La mia Italia: L’italia di Roberto Saviano

Scritto da filippo baglini Il aprile - 26 - 2010

Stando all’estero sull’Italia se ne sentono di cotte e di crude. Ricordo ancora i primi incontri con alcuni inglesi che mi etichettavano come l’italiano, spaghetti, pizza, mafia e mandolino.

Ora, sugli spaghetti ci potevo sorridere sopra, prendevo questo appellativo come una forma di invidia culinaria inglese, perchè per loro gli spaghetti sono solo qualcosa di fine e lungo da massacrare più che gustare. Sul fatto del mandolino, anche in questo caso chiudevo un occhio e stavo al gioco , in fondo essere un popolo di allegri e canterini che male c’è, e poi il mandolino è una forma di cultura popolare che nulla a da invidiare alla musica popolare inglese semmai c’e’ ne sia mai  stata una. Sulla pizza, più che sorridere per cortesia ho sempre riso per prendere in giro chi mi apostrofava con quel titolo, visto che in alcuni posti a Londra distruggono la pizza marcherita mettendoci pezzi di ananas sopra.

Ma quando mi puntavano il dito e mi etichettavano come venuto dalla terra della mafia e quindi, un pericolo, o come uno dei tanti che sapeva raggirare le cose a modo italiano, allora le cose erano diverse. Non c’era proprio nulla da ridere ma da approfondire, anzi da insegnarli qualcosa. Insegnarli per esempio che l’Italia non è la  mafia. Che gli italiani non sono tutti mafiosi o cammorristi, o stanno  solo a suonare il mandolino davanti a un piatto di spaghetti. Ma l’Italia è un popolo di coraggiosi, di gente che per debellare la mafia rischia la propria vita. Che l’Italia non è l’Italia dei mafiosi ma di Falcone e Borsellino, è l’Italia di Roberto Saviano di persone che lottano con i propri mezzi per far capire che c’e una grande Italia, la più vera, la migliore, che lotta contro una sistema che tente a distruggere, che tende a seppellire, il vero sano essere italiano.

Questa è l’Italia vera, quella che non si arrende davanti a una politica zoppa, sorda, e parolaia, ma scende per le strade o sale sui tetti per gridare il proprio malessere. L’Italia che non si fa assordardare solo da una o due esplosioni, ma che dai pezzi degli uomini morti continua la sua lotta. Trova la forza nelle parole di un giovane Saviano che per  portare un problema alla luce di tutti e sottrarlo ai pochi, si è negato la sua liberta’ in nome di una più grande libertà quella del futuro di tutti noi. Certo, la mafia, la cammorra, ci sono in Italia, sono il cancro che vorrebbero distruggerla, sono la rete sottile e forte di un sistema  di potere che imprigiona la liberta del tutto, ma non è tutta l’Italia, non è la vera Italia. Bisogna parlare di mafia, ma non per denigrarla chi la ospita, ma perchè parlandone si rompe gia’ un muro, si spacca qualcosa di importante. Come dice lo stesso Saviano, se non se ne parla si fa solo il loro gioco, ma dal momento in cui se ne parla, si fa capire che esiste un problema, ma che esiste anche una cura, allora la mafia non è più una cosa loro, ma diventa una cosa notra, nostra intesa di tutti gli italiani.  Cosi facendo, come sostiene Saviano, le organizzazioni iniziano ad indebolirsi, non ad avere paura, ma a capire che esiste un’Italia forte, corruttibile solo in piccola scala, perchè la maggioranza è pulita inccorruttibile. Quando penso all’Italia, penso che si debba smettere di dire sempre che è una nazione oramai allo sbando, che gli italiani scappano dalla propria terra perchè non ne puo’ più. Se ne vanno semplicemente per trovare maggior respiro, per essere ascoltati, ma non per paura. Gli italiani che si trovano all’estero non si sono affato dimenticati, ne dell’Italia, ne degli italiani, semmai contribuiscono fortemente a mantenere il meglio dell’Italia all’estero. I problemi che abbiamo in casa nostra inutile ripeterli, sappiamo tutti quali sono, come i problemi che ci sono in tutti i paesi, dove pero’ ci sono piu’ possibilita’ di scelta e di crescita, ma  etichettarci come il paese della mafia, mi sembra molto riduttivo e poco intelligente. Ormai direi siamo il paese che lotta contro la mafia e la cammora, il paese che a imparato a dire anche di no!.

Che si oppone a qualunque forma di soffocamento di libertà e demograzia, che non li usa più come ideali, ma li interpreta  andando alla radice e cogliedone l’essenza. Un paese che è stanco, molto stanco, ma sa che la lotta contro certe omertà vale di piu’ del riposo piu’ profondo sempre e comunque. Gli italiani, quelli sani, quelli veri, la maggioranza per intendersi, sia in Italia che all’estero, da anni ormai si sono stretti tutti intorno al proplema delle cosche mafiose, uniti tutti contro quel male invisibile e corruttivo, ma che da un po’ di tempo ha trovato, come si dice, pane per i sui denti. L’Italia oggi è un paese che lentamente, ma costantemente si riaproprierà di tutte le proprie cose, bisogna lavorare molto, ma anche in questo gli italiani sono eroi, non si lasciano abbattere, accusano il colpo, e si rialzano, convinti che non è importante cadere ma l’importante è avere la forza di rialzarsi, e di forza ancora gli italiani ovunque essi siano ne hanno tanta. Dora in poi a chi mi dice Italiano spaghetti, pizza e mandolino, dico:<< no scusa ti sei dimenticano la cosa più bella, l’Italia di Saviano>>.

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3 Commenti su “La mia Italia: L’italia di Roberto Saviano”

  1. Andrea Andrea scrive:

    Caro Filippo, dandoti il benvenuto personale nel blog mi associo pienamente al tuo articolo ricordando che R.Saviano (per me un ragazzo come noi) ha dato voce a ciò che è rimasto in silenzio per anni e anni scolpendo la coscienza giurdica della Magistratura Italiana a partire dal processo “Spartacus” che ha ritagliato su tutti i quotidiani italiani il giorno dopo il secondo grado di giudizio, che ha sentenziato ben 27 ergastoli di latitanti famosi, solo alcune pagine…ecco il famoso “potere” della carta stampata e non solo, difronte ad un ragazzo che non può vivere nel silenzio.

  2. Sabino Parente Sabino Parente scrive:

    Bravo Andrea, condivido in pieno.

  3. Armando Armando scrive:

    Sottoscrivo in pieno le vostre parole. Ma non dobbiamo barricarci dietro le frasi di circostanza. In Italia c’è tanta gente onesta che lotta per la legalità, ma troppe fasce di potere rappresentano oggi un malcostume troppo difficile da estirpare. Non è ancora arrivato il tempo in cui si riuscirà a sradicare l’immoralità sociale e politica, ma qualcosa lentamente si sta muovendo…
    Bisogna continuare a crederci e a denunciare tutto quello che non funziona, anche davanti a inglesi, tedeschi o australiani.

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