Archive for settembre, 2011

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Enrico Corradini e il nazionalismo italiano

Posted by Agnes Hoff On settembre - 26 - 20111 COMMENT



Quando fu realizzata l’Unità d’Italia, nacque uno spirito nazionalista diverso di quello che è stato alle base dell’Italia politica.

Infatti, a l’origine del nazionalismo italiano, c’è, come in Francia, una tradizione romantica e democratica, quella che è stata ispirata da Mazzini e Garibaldi, i protagonisti del Risorgimento. Però, alla fine del Ottocento, questo nazionalismo umanista che si è liberato delle potenti oppressive monarchie, diventa un nazionalismo di destra che esalta la forza, la guerra e la violenza. La sua colpa è la volontà di dominare il mondo. È un nazionalismo di grandezza che paradossalmente si alimenta delle frustrazioni del Paese. Infatti, l’Italia dell’indipendenza è ridotta a un ruolo internazionale di secondo piano, mentre vorebbe condurre un impresa imperialista in Africa.

Enrico Corradini fonda la dottrina del nazionalismo italiano sulla rivista Il Regno a Firenze nel 1903. Opponne le nazioni ricche alle nazioni povere che chiama « proletarie » che sono fuori dell’opera di colonizzazione. Vuol dire che il nazionalismo è la trasposizione internazionale del socialismo e che la lotta delle classe deve farsi al livello dei Paesi. Per lottare contro le potenze ricche si deve usare la guerra che è il cuore della sua dottrina. E’ « un metodo di redenzione nazionale », una « necessità » per unire tutte le classi della nazione italiana, per rinnovare la solidarità e la grandezza del paese.

Nel 1910, Corradini trasforma il suo gruppo in un movimento politico, l’Associazione nazionalista italiana le sue idee sono riportate nel giornale ufficiale, l’Idea Nazionale. Questo giornale difese una politica estera bellicista, imperialista e colonialista. Per esempio, sostiene e incoraggia la campagna per occupare la Libia nel 1911 contro i Turchi. Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale è certo interventista in favore delle monarchie (Triplici Alleanze) poi delle democrazie (Triplici Intesa).

Anche Mussolini ha ripreso le idee nazionaliste di Corradini per elaborare la dottrina fascista. Pero’, Corradini che pure diventa membro del partito fascista non è un attivista. Fu sempre più un teorico che un uomo d’azione. È morto nel 1931.

Agnes Hoff

Numero di letture :739

Verso una scuola Europea…

Posted by Agnes Hoff On settembre - 19 - 2011ADD COMMENTS

Vi voglio raccontare della mia esperienza di insegnante in una scuola della Moselle, non lontana da Lussemburgo dove si sta sperimentando un nuovo tipo di insegnamento.

© deanm1974 - Fotolia.com

© deanm1974 - Fotolia.com

La scuola superiore Julie Daubié fa parte di una zona scolastica. È localizzata a Rombas, cioè nella vallata dell’Orne, a 20 km da Metz. La zona scolastica comprende la scuola superiore generale e tecnologica, l’istituto tecnico e la scuola media.

È interessante fermarsi un po’ sul nome della zona perché è dedicata a una donna francese Julie Daubié che ha vissuto nel dicianovesimo secolo e che è la prima donna ad avere ottenuto la sua maturità, a un epoca in cui la possibilità di studiare e di riuscire era riservata solo agli uomini. È una donna di grande perspicacia perché ha incontrato molte difficoltà e ha dovuto insistere per passare l’esame. L’ha ottenuto con successo nel 1861.

La scuola superiore di Rombas accoglie circa 1200 allievi. Vengono della vallata dell’Orne ma anche del Lussemburgo, della Germania et dell’Ungheria.

E bene integrata all’Europa. Da due anni, la scuola partecipa al progetto COMENIUS, un progetto europeo sostenuto dall’Unione europea dal 2002. Questo progetto si realizza dalla scuola materna alla scuola superiore e si indirizza a tutti gli attori della vita educativa: insegnanti, allievi, genitori, associazione di genitori…Vuole promuovere la cooperazione tra gli instituti europei, incoraggiare le relazioni tra allievi e la mobilità degli insegnanti, svilupare l’apertura dello spirito e la conscenza delle altre culture.

Infatti, è importante insistere sul fatto che l’Europa è prima di tutto quella dei cittadini, e che la nostra storia è comune. Quindi dobbiamo guardare quello che accade al di fuori dei confini del paese natale.

Dal 12 al 19 settembre, la scuola accoglierà quattro allievi spagnoli e cinque italiani. Saranno ospitati nelle famiglie francesi, e seguiranno i corsi nelle classi durante tutto il trimestre. Studieranno e saranno valutati come gli altri.

© deanm1974 - Fotolia.com

© deanm1974 - Fotolia.com

La scuola superiore dispone di tre classe europee, tedesca, spagnola e italiana. Sono delle classi in cui una parte dell’insegnamento è realizzato nella lingua scelta. Questi allievi, per potere scegliere all’ingresso nella scuola superiore quest’opzione, hanno seguito un insegnamento di lingua rinforzato. Gli allievi che hanno scelto la classe europea in italiano hanno un insegnamento di storia e di geografia nella lingua italiana per un’ora la settimana oltre i loro corsi classici. Si deve insistere sul fatto che quest’insegnamento non è linguistico. Lo scopo è di fare conoscere agli allievi la culturà di un paese straniero e dunque prima di tutto di insegnare la storia dell’Italia sulla basa dei programmi ufficiali.

Certo, questo deve includere molti progetti e iniziative culturali. Per esempio, nel’ambito della classe italiana, un uscita al festival del cinema di Villerupt è gia prevista alla fine di ottobre e uno scambio con un altra scuola superiore italiana è prevista per aprile.

Un ultima cosa che ritengo molto importante: la maturità conseguita dagli allievi che frequentano questo corso è riconosciuta direttamente dal ministero dell’Istruzione italiana e quindi da l’accesso all’Università in Italia.

Agnes Hoff

Numero di letture :492

Se cerchi un viaggio culturale, divertente e rilassante nello stesso momento, prova un’esperienza nel Lussemburgo. Terra di cultura, di storia, di paesaggi, natura e tradizioni. E’ proprio la varietà dei paesaggi una delle grandi attrazioni del Granducato del Lussemburgo.

La regione di Oesling, situata nel nord del Lussemburgo, è una zona ricca di boschi e foreste e copre circa un terzo del paese. Questa regione si distingue per i paesaggi meravigliosi, per i suoi colori, per i suoi villaggi, per i suoi splendidi fiumi che squarciano armoniosamente il paesaggio. Per gli amanti della natura, questa regione rappresenta sicuramente una meta da sogno.

La zona di Gutland, invece, si trova nelle regioni centrali e meridionali. Il Gutland è prettamente collinare, ma a est,  è delimitato dalla valle della Mosella, uno dei maggiori centri di attrazione del paese. Centro di turismo, centro economico e centro culturale, la Mosella è famosa per i grandi vini che produce e per la regione mineraria (Le Terre Rosse) .

Infine c’è la capitale, la città di Lussemburgo, dove il quartiere storico e alcune delle sue fortificazioni sono state dichiarate “Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco” nel 1994. Andare a visitare Lussemburgo è come fare un viaggio indietro nel tempo. Visitandolo, si assiste a 1.000 anni di storia in poche ore. In questo piccolo gioiellino c’è veramente molto da visitare: la cattedrale di  Notre-Dame, il Promontorio Bock, il Museo di Storia, il Palais Grand-Ducal, la Chiesa di San Ulric e molti altri. Il Museo di Storia e d’Arte ospita una nutrita collezione di reperti archeologici e manufatti medievali. Il museo è stato recentemente restaurato e ampliato: le nuove gallerie sotterranee sono strutturate a tre livelli di 700 metri quadrati ciascuno. Le gallerie sono scavate nella roccia e visibili attraverso le pareti di vetro.
La Place D’Armes rappresenta il luogo più vivace dell’intera città. Piazza vivace e attiva sia durante il giorno, con il mercato delle pulci, sia durante la notte con la presenza di pub, locali e ritrovi.

Insomma, se cerchi un viaggio culturale e divertente allo stesso tempo, il Gran Ducato di Lussemburgo saprà sicuramente stupirti.

Numero di letture :538

Festa medievale a Dudelange, 10-11 Settembre

Posted by Sabino Parente On settembre - 9 - 2011ADD COMMENTS

Dudelange, il quarto comune lussemburghese per numero di abitanti, organizza Sabato 10 e Domenica 11, la Butschebuerger Buergfest, il festival Medievale. Con oltre 80 commercianti e artigiani, una dozzina di soldati, musicisti e intrattenitori, un grande accampamento di cavalieri, il grande spettacolo nella serata di Sabato, la festa medievale Butschebuerger Buergfest organizzato dal Comune di Dudelange è tra le più grandi feste medievali della “Grande Région”.

Nei numerosi stand potrete trovare tanti oggetti artigianali ispirati al medioevo, dai gioielli ai vestiti d’epoca, opere d’arte e decorazioni, armi e sculture in pietra, oltre ad alcuni artigiani che mostreranno il processo di creazione.  Ma il mercato e l’artigianato sono solo una parte della  Butschebuerger Buergfest, infatti ci saranno anche una vasta gamma di intrattenimenti che delizieranno grandi e piccini: tiro con l’arco, torneo cavalleresco per i bambini, falchi, gufi, avvoltoi e acrobati, Hans  il mendicante, il Roxana strega, il grande mago Kalibo, l’armeria medievale, Berthold il narratore di storie…

Il programma è fitto e interessante, sicuramente una bella idea per il week end che sta per arrivare, un salto nel passato, lontani dalla tecnologia e  dalle comodità. Gli orari di apertura sono i seguenti:

Sabato: 11h-24h – Domenica: 10h-19h

L’ingresso è di 8 euro (4 per i bambini), ma se volete pagare anche voi 4 euro, vi basta presentarvi con vestiti d’epoca e calarvi completamente nell’affascinante periodo medievale, tra cavalieri, dame e maghi!

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale dell’evento a questo link

 

Numero di letture :376

11 Settembre, 10 anni dopo

Posted by Aurelio Ferraguti On settembre - 9 - 2011ADD COMMENTS

Sono passati 10 anni da quel terribile martedi di settembre del 2001. Il giorno che ha veramente cambiato la vita non solo degli americani, evidentemente i più colpiti dagli attentati alle Twins Towers e al Pentagono, ma di tutto il mondo occidentale.

In questi giorni ascolteremo i racconti dei ricordi, le testimoninze di chi ha vissuto in prima persona quei terribili momenti, rivedremo in tivu gli sguardi persi nel vuoto delle persone che terrorizzate cercavano di fuggire, rivedremo i volti pieni di cenere degli eroici pompieri che cercavano di porre in salvo il maggior numero di persone, risentiremo la voce dei sopravvissuti. Purtroppo sentiremo anche i commenti dei politici e non solo, spesso pieni di retorica e ripetitivi. In quei giorni, forse per la prima volta (e unica) ci siamo sentiti, noi occidentali, un po’ tutti americani. Eh si perchè il vile attentato del’11 settembre fece capire, un po’ a tutti, quanto fragile fosse la nostra sicurezza. Un attentato vile, perchè colpiva persone innocenti, un attentato privo di giustificazioni e di logica politica, al solo scopo di gettare terrore nell’occidente.

Da quel giorno la nostra vita è cambiata e non solo perchè oggi i controlli per la sicurezza negli areoporti e sui voli sono diventati una priorità e sono state introdotte misure preventive eccezionali, ma soprattutto perchè tutti noi abbiamo capito dove il fanatismo politico-religioso puo’ arrivare. Gli attentatori dissero che Dio li aveva ispirati per combattere il « demonio » americano. Fanatismo certo che pero’ trovava e trova ancora persone disponibili a credere a queste farneticanti asserzioni.

Dopo questi attentati, cosa è dunque accaduto in questi ultimi 10 anni?

Certo la guerra al terrorismo proclamata nell’immediatezza dei fatti dal presidente americano Bush ha portato a due sanguinose guerre vere e proprie contro due Paesi sovrani ritenuti dallo stesso Bush come le basi operative del terrorismo. La guerra all’Iraq di Saddam Hussein ritenuto capace di combatere contro l’occidente con terribili armi di distruzione di massa, armi che poi, è stato dimostrato, il signor Saddam non possedeva, ma che intanto sconfitto e catturato è stato giustiziato, in nome di quella libertà e democrazia che gli americani e i loro alleati vorrebbero esportare in tutto il mondo. La guerra in Afghanistan contro i Talebani accusati di proteggere il terrorismo e di addestrare i terroristi. In quel Paese, dopo anni di conflitto e di perdite umane, non solo tra i militari, la situazione è tutt’altro che evoluta nel senso previsto da chi la guerra la ha voluta, cioé gli Stati Uniti e la Nato.

Ormai tutti gli osservatori sono ben consapevoli che questa guerra non porterà affatto ad una pacificazione interna dell’Afghanistan, cosi come la sconfitta di Saddam Hussein non ha portato ad una pacificazione interna nell’Iraq.

Ma questi dieci anni hanno portato anche qualcosa di positivo? Certo il cammino che i Paesi del Nord Africa hanno intrapreso per liberarsi di regimi autoritari e sanguinari, non puo’ che essere visto in modo positivo. La speranza è che ancora una volta i fanatismi religiosi (sempre possibili nei Paesi islamici, ma non solo in quelli) non portino ad una trasfigurazione dei principi liberali e democratici che sono alla base delle rivoluzioni del Nord Africa.

Quel martedi maledetto di dieci anni fa ha dunque ferito il mondo occidentale, le reazioni non sono state, a mio avviso sempre corrette e opportune, ora ascolteremo molta retorica e molte parole vuote a ricordo di quei terribili momenti. Voglio concludere con l’augurio che comunque, nella sua drammaticità, quegli eventi abbiano insegnato che i valori della vita e della convivenza pacifica non possono mai essere messi in discussione sulla base di tesi religiose frutto di un fanatismo bieco e miope.

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :398

La rentrée

Posted by Aurelio Ferraguti On settembre - 8 - 2011ADD COMMENTS


© Prod. Numérik - Fotolia.comC’est la rentrée. Con questa espressione, molto francofona, si usa designare la fine delle vacanze scolastiche, ma anche, in un certo senso la fine dell’estate. Non che da queste parti l’estate sia stata prodiga di belle giornate e di caldo canicolare come da noi in Italia, ma comunque la “rentrée” segna proprio la fine di questo periodo dedicato alle vacanze, se le finanze lo permettono, o in ogni caso ad un poco di meritato riposo.

Quindi tutti si ritorna al lavoro, magari con dei bei ricordi nella mente per le vacanze trascorse, o con lo stress da rientro che, si sa, colpisce un po’ tutti in questi giorni.

E si ritorna anche a ritrovarci qui, sul “nostro” blog, per parlare un po’ di tutto, di quello che accade in Lussemburgo e nelle sue vicinanze, ma anche un po’ in giro per il mondo e soprattutto nella nostra Italia.

In effetti l’estate, che normalmente trascorre senza grandi stravolgimenti, quest’anno è stata veramente drammatica per quanto concerne la situazione economica mondiale ed in particolare italiana.

© Chlorophylle - Fotolia.com

In questi giorni e in queste ore il governo italiano sta tentando di dare una risposta forte, attraverso un  manovra economica da “lacrime e sangue” alla speculazione internazionale che sta mettendo in grande difficoltà l’Italia. Ma di questo parleremo un’altra volta, quando le cose saranno più chiare (il governo ne ha già presentate, di manovre, almeno 4 o 5 ed ogni volta si cambia qualcosa per non scontentare le varie lobbies del Paese). Dunque si diceva, l’estate. L’estate che se ne va per lasciare il posto alla rentrée. Cosa ricorderemo di questa estate nei prossimi anni.? A parte la crisi finanziaria (ma si puo’ ancora parlare di crisi, dato che con il termine si dovrebbe intendere un periodo transitorio di acute difficoltà, mentre, a me sembra le difficoltà siano endemiche e causate dal sistema stesso e non da soli eventi straordinari), l’estate sarà ricordata per la fine del terribile regime dittatoriale di Gheddafi in Libia, per le rivolte dei siriani contro il “loro” dittatore, per un mondo che sta cambiando, per una Europa sempre più incapace di essere protagonista della propria storia, sempre presa da egoismi nazionali che le impediscono una vera politica comune. La rentrée , come sempre, ci porterà le preoccupazioni per il lavoro per l’aumento dei prezzi, per le difficoltà di tutti i giorni, ma mi piacerebbe invece pensare che quello che va ad iniziare sarà un “anno” di grandi cambiamenti e di grandi soddisfazioni per tutti. Sperare non costa nulla dunque…

 

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :323
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