Archive for gennaio, 2011

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Gastronomica – sapori italiani in Lux

Posted by Armando Rosa On gennaio - 27 - 2011ADD COMMENTS

Molti lettori ne avranno già aprezzato la varietà ed i sapori. Sono questi gli elementi caratterizzanti di ”Gastronomica“, un nuovo punto vendita di prodotti tipici italiani, nato a Lussemburgo (Hollerich) pochi mesi fa.

Si tratta di un “ramo” della catena di negozi già presente a Londra da oltre 10 anni e fondata da Marco Vineis, ex-impiegato nel settore bancario londinese, nativo di Cuneo, trasformatosi in attivo importatore di prodotti alimentari italiani di alta qualità. Attraverso le sue ottime relazioni di oltre 20 produttori, associazioni e consorzi operanti nel settore agro-alimentare, Gatronomica arriva ad offrire una gamma di piu’ di 200 formaggi locali, salumi e altri prodotti. Una delle funzioni che il titolare si propone di svolgere è anche quella di supporto e consiglio agli chef, fornendo loro la possibilità di importare particolare prodotti rurali per idee culinarie innovative.

L’originalità dell’offerta proposta da Gastronomica sta tanto nella qualità del prodotto in sé quanto nel tipo di servizio alla clientela.  Sebbene in Lussemburgo non manchi la concorrenza, Marco Vineis e colleghi hanno colto nel segno individuando gli aspetti in cui l’offerta culinaria italiana puo’ essere migliorata e sviluppata. A dimostazione di cio’, Gastronomica agisce ora come vera salumeria, ora come distributore di prodotti agli chef, ora come fornitore per eventuali feste e ricevimenti.

Consigliamo quindi a tutti i lettori una visita in questo angolo dal gusto genuinamente italiano.

Gastronomica – 83 rue de Hollerich (Luxembourg ville)

Tel. 26 84 58 05 – email: info@gastronomica.lu

Numero di letture :1100

Lettera a mio figlio diciottenne

Posted by Armando Rosa On gennaio - 26 - 2011ADD COMMENTS

Desidero pubblicare sul nostro blog una lettera significativa scritta da Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo islamico e autrice di numerosi libri. Si tratta di un testo della serie “Dieci sguardi sull’Europa“, tratto da presseurop.eu e pubblicato in Italia anche dal settimanale Internazionale. Credo che si possa definire come uno sfogo amaro ma al tempo stesso speranzoso sulla condizione che i giovani del nostro tempo si trovano a dover affrontare:

Caro Julian, il prossimo anno compirai 18 anni e lascerai la scuola superiore, emozionato e allo stesso tempo preoccupato. Per un giovane europeo il futuro deve sembrare avventuroso e insieme tetro.

Disoccupazione, montagne di debiti, profezie di un crollo monetario e difficoltà di intraprendere una carriera professionale sicura rendono l’avvenire molto incerto. Trentacinque anni fa una generazione di diplomati – quella dei tuoi genitori – si trovava di fronte un futuro simile, fosco ed eccitante. Cresciuta all’ombra del terrorismo e della minaccia di un olocausto nucleare, la nostra generazione ha dovuto fare i conti con tassi di disoccupazione e di inflazione a due cifre.

Ma abbiamo innescato la scintilla della rivoluzione sessuale e abbracciato l’anticonformismo e le idee di sinistra. Negli anni settanta siamo scesi in piazza gridando slogan contro il governo, contestando le riforme della scuola che ci sembravano arretrate ed elitarie. Abbiamo chiesto il libero accesso all’università in un continente che era sull’orlo del collasso politico, come oggi.

Poi la cortina di ferro è caduta, la Germania ha realizzato il suo sogno di riunificazione e i paesi europei hanno superato la crisi energetica. A metà degli anni ottanta le economie europee hanno ricominciato a crescere e a godere di un periodo di stabilità che prometteva di durare a lungo.

Ma alla fine quel benessere si è rivelato solo un’enorme illusione. Quasi tutti – tanto i politici quanto i banchieri – hanno abusato di quella timida ripresa, approfittando della deregulation e delocalizzando all’estero la produzione e i posti di lavoro. Nel frattempo hanno smantellato quello che restava dello stato sociale.

Da una generazione all’altra le diseguaglianze tra i redditi ci hanno fatto sprofondare in una situazione simile a quella tra le due guerre mondiali, preparando il terreno per una nuova grande depressione. Solo che questa volta ce la siamo trovata davanti alla porta di casa.

Cosa è andato storto? Il nostro desiderio di far parte di un’élite, di essere diversi, ricchi e potenti, costruttori di imperi. Un fine che ha giustificato ogni mezzo. Gli europei sono condannati a essere figli di Machiavelli, intrappolati in eterno in un ottovolante: possiamo sempre scatenare una rivoluzione francese e tagliare la testa al monarca, per poi però inginocchiarci al cospetto di un Napoleone pochi anni dopo.

Eternamente prigionieri delle nostre contraddizioni, osanniamo la democrazia ma rifuggiamo l’uguaglianza. Non ci evolviamo, falliamo. Ma nonostante tutto c’è ancora speranza.

La nuova generazione di adolescenti è la prima nata dal melting pot multiculturale dell’Unione, la prima a non essere composta solo da europei. Il multiculturalismo potrebbe davvero rivelarsi la nostra ancora di salvezza. Potrebbe liberarci dalla camicia di forza della nostra storia, scaraventando il vecchio continente in un contesto dove altre popolazioni, meno avanzate ma anche meno ciniche e più positive, giocheranno un ruolo importante nel futuro dell’Europa.

Osservando le recenti manifestazioni degli studenti a Londra ho provato una nuova speranza. Mai prima d’ora la Gran Bretagna ha visto questo genere di proteste. Forse è accaduto solo quando Margaret Thatcher ha cercato di introdurre la poll tax (una tassa uguale per tutti i residenti in Gran Bretagna), ma la motivazione all’epoca era il denaro, non l’uguaglianza.

Il sangue nuovo dei figli degli immigrati alimenta la protesta transnazionale e allo stesso tempo cementa la solidarietà tra i giovani di tutta Europa. Gli adolescenti, preoccupati del futuro ma determinati a non lasciare che la storia si ripeta, vogliono un’Europa diversa. La loro solidarietà vola sulle ali di internet, un’agorà internazionale connessa a Wikileaks, Porto Alegre e tutte le altre iniziative nate per cambiare le cose.

Vorrei essere di nuovo giovane per impegnarmi insieme a te, per condividere l’esperienza di rimodellare un continente. La mia generazione aveva sogni simili ai vostri, ma non è riuscita a realizzarli. Siamo cresciuti e ci siamo riuniti in nuove e vecchie élite. Ed è per questo che la corruzione, la diseguaglianza e la criminalità sono così forti oggi, perché una classe di incompetenti ci governa e la stampa scandalistica ci nutre con storie che non vogliamo leggere né ascoltare.

Riuscirai dove io ho fallito? Credo di sì, perché il paradigma socioculturale dell’Europa è finalmente cambiato, e le persone che ci governano oggi non rappresentano questo cambiamento. Quando la tua generazione andrà al potere, il panorama politico cambierà inevitabilmente.

Gli europei non saranno più esploratori e avventurieri che solcano mari sconosciuti per rubare tesori altrui, non scaleranno le montagne più alte per piantare i loro vessilli, non guarderanno verso est o verso ovest per decidere cosa pensare e come comportarsi a livello internazionale. Ma sapranno approfondire lo spirito multiculturale di un continente rinvigorito da nuove formule economiche, sociali e politiche. Questa è l’Europa che sogno per te, e quella di cui voglio far parte.

 

Fonte: Internazionale n. 880 (14/20 gennaio 2011)

Numero di letture :1624

E’ stata pubblicata pochi giorni fa da Fortune la classifica delle 100 aziende a livello mondiale nelle quali conviene lavorare.

Si tratta di una ricerca interessante che permette di capire quali siano i criteri su cui si basa la qualità di un gruppo aziendale. Si dice sempre che l’ambiente lavorativo è una discriminante imprescindibile per la scelta di un’occupazione. Ma l’ambiente è determinato da molteplici fattori: stipendi, benefit, assistenza ai dipendenti nelle diverse fasi della vita professionale e soprattutto personale. Da pochi anni a questa parte, poi, si tiene anche conto della capacità del management di reagire alla crisi economica e di saperla affrontare minimizzando l’impatto negativo sul personale.

Dando un’occhiata alla classifica, possiamo quindi apprezzare che la società SAS, impresa che produce software per i sistemi operativi aziendali, si riconferma al primo posto come nel 2010. Google compare al 4° posto della graduatoria. E’ anche interessante notare che al primo posto tra i grandi istituti bancari si colloca Goldman Sachs (ma solo 23°), preceduta pero’ da altre compagnie del settore finanziario e assicurativo.

A voi il piacere di entrare nel dettaglio di questa classifica:

http://money.cnn.com/magazines/fortune/bestcompanies/2011/full_list/

Numero di letture :818

Non solo Bunga-Bunga

Posted by Aurelio Ferraguti On gennaio - 24 - 2011ADD COMMENTS

Sono passate solo tre settimane da quando, sul blog scrivevo delle speranze per l’anno nuovo, degli auguri che, come tutti, anch’io formulavo per il 2011 al nostro Paese.

Speravo, e mi auguravo che nel 2011 non avremmo più avuto una politica urlata tra contrapposizioni personali e non di idee. Speravo che nel nostro Paese, la classe dirigente cominciasse ad affrontare i problemi delle famiglie, dei giovani, dei pensionati, dell’industria, dei dei lavoratori e di chi il lavoro non ce l’ha.

Invece  basta leggere un giornale italiano o guardare la tv e cosa troviamo. La politica italiana si basa sul “bunga-bunga” del presidente del Consiglio. Tutta l’opinione pubblica è bombardata dai media sulle avventure sessuali del capo del governo. Non voglio certo qui aggiungermi al coro dei moralisti o dei garantisti che tanto occupano le pagine dei giornali. Voglio solo fare una considerazione, per aprire un dibattito tra di noi che viviamo lontani dal nostro Paese, ma che lo amiamo e che soffriamo quando, magari dai nostri vicini e dai nostri colleghi lussemburghesi, francesi, tedeschi o belgi, veniamo sfottuti proprio per quanto accade in Italia.

L’Italia non è solo il Paese degli scandali sessuali del presidente de Consiglio, della corruzione e quant’altro, ma è un paese dove proprio all’inizio di quest’anno si è avuta una vera e propria rivoluzione nel campo delle relazioni industriali, con l’accordo Fiat votato dalla maggioranza dei lavoratori di Mirafiori. Il progetto Mirafiori è rivoluzionario perchè prevede veri incentivi per chi lavora in base ai risultati ottenuti. Si parla anche di azionariato agli operai, ai lavoratori, di grandi investimenti in cambio di un comportamento coerente nell’interesse della azienda, che è bene non dimenticarlo è un simbolo dell’Italia. Questa novità è stata compresa dai lavoratori: il lavoro è un diritto e un dovere e bisogna difendere questo diritto in ogni modo anche modificando vecchi preconcetti ideologici che appartengono alla logica delle relazioni industriali del XX secolo.

Certo quello che i nostri “amici” in Europa apprendono dell’Italia e che i giornali riportano è di un Paese in cui la politica si occupa di minorenni che partecipano a festini e si discute se questo sia o meno un reato, si discute della magistratura che abuserebbe del proprio (peraltro notevole) potere. Una magistratura che, ricordiamocelo, insieme alle forze di Polizia ha ottenuto ed ottiene grandissimi risultati nella lotta alla criminalità organizzata, a tutte le mafie, e che ha avuto caduti e che ha persone che ogni giorno rischiano la vita per difendere la legge e la legalità. L’Italia compie il prossimo 17 marzo i primi 150 anni dall’Unità. Vorrei veramente che fosse una grande festa, soprattutto per noi che siamo lontani, una festa nella quale ricordare come il Paese, che pure è passato tra prove durissime, guerre, rivoluzioni , anche scandali e sconfitte, abbia sempre saputo risollevarsi e diventare una nazione moderna ed avanzata.

Io a questa festa non voglio rinunciare, ma partecipare, proprio ricordando il passato ma nella prospettiva del futuro. Ma di questo ne riparleremo.

Numero di letture :833

La Carmen a Metz

Posted by Aurelio Ferraguti On gennaio - 18 - 2011ADD COMMENTS

Carmen di George BizetL’opera Carmen di George Bizet a l’Opera Theatre di Metz.

Andrà in scena con 5 rappresentazioni dal 28 gennaio al 5 febbraio quella che è l’opera lirica più rappresentata al mondo: la Carmen.

L’allestimento curato proprio dall’ente lirico di Metz è un vera « chicca » per gli amanti del genere, che conta moltissimi estimatori anche nel Granducato, soprattutto tra gli italiani.

Opera dalle forti tinte, nella Carmen si trovano sentimenti come la gelosia, la passione e la morte descritti attraverso la musica sensuale e coinvolgente di Geoge Bizet. Il quale collaboro’ anche al testo, il libretto, dell’opera, oltre che ovviamente a scrivere la bellissima musica.

Infatti  viene proprio dalla penna del musicista il testo della famosa « Habanera » L’amour est un oiseu rebelle…

L’opera, come noto, non fu un successo alla sua prima rappresentazione a L’Opera-comique a Parigi il 3 marzo 1875, tanto che il suo autore, che mori’ tre mesi dopo, non poté vederne la fortuna.

Ma oggi Carmen è sicuramente l’opera lirica più rappresentata nel mondo. A cosa deve dunque tanto successo? Innanzitutto ad una musica che si integra in modo assolutamente perfetto alla vicenda narrata, una musica che colpisce per la sua sensualità e che reggiunge immediatamene il ciore e la mente dello spettatore.

Ecco perchè lo spettacolo che l’Opera Theatre di Metz ha alestito sarà sicuramente un evento culturale da non perdere.

Questa edizione realizzata dal regista Carlos Wagner e con la direzione musicale di Claude Schitzler vedra in scena Isabelle Druet  nel ruolo di Carmen, Chad Shelton nel ruolo di Don José, Chan Han Lim nel ruolo di Escamillo e Claudia Galli nel ruolo di Micaëla.

Le rappresentazioni si terranno venerdi’ 28 gennaio alle ore 20, domenica 30 gennaio alle 15, martedi’ 1° febbraio alle 20, giovedi’ 3 febbraio alle 20 e sabato 5 febbraio sempre alle 20.

I biglietti si posso acquistare anche su internet al sito  www.opera.metzmetropole.fr

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :1027

Riforma fiscale…..più tasse nel 2011?

Posted by Antonio Di Marzo On gennaio - 10 - 2011ADD COMMENTS

 

Il pacchetto fiscale è stata approvato dalla Camera dei Deputati con la seguente votazione:  39 voti contro 21.

Dal 1° gennaio 2011, le nostre tasse dovrebbero essere aumentate… cerchiamo di capirne di più.

Le misure fiscali adottate  dalla Camera dei deputati dovrebbero produrre 230 milioni di introiti supplementari per lo Stato. Le aziende contribuiranno fino a  62 milioni e il restante 168 milioni riguarderà le imposte gravanti sui “dipendenti  privati”.

Si scopre così che la nuova tassa sulla “crisi” corrisponderà ad un prelievo dello 0,8% sul reddito imponibile. La tassa di solidarietà passerà dall’attuale 2,5%  al 4%. L’aliquota di contribuzione del ”Fondo per l’occupazione” aumenterà  per quelli con reddito imponibile oltre 150.000 euro all’anno e sarà pari al 6% dello stipendio. L’aliquota fiscale massima sul reddito aumenterà dal 38% al 39% per gli impiegati che guadagnano più di 41.793 € all’anno.

Di quanto aumenteranno le tasse in una coppia con due dipendenti privati?

In particolare, con questo pacchetto fiscale, per una coppia con un reddito imponibile di 100.000 euro,  avrà un incremento di € 1.097. Per aiutarvi a capire, ecco un esempio forniti dal governo:

In questo caso consideriamo un reddito imponibile annuale di 50.000 € per tutte e tre le classi d’imposta.

Potete notare nel riquadro qui sopra le differenze (tra prima e dopo la riforma)  per classe con i relativi aumenti.

Numero di letture :951

Diamo i numeri – parte 4

Posted by Armando Rosa On gennaio - 9 - 2011ADD COMMENTS

Nella rubrica odierna vi propongo qualche dato generale sul territorio del Lussemburgo.

Nessuna sorpresa riguardo la piccola dimensione di questo Stato situato nel cuore dell’Europa. Come si nota dalla statistica riguardante l’altitudine, si tratta di un territorio puramente collinare, ma che non scende mai al livello del mare.

Numero di letture :683

Segreto bancario? Per il Lussemburgo “deroga” fino al 2017

Posted by Antonio Di Marzo On gennaio - 3 - 2011ADD COMMENTS

Dopo lunghe discussioni e numerose pressioni, il Consiglio degli affari economici e finanziari dell’Unione europea (ECOFIN)  ha raggiunto un accordo sullo scambio delle informazioni fiscali.

I 27 paesi membri dell’Unione europea hanno approvato la stesura di una bozza per ovviare al problema che prevede lo scambio delle informazioni tra i paesi europei.

Toccherà al Parlamento Ue approvare la direttiva che si programmerà di estendere la cooperazione tra Stati membri per la riscossione delle imposte di ogni tipo, fissare i limiti temporali per ricevere le informazioni richieste, permettere ai funzionari di uno Stato membro di partecipare a ricerche amministrative in un altro Paese.

Lo scambio automatico delle informazioni dovrà essere il fine ultimo ed entro il 2015 dovrà verificarsi per cinque categorie di redditi su otto , purché queste siano disponibili e purché ci sia reciprocità.

Tuttavia, questo regolamento è transitorio. La direttiva europea prevede comunque che lo scambio automatico di informazioni avvenga  gradualmente per assicurare lo scambio non condizionato di otto categorie di capitale e reddito (reddito da lavoro, retribuzioni dei direttori, dividendi, guadagni di capitale, royalty, certi prodotti di assicurazione vita, pensioni, proprietà e reddito da proprietà immobiliare).

Dal 2015 gli stati comunicheranno automaticamente informazioni per un massimo di 5 categorie, a patto che “siano già disponibili”. Da luglio 2017 la Commissione elaborerà un rapporto e se necessario una proposta specifica esaminando la possibilità di rimuovere la condizione della disponibilità delle informazioni e di estendere il numero delle categorie da 5 a 8.

Un accordo nell’interesse del Lussemburgo

Il compromesso raggiunto dagli Stati membri dell’Unione europea non mette in pericolo il mercato finanziario lussemburghese. L’accordo si conclude per ora in uno scambio di informazioni tra autorità fiscali e domanda.

Luc Frieden, ministro delle Finanze del Lussemburgo,  può gioire perché l’accordo preso dagli stati membri limita fortemente le precedenti previsioni di riduzione degli investimenti nel Granducato.

Ha poi aggiunto: ”L’identità della persona interessata deve essere indicata esplicitamente come il motivo per la domanda”,  l’accordo sarà esercitato sulle retribuzioni e sulle pensioni dal 2013, quindi il bonus nel 2015. Le categorie scelte non hanno alcun effetto sulle attività di asset management e private banking “, la politica di privacy che desidera continuare a Lussemburgo non è in pericolo.”

Per la confederazione non ci sono risvolti negativi per il segreto bancario quando a fronte dell’investimento c’é il rispetto delle norme di antiriciclaggio previste dall’UE, come ha ben sottolinetao il Ministro Frieden, che rafforza l’applicazione di un principio di riservatezza da applicare all’investimento stesso.

Buon anno a tutti!

Numero di letture :1118

Buon Anno

Posted by Aurelio Ferraguti On gennaio - 1 - 2011ADD COMMENTS

Buon Anno! Inizia il 2011 primo anno del secondo decennio di questo terzo millennio. Come sempre un po’ tutti al passaggio dal vecchio al nuovo anno facciamo un bilancio di cio’ che è stato e di cio’ che ci auguriamo possa essere in futuro.

Non mi sottraggo a questo rito, ma vorrei farlo, con voi, con alcune riflessioni non certo sul mio « orticello » ma su quello che è stato per l’Italia e il Mondo l’anno appena trascorso e quindi le speranze per il 2011.

Dunque il 2010 si chiude con un bilancio ampiamente negativo per il nostro Paese. La crisi finanziaria mondiale è ben lungi dall’aver esaurito i suoi effetti. La disoccupazione in Italia ha raggiunto quasi il 9% della popolazione in età lavorativa con punte del 25% per quanto riguarda i giovani. Sono dati molto preoccupanti, come ha giustamente ed autorevolmente affermato il Presidente Napolitano nel suo discorso di auguri di fine d’anno. Certo la crisi ha colpito un po’ tutti, si pensi che la Francia ha una disoccuppazione che supera il 10%, ma certo non puo’ essere una consolazione.

La politica italiana, ha dato in questo anno una prova non certo esaltante di sé. E’ una politica « urlata » fatta di contrapposizioni personali, non di idee, di uso distorto dei media, di sostanziale immobilità. Dopo le elezioni amministrative di primavera tutti pensavamo, che avendo dinnanzi  a sé tre anni senza elezioni, il parlamento e il governo avrebbero potuto mettere mano a quelle riforme istituzionali e sostanziali che sono ormai indifferibili, come la riforma fiscale, della magistratura, della scuola, ma anche della struttura costituzionale del Paese. Ebbene non si è visto granchè, se escludiamo la riforma della Università, peraltro molto contestata dagli stessi « fruitori » cioè dagli studenti.

La dialettica politica tra maggioranza e opposizione, che poi è la base del sistema democratico, è praticamente inesistente, sepellita dalle continue reciproche accuse e dai troppi dossier che puntano a screditare l’avversario attraverso il gossip. Si parla poco a livello politico dei reali problemi della gente, che sono tanti e consistenti.

Nel Mondo abbiamo assistito, nell’anno appena trascorso, all’affermarsi sempre più di economie e Paesi emergenti, che poi ormai non dovrebbero più chiamarsi cosi, e l’Europa sprofondare nelle sue mille contraddizioni. Già l’Europa, almeno come istituzione, sembra sempre lontana dalla gente, ci sono ancora molti troppi, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli, lussemburghesi, italiani,ecc e pochi « europei ». Le particolarità nazionali invece di essere un arricchimento, sono spesso un ostacolo ad una vera integrazione europea.

Allora come sempre finito un anno, non proprio esaltante, si incomincia il nuovo con tante speranze, ma anche con qualche certezza. Il presidente Napolitano nel già citato discorso di fine d’anno ha detto che il sistema Italia deve rimettersi in moto,e le risorse per farlo esistono purchè ci si impegni tutti. In primo luogo mi auguro che il prossimo anno sia l’anno dei giovani, e non solo in Italia. Bisogna non soltanto dare spazio ai giovani, nella politica, nel lavoro, nelle scelte, ma dar loro i mezzi, non tanto materiali quanto di opportunità per espremere le loro enormi potenzialità e risorse. Il 2011 dovrà, mi auguro, essere l’anno in cui realizzare quelle riforme istituzionali di cui l’Italia ha bisogno, le citate riforme delle giustizia (un processo civile oggi dura in media 10 anni) della scuola (rendendola più qualificata) del fisco ( che finalmente ponga fine all’insopportabile evasione che è la più alta d’Europa). Mi auguro un 2011 nel quale si guardi con cura all’enorme patrimonio culturale del nostro Paese e si investa nella Cultura ( che certo non si mangia, ma che è il nostro biglietto da visita nel mondo), che si combatta sempre più la criminalità organizzata, che si ponga mano ad uno « snellimento » della burocrazia, che la classe politica dia una immagine di sé più seria e meno scandalistica.

Mi auguro infine che il progetto Europa possa nel prossimo anno trovare una sempre maggiore attenzione superando certi egoismi nazionalistici.

Buon 2011 a tutti, e che i desideri di ciascuno possano trovare realizzazione!

Aurelio Ferraguti

Numero di letture :787
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