Nell’autobus:
Ecco una scena che si può osservare un po’ ovunque in Lussemburgo. Dei giovani, al termine di una lezione, sono seduti in autobus e discutono della loro squadra di calcio preferita. La frase inizia in lussemburghese, include delle parole in italiano e termina in francese. E tutto senza batter ciglio! Alcuni dicono che il Lussemburgo sia l’unico paese veramente multilingue in Europa. Contrariamente al Belgio e alla Svizzera, dove numerose comunità linguistiche vivono fianco a fianco, gli abitanti del Lussemburgo sono obbligati a utilizzare più lingue ogni giorno. Accanto al lussemburghese, lingua “nazionale”, il francese e il tedesco giocano il ruolo di lingue amministrative. Questa separazione, che è il risultato di un’evoluzione storica, è stata istituita da una legge nel 1984.
Al bar (Coffee, Café, Kaffee)
Lussemburghese, francese, tedesco, portoghese, italiano, inglese. Ma in che lingua devo ordinare adesso la mia tazzina di caffè? Sono in tanti a porsi regolarmente questa domanda. Una domanda che svela il rovescio della medaglia di quest’impronta poliglotta. La decisione di scegliere una lingua per questa o quella situazione, può trasformarsi talvolta in un vero e proprio campo minato.
Sarebbe bello poter entrare in un bar a Lussemburgo ed ordinare in lingua “Napoletana” un “Caffè Sospeso”. Voi vi chiederete ma cosé un caffé sospeso? Beh a Napoli quando una persona é felice invece di pagare un caffé ne paga due; uno per se e uno per il cliente che viene dopo. E’ come offrire un caffé al resto del mondo, all’umanità.

© Amir Kaljikovic - Fotolia.com
Il caffè lussemburghese, indipendentemente dalla lingua che si usa per ordinarlo, non é caffé. Qui le multilingue non hanno potere; purtroppo neppure il “Napoletano”.
In tutti i modi un discorso identitario e nazionalista serpeggia da anni nella società lussemburghese. Su Facebook, 3.554 lussemburghesi sono membri del gruppo Ech schwätzen just nach lëtzebuergesch an der Geschäfter (Nei negozi parlerò esclusivamente in lussemburghese), 141 vogliono «parlare lussemburghese con la loro zuppa di fagioli» e altri 40 difendono lo slogan Let`s schwätz lëtzebuergesch (Parliamo lussemburghese). Il partito di destra Adr è il precursore di questo discorso identitario. E la tendenza si rinforza in vista delle elezioni nazionali che avranno luogo a giugno 2009. Sempre più voci dichiarano che i residenti stranieri e i lavoratori frontalieri debbano imparare il lussemburghese. Questo movimento è anche supportato dal Governo che cerca di promuovere attivamente lo studio del lussemburghese. La nuova idea: il congedo linguistico.
Unico nel suo genere in Europa, questo congedo permette alla gente che lavora in Lussemburgo di prendere dei congedi (retribuiti!) per imparare la lingua del Paese. Duecento ore, in tutta la carriera professionale, per “schwätzen lëtzebuergesch”.
Andrea Castaldo.
In collaborazione con la fonte : www.cafèbabale.it




più che il congedo linguistico, il segreto è trovare un/a fidanzato/a lussemburghese…
Mah, io mantengo la mia perplessità in proposito…
Diciamo che una fidanzata lussemburghese me la risparmio volentieri!