lo stesse Erriquez viene avviato fin da giovanissimo allo studio della musica con 4 anni di conservatorio e 6 di violino, strumento per cui si dimostra portato pur sognando ben altri generi musicali. Siamo infatti negli anni settanta, il periodo di maggiore splendore per la musica rock, e tra i gruppi più amati dal giovane Erriquez ci sono Who, Pink Floyd, e Jethro Tull.

Il giovane Erriquez abbandona quindi presto il violino per dedicarsi al basso, e forma il suo primo gruppo con il fratello alla batteria ed il migliore amico alla chitarra, i GGR, un acronimo che indicava le iniziali dei cognomi dei componenti. Il gruppo ha breve vita, ma ottiene l’effetto di persuadere Erriquez ad abbandonare il basso per dedicarsi da autodidatta alla chitarra, strumento che vive anche di vita propria e con cui può emulare non solo i grandi del rock, ma anche gli altrettanto amati cantautori italiani, come Fabrizio De André e Lucio Battisti.

Il ritorno in Italia e il primo successo

Erriquez in concerto con la Bandabardò al Sonica Festival 2009 di Sant’Agata Bolognese

A 19 anni, dopo l’esame di maturità, Erriquez decide assieme ad alcuni amici di fare ritorno in Italia, e tenta la carriera universitaria a Firenze, prima in Economia e commercio e poi in Scienze politiche, ma dopo breve tempo deciderà di abbandonare gli studi e trovarsi un lavoro. La sua giornata in questo periodo si divide tra il mestiere di grafico pubblicitario, l’impartire lezioni private di francese, e le prove con un nuovo gruppo musicale, i Vidia per cui ottiene di essere cantante e chitarrista, e di scrivere testi in italiano in un periodo come il 1985 in cui il rock è quasi totalmente in lingua inglese.

I Vidia, sotto la guida di Erriquez, sviluppano pian piano un loro repertorio e vengono notati da Gianni Maroccolo, all’epoca nei Litfiba, che decide di produrli. Il primo disco, a detta dello stesso Erriquez, non è granché ma riesce a vendere 5.000 copie regalando al gruppo la prospettiva di un secondo disco seppure con la sollecitazione, da parte della casa discografica, ad aprirsi ad un genere più commerciale. Sotto questa pressione la band presto si divide con Erriquez, supportato dallo stesso Maroccolo, da un lato, ed il resto della band dall’altro.

Verso la fondazione della Bandabardò

Rimasto solo, Erriquez accetta l’offerta di Maroccolo di partecipare al tour di Andrea Chimenti, fresco di debutto solista e tra i primi esempi italiani di world music. È durante questo tour che conosce Alessandro Finazzo, detto Finaz, chitarrista elettrico dalla tecnica sopraffina di cui nota subito il potenziale pur contestandogli la scelta dell’elettrico che, a suo parere, ne sminuisce le capacità. Una volta finito il tour, Erriquez propone a Finaz una collaborazione a patto che questi si converta all’acustico. Proprio in quel periodo giungono in tour a Firenze i les vrp, un gruppo francese che basa la propria musica sulle ritmiche delle chitarre acustiche. Finaz ne rimane influenzato e di lì a poco suonerà in modo simile per la nascente Bandabardò.”

Fonte: www.wikipedia.org

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Tasse – tempo di dichiarazioni

Posted by Armando Rosa On marzo - 5 - 20101 COMMENT

Come ormai tutti i veterani del Lussemburgo sanno, c’è tempo fino al 31 marzo per presentare la dichiarazione dei redditi 2009 all’Administration des Contributions Directes.

E’ possibile compilare il modulo in tre differenti modalità:

1) scaricare il modello 100F dal link http://www.impotsdirects.public.lu/formulaires/pers_physiques/index.html#revenu e compilarlo online, spedendo poi la copia cartacea al proprio Bureau d’Imposition di competenza;

2) ricevere la dichiarazione cartacea dall’Amministrazione, compilarla e spedirla al proprio Bureau d’Imposition di competenza;

3) compilare e presentare la dichiarazione on-line attraverso il sito internet www.guichet.lu ;

La modalità di invio telematico della dichiarazione è stata offerta dal 2008 e si è dimostrata un discreto successo per l’amministrazione. Circa 1.300 persone fisiche o nuclei familiari hanno optato per la versione telematica lo scorso anno. Tale cifra, che può sembrare irrisoria rispetto alle 150.000 dichiarazioni attese, è piuttosto notevole se si considera che stiamo parlando di una nuova iniziativa, per altro di non immediata comprensione.

La sola condizione necessaria per presentare la dichiarazione telematica è quella di possedere un certificato (sempre telematico) rilasciato dalla società Luxtrust.

La novità di quest’anno è data dalla possibilità di creare uno spazio personale all’interno del proprio accesso al sito guichet.lu nel quale è possibile salvare le proprie informazioni e renderle disponibili per le dichiarazioni dei prossimi anni.

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Xynthia – Il perchè di una catastrofe

Posted by Armando Rosa On marzo - 3 - 2010ADD COMMENTS

La tempesta Xynthia che nello scorso weekend si è abbattuta sull’Europa centrale ed atlantica rimarrà nella storia come una delle più catastrofiche mai verificatesi nel vecchio continente. Come molti sanno, ha provocato la morte di 55 persone, di cui circa 50 in Francia.

Un famoso meteorologo, M. Galois, ingegnere presso Meteo France, spiega perchè Xynthia è stata molto più violenta di una normale tempesta invernale.

“I danni maggiori sono stati provocati da un innalzamento del livello del mare più che dalla pioggia in sé. Xynthia si è formata nel momento in cui dei venti freddi molto potenti ad elevata altitudine, i famosi jets streams, sono entrati in contatto con una massa d’aria calda situata al di sotto, precisamente a 30° gradi latitudine nord nel mezzo dell’Oceano Atlantico.”

La notevole differenza di temperatura tra le due masse d’aria ha generato la depressione che si è spostata principalmente verso il nord-est della Francia. “Queste tempeste invernali sono relativamente frequenti, ma nella maggior parte dei casi si generano al largo dell’Islanda e delle isole britanniche e non raggiungono tale intensità”, aggiunge Galois.

“La violenza di Xynthia è dovuta al fatto di essersi formata molto più a sud rispetto al solito e avendo messo in movimento una quantità notevole di aria calda.” Secondo l’esperto, il freddo anticiclonico che si è abbattuto sul centro Europa e anche sul Lussemburgo nel corso dei mesi di Gennaio e Febbraio ci ha protetto da molti di questi colpi di vento. Era dal 1999 che la Francia non era sfortunata spettatrice di una manifestazione climatica così violenta. “Tecnicamente – conclude il meteorologo – non è possibile fare alcun nesso con il cambiamento climatico. La tempesta dello scorso weekend rientra nella variabilità naturale del clima”.

Fonte: Le Figaro

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Inquinamento: Una parola, un paradosso

Posted by Armando Rosa On febbraio - 22 - 2010ADD COMMENTS

inquinamentoPremessa: non si tratta di un problema esclusivamente italiano ma di una situazione che si verifica sempre piu’ di frequente, direi addirittura in maniera ormai cronica, in tutto il resto del globo.

Stiamo parlando dell’inquinamento atmosferico provocato dalle polveri sottili.

E’ notizia di pochi giorni fa che circa un’ottantina di Comuni del nord Italia (piu’ il Comune di Napoli) hanno deciso per un congiunto stop alla circolazione delle auto domenica prossima 28 febbraio 2010. Come già ampiamente documentato dai tg nazionali, si tratta della prima volta in cui un tale gesto assume un carattere simbolico di questa portata, a dimostrazione del fatto che il 2010 è caratterizzato da un pessimo andazzo statistico in termini di qualità dell’aria nelle principali città italiane. Quasi tutti i giorni del mese di gennaio, ad esempio, le centraline di rilevamento della qualità dell’aria di Milano hanno riscontrato quantità di particelle tossiche ben superiori al limite previsto dalla legge.

Se è vero che in inverno la piu’ frequente coltre nuvolosa tende a far stagnare nell’aria le micidiali polveri  di metalli pesanti, è anche vero che con il prossimo aumento delle temperature in vista della bella stagione il problema è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Mettendosi nei panni dei nostri sindaci, cos’altro proporre se non un’iniziativa coordinata e trasversale finalizzata principalmente a lanciare un chiaro messaggio al Governo centrale piu’ che a risolvere concretamente il problema?

Su una questione fondamentale occorre mettersi d’accordo una buona volta: perchè continuare a predicare di voler risolvere i problemi ambientali del mondo, perchè ingannare l’umanità organizzando summit internazionali sul tema del riscaldamento globale se poi allo stesso tempo si foraggia continuamente l’industria automobilistica e si incentiva all’acquisto di nuovi veicoli? Parliamoci chiaro: è sotto gli occhi di tutti che in qualsivoglia città del mondo circola un numero ormai insostenibile di veicoli. I parcheggi sono saturi, gli intasamenti continui, con conseguente danno quotidiano tanto alla salute quanto alla nostra psiche.

Per non parlare poi del traffico aereo. Fino a vent’anni fa, in pochi avrebbero immaginato che si sarebbe raggiunto un tale numero di voli nei cieli di tutto il mondo. Abbiamo idea di quanto consuma un aereo? Beh, ci basta vedere i suoi motori per avere subito la risposta chiara davanti ai nostri occhi.

Esistono tecniche a costo zero per trasformare i deserti in zone coltivabili ed abitabili. Tecniche già usate da alcuni Paesi africani. Ma credete che qualche Paese industrializzato se ne sia interessato? Nessun immediato profitto da trarne, nessuna lobby da favorire. Discussione chiusa in partenza.

Per carità, qui non si discute di essere a favore o contro il progresso. Nessuno nega che il benessere sociale complessivo abbia tratto un gran giovamento dallo sfruttamento massiccio dei conbustibili fossili, ma appare chiaro che rischiamo di trovarci presto di fronte a un muro nella nostra strada verso il progresso. Massima priorità alla salvaguardia dei posti di lavoro, per carità, ma forse sarebbe ora di cominciare a concepire il sistema impresa del futuro, quello basato sulle energie rinnovabile e pulite, anche a piccoli passi, in modo graduale. E’ un bacino potenzialmente enorme, la nostra immaginazione non riesce neppure minimamente ad intravedere quale business possa generarsi sul pulito, sull’ecologico, sull’eolico e il solare. La capacità programmatica sembra essere il vero elemento latente quando si parla di misure efficienti per aiutare il pianeta. Basta anche una minima dose di intelligenza per rendersi conto che un cambiamento sostanziale dei consumi va programmato nel medio-lungo termine. Occorre lavorare e investire sulle nuove tecnologie da adesso, cercare di spendere oggi per raccogliere domani. Immagino che questo debba avvenire ad un prezzo. Quando gli equilibri sociali cambiano c’è sempre una fascia di umanità che perde i suoi vantaggi a favore di un’altra. Le gerarchie si modificano. Ma il mondo continua a camminare e progredire. A volte è persino meglio prendere una decisione non corretta che non prenderne alcuna.

Temo che il male italiano si possa estendere a livello globale e possano trarsi previsioni non troppo rosee sul futuro. A dispetto dei tanti proclami e slogan politici che siamo soliti ascoltare, finora nessun Obama o Sarkozy della situazione sono stati capaci di coordinare un’azione programmatica adeguata destinata a mettere seriamente le basi per un rimodellamento del nostro attuale modus vivendi nel pianeta. Prendiamo la conferenza sul clima tenutasi a Copenaghen poco tempo fa. Come la si vuol definire se non un fallimento?

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