Signori e Signore Vi chiedo cortesemente di accantonare per un secondo tutti i difetti che una città come Napoli possa avere: ma come si fà a non ammettere che il “Napoletano” ha un qualcosa in più ?
Percorrendo, qualche mese fà, il famoso Corso Umberto I di Napoli (nota anche come Rettifilo), costruito quindi in epoca umbertiana (seconda metà dell’800), fui attratto da una c.d. “bancarella” che era composta da articoli di una rarità impressionante.
Vi siete mai chiesti cosa si potrebbe fare con una lattina di Coca-Cola e/o di Heineken una volta bevuta la bevanda?
Beh, un “Napoletano” questa domanda se l’é posta e lascio alle foto qui insierite la risposta. Si, vedete bene. Sono proprio degli oggetti ricavati dall’estro di un napoletano con due figli rimasto senza lavoro dopo essere sato licenziato da una fabbrica in fase di dismissione della sua attività.
E così ha pensato bene di costruire, in un piccolo laboratorio-garage di casa sua, di tutto di più dalle auto (da forumula uno, maggiolino, la famossisima auto di Lupin – Mercedes Benz KKS del 1928), trenino, vespe special 50, aereoplanino, mongolfiera fino alle cinture, zainetto, cappellini e persino barche a vela.
Io credo che un lavoro manuale del genere con un principio di inventiva fenomenale donano ai turisti, e non solo, che passeggiano per il c.d. rettifilo un tocco di gioia, di allegria e soprattutto di stupore ed incredulità a dispetto della famosa “arte dell’arrangiarsi” di una città che è rappresentata anche da questi ”geni nascosti” dietro gli angoli dei quartieri antichi di Napoli.
Non oso immaginare il prezzo di ogni singolo articolo se tali prodotti venissero venduti in un negozio di merchandising Coca-Cola o Heineken.
Fiero di appartenere a questo popolo, Vi invito quindi a visitare questa splendida città che riserva delle pure sorprese in ogni dove.





