Archive for agosto, 2010

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Cantieri stradali: nuovi lavori in corso

Posted by Andrea Castaldo On agosto - 31 - 2010ADD COMMENTS

 

Cari automobilisti e non, al fine di evitare di farvi trovare difronte ad un cartello “strada bloccata”, vi informiamo che la Rue des Aubépines e Val Sainte-Croix, resteranno chiuse al traffico dal giorno 31 Agosto fino alla fine dell’anno, a causa dell’installazione di cavi elettrici e di tubature per i riscaldamenti urbani.

La circolazione stradale sarà quindi impedita verso il quartiere di Strassen con la sola percorribilità della Rue des Aubépines in un unico senso di marcia.

Numero di letture :1403

La “braderie estiva”

Posted by Andrea Castaldo On agosto - 31 - 2010ADD COMMENTS

 

 Nonostate il clima avverso, che ha accolto tutti gli italiani rientrati dalle calde ferie estive, la “braderie” che si é tenuta ieri 30 Agosto 2010, ha dato i suoi buoni frutti. Queste sono state le parole rilasciate dal direttore dell’Unione dei Commercianti della città di Lussemburgo M. Yves Piron.

Infatti, i 391 stands situati lungo 5 km tra il centro della città e il quartire della stazione sono stati presi completamente d’assalto dalle “shopping victims” con acquisti mirati in base sia alle esigenze dei clienti sia al rapporto qualità/prezzo dato che i prodotti che vengono inseriti in offerta secondo le condizioni della “braderie” – con sconti che oscillano dal 20% al 50% in base alla tipologia del prodotto – possono nascondere ugualmente, a volte, qualche sgradevole sorpresa.

La “braderie” é senza dubbio una giornata molto importante per i commercianti i quali hanno la possibilità di ridurre le proprie scorte di magazzino e nei migliori dei casi addirittura di azzerrarle, raggiungendo cifre d’affari che magari non avrebbero ottenuto durante il mese di agosto, dato il livello elevato di assenza in città causato dalle ferie estive e soprattutto dal fatto che agosto viene considerato dal consumatore/cliente un mese di transizione per i suoi acquisti che tendono a riprendere in maniera consistente e quasi costante nel periodo invernale. 

Ultima novità di quest’anno é stata quella di far vivere la “braderie” a ritmo di musica come é avvenuto in Rue Glesener, grazie ad una iniziativa privata che sarà riproposta il prossimo anno visto il suo “indice stradale” di gradimento.

Fonte: essentiel.lu

Numero di letture :916

© mipan - Fotolia.comAumentano i costi di spedizione delle lettere in Lussemburgo. Spedire una semplice lettera con P&T ( il servizio postale lussemburghese), fino a 20 grammi di peso, costerà 60 centesime invece di 50.

Bisogna pero’ sottolineare che, prima di questo cambiamento, il prezzo era stabilito in base a due fasce di peso, 0-20 gr e 20-50gr, mentre adesso non ci sarà piu’ questa distinzione ed il costo sarà unico. Questo significa che spedire lettere piu’ pesanti costerà meno rispetto al passato:  una lettera dal peso di 20-50gr costerà 60 centesimi invece di 70, mentre per le spedizioni fuori dall’europa costerà 1.10 eurorispetto ai 1.40 precedenti.

Tornando invece alle lettere leggere, la spedizione fuori dal territorio nazionale ma sempre all’interno dell’Unione Europea costerà 85 cents invece di 70, mentre per il resto del mondo 1.10 euro invece di 90 centesimi.

Secondo un comunicato stampa rilasciato dalle poste Lussemburghesi P%T, i costi sono comunque sempre piu’ bassi della media europea dove la spedizione di una lettera  puo’ costare tra i 90 centesimi e 1.35 euro.

Fonte |  Station.lu

Numero di letture :1409 Join the forum discussion on this post

Ucits IV – La nuova era ha inizio

Posted by Antonio Di Marzo On agosto - 30 - 2010ADD COMMENTS

La nuova direttiva comunitaria sui fondi, nota come Ucits IV, dovrà essere recepita dai Paesi dell’Unione entro il 1° luglio 2011.

L’ultimo ritocco al Livello ”2″ della normativa, ossia quello delle misure di attuazione, è arrivato in questi giorni e riguarda le notifiche agli investitori della fusione tra i fondi a livello transfrontaliero. La Commissione europea, infatti, per garantire maggiore tutela ai sottoscrittori, ha deciso che la comunicazione dovrà essere su “carta o supporto durevole” e non potrà avvenire, ad esempio, attraverso la  posta elettronica o il web.

Ricordiamo che la Ucits IV, che è stata approvata il 13 gennaio 2009, mira a creare una maggiore integrazione ed efficienza sul mercato europeo del risparmio gestito, introducendo il passaporto del gestore, che permetterà ai fondi comuni autorizzati in uno Stato membro di essere gestiti da una Management company insediata in un altro Stato membro, purché siano soddisfatti determinati requisiti. Inoltre, armonizza le procedure di fusione tra comparti e introduce una nuova disciplina in materia di strutture master-feeder, in base alle quali un Ucits feeder (Organismo di investimento collettivo in valori mobiliari) può investire parte o tutto il proprio patrimonio in un Ucits master feeder. Queste misure permetteranno di eliminare le duplicazioni di prodotti, che molte società erano state costrette ad introdurre per poter vendere oltre frontiera.

La direttiva introduce anche il Key Information Document (KID), un documento che conterrà le informazioni essenziali che un investitore deve conoscere prima di sottoscrivere un fondo. Esso dovrebbe sostituire il classico “prospetto semplificato” di un fondo ed  implementare nuove misure per il controllo del rischio, utilizzando nuove tecnologie e nuovi strumenti di supporto.

Sarà introdotta la nuova procedura di notifica da seguire prima che le  quote di un Ucits domiciliato in uno stato membro dell’Unione europea (UE)  possono essere distribuiti agli investitori domiciliati  in un altro Stato membro.  Ciò consentirà di ridurre i tempi di commercializzazione e l’onere amministrativo per i fondi di distribuzione transfrontaliera, incrementando la distribuzione cross-border.

Impatto sul Lussemburgo e conclusioni personali

I fornitori di servizi inizieranno a differenziarsi sulla qualità del servizio e sull’efficienza dei costi. Il grado di complessità del processo di business, così come  la tecnologia necessaria, combinata alla pressione dei costi, sarà probabilmente l’inizio di una selezione  naturale tra i providers di servizi.

I fornitori di servizi della Fund industry (Fund accounting, custody bank, transfer Agent, Domiciliation, Audit, etc) pan-europei potranno emergere con l’infrastruttura tecnica e intellettuale, la flessibilità, al servizio di gruppi di asset management in tutta Europa. I processi di lavoro ad alta intensità, come il calcolo del NAV ed il Fund accounting  saranno visti da una prospettiva di costo-efficacia, e potranno essere esternalizzati, anche in zone off-Shore .
Il Lussemburgo ha sempre dimostrato la sua competenza nel contesto transfrontaliero, e ha già una forza lavoro multi-lingue con esperienza pluriennale al servizio degli Ucits su differenti problematiche cross-border. Secondo me ci vorranno anni per replicare altrove un ambiente così specializzato e coeso come il nostro Granducato.

Riteniamo pertanto che il Lussemburgo si rivelerà essere un domicilio molto attraente  per i fornitori di servizi sia per gli Ucits domiciliati a Lussemburgo sia per quelli oltre frontiera.

Numero di letture :1168

La Torre Gasperi è pronta per la sua nuova funzione

Posted by Antonio Di Marzo On agosto - 23 - 2010ADD COMMENTS

L’edificio situato a Kirchberg dovrà ospitare il ministero dello Sviluppo Sostenibile ed Infrastrutture, ed il Consiglio europeo dei ministri. Il lavoro finale dovrà essere completato a fine 2011, una volta che la nuova sala stampa sarà terminata.

Quest’ultima, ad un costo di 96 milioni di euro dovrebbe essere in grado di ospitare i giornalisti che parteciperanno alle riunioni del Consiglio europeo dei ministri.

Queste riunioni si terranno nella torre Alcide de Gasperi, dietro la Philharmonie di Kirchberg.

Nella torre di 22 piani, i lavori sono ben avviati. I primi 11 livelli saranno dedicati alle attività europee.

Per quanto riguarda i restanti 11 piani superiori, accoglieranno tutti i dipartimenti del Ministero dello Sviluppo Sostenibile e delle infrastrutture, attualmente ripartiti su quattro sedi differenti.

 ”Il lavoro dovrebbe essere completato quest’anno”, secondo il ministro, Claude Wiseler (CSV). “Ci stiamo muovendo tra Natale 2010 e Pasqua 2011″, dice.

Il prezzo di tutti i lavori  si aggira intorno 183,5 milioni di euro.

Fonte: essentiel.lu

Numero di letture :673

Ponte Adolph – Lavori in vista

Posted by Armando Rosa On agosto - 14 - 2010ADD COMMENTS

Il 31 luglio il “Conseil du Gouvernement” ha approvato il progetto di legge finalizzato ad autorizzare i lavori di preparazione per il rinnovamento del ponte Adolph a Lussemburgo.

Si tratta soltanto dell’opera preliminare per la futura riabilitazione dello storico ponte, snodo nevralgico della circolazione stradale, nonché percorso principale della rete di trasporto cittadina. L’importo del rifacimento previsto è di 23 milioni di euro, che sarà a carico del “Fonds des Routes”. I lavori prevedono tra l’altro la costruzione di un ponte provvisorio e la creazione di una via d’accesso al cantiere.

Il ponte provvisorio sarà installato durante tutto il periodo dei lavori di rinnovamento, ossia per un periodo di 2 o 3 anni. Ci vorrà un anno per la costruzione del ponte provvisorio e circa sei mesi per la sua rimozione a lavori conclusi. Sarà creato sul lato ovest dell’attuale ponte, cioé affianco al palazzo episcopale, a una distanza variabile da 32 metri (dal lato gare) a 37 m (sul lato centro-città).

La circolazione subirà probabilmente dei rallentamenti nell’arco del suddetto periodo.

 

Fonte: www.gouvernement.lu 

Numero di letture :802

Dichiarazione dei redditi – Capitolo II

Posted by Antonio Di Marzo On agosto - 10 - 2010ADD COMMENTS

A febbraio si dovrebbe ricevere un certificato di retribuzione dal proprio datore di lavoro.
Questo certificato deve contenere tutte le informazioni necessarie per la dichiarazione dei redditi. Essa mostra la sua franchigia fissa per tragitto casa-lavoro e altri diritti.

Se si è residenti  in Lussemburgo si è tassati sul reddito “worldwide”. Questo significa che non importa se si produce  reddito in Lux  o altrove in un altro paese. L’importante è ricordare  che tutti i redditi  percepiti devono essere dichiarati  in Lussemburgo.
“Residente”  significa che avete vissuto in Lussemburgo per più di sei mesi, e che la vostra prima  casa è a Lussemburgo.  Tutti i residenti dichiarando il loro reddito ”worldwide”  hanno diritto a tutte le detrazioni che sono disponibili in base al diritto fiscale lussemburghese.

Se si vive all’estero e si  lavora in Lussemburgo si è obbligati a presentare una dichiarazione dei redditi in Lux essendo il luogo nel quale si percepisce  il reddito.
I” Non residenti” sono coloro che non vivono in Lussemburgo, ma che vivono in Francia, Germania, Belgio comunemente noti come “frontalier”.
Se i “non residenti” sono sposati e guadagnano almeno il 50% del reddito familiare in Lussemburgo sono autorizzati alla categoria fiscale “2″( la categoria fiscale da “sposati”), il che significa che il loro reddito subisce la metà delle tasse rispetto ad una persona single, ma comunque ad un tasso  minimo del 15%. Se i “non residenti” guadagnano oltre il 90% del loro reddito familiare in Lussemburgo, non solo  hanno diritto alla categoria fiscale “2″ se  sono sposati ma sono  trattati come i residenti usufruendo di tutte le detrazioni fiscali in essere.

Ricordate, l’ufficio delle imposte verificherà!

Numero di letture :1209

Ecco un bellissimo articolo pubblicato oggi sul Sole 24 Ore, scritto dall’italiano Franco La Cecla, sugli italiani all’estero. Vi consiglio di leggerlo tutto…

Quella che mi sembrava una scelta individuale era già invece la scelta di migliaia di architetti, esperti di comunicazione, curators d’arte, videoartisti, fotografi, psicologi, antropologi, registi, artisti, musicisti, danzatori e danzatrici. Il mio amico Emiliano Armani, piacentino, stava da quindici anni a Barcellona. Vi era andato a cercare una formazione in Italia impossibile, quella nello studio del grande Miralles che ti prendeva in stage, ma ti pagava anche. Incredibile per un giovane architetto che era abituato ad essere sfruttato dagli studi milanesi o a volte dover pagare per lavorare in un’agenzia di una grande firma. Emiliano sta ancora a Barcellona, la situazione è cambiata, un po’ più difficile, oggi con la crisi, ma non ha la più vaga intenzione di tornare in Lombardia.

È lui però a dirmi che in realtà ha scoperto di essere italiano proprio a Barcellona. Perché, dice, gli italiani in Italia sono individualisti e non fanno quasi mai gioco di squadra, è solo all’estero che scoprono di avere qualcosa di particolare che li distingue dagli altri, un’italianità che gli “altri”, gli “stranieri” riconoscono subito e che è considerata una qualità e non solo un tic nervoso. E ribadisce che Barcellona per lui è una città italiana, nel senso che lui ci si muove pensando di restare italiano, di non perdere i contatti con l’Italia. Ma è da Barcellona che può agire con una libertà e una creatività che in patria sarebbe solo punita come impertinenza giovanile e incapacità di rispettare faccendieri, speculatori, malavitosi e politici ignoranti.

Michele Ferrà è un siciliano che si è trasferito a Berlino per impiantare una casa di produzione di video e film. Berlino gli dà la tranquillità, l’efficienza, la convenienza – qui la vita costa quattro volte meno che in Italia – e una rete mondiale di contatti. Michele rimane siculo e palermitano fino in fondo, ma non tornerebbe mai a Palermo, città a cui non perdona il carattere nero, spaventosamente squallido e corrotto, la voragine della connivenza mafiosa e l’incapacità di sperare e di fare. Eppure lui non diventerà berlinese, né americano – paese in cui va spesso – né thailandese, paese in cui gira i suoi film.

Matteo Pasquinelli è un ricercatore nel campo dei mass-media e dei cultural studies. Ha fondato Rekombinant, è una delle persone più informate e preparate sul mondo del web, della trasformazione post-globale, delle mutazioni del neo-capitalismo. Pensate che gli abbiano mai offerto nulla in Italia? Pensate che l’Università di Bologna gli abbia spalancato le porte dei laboratori? Ma nemmeno per sogno. Allora sono dieci anni che vive sostenuto da istituzioni britanniche, olandesi, tedesche e che continua a inventare analisi della situazione reale, a scrivere sulle riviste specializzate, ad aprire siti. Lui non diventerà olandese, né tedesco perché è indelebilmente uno spinozista romagnolo, epicureo riminese, nelle sue valigie stipa, a ogni ritorno, farina di castagne dell’Appennino e sangiovese.

Quando andiamo a spasso in una delle sue città europee alla ricerca di un ristorante che non ci faccia troppo sentire la nostalgia a me della caponata e a lui della piadina, ho l’impressione che qualcosa di differente sta accadendo a una parte d’Italia. Queste persone e molte, moltissime altre sono l’Europa, senza bisogno di troppi discorsi e teorie, e hanno capito qualcosa che i teorici dell’Europa non hanno mai capito: che l’euro e l’Europa sono la possibilità di restare italiani, greci, spagnoli, francesi senza essere umiliati dalle stupide politiche nazionali dei rispettivi paesi. Essere europei significa mantenere una propria identità senza doverla confondere con un’appartenenza a una classe dirigente che in patria blocca i processi d’apertura e trasformazione.

Ovviamente questo è il quadro positivo, profondamente innovatore di questa compagine di nuovi europei, sono quello che George Steiner chiama “luftmenschafte”, uomini dai piedi leggeri, una definizione sprezzante con cui i nazisti appellavano gli ebrei e tutti i cosmopoliti. La parte tragica sta nel fatto che questo è il risultato di un’espulsione: per l’Italia si tratta della liquidazione di una potenziale classe dirigente di professionisti, pensatori, ricercatori, imprenditori. E questa è davvero una tragedia: ognuno dei miei amici italiani in Europa condivide amari ricordi di strade bloccate, di rifiuti, di offerte di lavoro ricattatorie, di posti universitari in cambio di una beota fedeltà alla noia accademica.

Allora stare in Europa è diventata anzitutto una forma di cura, un dirsi: ma no, ma no, il mondo non può essere così meschino, c’è merito, speranza, possibilità di trovare persone con cui costruire assonanze e con cui inventare, sperimentare, creare senza il peso di coloro che hanno sempre fatto sì che il mondo dovesse sembrare solo un circolo chiuso e vizioso.

C’è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent’anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell’esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l’Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell’Erasmus dalla scoperta che la vita all’estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia. Non si tratta di emigrati nel vero senso della parola e nemmeno di una fuga di cervelli, ma di italiani, ragazzi e ragazze, uomini e donne che stanno all’estero in Europa «come se fossero in Italia».

Hanno scoperto che le complicazioni burocratiche, il clima fatiscente e ricattatorio dell’università italiana, lo strangolamento delle potenzialità giovanili è una malattia solo italiana e semplicemente, rapidamente si sono messi in salvo con un’ora di aereo, chi a Barcellona, chi a Berlino, chi a Parigi, chi ad Amsterdam e altri in Polonia, Portogallo, a Londra, e perfino a Riga e Vilnius.

Io che sono più anziano di loro, ho scoperto a un certo punto che era stupido vivere in una città cara e inefficiente come Milano e che Parigi offriva molto di più con un costo della vita molto inferiore e un’apertura al mondo impossibile a Milano. Quando mi chiedevano dieci anni fa perché stessi a Parigi rispondevo: «È l’unica città italiana che funziona». E non era una battuta, davvero per me Parigi era quello che l’Italia poteva essere se non fosse stata governata negli ultimi cinquant’anni da una classe dirigente che faceva e fa di tutto per restare indietro rispetto all’Europa e al mondo.

La mia era una protesta contro le regole ridicole di una società, quella italiana, che umiliava il merito e ignorava la globalizzazione con un disprezzo verso la cultura, gli intellettuali, i ricercatori. Ricordo ancora l’incredibile piacere di essere chiamato da agenzie sconosciute, da datori di lavoro mai visti, da centri di ricerca i cui direttori non mi avevano mai invitato a cena, ma avevano letto le mie ricerche. Che felicità essere giudicato dal proprio fare e non dalla propria rete di compiacenti alleati!

di Franco La Cecla

fonte :  Il Sole 24 Ore

Numero di letture :1330

Riuscire  a fare sorridere il pubblico quando si recita un copione non è mai scontato. Rappresentare scene della vita reale su un palco di teatro è mestiere di grandi artisti, spesso nati con l’arte nel sangue. Ma accostarsi al teatro come hobby e divertimento, come una scoperta che coinvolge ogni giorno di piu’ è forse qualcosa di ancor piu’ significativo e appagante.

Divertimento, come viene inteso il teatro da parte di Luisa, Andrea, Gennaro, Alessandro, Imma, Claudio, Rossana, Alessio e tutti i protagonisti della commedia “Ditegli sempre di sí”, andata in scena al Theatre des Capucins di Lussemburgo il 12 e 13 giugno 2010. Anche gli spettatori saranno usciti dal teatro con un certo senso di soddisfazione. Un compiacimento che nasce dalla consapevolezza di assistere all’esibizione di un gruppo di giovani appassionati all’arte teatrale, quasi tutti alla prima esperienza di recitazione, e dal constatare come la tradizione del teatro napoletano di De Filippo riesca sempre ad attingere ad un serbatoio inesauribile di giovani pronti a rappresentarlo in scena.

Grazie alla puntuale guida registica della signora Luisa Maffioli Spagnolli ed alla precedente esperienza teatrale di alcuni dei suoi protagonisti, la commedia si lascia seguire in modo estremamente piacevole e il suo ritmo consente di apprezzare appieno le particolarità di ogni singolo personaggio, cosi’ come l’umorismo farsesco del “teatro di Eduardo”. La pazzia camuffata di Michele Murri, la sfacciatagine dell’amico Luigi Strada, la ripetitività degli equivoci linguistici tra i personaggi della commedia sono tutti aspetti salienti del modo di intendere il teatro da parte di Eduardo. In questa opera c’è spazio per ridere, applaudire e incuriosirsi, e magari anche per notare le attitudini piu’ o meno spiccate di ciascun protagonista verso la recitazione.

E’ davvero apprezzabile il fatto che i componenti del “Gruppo Amici del Teatro”, ognuno con il proprio lavoro e la propria vita quotidiana in Lussemburgo,  abbiano la costanza e l’entusiasmo per ripetere un copione giorno dopo giorno, modificare questa o quella battuta, limare un’espressione facciale magari un po’ fuori luogo, sulla spinta dell’entusiasmo, della pura curiosità e del piacere di stare insieme.

Si tratta di iniziative che vanno lodate e incoraggiate sempre, capaci di dare vita alla scoperta di una nuova passione, di un interesse genuino verso una forma d’arte preziosa come quella teatrale, e perchè no, magari anche di un nuovo Eduardo De Filippo. Non bisogna dimenticare l’apporto significativo che un’iniziativa di tal genere riesce a conferire sull’intero movimento culturale italiano in Lussemburgo, sempre assetato di nuovi protagonisti ed eventi.

Numero di letture :857

Kirchberg un quartiere in via di sviluppo

Posted by Antonio Di Marzo On agosto - 1 - 2010ADD COMMENTS

“La situazione finanziaria del Fondo di urbanizzazione e lo sviluppo di Kirchberg è buona nonostante la crisi che ha colpito il Granducato.” Abbiamo sempre avuto un profitto fino ad oggi nonostante un debito bancario molto più ampio ” ha detto  il presidente del Fondo, Peter Gillen. Tuttavia, Giovedì scorso si è a lungo soffermato sui grandi progetti che sono attualmente in corso.

In particolare, il lavoro più costoso e critico dal punto divista finanziaro e  quello della “porta d’Europa” di fronte alla Philharmonie. Iniziata a fine 2009, dovrebbe essere completata nei primi mesi del 2013 e offrendo una voce completamente nuova al quartiere di Kirchberg . Il ponte scomparirà per essere in grado di accogliere, alla fine, il tram nelle migliori condizioni.

Anche gli edifici Jean Monnet, che ospitano la Commissione europea, dovranno essere ampliati  tra ora e il 2013 per creare un nuovo ingresso al quartiere Kirchberg.


“La nuova entrata al quartiere ”piatta”, non darà più l’impressione agli automobilisti di essere su un’autostrada,” ha detto Peter Gillen.
Il budget è stimato intorno ai 40 milioni di euro.

 
Anche la Corte di giustizia europea sarà  ampliata. Miglioramenti sono previsti per la zona a nord del quartiere per rendere più agevole il flusso di traffico e fornire un accesso più facile ai i pedoni.

I piani sono in corso per dare al sito Kirchberg un’anima, con la creazione di più 10.000 case  e 30.000 posti di lavoro. 

Gli alloggi saranno una parte consistente dei cambiamenti previsti per il distretto. Numerosi residences verranno costruiti in Kiem, Réimerwee e nei  distretti di Grünewald.


Nel corso degli ultimi cinque anni il sito ha visto una esplosione di sviluppo, che ha portato alla costruzione del Mudam, la Philharmonie, il parco che circonda il museo e le Corti di giustizia europea.

Il ministro dello sviluppo lussemburghese Claude Wiseler ha detto: “Kirchberg  a poco a poco sta venendo su in modo molto avveneristico.”

Numero di letture :576
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