Archive for febbraio, 2010

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Lo sapevi che…? (parte seconda)

Posted by Sabino Parente On febbraio - 28 - 20101 COMMENT

• La maggior parte dei ministri del governo hanno inserito il loro numero diretto di telefono nella normale rubrica telefonica.

• Il santo patrono del Lussemburgo, Saint Willibrord, nacque in Northumbria (658), regione dell’Inghilterra settentrionale, e studiò in Irlanda. Egli costruì una abbazia a Echternach (dove morì nel Nov 7, 739), e proprio in questo giorno, ogni anno si svolge la Processione Danzante (l’unica al mondo).

La statue di St. Willibrord a Echternach.

La statua di St. Willibrord a Echternach.

Karl Marx (nato a Trier [Germania], circa 13 Km dal confine lussemburghese), fu incaricato di spiegare i motivi economici  in un periodo di profonda crisi  per i viticoltori lussemburghesi della mosella, una situazione in forte contrasto rispetto a quella dei giorni nostri, in ottimo stato.

• Ci sono grosse comunita di ex-Lussemburghesi che vivono in America (es. il villaggio di “Rolling Stone” fu fondato da emigrant provenienti dal villaggio di Rollingergrund in Lussemburgo), e in Romania (nella zona chiamata “Siebenbürgen”). Una vecchia forma di Lussemburghese è tuttora parlata in queste zone.

  • Karl Marx (nato a Trier [Germany], 8 miles dal confine lussemburghese), fu incaricato di spiegare i motivi economici per le circostanze sociali quando vedono la povertà abject dei winegrowers sul Lussemburgo Moselle – un contrasto grande con odierno successo economico del Lussemburgo. was prompted to consider the economic reasons for social conditions when seeing the abject poverty of winegrowers on the Luxembourg Moselle – a great contrast with today’s economic success of Luxembourg. (contributor: Bob West)
  • Ci sono grosse comunita di ex-Lussemburghesi che vivono in America (eg il villaggio di “Rolling Stone” fu fondato da emigrant provenienti dal villaggion di Rollingergrud in Lussemburgo), e in ROmania (nella zona chiamata “Siebenbürgen”). Una vecchia forma di Lussemburghese e’ tuttora parlata in queste zone.
  • Per quanto riguarda I grandi successi sportive lussemburghesi si ricordano:
  • La performance piu’ importante di uno sportivo lussemburghese risale al 1952 quando Josy Barthel(al quale e’ intitolato lo stadio nazionale) divenne medaglia d’oro nei 1500 metri ai giochi olimpici di Helsinky.Nel 1909

    François Faber fu il primo non francese a vincere la piu dura e famosa corsa ciclstica nel mondo, il “Tour de France“. Altre tre volte e’ successo che un Lussemburghese ha vinto questa corsa: Nicolas Frantz in 1928 and in 1929, and Charly Gaul in 1958 (che ha vinto anche il giro d’Italia 2 volte). Il giovane Andy Schleck e’ diventato famoso grazie al second posto al Giro d’Italia nel 2007. Il suo compagno di squadra, Kim Kirchen anche arrive 2 al tour della Svizzera e settimo al tour de France del 2007. Il tour de France 2008 ha visto invece ben 3 lussemburghesi nei primi 12 nella classifica finale.Tra questi, Kim Kirchen, Frank Schleck, and Andy Schleck ha indossato la maglia Gialla e la maglia verde per 6 giorni mentre Andy ha finite il giro come Maglia Bianca, come miglior giovane talento.

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REGINA DELL’AUTO 2010 : LA NUOVA POLO VOLSKWAGEN

Posted by Andrea Castaldo On febbraio - 27 - 20101 COMMENT

Lo scorso 6 Febbraio 2010, si è svolta nella Sede della Volkswagen, in Germania, la cerimonia ufficiale di premiazione della nuova Polo, che è stata nominata “Auto dell’Anno 2010” lo scorso novembre. Nel ricevere il premio dalle mani di Håkan Matson, Presidente della Giuria dell’ “Auto dell’Anno”, Martin Winterkorn, Presidente del Gruppo Volkswagen, ha voluto ringraziare tutti i dipendenti che sono risultati determinanti per questo successo.

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“È necessaria una grande squadra per creare un’auto vincente come la Polo, e sono fiero che il Gruppo Volkswagen abbia un team così forte e motivato capace di dar vita a una vettura accessibile a tutti, ricca di tecnologia, qualità e sicurezza”.

Infatti il “polo tedesco” non poteva far altro che scegliere una ottima squadra di calcio del campionato italiano di serie A, calda e potente come i suoi motori, con la quale sottoscrivere una accordo di primo livello come sponsor istituzionale, ossia la SSC NAPOLI 1926.

L’ufficialità é stata data il 31 Gennaio 2010 quando il Presidente della Volkswagen Group Italia, Giuseppe Tartaglione, ha consegnato simbolicamente le chiavi di un auto al Presidente del Napoli Calcio Aurelio De Laurentis affermando che la casa automobilistica di lingua tedesca é legata al Napoli tramite la forza del colore azzurro e quindi dei suoi tifosi.

Facciamo alle due Società un grosso in bocca al lupo affiché rappresentino nei rispettivi mercati di competenza una ”Top Company in Co-partnership” da prendere come esempio per il ”resto degli spettatori”.

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Kaupthing Bank: il caso dell’ex gruppo islandese continua.

Posted by Andrea Castaldo On febbraio - 26 - 20102 COMMENTS

Il 13 Luglio 2009 si riunì l’Assemblea Generale degli Azionisti della Kaupthing Bank Luxembourg con all’ordine del giorno la “liquidazione volontaria” della società, che era stata nazionalizzata causa “rischio di bancarotta” nel precedente autunno.

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Ricordiamo che stando ai calcoli di quel periodo dell’agenzia Bloomberg (Agenzia di informazione finanziaria fondata nel 1981 a New York) , l’Islanda aveva accumulato un debito pari a 61 miliardi di dollari, una cifra 12 volte superiore al Pil del Paese. Nel corso degli ultimi anni, d’altra parte, le banche islandesi si erano lanciate in operazioni finanziarie sempre più ardite, che portarono il rapporto fra gli impegni e il Pil (ovvero, fra gli investimenti e la ricchezza prodotta in un anno) di 10 a 1.

Cosi l’ex filiale islandese fu ripresa dalla Blackfish Capital, società di gestione patrimoniale appartenente alla F.glia britannica dei Rowaland la quale denominò la nuova banca “Havilland Banque” ritirando il nome dell’ex Kaupthing dalla lista ufficiale delle società abilitate ad esercitate attività finanziarie nel Grand Duchè de Luxembourg e liquidando conto correnti e fornitori di servizi.

Nel frattempo Mr. Hreidar Már Sigurdsson, l’ex-patron della banca islandese, si è trasferito a Lussemburgo, secondo il web site islandese “icelandreview.com”.

Il manager ha lasciato l’Islanda per dirigere una società di gestione del risparmio, denominata Consolium, che è stata fondata proprio con altri ex componenti del gruppo Kaupthing.

La Consulium conta 5 impiegati e i soci sperano di svilupparla rapidamente anche a livello internazionale differenziando la clientela islandese. Questi ci tengono a precisare che tale società non ha alcun legame con l’attuale banca Havilland.

Oggi, secondo il Tageblett (editpress lussemburghese), dopo alcuni mesi trascorsi dalle modifiche ai vertici dell’azionariato dell’ex gruppo islandese ci sono ancora delle perquisizioni in corso nel locali di Kirchberg (ex sede sociale di Kaupthing).

Infatti si riporta che una squadra della Polizia lussemburghese stia interrogando degli ex impiegati del gruppo Kaupthing. Vasta operazione che durerà per tutta l’ultima settimana del mese di Febbraio.

Secondo il web site icenews.is, la giustizia islandese si sta interessando, con la collaborazione della polizia lussemburghese, con molta attenzione al periodo del cambio ai posti di comando dell’ex colosso islandese Kaupthing in quanto ci potrebbero essere dei rischi di frode finanziaria.

Da sottolineare che tali verifiche non implicano assolutamente l’attuale banca Havilland, che ha ripreso gli attivi ed i locali dell’ex gruppo Kaupthing Luxembourg.

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Progetto “Royal Hamilius”, prime Foto!

Posted by Antonio Di Marzo On febbraio - 25 - 2010ADD COMMENTS

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Un nuovo complesso conosciuto come ‘Royal Hamilius’ potrebbe iniziare la costruzione nel 2012, con negozi, uffici e appartamenti in pieno centro città. Dopo vari cambiamenti amministrativi nel 2007, spostando la biblioteca al centro della città nel 2008 e la rimozione del previsto “Bierger-Center” in Hamilius, la città di Lussemburgo ha in programma un piano di risanamento situato nel cuore di Città del Lussemburgo. Il “Royal Hamilus” sarà situato al centro tra Boulevard Royal, Avenue Monterey, Rue Aldringen e Grand Rue. Il progetto include anche la stazione degli autobus “Place Hamilius”, il parcheggio sotterraneo” Parcheggio Aldringen “, e il centro commerciale” Centro Aldringen “. Royal Hamilius non è solo un progetto di zona dello shopping, ma prevede anche uno spazio per uffici e abitazioni in modo da soddisfare la crescente domanda rientrante nel concetto di “vita urbana”.

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Pianificazione

Un concorso di architettura ha avuto luogo per i piani di costruzione del nuovo complesso conteso tra 6 candidati. I progetti saranno presentati nel giugno del 2010 dinanzi alla Commissione dai concorrenti stessi e sulla base di criteri concordati, solo tre dei progetti saranno ammessi alla fase finale. Il progetto vincitore sarà scelto nell’autunno del 2010 e l’inizio dei lavori è previsto nel 2012.

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Ricetta: la Focaccia barese

Posted by Sabino Parente On febbraio - 24 - 20103 COMMENTS

Ecco una ricetta a me molto cara, direttamente dal libro della mia mamma (splendida cuoca) e che quasi ogni domenica non manca nella mia casa. La focaccia barese è un piatto tipico del capoluogo pugliese, molto diffusa sia in città che nella provincia, e non c’è Mc Donald che gli tenga testa!! E’ una specie di pizza, ma senza mozzarella, piu’ spessa ma soffice e ricoperta di pomodiri e origano. C’è chi la preferisce alta, bassa, con moli pomodori o pochi, croccante o soffice, ma è sempre buona!!!

Anche se la ricetta sembra semplice, in realtà, soprattutto le prime volte, puo’ non venire bene, quindi non vi arrendete… questo perchè bisogna capire con i propri occhi quando l’impasto va bene, al di la dei numeri e delle quantità. Le mie prime volte sono state pessime, era sempre asciutta o densa, mai soffice e leggera come mi aveva abituato la mamma! In un secondo momento, anzi direi terzo e quarto, ho scoperto che il “segreto” sta nel fare un impasto un po’ fluido, e non asciutto come si usa fare con la pizza.

Ecco di seguito gli ingredienti e le foto che spiegano il procedimento.

Ingredienti

  • 500 gr di farina
  • 1 cucchiaio di sale
  • 300 gr di acqua tiepida
  • 1 lievito (20 gr)
  • olio extra vergine di oliva (magari pugliese!!)
  • 1 patata lessa schiacciata (opzionale)

Preparazione

In una coppa versate la farina, scavate un fossetto al lato e metteteci il sale (questo perchè non deve andare subito a contatto con il lievito).

Fate un fossettino al centro e sbriciolate il lievito.

Cominciate a versare l’acqua tiepida al centro per far sciogliere il lievito, e quindi impastate con le due fruste ondulate (vedi foto), prima al centro e poi man mano allargandosi ai lati continuando a versare l’acqua.

Mentre si impasta, versate anche un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva e la patata precedentemente bollita e schiacciata (serve per rendere piu’ soffice la focaccia).

Continuate ad impastare fino ad ottenere una massa leggermente fluida. Questo è il punto piu’ importante e sta a voi farci l’occhio. In pratica, inclinando la coppa, la massa deve spostarsi lentamente come un fluido denso. Difficile da spiegare, ma l’importante è che non sia asciutta e ferma. (vedi foto)

A questo punto coprite la coppa prima con uno straccio , e poi con una coperta spessa, e mettetela in un luogo caldo. Lasciatela riposare per circa 40 minuti.

Passato il tempo  di lievitazione, dovreste trovare la massa raddoppiata di volume ma sempre un po’ fluida. Se è cosi’ il risultato finale è assicurato! (vedi foto)

Prendete una teglia di almeno 30 cm di lunghezza e versategli dentro un po’ di olio extravergine di oliva. Io preferisco metterne un po’ di più, perchè la focaccia barese è unta per antonomasia! Insomma coprite il fondo di olio, un filino, e versate la massa lievitata facendola espandere su tutta la superficie. Nel mio caso, avendo messo piu’ olio sul fondo, questo verrà in superficie e lo utilizzo per condire la parte superiore, senza aggiungerne altro.

Con le mani quindi, stendete bene la massa, ungetela anche da sopra e cominciate a guarnirla con pomodorini (freschi o in scatola), origano e qualche oliva. Una ottima variante è con la cipolla rossa di tropea a striscioline…io l’adoro!

Bene, siamo vicini alla meta.

Ora, coprite la teglia e lasciate riposare la focaccia “cruda” ancora per 15 minuti, mentre preriscaldate il forno a 240 gradi durante l’attesa.

Passati i 15 minuti, il forno ora è ben caldo, quindi è tempo di infornare la teglia.

Il tempo di cottura è in media di 30 minuti, ma vi consiglio di controllare a vista, quando appare ben dorata, é cotta, facendo attenzione a non farla bruciare.

Un odore piacevole infine, vi avviserà che è arrivata l’ora di tirarla fuori e… buon appetito!

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CRISI ECONOMICA : regge l’acciaio lussemburghese

Posted by Andrea Castaldo On febbraio - 24 - 20102 COMMENTS

Industrial metallurgy - © Oleg-F - Fotolia.comL’industria dell’acciaio ha conosciuto come tutte le altre industrie un drastico calo degli ordini negli ultimi mesi. Tuttavia resta sempre una delle produzioni fondamentali per il futuro, dato il basso impatto ambientale di questo materiale, la sua duttilità e affidabilità.

Proprio per questo motivo l’acciaio è sempre più usato anche nelle costruzioni dell’edilizia, dove il concetto di sostenibilità ambientale si sta facendo sempre più strada, essendo l’acciaio anche un materiale riutilizzabile un numero infinto di volte. Il loro impiego è particolarmente conveniente in progetti in cui si possono riscontrare problematiche legate all’aumento della dimensione dei componenti edilizi.

Grazie alla sua duttilità, flessibilità e sostenibilità, l’acciaio è sempre più usato non solo nell’edilizia ma anche nell’arredamento. In questo senso, sono infatti sempre più diffusi i mobili in accianio, usati sia nel campo della ristorazione che dell’arredamento di case e uffici.

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Il colosso dell’acciaio “ARCELOR MITTAL” con headquarter in Lussemburgo, é un testimone eclatante dei ribassi degli ordinativi mondiali, raggiungendo un utile netto del 2009 intorno ad € 86 ml contro € 6,8 mld del 2008.

La differenza é impressionante, a conferma che il 2009 si é dimostrato l’anno più difficile della storia del mercato dell’acciaio, sottolinea Michel Wurth, membro della Direzione generale del gruppo AM.

La società lussemburghese aveva, nel 2008, lanciato un piano di riduzione dei costi del personale (34.000 impiegati in meno) che ha permesso di non perdere liquidità a fronte del calo delle vendite del 2009. Il gruppo oggi ha 282.000 “uomini” in tutto il mondo.

Anche il Lussemburgo non é stato graziato, il personale é passato da 6.606 a fine 2008 a 6.172 a fine 2009, circa 436 posti in meno con un riduzione delle cifre d’affari deal 43% in un solo anno.

Il Grande-Ducato si puo’ ritenere fortunato rispetto al resto del mondo perché le fabbriche locali sono state toccate in maniera non importante.

In europa la domanda di acciaio in ogni caso, secondo le previsioni interne, non ritornerà ai numeri del 2008 prima dei prossimi 4 anni economici.

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Potrà un giorno sorgere la Kirghisia?

Posted by Paola On febbraio - 23 - 2010ADD COMMENTS

Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti , è un testo che coinvolge e che alimenta la voglia di cambiamento della struttura della società odierna che è consolidata nel tempo.

Agosti  immagina e vive un viaggio in un paese “dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è un’utopia, ma un bene reale e comune”.

kirghisiaMolto criticato, in quanto considerato un testo di pura fantasia e intriso di utopia. Le idee politiche esplicitate sono considerate prive di fondamento. Il primo impatto è considerare la visione di Kirghisia come banale.

È proprio così banale e infantile ?

Si puo’ rivelare come un suggerimento verso una condizione umana , un atteggiamento verso se stessi, verso gli altri e verso la vita altenativo a quello attuale?

Basta saper immaginare  un’ isola perchè quest’isola incominci realmente ad esistere

“Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora piu’ di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’ eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creativita’, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.

La corruzione politica si é azzerata perché in questo Paese, chi appartiene all’apparato governativo, esercita il proprio ruolo in forma di “volontariato”, semplicemente continuando a mantenere per tutta la durata del mandato politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua precedente attivitá. Quando ho saputo che ogni realtá politica nasce da una forma di volontariato, ho finalmente capito perché, ogni volta che vedo un rappresentante del parlamento italiano parlare alla televisione, c’é qualcosa sul suo volto che rivela un’incolmabile lontananza da ció che sta dicendo. Ecco, ora mi é chiaro che chiunque abbia, come i nostri deputati occidentali, uno stipendio minimo di quaranta milioni di lire (circa 20.000 euro) al mese, non puó in alcun modo essere convincente, in cio’ che dice, pensa o fa.”

“In Kirghisia, la gestione dello Stato, oltre ad essere una forma di volontariato, si esprime in due governi, uno si occupa della gestione quotidiana della cosa pubblica, l’altro si dedica esclusivamente al miglioramento delle strutture.”

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Inquinamento: Una parola, un paradosso

Posted by Armando Rosa On febbraio - 22 - 2010ADD COMMENTS

inquinamentoPremessa: non si tratta di un problema esclusivamente italiano ma di una situazione che si verifica sempre piu’ di frequente, direi addirittura in maniera ormai cronica, in tutto il resto del globo.

Stiamo parlando dell’inquinamento atmosferico provocato dalle polveri sottili.

E’ notizia di pochi giorni fa che circa un’ottantina di Comuni del nord Italia (piu’ il Comune di Napoli) hanno deciso per un congiunto stop alla circolazione delle auto domenica prossima 28 febbraio 2010. Come già ampiamente documentato dai tg nazionali, si tratta della prima volta in cui un tale gesto assume un carattere simbolico di questa portata, a dimostrazione del fatto che il 2010 è caratterizzato da un pessimo andazzo statistico in termini di qualità dell’aria nelle principali città italiane. Quasi tutti i giorni del mese di gennaio, ad esempio, le centraline di rilevamento della qualità dell’aria di Milano hanno riscontrato quantità di particelle tossiche ben superiori al limite previsto dalla legge.

Se è vero che in inverno la piu’ frequente coltre nuvolosa tende a far stagnare nell’aria le micidiali polveri  di metalli pesanti, è anche vero che con il prossimo aumento delle temperature in vista della bella stagione il problema è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Mettendosi nei panni dei nostri sindaci, cos’altro proporre se non un’iniziativa coordinata e trasversale finalizzata principalmente a lanciare un chiaro messaggio al Governo centrale piu’ che a risolvere concretamente il problema?

Su una questione fondamentale occorre mettersi d’accordo una buona volta: perchè continuare a predicare di voler risolvere i problemi ambientali del mondo, perchè ingannare l’umanità organizzando summit internazionali sul tema del riscaldamento globale se poi allo stesso tempo si foraggia continuamente l’industria automobilistica e si incentiva all’acquisto di nuovi veicoli? Parliamoci chiaro: è sotto gli occhi di tutti che in qualsivoglia città del mondo circola un numero ormai insostenibile di veicoli. I parcheggi sono saturi, gli intasamenti continui, con conseguente danno quotidiano tanto alla salute quanto alla nostra psiche.

Per non parlare poi del traffico aereo. Fino a vent’anni fa, in pochi avrebbero immaginato che si sarebbe raggiunto un tale numero di voli nei cieli di tutto il mondo. Abbiamo idea di quanto consuma un aereo? Beh, ci basta vedere i suoi motori per avere subito la risposta chiara davanti ai nostri occhi.

Esistono tecniche a costo zero per trasformare i deserti in zone coltivabili ed abitabili. Tecniche già usate da alcuni Paesi africani. Ma credete che qualche Paese industrializzato se ne sia interessato? Nessun immediato profitto da trarne, nessuna lobby da favorire. Discussione chiusa in partenza.

Per carità, qui non si discute di essere a favore o contro il progresso. Nessuno nega che il benessere sociale complessivo abbia tratto un gran giovamento dallo sfruttamento massiccio dei conbustibili fossili, ma appare chiaro che rischiamo di trovarci presto di fronte a un muro nella nostra strada verso il progresso. Massima priorità alla salvaguardia dei posti di lavoro, per carità, ma forse sarebbe ora di cominciare a concepire il sistema impresa del futuro, quello basato sulle energie rinnovabile e pulite, anche a piccoli passi, in modo graduale. E’ un bacino potenzialmente enorme, la nostra immaginazione non riesce neppure minimamente ad intravedere quale business possa generarsi sul pulito, sull’ecologico, sull’eolico e il solare. La capacità programmatica sembra essere il vero elemento latente quando si parla di misure efficienti per aiutare il pianeta. Basta anche una minima dose di intelligenza per rendersi conto che un cambiamento sostanziale dei consumi va programmato nel medio-lungo termine. Occorre lavorare e investire sulle nuove tecnologie da adesso, cercare di spendere oggi per raccogliere domani. Immagino che questo debba avvenire ad un prezzo. Quando gli equilibri sociali cambiano c’è sempre una fascia di umanità che perde i suoi vantaggi a favore di un’altra. Le gerarchie si modificano. Ma il mondo continua a camminare e progredire. A volte è persino meglio prendere una decisione non corretta che non prenderne alcuna.

Temo che il male italiano si possa estendere a livello globale e possano trarsi previsioni non troppo rosee sul futuro. A dispetto dei tanti proclami e slogan politici che siamo soliti ascoltare, finora nessun Obama o Sarkozy della situazione sono stati capaci di coordinare un’azione programmatica adeguata destinata a mettere seriamente le basi per un rimodellamento del nostro attuale modus vivendi nel pianeta. Prendiamo la conferenza sul clima tenutasi a Copenaghen poco tempo fa. Come la si vuol definire se non un fallimento?

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Premiazione ScanuSANREMO (21 febbraio).

Cari Italiani in Lussemburgo, come potevamo non spendere due parole sul nostro caro amatissimo Sanremo?

L’ordine esatto di arrivo al traguardo del 60.mo Festival della Canzone Italiana di Sanermo è Valerio Scanu (“Per tutte le volte che”), il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (“Italia amore mio”), Marco Mengoni (“Credimi ancora”). Sì, avete capito bene: l’avverarsi dell’ipotesi più temuta e, inoltre, un’ingiustizia in seno a un’ingiustizia. Già l’annuncio della terna finale aveva fatto rivoltare la platea. Infatti, mentre Antonella Clerici annunciava i precedenti sette esclusi nell’ ordine di Povia (“La verità”), Arisa (“Malamoreno”), Irene Grandi (“La cometa di Halley”), Simone Cristicchi (“Meno male”), Irene Fornaciari feat Nomadi (“Il mondo piange), Malika Ayane (“Ricomincio da qui”), Noemi (“Per tutta la vita”), l’orchestra ha buttato via per la prima volta nella storia del Festival gli spartiti sul palco, manifestando un forte dissenso, la sala stampa è praticamente crollata. Man mano che la Clerici, “Antonellina per le casalinghe italiane”, escludeva i concorrenti migliori, il pubblico dell’Ariston si agitava, urlava “vergogna” e “venduti” (ricordiamo che i Festival di Sanremo é trasmesso in Eurovisione), la sala gremita di giornalisti si prodigava in fischi, gli orchestrali si sdegnavano e chiedevano di rendere noto il loro voto. Non riuscivano a credere possibile che il loro gusto fosse esattamente l’opposto di quello espresso dal televoto.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=u5yKsNF0_Tw[/youtube]

Nell’atmosfera di contestazione generale si sono aggiunti anche gli operai di Termini Imerese (quelli di Pomigliano d’Arco erano stati ignorati dalla Clerici la sera prima), intervistati da Maurizio Costanzo, si inserivano come un altro tassello di un paese in crisi.

Poi l’altra beffa: all’interno della finalissima Marco Mengoni è arrivato ultimo, lui, l’unico lì in mezzo ad avere la stoffa, presenza scenica (ancora da governare), una voce che ha toccato anche Mina ed Anna Oxa secondo gli esperti. Sembra impossibile che la volontà popolare (che la Clerici tanto invoca e rispetta) si esprima in questa direzione.

Una citazione di stampa in data odierna dice: «Quando fu chiesto al popolo di salvare uno dalla croce, fu scelto Barabba».

Anche se puo’ sembrare un po’ blasfema perchè mischia sacro e profano rende bene l’idea di ciò che è accaduto ieri a Sanermo.

E’ da sottolineare il forte disappunto dell’orchestra rispetto ai “voti popolari” dell’Italia che, in tale maniera, elogia il lavoro e il concetto delle trasmissioni “Amici” ed “X Factor” che rappresentano rispettivamente il backstage dei due terzi dei finalisti Valerio Scanu e Marco Mengoni.

Allora, la domanda sorge spontanea: il Festival di Sanremo deve premiare il cantante e la canzone più bella (considerando tutti i dettagli per tale definizione) oppure deve lanciare i c.d. volti nuovi, o quasi, con tanto di procura dei “Talent Show” italiani (importati tra l’altro da oltre i confini, alla faccia delle iniziative della TV made in Italy). Basta dirlo, in maniera tale che si conoscano i fini di una manifestazione canora, ormai sessantennale, che dovrebbe rappresentare il “salone della musica italiana” evitando cosi che i componenti dell’orchestra, dopo aver suonato per cinque sere consecutive – non é sempre musica per le proprie orecchie – (dal 16 al 20 Febbraio) si lascino andare in atteggiamenti di “disordine musicale” contestando le ormai decisioni definitive del televoto “popolare”.

Certi di aver contribuito a trasmettervi l’adrenalina sonora Sanremese con il suo profumo canoro, anche in mancanza dei fiori sul palco, Auguro a tutti gli “Italiansinlux” una buona settimana!!!

Andrea Castaldo.

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Le avventure di Shakespeare, un game online di grande successo!

Posted by Sabino Parente On febbraio - 20 - 2010ADD COMMENTS

giocoromeoegiuliettaEcco per voi un bel gioco in stile platform, per passare un po’ di tempo a casa o in ufficio (senza che il capo vi veda…) Nato come strumento di promozione turistica per il Warwickshire, la “Shakespeare Country“, ha subito spopolato in rete, attirando ben 22 milioni di utenti, una cifra davvero enorme se si rapporta alla semplicità del gioco, comunque ben fatto. Il gioco si basa sulle avventure di Romeo e Giulietta e dovremo aiutare il giovane innamorato ad affrontare una serie di pericoli attraverso un lungo percorso all’interno di Stratford-upon-Avon, il paese natale di Shakespeare. Lo scopo è quello di raccogliere abbastanza rose per la sua amata Giulietta, evitando cinghiali inferociti, scheletri fastidiosi e tutto quanto la campagna inglese possa presentare di rischioso. Oltre che un bel passatempo, è anche un bell’esempio di marketing virale, una campagna low cost ma di grande successo.

Buon divertimento!

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