La notizia, qualche anno fa, fece il giro del mondo. Finendo dritta dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal New York Times a Liberation. Attratti da una storia in cui il localismo vince sulla globalizzazione, la bravura di un artigiano sul potere di una multinazionale, l’unicità dei sapori sulla riproducibilità dei menù. Grande protagonista della vicenda, un panettiere di Altamura, in Puglia, che sconfisse, umiliò e costrinse alla fuga nientemeno che… il colosso dei colossi, ovvero McDonald’s.
E poiché si tratta di una storia realmente accaduta, è diventata un film, Focaccia Blues, diretto dal pugliese Nico Cirasola, nelle sale dal 17 aprile (in dieci copie distribuito da Bunkerlab). Una lunga gestazione ha segnato le sorti di questo lungometraggio “made in Puglia” che mescola i fatti reali con i veri protagonisti di Altamura a una parte di fiction in cui appaiono anche Michele Placido, Nichi Vendola, Lino Banfi e Renzo Arbore, che ha presentato il film a Roma insieme al regista e agli ispiratori, tra cui il produttore e distributore Alessandro Contessa.
Su contina trovate il trailer del film Focaccia blues.
La storia. Quello che accadde fu una piccola guerra fra noi e McDonald”, dice Onofrio Pepe, un giornalista in pensione che fondò qui un’associazione votata alle prelibatezze locali. “Le nostre munizioni erano la focaccia e la salsiccia. E il pane. È stata una guerra pacifica, senza alcun spargimento di sangue”.
Il signor Pepe e diversi altri cittadini che la pensavano come lui ad Altamura, città di 65.000 abitanti, formavano un’ala dell’esercito. Dicono di aver combattuto soprattutto per orgoglio e per il loro cibo, che include un fungo locale chiamato cardoncello, la focaccia, la mozzarella e, prima di tutto, un pane a pasta ruvida famoso da millenni in giro per l’Italia. Questo pane è protetto per la sua unicità dai regolamenti dell’Unione Europea, che ha preso atto del fatto che Orazio lo definì nel 37 avanti Cristo “di gran lunga il miglior pane che si possa trovare, così buono che il viaggiatore saggio se ne porta una scorta nel suo viaggiare”.
Quando il McDonald aprì al principio del 2001, dice il signor Pepe, non ero contrario e anzi diedi il benvenuto ai circa 25 posti di lavoro che aveva creato. Ma poi McDonald eresse enormi archi su un palo vicino al centro della città vecchia, fastidiosamente vicino alla cattedrale del tredicesimo secolo, con gialle luci al neon accese 24 ore al giorno.
“Dava l’impressione di una città che veniva occupata”, dice il signor Pepe. E così il suo gruppo inscenò proteste in chiave minore a sostegno del cibo locale.
Un fornaio di quarta generazione, Luca Digesu, che adesso ha 35 anni, aprì l’Antica Casa Digesu, una piccola panetteria proprio accanto al McDonald, dicendo che sperava semplicemente di guadagnarsi qualche cliente attirato nella zona.
Presto ci fu dal McDonald una migrazione di locali che preferivano la loro versione del fast food: grosse fette di focaccia. Il motivo sembrava in parte economico, dice il signor Digesu, in quanto una grande fetta di focaccia costava quanto un singolo hamburger del McDonald. Ma era anche chiaramente la scelta del cibo preferito.
Il McDonald cominciò a offrire gite scolastiche per visitare le cucine, a concedere gratis il ristorante per feste di compleanno dei bambini, a distribuire sconti per i bimbi e a tenere il televisore acceso per fare vedere agli adulti le partite di calcio. Ma sembrava tutto inutile. “Guardavano la partita e appena era finita se ne andavano a prendere la focaccia”, dice il signor Pepe.
Infine, nel dicembre 2002, il Mcdonald chiuse, per mancanza di profitti, secondo la compagnia.
Ci possono essere posti nel mondo dove McDonald è surclassato. “La maggioranza non riusciva a concepire che McDonald diventasse parte integrale della loro vita”, dice Patrick Girondi, 48 anni, imprenditore di Chicago che vive qui da 15 anni. “Il McDonald non è stato battuto da un fornaio. Il McDonald è stato battuto da una cultura”.
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Speriamo di poter vedere questo film anche qui in Lussemburgo e, chissà che la mitica focaccia non conquisti anche il gusto dei Lussemburghesi!!
Fonte solleviamoci.wordpress.com
Fonte repubblica.it
Maggiori info: www.focacciablues.it





Ma diciamocelo: chi o che cosa puo’ competere con la vera focaccia barese a questo mondo?
NIENTE E NESSUNO…