È innegabile che l’amore sia cieco, e a volte è pure completamente rimbambente, al punto che noi venusiane riusciamo ad innamorarci di soggetti che per le amiche, i colleghi di lavoro e soprattutto per le nostre mamme, sono difficilissimi da digerire.
Arriva sempre prima o poi quel fatidico momento in cui, magari per qualche festività, bisogna presentare il nostro “lui” alle amiche o alla nostra mamma, test dal quale non si può prescindere!
Il marziano si presenta vestito come un boscaiolo, un alpino, o un reduce di guerra, nonostante i bellissimi capi che gli abbiamo regalato, eppure lui ha tutto stipato nell’armadio, compresa la bella cravatta di seta comprata da noi con cui vorremmo strangolarlo. Pettinarsi poi è chiedere troppo e magari lui si presenta scarmigliato, con i capelli unti e bisunti di gelatina che si solidifica facendolo sembrare come Ken, o come se avesse un caschetto lucido e compatto sul cranio. Per noi è sempre il più bello, ma nostra madre proprio non lo digerisce, e dopo dieci minuti muore dalla voglia d’impacchettarlo e buttarlo dentro il cassonetto, ma non lo fa perché non sa bene se va nell’umido o è da smaltire con il plutonio!
Il problema grosso tuttavia non è presentare il nostro “lui” alla nostra di madre, ma andare dalla sua, ovvero presentarsi dalla regina madre, colei che ha generato il nostro fidanzato, la donna che tiene con gli artigli l’uomo che vorremmo sposare, la signora di mezza età da cui può dipendere la nostra felicità e ci presentiamo con la stessa ansia di chi va a fare un provino per entrare alla “Scala”. Nell’intimo sappiamo che lei ha il coltello dalla parte del manico e forse muore dalla voglia di usarlo per affettarci o piantarcelo nella schiena!
Entriamo in crisi una settimana prima, non abbiamo idea di come vestirci, e quando siamo infine al suo cospetto bianche e pallide, preferiremmo stare sulla poltrona del dentista a farci devitalizzare un dente, oppure ripetere l’esame di maturità!
Al cospetto della non ancora suocera cominciamo a tremare come canne al vento e quando lei inizia a scrutarci dall’alto in basso, pensando in pochi secondi che sicuramente non sappiamo stirare una camicia, fare un piatto di pasta decente o lavare un maglione di pura lana vergine, e che di certo noi vergini non lo siamo dalla prima guerra mondiale, allora vorremmo sprofondare tre metri sotto terra!
È dura ma possiamo farcela, basta un po’ di piaggeria, genuflettersi abbastanza, stare zitte, elogiare la sua cucina e vestirsi da educande al suo cospetto. È difficile, lo so, basterebbe che le venusiane si coalizzassero un po’, come il vostro fidanzato con vostro padre, che dopo dieci minuti bevevano una birra assieme!
La mamma di lei… la mamma di lui!!!
Il gennaio - 5 - 2009




a mamm d iedd…..a mamm d iedde. iè tutt giost. ooookkkk!!!!