Archive for aprile, 2010

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LIBRI: George Orwell 1984

Posted by Andrea Castaldo On aprile - 30 - 2010ADD COMMENTS

 

Eric Arthur Blair vero nome di George Orwell nasce il 25 Giugno 1903 a Motihari, nel Bengala.

Fu autore di molte opere ispirate dalla la sua esperienza esistenziale e letteraria che contraddistingue i suoi scritti.

Indiscusso successo tra i suoi capolavori é 1984, libro scritto dall’autore nel 1948 (il titolo è ottenuto invertendo le ultime due cifre del primo anno della stesura) ed ispirato dalle spettrali inquietudini che le due guerre mondiali e l’olocausto atomico avevano evocato.

Lo scrittore mette in risalto le sue grandi paure dell’epoca che viveva sulla propria pelle: il totalitarismo; la falsificazione; la perdita della memoria storica indotta dai mezzi d’informazione; la corruzione del linguaggio; l’annullamento della identità individuale. Questi concetti Orwell li unisce in una potente ed indiretta descrizione di una società del futuro contro cui combatte, ancora una volta, l’ultimo eroe.

Infatti, il libro divide il mondo in tre enormi “Superstati” in continua guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia.

Tutto parte dall’Oceania, con Londra capitale, la cui società é governata dai principi del “Socing” ossia del socialismo inglese, dal “Big Brother” che con le sue telecamere riesce a spiare in ogni dove e ad intervenire al primo sospetto.Tutto é permesso perché apparentemente nulla é proibito.Tranne pensare, se non secondo i dettami del socing, tranne vivere se non secondo usi e costumi imposti dal ”Big Brother” che nessuno ha mai visto né sentito, tranne amare, se non con l’unico fine di riprodursi.

In ogni angolo, in ogni casa, in ogni locale, ovunque insomma solo slogan politici da lui (B.B.) ideati: “La guerra é pace”, “La libertà é schiavitù”, L’ignoranze é forza”.

Dal loro rifugio il protagonista del romanzo Winston Smith (membro subalterno del partito socialista inglese), é l’ultimo uomo in Europa e con la compagna Julia, lottano in maniera disperata per conservare un “granello di umanità”.

GeoreOrwell.jpg

George Orwell - muore a Londra nel 1950.

N.B.: Il famoso G.F. – Grande Fratello - trasmissione televisiva italiana, e non solo, trova ispirazione nel 2000 proprio dal libro appena illustrato.I critici del settore, hanno dichiarato questo accostamento un vero e proprio “sacrilegio d’autore”.   

A.C.

Numero di letture :3109

LUXEMBOURG: Sono fiero di non fumare.

Posted by Andrea Castaldo On aprile - 28 - 20103 COMMENTS




E’ nato il primo gruppo anti-tabagismo su Facebook Luxembourg dal nome «Sono fiero di non fumare!»



Cosi, Félix Schwertzer ha denominato il gruppo che ha fondato, e già conta 680 membri dopo solo un mese dalla sua nascita.


Il giovane, di appena 15 anni, liceale dell’Ateneo di Lussemburgo racconta che ha molti amici i cui padri sono morti a causa del tabacco sostenendo che la sua iniziativa ha lo scopo, ovviamente, di far smettere di fumare i giovani oppure di far cessare qualsiasi tipo di stimolo a poter cominciare.


Sul social network più cliccato al mondo sono mostrate, oltre a foto, soprattutto spot di impatto: se fumi morirai giovane, le tue performance nello sport si riducono, non respirerai bene. Quindi, non cominciare!


Questa proposta é stata molto apprezzata dalla “Fondazione lussemburghese contro il cancro” la quale sta facendo forti pressioni sul Governo e sul Parlamento al fine di interdire la possibilità di fumare sia all’interno di discoteche che di ristoranti.


Ricordiamo quali sono i fattori rischio, provenienti dal fumo, per molte patologie del sistema circolatorio:



  • la pressione sanguigna registra praticamente da subito un aumento di 30 mmHg.

  • arteriosclerosi , patologia questa causata dal restringimento delle arterie che, quando diventa eccessivo, comporta gravi conseguenze per l’organismo.

  • patologie dei vasi coronarici , angina pectoris, infarto e arresto cardiaco per la carente e insufficiente circolazione, debolezza cardiaca.

  • restringimento delle arterie renali con ipertensione e insufficienza renale.

  • restringimento dei vasi delle gambe e di quelli che forniscono sangue al cervello con conseguenti disturbi dell’udito, vertigini, ictus ed emiparalisi.

Alcune statistiche affermano che muoiono per fumo più persone di quante ne muoiano ogni anno per incidenti stradali, per eroina, AIDS, omicidi e suicidi.


Inoltre a Lussemburgo muoiono ogni anno 86 persone a causa del tabagismo oltre alle 20 persone per ragioni di “tabagismo passivo”.


Per maggiori dettagli circa il progetto di interdizione del fumo nei locali lussemburghesi puoi cliccare su: http://cancer.lu/images/uploads/Tabac_gastronomie_2010.pdf


Beh, ragazzi non ci resta che ribadire : NON FUMATE !


A.C.

Numero di letture :1562

Stima, amicizia e affetto legano il presidente del consiglio a Putin il quale stanziera’ 7,2 milioni di euro per contribuire alla ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno all’Aquila.

Fin qui tutto bene apparentemente. Ma l’occasione vera dell’incontro è stata un’altra, cioè quella di parlare di Nucleare, in particolare centrali nucleari in Italia. La scusa èsempre la solita, cercare di miglioare il futuro del paese e dell’energia in Italia, renderla competitiva con gli altri paesi e per questo, assicura il presidente del consiglio non c’è da preoccuparsi, i lavori per la prima centrale nucleare in Italia «saranno iniziati entro tre anni» e ha assicurato che il ministro Scajola è intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura. Ora per chi non è del mestiere e non vuole interessarsi alla cosa tutto sembrera’ come un grande passo avanti verso nuovi scenari di sviluppo economico e di benessere.

In realta’ non è  proprio cosi. È giusto che gli italiani sappiano del pericolo che li attende e che si ha ad avere una centrale nucleare in casa propria. Una centrale nucleare, la si puo’ vedere, come una grande pentola a pressione con acqua all’interno che bolle continuamente, e una volta acceso il fuoco è molto difficile spengerlo. Cero che una centrale nucleare genera Energia, questo per una legge della fisica è senza dubbio un dato di fatto, ed è anche una alternativa ad altre forme di energia, certamente, anzi porta molti soldi, ma bisogna vedere in quale tasche. Ma quello che non è stato detto nell’incontro tra i capi di stato e che forse era di maggior interessere per gli italiani, è dove vanno a finire le scorie di una centrale nucleare, in altre parole la spazzatura emessa da un reattore nucleare dove va a finire? Come ci si libera di quell’inquinamento prodotto in aria da una centrale nucleare?Da fisico quale sono, posso dire che non c’è ancora oggi un modo del tutto efficace di contrallare i rifiuti di una centrale nucleare, li respiriamo e basta.

Costruire una centrale, ormai è semplice, si sceglie un posto, si cola del cimento, si porta l’Uranio, si accende la miccia e si ha l’energia. Gia ma il difficile è per chi vivie intorno alle centrali. Vorrei ricordare, anche se pur dovuto ad una errore umano, quello che accade a Chernoby nel 1986. Dopo che sono morte centinai di persone, e altre rimaste colpite negli anni, ancora oggi il nucleo centrale del reattore non è ancora spento e amana ancora scorie, sappiamo tutti le conseguenze che ha avuto tale disastro per i bambini e sulla genetica delle generazioni post- disastro.Quello che voglio dire è che per creare energia non ci sono solo le centrali o il petrolio, sappiamo bene che questi non sono altro che modi per fare arricchire i grandi capi delle nazioni, sappiamo bene che dietro a certi sorrisi e strette di mano scorrono fiumi di soldi, che mai andranno ad arrichiere la povera gente. Gli italiani non sono stupidi, non lo sono mai stati, capiscono bene che aprire nuove centrali significa mettersi una bomba sotto il culo. Si creano posti di lavoro, qualcuno puo’ dire, si, ma si creano anche situazioni che con il lungo andare possono sfiorare tragedie o quanto meno pericoli per le persone. E poi lo sanno tutti che fare una centrale nucleare, anche se ci sono trattati di pace ecc, è come avere un fucile in casa, un arma che prima o poi la si usa non a favore dell’umanita, ma sempre contro. E l’ambiente? Non ci si preoccupa di cosa respiriamo? Certo, si puo’ dire che nulla accadrà, tanto il clima è gia inquinato, una centrale in più o in meno cosa vuoi che cambi nel clima sulla terra. Poveri illusi. Cambia e come, fare una centrale nucleare non è bello, non porta nulla di sano, anche se il tutto è progettato per creare e non per distruggere, come lo era per la bomba H e gli esperimenti su di essa, durante la seconda guerra mondiale.

Gli scienziati assicuravano che sarebbe stato solo un esperimento e poi le conseguenze le sabbiamo, l’unico che ci aveva visto bene e che aveva messo tutti in allerta fu Einstan. Certo i tempi sono cambiati, li cera una guerra in corso, oggi siamo in pace, tutti nella pace, ed è per questo che bisogna rovinarla costruendo un reattore. Creare energia, fonti rinnovabili per un miglior futuro, non ci credo, non è con una centrale che il nostro futuro migliora, io non vedo miglior futuro quando vedo i camini delle centrali nucleari che sputano fumo bianco in atmosfera, che non so dove vanno i rifiuti tossici, che non so a che pericolo viene messa la mia salute e quella degli altri o dei miei figli. Il nucleare è senza dubbio un passo avanti della scienza,ma e’ come un coltello, puo essere usato per tagliare il pane o per uccidere, e a me con tutti questi sorrisi e abbracci, strette di mano, per dare un bel ricordo in una fotografia, mi sa’tanto che il coltello sia gia’ pronto per uccidere piuttosto che sfamare. Non sono cosi convinto che delle centrali nucleari in italia come in altri paesi, portino dei benefici, anzi sono convinto che porteranno solo confusione tra le persone alle quali daranno a bere sempre le solite cose, ecco perchè invito tutti ad una accurata e approfondita informazione su cosa sia una centrale nucleare. Tutti noi possiamo capire, da soli, e non per sentito dire, cosa provoca una centrale nucleare e soprattuto scoprire il mistero di dove vengono messi i rifiuti che essa genera.

Numero di letture :2142

La mia Italia: L’italia di Roberto Saviano

Posted by filippo baglini On aprile - 26 - 20103 COMMENTS

Stando all’estero sull’Italia se ne sentono di cotte e di crude. Ricordo ancora i primi incontri con alcuni inglesi che mi etichettavano come l’italiano, spaghetti, pizza, mafia e mandolino.

Ora, sugli spaghetti ci potevo sorridere sopra, prendevo questo appellativo come una forma di invidia culinaria inglese, perchè per loro gli spaghetti sono solo qualcosa di fine e lungo da massacrare più che gustare. Sul fatto del mandolino, anche in questo caso chiudevo un occhio e stavo al gioco , in fondo essere un popolo di allegri e canterini che male c’è, e poi il mandolino è una forma di cultura popolare che nulla a da invidiare alla musica popolare inglese semmai c’e’ ne sia mai  stata una. Sulla pizza, più che sorridere per cortesia ho sempre riso per prendere in giro chi mi apostrofava con quel titolo, visto che in alcuni posti a Londra distruggono la pizza marcherita mettendoci pezzi di ananas sopra.

Ma quando mi puntavano il dito e mi etichettavano come venuto dalla terra della mafia e quindi, un pericolo, o come uno dei tanti che sapeva raggirare le cose a modo italiano, allora le cose erano diverse. Non c’era proprio nulla da ridere ma da approfondire, anzi da insegnarli qualcosa. Insegnarli per esempio che l’Italia non è la  mafia. Che gli italiani non sono tutti mafiosi o cammorristi, o stanno  solo a suonare il mandolino davanti a un piatto di spaghetti. Ma l’Italia è un popolo di coraggiosi, di gente che per debellare la mafia rischia la propria vita. Che l’Italia non è l’Italia dei mafiosi ma di Falcone e Borsellino, è l’Italia di Roberto Saviano di persone che lottano con i propri mezzi per far capire che c’e una grande Italia, la più vera, la migliore, che lotta contro una sistema che tente a distruggere, che tende a seppellire, il vero sano essere italiano.

Questa è l’Italia vera, quella che non si arrende davanti a una politica zoppa, sorda, e parolaia, ma scende per le strade o sale sui tetti per gridare il proprio malessere. L’Italia che non si fa assordardare solo da una o due esplosioni, ma che dai pezzi degli uomini morti continua la sua lotta. Trova la forza nelle parole di un giovane Saviano che per  portare un problema alla luce di tutti e sottrarlo ai pochi, si è negato la sua liberta’ in nome di una più grande libertà quella del futuro di tutti noi. Certo, la mafia, la cammorra, ci sono in Italia, sono il cancro che vorrebbero distruggerla, sono la rete sottile e forte di un sistema  di potere che imprigiona la liberta del tutto, ma non è tutta l’Italia, non è la vera Italia. Bisogna parlare di mafia, ma non per denigrarla chi la ospita, ma perchè parlandone si rompe gia’ un muro, si spacca qualcosa di importante. Come dice lo stesso Saviano, se non se ne parla si fa solo il loro gioco, ma dal momento in cui se ne parla, si fa capire che esiste un problema, ma che esiste anche una cura, allora la mafia non è più una cosa loro, ma diventa una cosa notra, nostra intesa di tutti gli italiani.  Cosi facendo, come sostiene Saviano, le organizzazioni iniziano ad indebolirsi, non ad avere paura, ma a capire che esiste un’Italia forte, corruttibile solo in piccola scala, perchè la maggioranza è pulita inccorruttibile. Quando penso all’Italia, penso che si debba smettere di dire sempre che è una nazione oramai allo sbando, che gli italiani scappano dalla propria terra perchè non ne puo’ più. Se ne vanno semplicemente per trovare maggior respiro, per essere ascoltati, ma non per paura. Gli italiani che si trovano all’estero non si sono affato dimenticati, ne dell’Italia, ne degli italiani, semmai contribuiscono fortemente a mantenere il meglio dell’Italia all’estero. I problemi che abbiamo in casa nostra inutile ripeterli, sappiamo tutti quali sono, come i problemi che ci sono in tutti i paesi, dove pero’ ci sono piu’ possibilita’ di scelta e di crescita, ma  etichettarci come il paese della mafia, mi sembra molto riduttivo e poco intelligente. Ormai direi siamo il paese che lotta contro la mafia e la cammora, il paese che a imparato a dire anche di no!.

Che si oppone a qualunque forma di soffocamento di libertà e demograzia, che non li usa più come ideali, ma li interpreta  andando alla radice e cogliedone l’essenza. Un paese che è stanco, molto stanco, ma sa che la lotta contro certe omertà vale di piu’ del riposo piu’ profondo sempre e comunque. Gli italiani, quelli sani, quelli veri, la maggioranza per intendersi, sia in Italia che all’estero, da anni ormai si sono stretti tutti intorno al proplema delle cosche mafiose, uniti tutti contro quel male invisibile e corruttivo, ma che da un po’ di tempo ha trovato, come si dice, pane per i sui denti. L’Italia oggi è un paese che lentamente, ma costantemente si riaproprierà di tutte le proprie cose, bisogna lavorare molto, ma anche in questo gli italiani sono eroi, non si lasciano abbattere, accusano il colpo, e si rialzano, convinti che non è importante cadere ma l’importante è avere la forza di rialzarsi, e di forza ancora gli italiani ovunque essi siano ne hanno tanta. Dora in poi a chi mi dice Italiano spaghetti, pizza e mandolino, dico:<< no scusa ti sei dimenticano la cosa più bella, l’Italia di Saviano>>.

Numero di letture :1289
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Erriquez – Un cantastorie “lussemburghese”

Posted by Armando Rosa On aprile - 23 - 20102 COMMENTS

Forse non molti sanno che il cantante del gruppo musicale Bandabardo’ ha un forte legame con il piccolo Lussemburgo.

La Bandabardo’ si ebisisce abbastanza regolarmente in Lussemburgo proprio perchè Enrico Greppi, in arte Erriquez, ricorda volentieri il periodo della sua infanzia trascorso in Lussemburgo, nazione multirazziale in cui ha modo, secondo sua stessa ammissione, di assorbire ed integrare varie culture ed imparare più lingue.

Nasce in Toscana, ma ben presto si trasferisce a seguito della famiglia dapprima a Bruxelles ed in seguito in Lussemburgo.

Nell’ambiente familiare la tradizione musicale è forte, in particolare dal ramo materno che vanta generazioni di musicisti professionisti, ma anche il padre ed altri parenti si dilettano amatorialmente con diversi strumenti. Lo stesse Erriquez viene avviato fin da giovanissimo allo studio della musica con 4 anni di conservatorio e 6 di violino, strumento per cui si dimostra portato pur sognando ben altri generi musicali. Siamo infatti negli anni settanta, il periodo di maggiore splendore per la musica rock, e tra i gruppi più amati dal giovane Erriquez ci sono Who, Pink Floyd, e Jethro Tull.

Il giovane Erriquez abbandona quindi presto il violino per dedicarsi al basso, e forma il suo primo gruppo con il fratello alla batteria ed il migliore amico alla chitarra, i GGR, un acronimo che indicava le iniziali dei cognomi dei componenti. Il gruppo ha breve vita, ma ottiene l’effetto di persuadere Erriquez ad abbandonare il basso per dedicarsi da autodidatta alla chitarra, strumento che vive anche di vita propria e con cui può emulare non solo i grandi del rock, ma anche gli altrettanto amati cantautori italiani, come Fabrizio De André e Lucio Battisti.

Il ritorno in Italia e il primo successo

Erriquez in concerto con la Bandabardò al Sonica Festival 2009 di Sant’Agata Bolognese

A 19 anni, dopo l’esame di maturità, Erriquez decide assieme ad alcuni amici di fare ritorno in Italia, e tenta la carriera universitaria a Firenze, prima in Economia e commercio e poi in Scienze politiche, ma dopo breve tempo deciderà di abbandonare gli studi e trovarsi un lavoro. La sua giornata in questo periodo si divide tra il mestiere di grafico pubblicitario, l’impartire lezioni private di francese, e le prove con un nuovo gruppo musicale, i Vidia per cui ottiene di essere cantante e chitarrista, e di scrivere testi in italiano in un periodo come il 1985 in cui il rock è quasi totalmente in lingua inglese.

I Vidia, sotto la guida di Erriquez, sviluppano pian piano un loro repertorio e vengono notati da Gianni Maroccolo, all’epoca nei Litfiba, che decide di produrli. Il primo disco, a detta dello stesso Erriquez, non è granché ma riesce a vendere 5.000 copie regalando al gruppo la prospettiva di un secondo disco seppure con la sollecitazione, da parte della casa discografica, ad aprirsi ad un genere più commerciale. Sotto questa pressione la band presto si divide con Erriquez, supportato dallo stesso Maroccolo, da un lato, ed il resto della band dall’altro.

Verso la fondazione della Bandabardò

Rimasto solo, Erriquez accetta l’offerta di Maroccolo di partecipare al tour di Andrea Chimenti, fresco di debutto solista e tra i primi esempi italiani di world music. È durante questo tour che conosce Alessandro Finazzo, detto Finaz, chitarrista elettrico dalla tecnica sopraffina di cui nota subito il potenziale pur contestandogli la scelta dell’elettrico che, a suo parere, ne sminuisce le capacità. Una volta finito il tour, Erriquez propone a Finaz una collaborazione a patto che questi si converta all’acustico. Proprio in quel periodo giungono in tour a Firenze i les vrp, un gruppo francese che basa la propria musica sulle ritmiche delle chitarre acustiche. Finaz ne rimane influenzato e di lì a poco suonerà in modo simile per la nascente Bandabardò.”

Fonte: www.wikipedia.org

Numero di letture :1114

SHANGHAI WORLD EXPO 2010

Posted by Andrea Castaldo On aprile - 20 - 2010ADD COMMENTS

Expo di Shanghai 2010

L’Esposizione Universale di Shanghai 2010 (1 maggio – 31 ottobre) sarà la grande occasione per esplorare il potenziale delle città nel 21° secolo, un momento significativo alla scoperta dell’evoluzione dei centri urbani e del concetto di civilizzazione del nostro Pianeta.

Per 184 giorni Shanghai sarà polo di attrazione per governi e persone di tutto il mondo. Prima esposizione universale incentrata sul tema della città, Shanghai 2010 metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo, conoscenze avanzate sull’urbanistica e nuovi approcci all’habitat umano (stili di vita innovativi, nuove condizioni di lavoro) al fine di incoraggiare e promuovere uno sviluppo sostenibile tra differenti comunità.

Nella nuova era, l’Expo di Shanghai 2010 auspica un progresso incentrato sull’uomo. Un cammino fatto di innovazione scientifica e tecnologica, diversità culturale e cooperazione vincente per un futuro migliore, puntando sul legame cruciale tra rinnovamento e interazione tra i popoli.

200 nazioni e organizzazioni internazionali coinvolte, oltre 70 milioni di visitatori previsti, l’Expo di Shanghai sarà un evento di portata internazionale straordinaria. Un record di partecipazione e pubblico mai avuto nella storia delle Esposizioni Universali.

Haibao , la mascotte dell'Expo

Il logo dell’Expo di Shanghai si ispira alla figura del carattere cinese che significa “il mondo”. L’emblema proietta l’immagine di tre persone – io, tu, lui/lei – nel momento dell’abbraccio, a simbolo della grande famiglia del genere umano in armonia e felicità. Il logo rappresenta così il focus dell’Expo 2010 sui temi di “comprensione, comunicazione, unione e cooperazione” rimandando al concetto di sviluppo sostenibile incentrato sui valori umani.

A proposito di tale concetto richiamiamo l’attenzone sulla «Gëlle Fra» cioé la statua più celebre del ”Grand-Duché” (donna in oro e platino sostenuta da un obelisco in pietra), qui sotto riportata.

E’ un monumento dedicato ai caduti lussemburghesi durante la prima guerra mondiale e rappresenta un simbolo di libertà e resistenza per il popolo del gran ducato e sarà esposta proprio in Cina al World Shanghai Expo 2010

Questo simbolo di pace fu creato dal Lussemburghese Claus Cito per incoronare il coraggio dell’arma que aveva combattuto al fianco dei Francesi e dei Belgi durante la Prima Guerra Mondiale.

Questa statua fu l’emblea di manifestazioni patriottiche fino a quando i nazisti non la fecero scomparire durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 1981 i resti del monumento furono ritrovati sotto le gradinate dello stadio Josy Barthel. La statua quindi fu restaurata e deposta al suo posto nel 1984.

Per evitare e prevenire eventuali rischi di danneggiamento irreparabile della statua, una copia sarà modellata prima della sua partenza per la spedizione cinese di Shanghai.

La statua sarà trasportata da un Cargolux in un imballaggio speciale per l’occasione, per fare ritorno in terra lussemburghese nel prossimo Novembre.

Andrea Castaldo.

Numero di letture :736

Luc Frieden, ministro delle Finanze lussemburghese ha recentemente rilasciato la sua lista di proposte di legge in ambito fiscale e finanziario per il Lussemburgo. 

Qui di seguito la serie di proposte del governo nella lotta contro la crisi finanziaria degli ultimi anni:

* Il calcolo dell’indicizzazione dei salari sarà cambiato. Questo si basa sull’inflazione, molti dei quali è determinato dal prezzo del petrolio. Questi dati non saranno più presi in considerazione. Improvvisamente, l’indicizzazione dei salari saranno più bassi.

* Il bonus per i bambini sarà ridotto a 21 invece di 27 come lo è oggi. Questa misura farà risparmiare 30 milioni di euro.

* L’assegnazione di “rentrée scolaire” (ritorno a scuola) sarà rimosso, fatta eccezione per coloro che hanno diritto al costo della vita.

* Il congedo parentale sarà ridotto a 4 mesi invece di 6. Ciò farà risparmiare 40 milioni di euro.

* Non ci sarà nessun aumento della pensione. 60 milioni di euro verranno salvate.

* La tassa di solidarietà sarà aumentato per i privati e le imprese al fine di finanziare il Fondo occupazione. Ciò farà risparmiare 60 milioni di euro.

* Lo Stato contribuirà a meno buoni pasto (repas chèques) risparmiando 40 milioni di euro.

* L’imposta sulle grandi fortune sarà aumentata.

* Il tasso di interesse su mutui bonus verranno eliminati.

Stipendi * per i dipendenti pubblici saranno congelati.

* Le spese di viaggio (itinerario de frais) saranno meno ridotti del 50%.

* Lo Stato congela la sua partecipazione nelle assicurazioni.

* Stato di costi di gestione (chilometraggio, le spese di ufficio ecc …) sarà ridotto del 10%.

* Lo Stato investirà meno in edifici pubblici.

* Borse ai comuni saranno ridotti al 75% invece del 90% attualmente. Con questo, lo stato risparmierà 5 milioni di euro.

 In altre parole, le famiglie si accolleranno il deficit statale del Lussemburgo.

Qual è la vostra opinione riguardo queste nuove proposte di legge?

Fateci i sapere qui di seguito.

Numero di letture :855

Fotografia: Berlino

Posted by Andrea Castaldo On aprile - 11 - 2010ADD COMMENTS

Berlino 01.01.2009 072

Palazzo specchiato della sede parlamentare distaccata del Reichstag.

Fotografo: Andrea Castaldo – 05 Gennaio 2009

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il palazzo del Reichstag di Berlino venne costruito come luogo dove il Reichstag, il parlamento del Reich tedesco, si sarebbe riunito. Venne inaugurato nel 1894 e tornò ad essere la sede del parlamento tedesco nel 1999.

L’attuale parlamento tedesco si chiama Bundestag. Il Reichstag inteso come parlamento risale al Sacro Romano Impero e cessò di esistere negli anni della Germania Nazista (1933-1945). Nell’uso odierno, il termine tedesco Reichstag si riferisce quindi principalmente all’edificio.

Numero di letture :1533

Lo sapevi che…? (parte quarta)

Posted by Sabino Parente On aprile - 8 - 20101 COMMENT

Henri Tudor era un famoso ingegnere Lussemburghese che ha inventato quello che poi è diventato l’Accumulatore Tudor, la prima batteria al piombo funzionante al mondo. Un museo dedicato e’ stato aperto nel 2009 a Rosport dove Tudor ha vissuto e lavorato.

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• L’americano, ma lussembuirghese di nascita, William J. Kroll, fu inserito nel 2000 nella “National Inventors Hall of Fame” in USA, famoso per il suo metodo di lavorazione titanio, delle leghe al titanio, e per la sua ricerca sul piombo e su altri metalli.

• Il film “American werewolf in Paris” del 1997, e’ stato girato in Lussemburgo cosi come Shadow of the Vampire. Il fim di Peter Webber “La ragazza con l’orecchino di perla” è stato girato per la maggior parte, ai Luxembourg Deluxe Studios a Contern e Esch-sur-Alzette.

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• Lussemburgo condivide, insieme a St. Lucia, Rwanda, Kuwait e Brunei, il privilegio di possedere un punto di confluenza (i luoghi della Terra in cui si incontrano i meridiani e i paralleli che corrispondono a un numero di gradi intero.) raggiungibile senza il bisogno di una nave o altri mezzi. A circa 600 metri da Enscherange, nelle vicinanze di Wiltz si trova dunque ilpunto dove le linee della latitudine e della longitudine si incrociano: 50°N 6°E. www.confluence.org/confluence.php?id=1946

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• Restando in argomento, esiste un sito che elenca tutti gli orari di tramonto, alba e crepuscolo per un certo numero di località in Lussemburgo: http://www.gaisma.com/en/dir/lu-country.html

• Hugo Gernsback, il fondatore di Amazing Stories,  padre della  moderna fantascienza, è nato in Lussemburgo. Il premio Hugo Award infatti prende il suo nome. Egli emigrò negli USA nel 1905 e fu anche pioniere della radio e dell’elettronica.

• Lussemburgo ha 6 campi da golf, la maggiorparte di essi a 30 minuti di macchina dalla capital. Il più lontano e’ quello di Clervaux a 50 Km,nelle Ardenne.

KIKUOKA COUNTRY CLUB

KIKUOKA COUNTRY CLUB

Numero di letture :904

FANTASIA PARTENOPEA: rarità di estremo valore.

Posted by Andrea Castaldo On aprile - 2 - 2010ADD COMMENTS

Napoli Novembre 2008 124Signori e Signore Vi chiedo cortesemente di accantonare per un secondo tutti i difetti che una città come Napoli possa avere: ma come si fà a non ammettere che il “Napoletano” ha un qualcosa in più ?

Percorrendo, qualche mese fà, il famoso Corso Umberto I di Napoli (nota anche come Rettifilo), costruito quindi in epoca umbertiana (seconda metà dell’800), fui attratto da una c.d. “bancarella” che era composta da articoli di una rarità impressionante.

Vi siete mai chiesti cosa si potrebbe fare con una lattina di Coca-Cola e/o di Heineken una volta bevuta la bevanda?

Beh, un “Napoletano” questa domanda se l’é posta e lascio alle foto qui insierite la risposta. Si, vedete bene. Sono proprio degli oggetti ricavati dall’estro di un napoletano con due figli rimasto senza lavoro dopo essere sato licenziato da una fabbrica in fase di dismissione della sua attività.

Napoli Novembre 2008 125

E così ha pensato bene di costruire, in un piccolo laboratorio-garage di casa sua, di tutto di più dalle auto (da forumula uno, maggiolino, la famossisima auto di Lupin – Mercedes Benz KKS del 1928), trenino, vespe special 50, aereoplanino, mongolfiera fino alle cinture, zainetto, cappellini e persino barche a vela.

Io credo che un lavoro manuale del genere con un principio di inventiva fenomenale donano ai turisti, e non solo, che passeggiano per il c.d. rettifilo un tocco di gioia, di allegria e soprattutto di stupore ed incredulità a dispetto della famosa “arte dell’arrangiarsi” di una città che è rappresentata anche da questi ”geni nascosti” dietro gli angoli dei quartieri antichi di Napoli.

Napoli Novembre 2008 126

Non oso immaginare il prezzo di ogni singolo articolo se tali prodotti venissero venduti in un negozio di merchandising Coca-Cola o Heineken.

Fiero di appartenere a questo popolo, Vi invito quindi a visitare questa splendida città che riserva delle pure sorprese in ogni dove.

Numero di letture :1078
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