Ok, l’argomento non è Venere, non è marte, diciamo che è trasvesale, ma attualissimo….
Si aggirano ancora per il nostro Bel Paese, menti di eccelsa demenza che pensano che omosessualità sia una malattia, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha depennata dalla lista da moltissimo tempo, ma d’altra parte la mamma dei cretini è sempre incinta. Per fortuna persone del genere sono in netta minoranza, ma pensate ai danni che un articolo discriminatorio nelle mani di un omofobo può fare.
E’ indubbio che omosessuali si nasce, ed è ampiamente dimostrato, quindi impensabile poterli guarire, per il semplice fatto che non sono malati, ma solo sessualmente diversamente orientati.
Anticamente, presso molte popolazioni, in particolare presso gli Ebrei, l’omosessualità era considerata un peccato, mentre oggi ci si deve scontrare anche con l’idea della perversione, un concetto più tardo, paradossalmente moderno, il quale non implica una dimensione di profanazione del sacro. Facevano eccezione gli antichi Greci, i Romani di età imperiale, prima dell’avvento del cristianesimo come religione ufficiale, e le popolazioni nordiche/celtiche.
In seguito ci sono state molte persecuzioni, e l’omosessualità è stata classificata in ambito scientifico come malattia, deviazione, disorientamento della personalità. Durante il nazismo nei campi di concentramento i gay avevano un riconoscimento rosa sugli abiti e un triste destino. La persecuzione ufficiale è durata fino al 1973, anno in cui l’APA (American Psychiatric Association) stabilì che non si trattava di una malattia, riclassificandola nel 1987, fra le varianti della sessualità umana.
Infine, nel 91’, l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha esclusa definitivamente dalla classificazione delle malattie.
Come si può vedere, un percorso lento e doloroso per chi lo vive, poiché molti gay sono stati assassinati, picchiati, discriminati, o spinti al suicidio dall’ignoranza e dall’omofobia.
La società italiana è spesso diffidente nei confronti delle diversità, fino al punto di considerarle pericolose.
Tale mancanza di fiducia riguarda tutte le minoranze portatrici di valori nuovi o diversi, perché si crede che minaccino quelli convenzionali, ma non è così.
Il pregiudizio anti-gay, inoltre, è rinforzato dall’ignoranza, infatti, gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta.
Le credenze negative nei confronti dell’omosessualità, inoltre, sono così diffuse nella nostra società da ignorare che il male è altrove. Ricordiamo che in Olanda i gay crescono bambini in modo eccellente, e altrove si sposano. La discussione è ancora aperta, solo che chi contrasta i gay dovrebbe portare argomentazioni e prove concrete, non credete?
Simona Aiuti
Nel 2009 qualcuno vuole ancora guarire i gay!
Il febbraio - 23 - 2009




Cosa aggiungere a queste parole?
E’ assurdo che al giorno d’oggi gli omosessuali debbano essere considerati come dei “diversi”.
D’accordo, non siamo abituati ad averci a che fare e questo può creare situazioni “imbarazzanti”, ma per qual motivo poi non si dovrebbe rispettare queste persone allo stesso modo di tutte le altre?
La vera assurdità è parlare ancora, nel 2009, di “tolleranza verso gli omosessuali” : voglio dire, io ho esattamente una testa, un cuore ed una dignità come tutti su questo pianeta, quindi cosa caspita mi dovete tollerare?!
L’unica differenza è l’orientamento sessuale, ma non mi pare scandaloso che una persona dentro le mura di casa sua o del suo partner faccia quello che vuole..Il vero scandalo è la violenza che viene consumata ai danni dei bambini, delle donne, dei ragazzi gay che non danno fastidio a nessuno.
Le aprite queste menti o volete restare ignoranti e provinciali a vita? sono profondamente offeso da chi crede che tra due persone dello stesso sesso non possa esserci amore.
L’amore è un sentimento universale, leggetevi la Bibbia se non l’avete mai fatto, e smettetela di bere le fandonie che racconta la chiesa. E’ tutto un business, un modo sporco di proteggersi accusando chi non può difendersi..E’ nell’amore che dovete credere, non nei racconti incantatori di un uomo che veste un abito scuro con un colletto bianco (o peggio tutto bianco…) e che probabilmente dice quel che dice per difendere la sua vera identità. L’abito NON fa il monaco, questo l’ho imparato sulla mia pelle.
Andrea
voglio farti una domanda, da quanto tempo stai scrivendo?