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Referendum 12-13 giugno 2011 – Istruzioni per l’uso

Posted by Alessio Gianfrate On maggio - 24 - 2011ADD COMMENTS
Ciao a tutti,
qui di seguito le istruzioni per poter partecipare al referendum per gli italiani all’estero (aventi diritto di voto).
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Referendum 12-13 giugno 2011

Con i D.P.R. del 23 marzo 2011 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 4 aprile 2011 sono stati indetti i seguenti Referendum popolari abrogativi, che si terranno nei giorni 12 – 13 giugno:

a) referendum popolare n. 1–Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;

b)referendum popolare n. 2–Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

c)referendum popolare n. 3–Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4–Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Gli elettori residenti all’estero e alcune specifiche categorie di connazionali temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali potranno votare per corrispondenza in occasione di tali consultazioni.

Per i cittadini italiani residenti all’estero.

Il voto per i referendum dei cittadini residenti all’estero ed iscritti all’AIRE si esprime esclusivamente per corrispondenza negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto di voto tali elettori non potranno esercitare il voto per corrispondenza e pertanto, per votare, dovranno recarsi in Italia. In tal caso, presentando apposita istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza corredata del certificato elettorale e del biglietto di viaggio, avranno diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Si raccomanda di seguire attentamente le istruzioni e di osservare le date indicate per spedire all’Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate.

In caso di mancata ricezione del plico elettorale entro il 29 maggio, i cittadini italiani residenti all’estero potranno recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la propria posizione elettorale: nel caso in cui i nominativi già figurino nell’elenco degli elettori in possesso dell’Ufficio consolare, si potrà ottenere un duplicato del plico elettorale, mentre in caso contrario si potrà chiedere al Consolato di attivare le procedure per essere aggiunti all’elenco degli elettori.

 

Per i cittadini italiani temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali.

Ai sensi del Decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, le tipologie di elettori temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali ammesse al voto per corrispondenza, previa apposita dichiarazione, sono le seguenti:

Appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali.
Dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato dall’Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, i loro familiari conviventi.
Professori e ricercatori universitari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, titolari di incarichi e contratti ai sensi dell’articolo 1, commi 12 e 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e di cui alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi, nonché, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all’estero, i loro familiari conviventi.La procedura da seguire dipende dalla categoria di appartenenza:

I militari e i dipendenti pubblici dovranno trasmettere una dichiarazione al comando o amministrazione di appartenenza, entro l’8 maggio. I familiari conviventi dei dipendenti pubblici, qualora non iscritti all’AIRE, dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente.
I professori universitari dovranno far pervenire la dichiarazione, entro l’8 maggio, direttamente all’Ambasciata/Consolato di riferimento, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva di sei mesi e la presenza all’estero da almeno tre mesi alla data del 4 aprile 2011. I familiari conviventi dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva relativa allo stato di familiare convivente, qualora non iscritti all’AIRE.I cittadini temporaneamente all’estero esprimono il voto per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto. Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l’apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare per i referendum solamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Si ricorda a tutti i connazionali che la BUSTA GRANDE PREAFFRANCATA contenente le SCHEDE VOTATE inserite nella busta bianca piccola chiusa e il TAGLIANDO ELETTORALE deve pervenire al Consolato di riferimento entro le ore 16,00 locali del 9 GIUGNO 2011. NON AGGIUNGERE IL MITTENTE.

Concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero saranno convogliate in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma. Parimenti, saranno trasportate a Roma le schede votate dai cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio, le quali saranno scrutinate congiuntamente a quelle dei residenti all’estero.

Per ulteriori informazioni, si potranno contattare gli Uffici consolari competenti per territorio o l’indirizzo di posta elettronica referendum2011@esteri.it

Fonte: Ministero Degli Esteri

Numero di letture :790

I referendum del 12/13 Giugno: il legittimo impedimento

Posted by Aurelio Ferraguti On maggio - 23 - 2011ADD COMMENTS

Il prossimo 12 giugno gli italiani, anche noi che siamo residenti all’estero iscritti all’Aire, siamo chiamati ad esprimere il nostro voto su quattro quesiti referendari riguardanti il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento.

Noi residenti all’estero potremo esercitare il diritto di voto presso il consolato.

Il Referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, è l’unico momento in cui i cittadini possono esprimersi direttamente e fare in modo che, sempre direttamente, la propria volontà si affermi a livello nazionale. Il referendum del 12 e 13 giugno è abrogativo, cioè saremo chiamati a pronunciarci sull’eliminazione di parti di normative nazionali vigenti. E’ indispensabile la massima partecipazione dei cittadini italiani aventi diritto di voto perché il referendum sia valido: per superare il quorum dovranno recarsi ai seggi il 50% degli aventi diritto al voto più 1.

Quindi la prima cosa, indipendentemente da come decideremo di esprimerci sui quesiti, è assolutamente necessario recarsi al voto.

Non lasciamo sfuggire, quindi, questa grande opportunità di partecipazione democratica. Proprio per arrivare a questo importante appuntamento con la necessaria informazione e consapevolezza incominciamo oggi a parlare di queste normative che siamo chiamati ad abrogare oppure a confermare.

Ritorneremo a parlare del quesito relativo alle nuove centrali nucleari e alla privatizzazione dell’acqua, ma oggi iniziamo con l’esaminare il quesito sul legittimo impedimento.

Ecco cosa troveremo scritto sulla scheda:

“Volete voi che siano abrogati l’art.1 commi 1,2,3,5 e 6 nonché l’art.2 della legge 7 aprile 2010 n.51 recante ‘Disposizioni in tema di legittimo impedimento a comparire in udienza?

La legge concerne «Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza». La norma nella sua versione originaria è stata approvata da Camera e, grazie a due voti di fiducia, Senato, e prevede il rinvio dei processi per il presidente del Consiglio e i ministri ogni volta lo richiedano. Sempre che la richiesta di legittimo impedimento sia motivata dal «concomitante esercizio di una o più attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti», «delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività co-essenziale alle funzioni di governo».
Secondo il comma 4 dell’articolo 1, il rinvio può essere anche continuativo, per un periodo non superiore a sei mesi. Tuttavia, nel periodo di congelamento dei processi «penali in corso in ogni fase, stato o grado», il corso della prescrizione rimane sospeso.
L’articolo 2 specifica invece la finalità ufficiale del provvedimento: «Consentire al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla costituzione e dalla legge».

Il referendum sul legittimo impedimento è quello, tra i quattro, che assume maggiormente una rilevanza politica. La legge in questione, infatti fu emanata a seguito della dichiarazione di incostituzionalità del cd Lodo Alfano per garantire al Presidente del Consiglio una sorta di immunità temporanea, avendo Berlusconi in corso diversi procedimenti penali. Ma al di la della considerazioni politiche, sulle quali ognuno di noi è ovviamente libero di pensare cio’ che vuole, mi preme sottolineare alcune questioni tecnico-giuridiche importanti.

L’impedimento a comparire era già previsto dal codice di procedura penale all’art. 420 il quale stabilisce che “Quando l’imputato, anche se detenuto, non si presenta all’udienza e risulta che l’assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d’ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l’avviso all’imputato” .

La decisione sull’istanza di rinvio per legittimo impedimento, ai sensi dell’art 599 cpp è presa in camera di consiglio dal giudice, che quindi ha la facoltà, ma non l’obbligo di disporre il rinvio. Fa quindi parte del potere discrezionale dell’organo giudicante decidere se l’impedimento sia tale da giustificare un rinvio dell’udienza.

La legge sottoposta a referendum invece toglie al giudice questa facoltà ogniqualvolta la dichiarazione di un impedimento legittimo provenga dal Presidente del Consiglio o da  un Ministro.

La formulazione della norma lascia quindi ampia discrezionalità non al giudice, bensì all’imputato (Presidente o Ministro) in quanto le cause del legittimo impedimento possono essere le più varie dal concomitante esercizio di una o più attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti, alle  attività preparatorie e consequenziali  alle funzioni di governo.

Inoltre, quando la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla  legge, il giudice è tenuto a rinviare il processo a udienza successiva. Tale periodo di “impegno continuativo”  è limitato ad un massimo di 6 mesi (art.1 comma 4).

Il rinvio dell’udienza per “legittimo impedimento” non influisce sul corso della prescrizione del reato, che rimane sospeso per l’intera durata del rinvio. La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione (art.1 comma 5).

Le nuove norme sul legittimo impedimento si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado essi si trovino alla data di entrata in vigore della norma (art. 1, comma 6).

Questa è la norma sulla quale siamo chiamati ad esprimerci.

Voteremo SI per eliminare questa legge, voteremo NO per confermarla nel testo in vigore.

Principali ragioni dei sostenitori del No:

La legge ha una durata temporanea per permettere che sia emanata una legge costituzionale che possa preservare i membri dell’Esecutivo (ma non i viceministri e i sottosegretari) da procedimenti penali che in qualche modo li distolgano dalle proprie funzioni, per il periodo in cui rimangono in carica. Inoltre la legge non prevede la impunità, ma solo la immunità temporanea del Presidente del consiglio o dei Ministri avendo stabilito che per tutta la durata del rinvio la prescrizione rimanga sospesa. Anche in altre legislazioni europee, si pensi a quella francese, ad esempio, vi sono norme di questo tipo. Già la costituzione prevede una forma di immunità per il Capo dello stato, per il quale addirittura si prevede che possa essere imputato solo per alto tradimento e per attentato alla costituzione.

Principali ragioni dei sostenitori del Si:

La legge viola il principio costituzionale di eguaglianza di fronte alla legge (ART.3) stabilendo una sorta di beneficio particolare per i membri dell’esecutivo. La legge impone al giudice di concedere il rinvio sulla base di una dichiarazione dell’imputato senza poterne valutare la attendibilità, attribuendo un indebito potere  all’esecutivo sulla magistratura giudicante. Il legittimo impedimento riguarda una categoria troppo ampia di cause che lo favorirebbero, quali  le attività coessenziali allo svolgimento delle attività di governo. Infine la norma prescinde dalla natura dei reati per i quali si procede, per cui si crea un sorta di immunità anche nei confronti di reati di particolare gravita, si pensi ad un ministro accusato ad esempio di concorso esterno in attività mafiose.

Questo in sintesi quello su cui dovremo esprimerci il 12 giugno, per quanto concerne il quesito sul legittimo impedimento.

Ah dimenticavo di dirvi una cosa, se vi puo’ interessare, io votero’ Si perchè ritengo che uno Stato di diritto non possa tollerare delle discriminazioni tra i cittadini di fronte alla giustizia, ma è solo la mia opinione, e la vostra?

 

Aurelio Ferraguti

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Sostenibilità ambientale – una chimera?

Posted by Armando Rosa On maggio - 14 - 20111 COMMENT

Una mattina come tutte le altre. Mi sveglio, mi preparo per andare a lavorare ed esco di casa.

Nonostante la distanza dal posto di lavoro non sia affatto eccessiva e la strada sia scorrevole (anche se ultimamente lo è sempre di meno), non mi è possibile arrivarci a piedi. Non dispongo di un autobus diretto che faccia questo tragitto, per cui sono “costretto” a servirmi della macchina per un breve tratto, parcheggiarla a metà percorso e prendere un autobus, non essendoci un marciapiede tra il parcheggio e l’ufficio.

Durante il breve tratto percorso in auto, mi diverto a osservare i volti all’interno delle auto incolonnate nell’altro senso, tutte dirette verso il centro della città di Lussemburgo. Volti di persone in attesa di iniziare la giornata di lavoro. Mi lancio in un gioco, in una sfida, ma presto mi meraviglio del risultato: non trovo una sola auto nella quale ci sia più di una persona all’interno. Il sorriso provocato dal pensiero che ogni mattina e ogni sera noi, “esseri umani evoluti” ci incolonniamo nel traffico per restare chiusi e soli nella nostra scatola inquinante e per godere di una illusoria comodità che l’autobus non puo’ offrire, viene subito sostituito da una riflessione più amara della nostra condizione attuale.

Fino a che punto riusciremo a sostenere questo sistema sociale? Come si puo’ conciliare la ricchezza e il progresso che essa porta con la sostenibilità ambientale? E’ possibile che uno degli Stati con la ricchezza pro-capite più alta del mondo possa anche offrire rispetto della natura e una buona qualità dell’aria? Personalmente temo che la risposta a quest’ultima domanda sia negativa. Ma il pianeta non puo’ farcela continuando cosi’.

Il nostro modello sociale è ancora basato su pilastri che negli ultimi decenni dello scorso secolo hanno portato al boom economico occidentale. Ad un’analisi più attenta, si tratta di pilastri fragili, di una modernità sempre piu’ obsoleta, che richiede una immediata inversione di tendenza. Non si puo’ continuare a foraggiare l’industria dell’auto e penalizzare la ricerca, lo sviluppo e più in generale la creazione delle basi per una diffusione su larga scala di energie piu’ pulite. Non c’è bisogno di essere esperti per rendersi conto che i nostri occhi sono bendati dalle logiche lobbistiche e del privilegio che ci fanno ancora dipendere dal petrolio e dal nucleare, indiscutibili veleni per l’aria, la terra e l’acqua. Pur volendo affrontare questo tema astenendomi da qualsiasi valutazione politica, mi limito a dire che è evidente la strenua difesa dei poteri forti in quelle nazioni dove le destre sono al potere ormai da molti anni.

Le reazioni possibili a tali considerazioni sono molteplici: c’è chi tace e accetta la condizione attuale cercando di trarre il massimo vantaggio dal progresso e assecondando le suddette logiche; c’è chi si infervora e lo manifesta in modi finanche coloriti, tra scioperi della fame e manifestazioni di piazza; c’è inoltre chi cerca di sollevare un problema nei modi leciti cercando di smuovere le coscienze, nella speranza che la goccia possa scavare e incidere la roccia del cambiamento al punto tale da favorire quell’inversione di tendenza necessaria.

Intendo solo portare una riflessione di carattere generale, cercare di capire perchè nel 2011 esistano ancora forze capaci di rallentare, se non proprio di frenare lo sviluppo delle energie alternative, quelle “pulite”. Di una cosa mi ritengo certo: fin quando non si svilupperà una volontà globale di investimento verso l’eolico, l’energia solare, quella geotermica, anche le biomasse, e se non dovesse nascere la capacità di dare il via ad un nuovo indotto, non ci potrà mai essere un mercato competitivo di queste energie. Dovrebbe essere un ragionamento logico: unendo gli sforzi e le risorse nella ricerca scientifica e tecnica, nel miglioramento degli impianti produttivi di tali forme di energia, si riuscirebbe a fare di questi prodotti la nuova base delle nostre vite quotidiane, proprio come ora lo sono i combustibili fossili e il nucleare. Cambiare il modello sociale non è cosa semplice, specie se per poterlo fare occorre combattere enormi battaglie. Non è un segreto che ogni qual volta un prodotto innovativo viene concepito si scateni un gigantesco vortice economico, capace di sconvolgere gli equilibri generali: basti pensare alla nascita di internet, forse la piu’ grossa rivoluzione degli ultimi decenni. Tutti sanno quanto grande sia ancora oggi il flusso economico che l’indotto informatico genera a livello mondiale. Molti sono prontamente saliti sul treno del cambiamento ed hanno creato enormi fortune, altri sicuramente ne hanno patito la nascita (vedi l’industria della carta stampata). Fatte le debite distinzioni, la speranza è che attraverso un lento processo di cambiamento si giunga ad un ribaltamento degli attuali equilibri su cui i grandi interessi lobbistici si fondano, primi fra tutti quelli del petrolio. Sono queste le forze centrifughe capaci di rallentare i naturali processi di sviluppo e di mantenere lo status quo.

Non è un mistero che gli equilibri mondiali siano profondamente cambiati negli ultimi decenni. Nuove potenze mondiali come Cina, India e Brasile si propongono come protagoniste sulla scena internazionale, pronte a soppiantare le tradizionali potenze occidentali. Ma lo sviluppo di tali potenze passa per l’utilizzo del modello “occidentale”, come esempio di benessere e progresso a beneficio di vastissime fascie sociali. E’ sufficiente guardare alle abitudini della nuova società metropolitana cinese per rendersi conto su quali principi poggi lo sviluppo: consumismo spinto, megalopoli dirette verso la modernità, finanche un’ostentazione del materialismo: insomma, un film già visto e tuttora ancora in voga dalle nostre parti, nonostante gli sferzanti venti di crisi.

Ripensare il modello sociale: sarà mai possibile? E’ questo il grande interrogativo che ci resta, nella speranza che la popolazione della Terra sia capace di portare al potere uomini illuminate, governanti di spessore superiore capaci di neutralizzare il futuro ed aprire la strada per un avvenire migliore e più pulito.

Armando Rosa

Numero di letture :956

Santa Messa in italiano nella cattedrale

Posted by Brunella Caruso On maggio - 10 - 2011ADD COMMENTS

Cari amici,  un cordiale invito a tutti voi e a tutti gli italiani per partecipare alla SANTA MESSA SOLENNE DELL’OCTAVE che sarà celebrata in italiano il Giovedi, 19 Maggio 2011 alle ore 18.45 davanti all’altare della Consolatrice degli Afflitti in Cattedrale.

Un gesto di cristianità e comunità alla quale siamo tutti invitati per onorare insieme la Madonna Patrona del Lussemburgo, Madre di Dio e Madre nostra.

Vi aspettiamo!

 

 

Numero di letture :591

“Récital” di Lella Costa, 21 Maggio, Nemünster

Posted by Sabino Parente On maggio - 9 - 2011ADD COMMENTS

Lo spettacolo di Lella Costa in Lussemburgo, organizzato dalla Libreria Caffetteria Altrimenti,  è un avvenimento di elevato valore culturale da non relegare al solo universo degli italiani, ma rivolto a tutti coloro che amano la cultura, lo spettacolo e la satira.

“Recital” ricorda gli  spettacoli messi in scena dalle compagnie girovaghe italiane del passato che raccoglievano storie di vita quotidiana per riproporle sul palcoscenico in forma umoristica e satirica. Lella Costa concentra in se tutta  la teatralità giullaresca e satirica  di Dario Fo (con cui ha lavorato), di Roberto Benigni e di molti altri attori italiani.

Lella Costa è una delle attrici più espressive della scena teatrale italiana. Da sempre sa conquistare il pubblico e la critica con l’intelligenza dei testi e con una recitazione ora ironica, ora drammatica, ma sempre lineare, pulita, elegante e raffinata. Ha messo in scena grandi autori, con un repertorio che spazia da Shakespeare à Eve Ensler e si è esibita con altri protagonisti della scena teatrale italiana quali Dario Fo e Moni Ovadia. Lella Costa alterna l’impegno teatrale con rare, ma raffinate, apparizioni televisive, indovinate trasmissioni radiofoniche e un costante impegno civile a favore soprattutto di Emergency.

LELLA COSTA In “RECITAL”

Spettacolo antologico

“Per me questo spettacolo, che è un vero e proprio percorso professionale, è un momento di grande gioia e soddisfazione: mi sento come le compagnie all’antica italiana, quelle che giravano con diversi spettacoli in cartellone, pronti a mettere in scena quello che il teatro, o il pubblico, richiedeva.

C’è la continua verifica dei mutamenti, sia miei come autrice e interprete, che del mondo intorno; c’è lo stupore e il divertimento di notare che cosa è “invecchiato” irrimediabilmente (molto attualità, ma molto di più la cosiddetta satira politica), e che cosa invece sfida il tempo e i tempi, che notoriamente cambiano.

E poi ci sono le cose nuove, più recenti: piccoli spunti, battute legate a eventi effimeri (e che quindi durano un paio di repliche, niente di più: nulla è più patetico di una battuta invecchiata), cose scritte magari per altri spettacoli e mai utilizzate, insomma il gioco continuo dell’incastrare e sovrapporre storie.

Che, se non pecco di immodestia, è il mio mestiere. E quelli che dicono che è il più bello del mondo, bè, aspettano invano di essere smentiti.”

Lella Costa

 

Maggiori informazioni:

www.altrimenti.lu

Biglietti:

www.luxembourgtickets.lu


Numero di letture :751

Quando conobbi un Santo

Posted by Aurelio Ferraguti On maggio - 3 - 2011ADD COMMENTS

Mi scuserete, cari lettori, se per una volta  vi parlero’ di una mia esperienza personale, ma l’occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II e la trasmissione televisiva in mondovisione, mi ha riportato alla mente un ricordo che, in realtà, è sempre stato ben presente.

Era il settembre del 1980 quando ebbi l’occasione di incontrare Karol Wojtila, il Papa Giovanni Paolo II. L’occasione fu una visita, una udienza privata, come si usa dire nel gergo della Curia Romana, a Castel Gandolfo, la residenza estiva dei pontefici. Arrivai di buon mattino, insieme ad alcuni miei concittadini, accompagnati da Mons. Carlo Poggi, pure piacentino, che sarebbe divenuto dopo qualche anno vescovo della diocesi di Fidenza, per assistere alla messa che il Papa avrebbe celebrato, come ogni mattina, nella cappella privata della residenza apostolica.

Ricordo questo incontro a distanza di anni, io ero allora un giovane venticinquenne, come una esperienza molto emozionante e significativa. Infatti dopo la celebrazione della messa il Santo padre si intrattenne con tutti noi presenti rivolgendo, con il suo stile franco e diretto un pensiero a ciascuno. La sensazione che ebbi di colui che oggi è stato beatificato dalla Chiesa è  stata di una profonda spiritualità, una fede ferma e sicura, ma anche di una persona cordiale di immediata empatia.

Sicuramente una esperienza particolare fu proprio la partecipazione a quella Messa celebrata dal Papa. Vi posso garantire che osservare quell’uomo, quel sacerdote in quel momento e la sua profonda compenetrazione in quanto di mistico si stava svolgendo fu un “qualcosa” di veramente particolare. I suoi silenzi, ma anche la sua voce ferma e possente sono un ricordo assolutamente indelebile.
Indipendentemente dalla fede che ciascuno di noi possa avere o non avere, la testimonianza che oggi posso portare è che Karol Wojtila, sicuramente aveva un qualcosa di mistico e di particolare, non solo come sacerdote, ma anche come uomo, per la sua capacità di trasmettere la propria fede e le proprie convinzioni, ma sempre col sorriso e con la forza della comunicazione.

Oggi, attraverso la beatificazione, che, come noto è il primo significativo passo verso la proclamazione di santità, la Chiesa ha sicuramente reso onore ad un uomo, ad un Papa, che ha segnato con la sua presenza la fine di un secolo, anzi di un millennio e l’avvio di una nuova era.

Karol Wojtila fu interprete di un grande cambiamento della società, fu testimone e protagonista di questo grande cambiamento. Ne fu interprete attraverso una pastorale che lo ha portato a visitare un po’ tutti i Paesi del mondo. Fu un uomo di grande fede, a volte molto rigido nella difesa dei propri principi, certamente, per alcuni versi, fu anche tradizionalista, ma sicuramente attraverso la sua grande capacità comunicativa è riuscito ad avvicinare alla Chiesa persone in tutto il modo, superando spesso contrasti che sembravano insanabili. Per questo credo che il “beato” Karol Wojtila resterà nella storia dell’umanità come un personaggio-chiave per comprendere anche questi nostri tribolati giorni.

Aurelio Ferraguti

 

Numero di letture :531
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