Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti , è un testo che coinvolge e che alimenta la voglia di cambiamento della struttura della società odierna che è consolidata nel tempo.
Agosti immagina e vive un viaggio in un paese “dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è un’utopia, ma un bene reale e comune”.
Molto criticato, in quanto considerato un testo di pura fantasia e intriso di utopia. Le idee politiche esplicitate sono considerate prive di fondamento. Il primo impatto è considerare la visione di Kirghisia come banale.
È proprio così banale e infantile ?
Si puo’ rivelare come un suggerimento verso una condizione umana , un atteggiamento verso se stessi, verso gli altri e verso la vita altenativo a quello attuale?
” Basta saper immaginare un’ isola perchè quest’isola incominci realmente ad esistere“
“Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora piu’ di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’ eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creativita’, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.”
“La corruzione politica si é azzerata perché in questo Paese, chi appartiene all’apparato governativo, esercita il proprio ruolo in forma di “volontariato”, semplicemente continuando a mantenere per tutta la durata del mandato politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua precedente attivitá. Quando ho saputo che ogni realtá politica nasce da una forma di volontariato, ho finalmente capito perché, ogni volta che vedo un rappresentante del parlamento italiano parlare alla televisione, c’é qualcosa sul suo volto che rivela un’incolmabile lontananza da ció che sta dicendo. Ecco, ora mi é chiaro che chiunque abbia, come i nostri deputati occidentali, uno stipendio minimo di quaranta milioni di lire (circa 20.000 euro) al mese, non puó in alcun modo essere convincente, in cio’ che dice, pensa o fa.”
“In Kirghisia, la gestione dello Stato, oltre ad essere una forma di volontariato, si esprime in due governi, uno si occupa della gestione quotidiana della cosa pubblica, l’altro si dedica esclusivamente al miglioramento delle strutture.”



