La nuova direttiva comunitaria sui fondi, nota come Ucits IV, dovrà essere recepita dai Paesi dell’Unione entro il 1° luglio 2011.
L’ultimo ritocco al Livello ”2″ della normativa, ossia quello delle misure di attuazione, è arrivato in questi giorni e riguarda le notifiche agli investitori della fusione tra i fondi a livello transfrontaliero. La Commissione europea, infatti, per garantire maggiore tutela ai sottoscrittori, ha deciso che la comunicazione dovrà essere su “carta o supporto durevole” e non potrà avvenire, ad esempio, attraverso la posta elettronica o il web.
Ricordiamo che la Ucits IV, che è stata approvata il 13 gennaio 2009, mira a creare una maggiore integrazione ed efficienza sul mercato europeo del risparmio gestito, introducendo il passaporto del gestore, che permetterà ai fondi comuni autorizzati in uno Stato membro di essere gestiti da una Management company insediata in un altro Stato membro, purché siano soddisfatti determinati requisiti. Inoltre, armonizza le procedure di fusione tra comparti e introduce una nuova disciplina in materia di strutture master-feeder, in base alle quali un Ucits feeder (Organismo di investimento collettivo in valori mobiliari) può investire parte o tutto il proprio patrimonio in un Ucits master feeder. Queste misure permetteranno di eliminare le duplicazioni di prodotti, che molte società erano state costrette ad introdurre per poter vendere oltre frontiera.
La direttiva introduce anche il Key Information Document (KID), un documento che conterrà le informazioni essenziali che un investitore deve conoscere prima di sottoscrivere un fondo. Esso dovrebbe sostituire il classico “prospetto semplificato” di un fondo ed implementare nuove misure per il controllo del rischio, utilizzando nuove tecnologie e nuovi strumenti di supporto.
Sarà introdotta la nuova procedura di notifica da seguire prima che le quote di un Ucits domiciliato in uno stato membro dell’Unione europea (UE) possono essere distribuiti agli investitori domiciliati in un altro Stato membro. Ciò consentirà di ridurre i tempi di commercializzazione e l’onere amministrativo per i fondi di distribuzione transfrontaliera, incrementando la distribuzione cross-border.
Impatto sul Lussemburgo e conclusioni personali
I fornitori di servizi inizieranno a differenziarsi sulla qualità del servizio e sull’efficienza dei costi. Il grado di complessità del processo di business, così come la tecnologia necessaria, combinata alla pressione dei costi, sarà probabilmente l’inizio di una selezione naturale tra i providers di servizi.
I fornitori di servizi della Fund industry (Fund accounting, custody bank, transfer Agent, Domiciliation, Audit, etc) pan-europei potranno emergere con l’infrastruttura tecnica e intellettuale, la flessibilità, al servizio di gruppi di asset management in tutta Europa. I processi di lavoro ad alta intensità, come il calcolo del NAV ed il Fund accounting saranno visti da una prospettiva di costo-efficacia, e potranno essere esternalizzati, anche in zone off-Shore .
Il Lussemburgo ha sempre dimostrato la sua competenza nel contesto transfrontaliero, e ha già una forza lavoro multi-lingue con esperienza pluriennale al servizio degli Ucits su differenti problematiche cross-border. Secondo me ci vorranno anni per replicare altrove un ambiente così specializzato e coeso come il nostro Granducato.
Riteniamo pertanto che il Lussemburgo si rivelerà essere un domicilio molto attraente per i fornitori di servizi sia per gli Ucits domiciliati a Lussemburgo sia per quelli oltre frontiera.




